SETTEMBRE 2001….SETTEMBRE 2013 ANALOGIA DI UN MESE

Domanda:e i pacifisti dove sono?

Risposta:indifferenti,o meglio avvolti nella guerra mediatica in casa loro su Berlusconi e il PD.

Considerazioni:il profilo basso dell’Italia ha ammorbidito il pensiero pace/love che in passato era molto in voga anche da noi.

La faccia bianca della Bonino,dietro la frase”noi attendiamo che si pronunci l’ONU”,ha raffreddato i piu’ guerrieri dei pacifisti.

L’Italia osserva,annota e riflette.

Se il congresso americano sara’ come il tribunale del popolo,il movimento pacifista resta fermo qui da noi.

Salvo sporadiche apparizioni in piazze pubbliche,la gran massa preferisce assorbire i venti di guerra sui social e,con disprezzo verso cio’ che ha visto,ripudia la possibile mossa americana.

Le petizioni online oramai sono cosa comune e qualsiasi persona puo’ mettere la propria firma su una legge da modificare,un comportamento scorretto del politico di turno,o su un albero che verra’ tagliato per far posto alla linea del tram.

Se dovesse accadere cio’ che non vogliamo in molti,la guerra appunto,sara’ triste rendersi ancora una volta conto che lei e solo lei,l’America,ha la spada del destino di molti.

Settembre ricorda la tragica caduta delle torri,e con esse il mistero che aleggia attorno a esse sull’artefice di quello che e’ stato il piu’ grande crimine forse di un governo in casa propria.

Sara’ ma settembre ancora si presenta come un mese difficile da dimenticare,con scenari pericolosi e cause da ricercare nelle piccole prove in mano agli ispettori ONU.

La certezza non e’ mai una fonte attendibile in casa americana,e la prova fu anche il manifesto di Bin Laden con su scritto”ricercato dal 1998″..SENZA MENZIONARE IL 2001….CHISSA’ PERCHE’…. 

A una domanda dei giornalisti alla CIA,sul perché non fu scritto anche per l’attentato alle torri gemelle,essi risposero con calma serafica:”ma perché non e’ indagato”…..

Cari pacifisti,e mi ci metto anche io di mezzo,forse sarebbe il caso di essere piu’ detective e meno istintivi.

Le prove,quelle vere,vanno ricercate altrove lontano da chi,spesso,dice di averle….

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SIGNOR PRESIDENTE”……………”.

Una persona oggi mi fa’:e se scoppia la terza guerra mondiale?

E me ne vado con questa idea in testa,assurda per certi versi.

Ma poi leggo,mi informo e temo.

Temo che l’asse mediorientale possa esplodere,e far male al vecchio continente.

Se Assad come si dice e’ l’artefice dei morti gasati dalla gendarmeria sua,e’ anche vero che un paese,l’Iran,e’ molto amico della Siria.

Parlare di Iran e America,e’ come parlare del topo e del gatto.

Si temono e si odiano,si inseguono e combattono.

Ci penso e dico che questa guerra e’ nata per reazione alle morti dei civili o perche’ e’ l’ennesima scusa americana?

Ci penso al lavoro e mi dico che una guerra io non l’ho mai vista.Solo nei documentari,nei film e assaporare lo spettro di essa e’ brutto.

So anche che la nostra generazione ha un concetto di guerra alquanto strano.

Si e’ rimasti all’offensiva americana contro Saddam o ancora piu’ dietro alla guerra nei Balcani.

La distruzione,la guerra tra etnie diversi e i bambini morti.

La Libia di Gheddafi e la Palestina.

Ma una terza guerra mondiale e’ sconcertante ancora di piu’.

Ogni vittima,anche nel piu’ piccolo conflitto,merita rispetto.

Ogni guerra e’ una sconfitta per l’umanita’,ma mi chiedo come potremmo reagire noi oggi a una catastrofe cosi’ grande.

Dove andremmo?

Cosa accadrebbe a noi giovani del terzo millennio,alle prese con la tecnologia ovunque e le news in tempi super rapidi?

La guerra Siriana e’ una punizione verso l’eccidio del popolo siriano,verso quei bambini gasati che ancora in tenera eta’ hanno perso la loro speranza.

Ma sara’ cosi’ mi dico?

Sara’ l’America il giustiziere di turno,l’ennesimo super eroe che mostra i muscoli in difesa di un popolo?

No,non credo.

Poi penso all’11 settembre,quando le torri caddero e lo spettro del complotto fatto in casa aleggiava gia’ dalle prime ore dopo la tragedia.

Non dimentico il viso di Bush quando apprese la notizia dell’impatto sulle torri gemelle.

 

“SIGNOR PRESIDENTE:L’AMERICA E’ SOTTO ATTACCO”….

Rimase fermo,attonito,penso’ e continuo’ a sentire i bambini parlare.

Poi inizio’ tutto cio’ che abbiamo visto,la ricerca agli estremisti e Bin Laden.

Poi si dice che il mondo cambio’.

E la mia paura e’ che possa cambiare nuovamente,con l’ennesima bugia americana o la cruda realta’ che ci dira’ l’Onu?

 

OCCHIO:ZIO SAM ASCOLTA..E VALUTA.

E’ molto interessante seguire in questi giorni le vicende americane legate al famoso programma del NSA(National security agency )per intercettare le telefonate di milioni di americani per prevenire possibili attacchi terroristici.

In america la discussione e’ ampia e le associazioni per la liberta’ civile esprimono pareri discordanti circa la sua utilita’ e la violazione della privacy per i cittadini.

Obama sa che il suo governo ha violato telefonate di persone comuni,registrando e annotando discorsi che avrebbero potuto,secondo l’amministrazione  attuale,nascondere possibili attentatori e piani eversivi.

Dietro tutta questa polemica,si nasconde la paura americana di essere sempre sotto tiro.

Paura che non e’ mai morta con Bin Laden e che anzi,sembrerebbe rinascere ogni 11 del mese.

L’america libera,civile e patriottica,e’ attaccata alle sue debolezze o, se vogliamo dire, anche alla sua immagine di terra libera e premurosa verso i suoi concittadini.

Sara’ ma e’ anche la terra delle discriminazioni razziali,del pugno duro della prevenzione nel suo territorio e al di fuori di esso,e della democrazia da esportare per essere sicuri in casa loro(Afghanistan in primis…).

La sicurezza nazionale nasconde un dramma,che e’ quello dell’impossibilita’ di sconfiggere il terrorismo.

Se pensassimo a quello politico,come quello che fu da noi con le B.R. o i NAR,potremmo forse dire che sarebbe piu’ facile eliminarlo estirpandone i capi,le manovalanze armate e anche le ideologie.

Con una lotta civile,democratica e leale nei confronti delle ideologie sbagliate,avremmo forse risolto i problemi o almeno in parte tamponati per anni.

Con il terrorismo creato ad arte dallo zio SAM, sembrerebbe improvabile invece avere tempi lunghi calmi,o almeno senza allarmismo perenne.

La chiusura delle ambasciate ultimamente,nasce dalle fonti dei servizi segreti che allarmati da movimenti islamici,hanno ritenuto opportuno mettere in sicurezza aree come lo Yemen.

Ma l’america,con questo spionaggio democratico interno,andando a violare il diritto alla propria privacy,percorre la giusta strada?

Obama difendendosi venerdi’ dinanzi alla tv pubblica,ha ammesso una certa intromissione esagerata nella vita dei suoi americani,ma ha anche ribadito che “quando si temono azioni terroristiche,si deve raccogliere di tutto per analizzare un possibile attacco”.

Questo mi fa pensare alla rete gettata in mare dai pescatori,che allontanandosi dal porto e dirigendosi al largo,gettano le reti.

In quelle reti troveranno pesce,ma anche roba inutile da gettare via.

E quella roba inutile pero’ e’ e sara’ una grossa fetta di americani che magari parlando con una zia o un amico,nomineranno fuoco ….ma staranno parlando,forse,del prossimo barbecue da fare a casa di qualcuno….

Per approfondimenti,vi consiglio questo articolo:

http://www.washingtonpost.com/politics/obama-administration-asserts-broad-surveillance-powers/2013/08/09/ff429504-0134-11e3-96a8-d3b921c0924a_story.html?hpid=z1

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