LA SINISTRA? UN’OMBRA FUGGENTE….

I cortei erano una volta il termometro della protesta e quello della politica.

Erano strumenti idonei per fare numero e marciare compatti contro cio’ che non piaceva.

Erano,appunto.

Oggi,la manifestazione della Fiom Cgil diventa banco di discussione sull’assenza del PD dalla piazza,sulla sua fuga dal dovere di protestare.

Cambiano i tempi,gli uomini e gli accordi.

Avere paura di essere al fianco di operai,esodati,disoccupati,oggi diventa chiaramente un marchio di casta,o meglio appoggio a essa stessa.

Se la sinistra,unita,manca all’appuntamento,allora va bene anche stracciare le tessere e mettere nello scantinato le varie bandiere con i nomi che nel tempo sono cambiati.

Berlinguer aizzava le piazze a  favore della coesione sociale per la lotta di classe,quella che oggi si perde nelle parole di sobrieta’ economica,delle spese,dell’Imu a settembre e dei suicidi quotidiani per disperazione.

Non credo piu’ alla sinistra,diceva ieri un signore nel mio studio.

Non mi rappresenta e anzi,lo odio,mi fa schifo.

Paradosso:da partito del popolo,delle adunate e delle grida nei cortei,a ombra fuggente dinanzi alle responsabilita’.

Forse forse ha ragione Grillo?

 

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TARANTO,LA PIAZZA E GLI OPERAI:LA CASTA SINDACALE E’ ABBATTUTA…I FUMI CHISSA’.

La risposta c’e’ stata a Taranto oggi al corteo dei lavoratori dell’ Ilva.
Poi sentendo i loro discorsi alla televisione ho capito che dicono le stesse cose degli ambientalisti,lavoro e ambiente insieme.
I sindacati dalla loro hanno confermato di non rappresentare piu’ la manovalanza in fabbrica e,anzi,vengono visti come una classe elite a parte,una casta insomma.
Adesso si aspetta la decisione del tribunale che dira’ se rendere esecutiva la chiusura dell’area a caldo e vedere se, con i possibili adempimenti tecnologici atti a rendere piu’ compatibile e a norma il grande mostro d’acciaio,tutto cio’ si arrestera’ o meno.
Piazza della Vittoria oggi e’ stata anche l’emblema di una fine di rappresentanza sindacale,un sigillo che e’ stato posto su di un foglio dove vi erano le firme di tutti gli operai che hanno detto di essere liberi e senza padroni a rappresentarli ai tavoli.
Poi un carretto tre ruote e qualche fumogeno ha reso l’aria irrespirabile ma e’ stato solo un prestesto per far dire alla triade CGIL,CISL e UIL che loro,gli incursori sul tre ruote Ape,avevano messo a tacere una piazza coesa e unita.
Falso.Loro,i sindacalisti,sono stati contestati e mandati al diavolo.
Adesso Taranto e i suoi fumi attendono quando ancora su di noi aleggia il rumore degli elicotteri che un po’ mi hanno fatto ricordare Genova e il suo maledetto G8.

MI SCUSI MA NON LA CAPISCO SEGRETARIO…..

Ieri sera ho visto Otto e mezzo il programma della Gruber.
Bersani era l’invitato e mi e’ parso assurdo che ribadisse un concetto:noi difendiamo l’Italia,non abbiamo pesi sulle spalle riferendosi alla CGIL della Camusso.
Ma scusi signor segretario,voi come partito dovete rappresentare quella parte di elettorato che ha idee uguali alle vostre,mica per forza di cose dovete inciuciare con Monti e far piacere a Casini e baciamo le mani Alfano.
Allora e’ vero che oggi come oggi i partiti stanno insieme come le battone sulla strada,dividendosi i clienti per far soldi tutti.
E poi che cosa vuol dire che il sindacato non condiziona le scelte quando esso e’ parte integrante della sinistra delle fabbriche,degli operai e della gente che si fa un mazzo cosi?
O forse  caro segretario Bersani ci siamo imborghesiti e ora che non c’e’ piu’ Berlusconi credete che la strada sia spianata per la vittoria delle prossime elezioni?
Attenzione a fare questi progetti.
La gente e’ stufa come quel povero disgraziato che si e’ bruciato oggi a Bologna dinanzi all’agenzia dell’entrate.
Occhio che la disperazione fa nascere figli anche violenti e pericolosi.
 

RIDERE O PIANGERE NELL’ITALIA MODERNA(ESSERE O NON ESSERE RIBELLI?)

Nel gran casino dell’articolo 18,sembrerebbe che alcuni partiti di sinistra siano consapevoli di aver perso parte dell’elettorato,e che quindi debbano rivedere i calcoli per cercare di riprendersi quella parte persa.
Se Bersani da una parte e’ schiacciato dal peso del NO della CGIL,dall’altra e’ consapevole che se deve agire da sinistra rischierebbe di far cadere un governo tecnico che andandosene ci porterebbe ancor dippiu’ nel baratro.
Si perche’ l’errore di questa Europa disunita e’ che se fai parte del club rispettando le regole date dalla troika a costo di sacrifici allora potrai essere parte di un salvataggio che chissa’ quando avverra’(visti i vari problemi con Spagna,Portogallo…)all’unisono,magari indebitandoti ancora piu’.
Se invece dici NO politicamente a questioni di tematiche salariali,strutturali e di altre specie allora rischi di divenire o essere etichettato per quello che ha ucciso un paese.
Questo e’ cio’ che sta accadendo da noi,un paese tra cappio e liberta’ che deve decidere da piu’ parti se essere ribelle o essere pecorone in nome di leggi che ammazzeranno il lavoro.
Ragazzi,ci sara’ da ridere,o piangere dipende dai punti di vista…

LA SINISTRA NON CREA PIU’ TENSIONI SOCIALI…..

La storia sull’articolo 18 sara’ quella che sancira’ la fine delle scuse da parte della sinistra di Bersani.
Si perche’ in alcuni momenti storici del cambiamento di un paese come quello attuale,fatto di sacrifici in nome della coesione europea,ci deve essere pure qualcuno che dica NO,NON CI STIAMO.
La sinistra di Bersani non apprezza gli sforzi fatti dal governo Monti in tema di lavoro ma si adegua votando si il decreto che andra’ in Parlamento.
Come dire vabbe’ ragassi,che ci volete fare,non son mica ciambelle queste….
Ma per fortuna alcuni(CGIL,FIOM e parte di quel che resta della sinistra),condannando il testo della riforma del lavoro della ministra Fornero,dichiara guerra e sancisce scioperi e manifestazioni in tutta Italia.
Il nocciolo della questione e’:vale la pena perdere qualcosa sul diritto e aspettare tempi migliori per poi rinegoziare,oppure subito dire no,non ci stiamo?
Il clima sociale in questo contesto drammatico fatto di scelte e decisioni di parte che possono sancire la fine delle alleanze con parte dell’elettorato,sara’ inevitabilmente una mattanza generale sociale,e il rischio di un ritorno al clima di scontri di piazza e’ molto alto.
Oggi poi,con il ferimento del consigliere comunale del terzo polo al consiglio comunale di Torino,Alberto Musy,sembrerebbe che sia o una coincidenza del clima di astio che regna tra politici e magari ali piu’ estremiste sociali o una pista non politica da verificare e capire meglio.
Certo e’ che e’ scoppiata in Italia una pericolosa questione legata al diritto di avere e quello di riuscire a raggiungere in termini di costo e sacrificio qualcosa.
Ma alla fine chi avra’ piu’ voglia di aspettare e dare?Il governo o la piazza?