BRAY,I MURI CROLLATI E LE NOTE MUSICALI….

Qui da noi c’e’ stato un convegno,ospite il ministro Bray,dal titolo:Il futuro della memoria:Taranto cultura e sviluppo.

Non vi annoiero’ con le solite tiratira politiche di facciata,smentite poi sempre dai fatti mancanti.

Ma voglio soffermarmi su un passaggio.

Dice il ministro: “Se guardiamo a Taranto attraverso quel sistema di risorse che costituiscono la sua vera connotazione genetica,non possiamo negare che questo sistema e’ in grado di creare economia”.

Le risorse,caro ministro Bray,ce le siamo giocate negli anni 70,allorquando decisero di cambiare le attitudini della citta’ dei due mari,basate su pesca e cantieristica navale.

Passammo da cio’ che era genuino sotto alcuni punti di vista,a cio’ che sarebbe stata la vera ricchezza per alcuni,quella stabilita’ economica che,dopo,avremmo pagato in termini di salute e distruzione del territorio.

La connotazione genetica,caro ministro,se ancora oggi ci stesse,dovrebbe essere limpida,illibata dalla violenza distruttrice che ha avuto l’industria dell’acciaio sul territorio locale.

Quindi,caro Bray,il muro che crolla a Taranto vecchia,la storia che abbiamo perso e le radici sempre piu’ lontane dal proprio ricordo,lasciano il passo all’incuria politica che i governi,e anche le amministrazioni cittadine,hanno avuto verso il passato.

Che senso ha  parlare di far ripartire la citta’ vecchia,o il borgo antico come lo vogliate chiamare voi,se li,in quelle mura cadenti non esiste opera per difenderle e rimetterle in auge da parte vostra?

Che senso ha dire che la cultura la si fa grazie al passato quando tutti gli sforzi vertono solamente al pensiero di salvare il culo ai Riva e non alla citta’ in altre forme?

Che radici abbiamo ancora,caro Bray,se esse sono state annullate dal dio economia del profitto che ha ammazzato mure romane e scavi archeologici vicino al colosso industriale?

Siamo ancora in tempo,caro ministro Bray,per riportare alla luce storica il borgo antico e rifarlo vivere,come dice lei,anche grazie ai “tamburi e alle chitarre folkloristiche”per riaccendere la memoria storica nei nostri figli?

L’ennesimo tavolo si aprira’,statene certi,e con esso un comune aspetto che caratterizza anche questa citta’:l’ennesima “vertenza” attorno a un futuro,non lavorativo questa volta,ma di vita o morte per una intera comunita’.

Annunci

TARANTO VECCHIA:LA LUCE IN FONDO AL VICOLO C’E’ ?

Adriano Sofri e’ uno che mi piace.Uno di quelli che,nel passato,e’ stato “cattivo” ma che poi,sbagliando,ha capito cio’ che ha fatto e ha messo la sua intelligenza nello scrivere.

E ha scritto anche di Taranto vecchia.

Vi riporto un passaggio di cio’ che ha detto:

Quella meraviglia è stata svuotata e degradata e soffocata fra i muraglioni di cinta che stringono la città in una morsa, quelli dell’Ilva (e dell’Eni e della Cementir) e quelli dell’Arsenale, militare questo, militareschi quelli. L’abbandono in cui è gettata Taranto vecchia, che ne accresce il fascino agli occhi degli intimiditi ed eccitati turisti, è inspiegabile se non con le mire di chi sceglierà il momento buono, quello del prezzo più basso, o addirittura del premio pubblico, per impadronirsi delle rovine e farne un affare. Taranto vecchia ha oggi i suoi campioni giovani e vecchi, piantati nella storia e nella lingua di quei due mari, spiantati di soldi, cui va affidata la cura di quella Taranto così vera, finché si è in tempo. Un sindaco che sta riformando la sua giunta, dentro una tempesta di scadenze sociali e giudiziarie e politiche -compresa la consultazione popolare sul destino dell’Ilva- ha una grande occasione per affidare Taranto vecchia a chi la ama disinteressatamente e ha idee e tenacia intatte, e metterla al riparo dalla rapina in agguato”.

Sofri parla di una responsabilita’ che dovra’ avere chi si impegnera’ a renderla viva per sempre.

Il politico?

Il cittadino tarantino?

Il businness che spopola ovunque e che solo qui non attecchisce per una specie di maledizione?

O sara’ lo stato a dare sgravi fiscali a chi vorra’ aprire locali in quelle viuzze?

Sapete che vi dico io?

Da tarantino temo che Taranto vecchia sia ormai abbandonata a un tragico destino che e’ quello dello spopolamento dovuto al ringiovamento sociale che per forza di cose e’ obbligatorio in qualsiasi paese desolato sulle montagne o in luoghi come la citta’ vecchia.

La salvezza sta nel voler andare contro corrente andando incontro alla fine.

E’ un tunnel buio adesso la citta’ vecchia,che si illumina in poche occasioni come la settimana santa o l’estate con manifestazioni popolari.

Poi si va e si viene,per le vie ma a dirci della fine e’ il crollo delle mura e le barche vecchie ferme al molo.

Ma c’e’ anche la speranza,in noi giovani,di ribaltare un percorso che spesso tradisce le sue origini,quelle origini che amiamo e che fotografiamo dentro di noi.

E allora chi vorra’ trarne benefici dalla citta’ vecchia,dovra’ per prima cosa amarla e adattarsi a essa.

Adattarsi nei modi secolari e nelle logiche di vita,di presenza nei piccoli vicoli laggiu’.

Amarla e ricordarsi che lei,la citta’ antica,e’ chiusa dentro se stessa per difendersi dai mostri che le sono attorno.

Sofri parla di Ilva,Cementir.

Loro sono anche i colpevoli dello spopolamento dell’isola.

Hanno dato molto in termini economici ai vecchi pescatori,ma hanno tolto anche la tarantinita’ che possedeva la zona prima dell’insediamento della grande fabbrica.

Una veloce corsa al sicuro posto di lavoro,una corsa che ha creato serenita’ nelle famiglie e futuro certo.

Oggi,e qui sta il paradosso,si vorrebbe ritornare al passato,ridare a Taranto cio’ che lei e’ stata.

Ritornare sui suoi passi,quelli del mare e della pesca,della fatica umana giu’ alla discesa Vasto.

Ma si puo’ ritornare indietro alle nostre origini?

Si puo’ affermare che l’industria in affanno grazie alla crisi di richiesta dell’acciaio e’ finita e la salvezza e’ il mare?

L’acqua pura potra’ darci nuova linfa alle nostre generazioni?

Caro Adriano,se passi da Taranto di nuovo una cosa non ti perdonero’:cio’ che hai detto sui politici…..

img_2956blog

 

TARANTO,LA MADONNA E’ RIENTRATA E SPERA ANCHE LEI.

IMG_2362

Taranto,A.D. 2013

Il turista dov’e’?

Una domanda semplice,banale.Eppure significativa,importante per capire,sondare cio’ che una citta’ ha da offrire e offrirti.

C’e’ stata molta carne a cuocere in questa settimana santa passata. Vi sono stati i riti delle processioni(http://arallagianlucafoto.wordpress.com/2013/03/29/il-bianco-del-giovedi-santo/),vi e’ una parte di Taranto che noi stessi non conosciamo bene ma che ogni volta che visitiamo ci cattura,la citta’ vecchia(http://arallagianlucafoto.wordpress.com/2013/03/27/taranto-vecchiaandata-e-ritorno/),ma tutto cio’ sembrerebbe non aver attirato turisti quest’anno qui da noi.

Le cause sembrerebbero basarsi su effetti puramenti negativi di questa economia,che ha spezzato le gambe a tutti e che ha reso praticamente un miraggio,le voglie di visite e escursioni nei luoghi della penisola nostrana.

Ma a Taranto,forse qualche cosetta di piu’ e’ avvenuta.

La questione Ilva,il processo all’azienda rea di essere colpevole di emissioni velenose dai suoi camini,la sua problematica sviluppata in ambito televisivo con dibattiti sulle reti nazionali e locali,hanno reso Taranto zona off limits per il turista.

Perche’ venire qui a rischio della propria salute e con un simile quadro panoramico?

IMG_2359

Sembrerebbero le solite scuse,forse il solito qualunquismo critico nostro,ma credo che sia da prendere tale fatto in considerazione.

Ammazzata una possibilita’ per causa dell’inquinamento?

Chiusa la porta della citta’ al turista per i veleni che volano nell’aria?

Le nostre pietanze non piu’ commestibili perche’ piene di diossina come deterrente per i nostri ristoranti locali?

Ma quale turista verrebbe qui a queste condizioni crisi o non crisi economica?

Voi andreste a vedere i monti a Fukujhima o a Chernobyl?

Io no,di certo.

IMG_2352

A vedere questa immagine viene da piangere.

Una  volta i turisti si affacciavano qui per vedere la citta’ dei due mari,il ponte che li divideva e lo spettacolare colore del cielo e del mare,unico.

Oggi deserto,nulla.

Solo noi locali e i nostri amici dei paesi vicini come viandanti in cerca di emozioni,alla ricerca delle radici scomparse nella rincorsa al dio denaro,a tutti i costi.

Su quel ponte,venerdi’ santo,e’ passata la statua della madonna dell’Addolorata,per tornare in citta vecchia e entrare in questo portone

IMG_2301

per poi ridiscendere l’anno prossimo queste scale

IMG_2300

sperando che ad accoglierla non ci siano i soliti tarantini,ma anche tanti fedeli da altre parti d’Italia e del mondo….