MATERA TARANTO SOLO ANDATA.

Sono stato a Matera domenica scorsa.

Ho annusato tutto cio’ che di bello questa cittadina regala a chi va a trovarla.

Dalla sua storia,sino all’aspetto gastronomico,Matera racchiude cio’ che spesso si desidera.

La pace dei vicoli storici e le stradine simile a Gerusalemme,fanno di questa cittadina della Basilicata una perla da raccogliere e conservare dentro se.

Matera inoltre ieri e’ stata la vincitrice,tra le citta’ italiane,come rappresentante della cultura europea 2019.

I benefici economici,turistici che ricadranno su di essa saranno notevoli e serviranno negli anni per renderla meta ricercata da parte di turisti da tutto il mondo.

La domanda che mi viene  e’ se mai la mia citta’ possa sperare di essere tra le candidate future nelle prossime edizioni a venire.

Se mai,questa maledetta citta’ dell’acciaio,possa scrollarsi di dosso la tuta dell’operaio dei fumi dell’Ilva,e mettersi quella del viaggiatore con la macchina fotografica e il piacere della camminata nei vicoli della citta’ vecchia.

Se mai,questa citta’,possa cambiare rotta,essere cio’ che fu in passato,la culla della Magna Grecia,e mandare a fanculo il potere romano che,sembra,voglia svenderla agli indiani per togliersi di dosso il senso di colpa nella gestione Riva/stato in tematiche ambientali.

Matera,a pochi chilometri da noi,e’ l’opposto nostro.

Nella sua rurale aggregazione di elementi tipici,diffonde speranza e positivita’,voglia di dire che esiste ancora una dimensione umana che non e’ schiacciata dal profitto egoistico dei manager e dalle loro speculazioni a danno delle vite umane.

Taranto,due giorni fa,ha avuto la riapertura del processo a danno dell’Ilva,avendo circa 1000 richieste di risarcimenti danni da parte di privati e associazioni.

Bisognera’ uscire dall’acciaio,certo.

Bisognera’ non avere paura di farlo e,anzi,essere cattivi contro chi,nell’acciaio vede la cultura di questa citta’.

E no,non e’ cosi’.

La cultura,amici cari,non regala morti e incidenti quotidiani,paure alla popolazione ogni giorno per possibili incidenti che mettano a rischio le famiglie intere.

La cultura,non ti fa aumentare la morte infantile e le sue malattie genetiche.

La cultura sprona a cambiare,a essere veicolo deciso contro chi,nella vita umana,vede solo economia e numeri.

Perche’ non avere turismo da noi,non avere nei vicoli della citta’ vecchia la nostra Gerusalemme?

Perche’ non essere citta’ libera dall’acciaio?

Chi ci dice che dobbiamo morire per colpe fatte tempo fa e non riconoscere,nelle scelte stesse,

errori e sbagli ?

Matera e Taranto,pochi chilometri che le separano ma anni luce distanti nelle loro logiche di vita.

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