ENNESIMO COMPROMESSO STORICO.

Negli anni settanta ci fu’ un periodo dove la DC di Moro e il PCI di Berlinguer tentarono un approccio politico in simbiosi che dette nome al “compromesso storico”.

L’Italia era diversa.

Terrorismo e sinistra sempre piu’ di sinistra rivoluzionaria,erano le note di quell’epoca e l’allora segretario comunista Enrico,cerco’ il colpo a sorpresa con Moro,volendo evitare,secondo la linea del PCI,un baratro enorme al paese fatto di democrazia in pericolo e attentati quotidiani.

Erano i tempi in cui il comunismo italiano voleva allontanarsi da quello russo.

I personaggi di allora,Moro in primis,pagarono caramente quella linea politica che poi fu ritentata da Berlinguer nella DC di Piccoli.

Insomma comunisti e democristiani si parlarono allora e si incontrarono a due occhi per capire se,oltre le ideologie diverse,sarebbe stato possibile avere una linea in comune per salvare un paese da insidie tragiche.

Oggi,alla luce dei fatti di allora,il paese viene salvato a detta di molti,dall’incontro avuto ieri tra un comunista(ma si un po’ lo e’)Renzi,e un uomo di destra(Berlusconi),che in Renzi stesso vede l’ancora di salvezza dalla sua debacle discendente data dai misfatti compiuti in questi anni.

Oggi,sul piatto della bilancia,c’e’ il cambiamento di una legge elettorale,e possibili scenari ove l’elettorato diventi protagonista e partecipe del voto stesso.

Un processo che oggi Renzi spieghera’ alla riunione del PD e che mettera’ chiarezza dove c’e’ una soglia tra “presa per il culo” o cambiamento reale.

Berlinguer,Moro,Renzi,Berlusconi.

Mondi diversi allora,negli anni settanta,e mondi ambigui oggi dove la parola comunismo e’ offuscato da mille correnti e guerre interne di potere.

Ebbene,ripensando ad allora,noto che l’identita’ di un partito era piu’ netta in passato e si scontrava nettamente con le differenze politiche e ideologiche che vi erano nei programmi di partito.

Oggi parlare di sinistra fa rima con centro destra,o quasi.

I due euro dati ai seggi elettorali per cercare di eleggere la novita’,si scontrano con l’incontro di ieri,strano e devastante per molti.

SI puo’ andare oltre le differenze per aprire porte a una logica,non piu’ ad personam,ma globale in nome del bene comune di noi italiani?

Per Renzi si,per molti altri no.

Il nano peccatore non doveva neppure entrare al Nazareno.

Anzi,cosi’ facendo,ha azzerato cio’ che era nato ultimamente circa la figura stessa di Berlusconi.

Era stato messo al bando,lacerato dai suoi processi,e reso umano come tutti noi,affidato ai servizi sociali e forse dimenticato per sempre.

Invece no.

Ieri e’ stato riesumato e Renzi ha fatto il suo “compromesso storico”.

Un avvicinamento con il nemico di sempre(ma poi lo era…?),un azzeramento con molti esponenti del PD stesso(varie correnti tra cui Fassina non hanno gradito questo gesto clemente…),insomma un terremoto che se fallira’ sara’ devastante per la sinistra intera.

Sia chiaro.

Se Renzi fallira’ nella sua proposta fallira’ l’ennesima figuraccia del PD,fatto di poca sostanza e molta trasformazione attualmente.

Se dovesse invece venir fuori un progetto politico coeso per salvare questo paese,allora avremo comunque lo stesso una percezione:il PD e’ cambiato…con Matteo da FIRENZE.

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PD IL CAVALIERE E IL GRAN BAILAMME CHE C’E’.

Questa settimana tra l’imbarazzo dei quadri dirigenziali del PD e l’uscita del cavaliere sui figli,perseguitati come gli ebrei sotto Hitler,non e’ mancata la comicita’.

Anche se Berlusconi bisogna dirlo,ha toccato il fondo con questa battuta degna di un falso meschino ignorante.

In casa PD regna ormai una tale insicurezza ogni volta che ci si avvicina alle primarie che vien voglia quasi a credere in Renzi o Civati.

Pero’ sono anche interessato a capire,nel confronto che dovrebbe fare Sky,chi tra i tanti aspiranti alla poltrona di segretario,avra’ le carte in regola.

Rispolverare cio’ che era o dovrebbe essere il PD come ha detto ultimamente un segretario di sezione,e’ cosa ardua  e dura.

Riprendersi la gente che nella lotta  sociale ha rivendicato diritti oppressi dai governi,sara’ difficile anche perche’ oggi,con l’avvento dei nuovi giovani aspiranti guide,il carisma lo si deve avere da subito e non senza quella famosa gavetta che rese celebre il volto di Berlinguer o di baffetto Achille o l’ambiguo D’Alema.

Berlusconi dal suo cerca di essere ancora un leader ma a me sembra che venga tenuto in piedi solo per un logorroico rispetto per cio’ che fece allorquando creo’ Forza Italia.

E da qui riprendera’ la sua camminata,attesa da molti ma vista come l’ultima crociata prima di un esilio che lo dovrebbe vedere andar via dalle scene politiche abdicando magari per la figlia.

Intanto qui da noi a Taranto,la chiesa con un convegno sulle tematiche ambientali,cerca di riagganciarsi alla citta’,dopo che nel passato si e’ allontanata per mere vicessitudini legate al legame affettivo con l’Ilva.

Il papa ci e’ vicino e auspica un legame tra lavoro e ambiente,legame che non c’e’ visto che l’azienda siderurgica in barba alle leggi e alle normative da rispettare in tema ambientale,se ne frega e continua a fare i porci comodi suoi a tutte le ore.

Insomma una settimana dai risvolti confusi nel panorama politico.

In Grecia la tv pubblica viene sgomberata dagli occupanti,che rappresentano l’emblema ultimo di una democrazia affossata dall’euro e dalla politica discriminante verso chi ha piu’ problemi.

E da noi quando una occupazione simbolica di Rai e sedi di giornali per una vera democrazia dell’etere e della carta?

L’IMMOBILISMO DI GRILLO E LA FACCIA DI BERLINGUER.

Se ci fate caso la vicenda Grillo legata alla cacciata della senatrice Gambaro non e’ poi scandalosa.O meglio non e’ poi cosi unica.

La spettacolarita’ del gesto,la cacciata appunto,e’ enorme anche per la risonanza mediatica del movimento 5 stelle,nato con intenti unici,solidi di una lotta comune al capitalismo e alla casta,ma naufragato nel mare del personalismo di un solo capo.

Ma basta pensare all’altra parte della singola gestione di un partito,il PDL,che ha anche il suo leader e che contiene al suo interno i suoi adepti ammiratori.

La differenza qui e’ che se uno non e’ in sintonia con il caimano,va via e messo al bando dal gruppo.

In Grillo invece se uno e’ cacciato viene bastonato sempre dal partito ma apre una ferita,lacerando un tessuto,quello del movimento stesso,che perdendo soci mette in evidenza una sola questione:l’utilita’ di Grillo a essere capo senza apparire.

Se parlassimo solo di un movimento via web,uno di quelli che grazie alla rete va in piazza e manifesta,lotta si scontra per le ineguaglianze sociali ecc..,andrebbe anche bene.

Ma qui forse no.

Rappresenta una parte degli italiani,una fetta di popolo che anche in Grillo chiede giustizia e azione.

Lennon quando cantava pace e amore assieme a Yoko Ono,intrattenendosi sul lettone di casa con i giornalisti,ammetteva la sua volonta’ di agire con la musica e esporsi contro lo strapotere politico di allora americano e le guerre in Vietnam.

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Ma si esponeva,agiva,dissacrava un governo sordo alle richieste della piazza a smettere di uccidere con il rombo e le bombe di suoi aerei.

Grillo deve essere Lennon,o fallira’ lui e il suo movimento.

Perdera’ pezzi,di certo.

Avra’ la sindrome del suo stesso fantasma,sdoppiandosi di personalita’.

Una sui tasti del suo pc,l’altra nelle piazze.

Ma per trovarne la giusta mescolanza tra le due,dovra’ per forza di cosa essere un politico,uno di quelli che dovrebbe andare in parlamento e opporsi sui banchi alla casta.

Cosi’ facendo renderebbe visibile cio’ di cui scrive e sarebbe piu’ giusto anche per lui.

Ne gioverebbe in primis la sua identita’,fatta dal comico,dal politico,dal blogger e da chissa’ che altro ancora.

Ricordo dei video di Berlinguer.

Nella sua mimica facciale diceva tutto.Era il comunismo vero,fatto di carne.

berlinguer

Oggi Grillo,se dovesse apparire in tv a qualche tribuna politica,rischierebbe di non essere nulla se non il fantasma di quello che dovrebbe essere.

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LA SINISTRA? UN’OMBRA FUGGENTE….

I cortei erano una volta il termometro della protesta e quello della politica.

Erano strumenti idonei per fare numero e marciare compatti contro cio’ che non piaceva.

Erano,appunto.

Oggi,la manifestazione della Fiom Cgil diventa banco di discussione sull’assenza del PD dalla piazza,sulla sua fuga dal dovere di protestare.

Cambiano i tempi,gli uomini e gli accordi.

Avere paura di essere al fianco di operai,esodati,disoccupati,oggi diventa chiaramente un marchio di casta,o meglio appoggio a essa stessa.

Se la sinistra,unita,manca all’appuntamento,allora va bene anche stracciare le tessere e mettere nello scantinato le varie bandiere con i nomi che nel tempo sono cambiati.

Berlinguer aizzava le piazze a  favore della coesione sociale per la lotta di classe,quella che oggi si perde nelle parole di sobrieta’ economica,delle spese,dell’Imu a settembre e dei suicidi quotidiani per disperazione.

Non credo piu’ alla sinistra,diceva ieri un signore nel mio studio.

Non mi rappresenta e anzi,lo odio,mi fa schifo.

Paradosso:da partito del popolo,delle adunate e delle grida nei cortei,a ombra fuggente dinanzi alle responsabilita’.

Forse forse ha ragione Grillo?