MUSICA E LOTTE FOREVER.

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Il primo Maggio a Taranto si fa un concerto,  uno che dovrebbe aprire i cuori alla gente sul problema dell’inquinamento. link http://www.liberiepensanti.it/unomaggiotaranto.html
Ma non voglio dire la mia su questo problema,di  cui mi sono occupato spesso sul mio blog.
Volevo parlare del fatto  che mi colpisce negli eventi,e  cioè  la presenza del vip e la sua full immersion nella tematica dell’evento stesso.
Tempo fa mi capitò  di vedere alla tv un uomo,Roger Waters,che  spiegava la sua causa anti israeliana e i motivi connessi a questo.
Paragono’ i palestinesi come vittime di un genocidio,associandolo a quello nazista verso gli ebrei.
Una visione reale,di sicuro sincera, dettata da anni di soprusi  nei territori palestinesi e dove lui,Waters,ripercorrendone la storia, denunciava il silenzio del mondo verso questo tema.
Ritornando al concerto nostrano,ebbene la presa di posizione di chi verrà  a cantare sul palco, come Litfiba e altri,deve seguire nel tempo ed essere una battaglia continua da percorrere  assieme a noi cittadini.
Se  ciò  non dovesse accadere,credo che sarebbe giusto ammettere il fallimento della protesta in musica stessa,poiche’ risulterebbe solo post pro cd in uscita e basta.
Waters dimostra  che le cause giuste per cui si lotta possono nascere anche senza ricerca della notorietà  e,anzi,a un certo momento della propria vita  concretizzarsi in un discorso di” pace con se stessi “quasi.
“Non ho nulla da chiedere più, sono famoso e ricco ma lotto per i bimbi uccisi a Gaza”.
Ecco vorrei sentire parole così  sul palco di Taranto,parole senza utopia e qualunquismo
Spogliarsi dell’etichetta di eroe della musica che sono e rinascere,nel problema per cui canto,per me stesso in primis e poi per gli altri.
Penso a Jhon Lennon, alla lotta fatta in america e la guerra  inutile che denunciò  a tutti.
Il primo maggio solo eroi,no venditori di fumo please.

 

 

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UN PENSIONATO DI NOME BONO.

C’e’ un momento della vita in cui fai soldi a palate.

Voi direte :a me non e’ capitato.E’ vero,diamoci la mano anche per me e’ la stessa cosa.

A loro,gli U2,si.

E sono cambiati,eccome.

Dai primi passi nelle fugaci performance a concerti live tra pochi intimi,fino ai mega raduni con palchi fantascientifici e super tecnologici.

Ma la questione non e’ questa,o almeno non tutta in parte.

Mi chiedevo come si puo’ cambiare e essere promotori prima di diritti e liberta’ negate,e poi perfetti manager con l’occhio alla borsa.

Sono cresciuto con la loro musica,con la voglia ribelle di Bono e soci e la bandiera bianca,con la voce calda e strillata nei microfoni per farci capire come in diverse parti del mondo la guerra,la liberta’ e altro sono all’ordine del giorno.

Ho visto gli U2 agli oscar e mi hanno fatto sensazione.

Mi hanno definitivamente aperto un buco nel muro dove appaiono oggi consumismo e affari,soldi e pochi ideali sentiti veramente.

Gli lascio,all’ultimo album che ritengo degno del loro nome, The Joshua Tree.

Un album che ogni volta che lo ascoltavo mi dava emozioni e continuita’ nel credere ancora in loro.

Oggi Bono e’ il simbolo del pensionato che vuole esagerare nonostante abbia gia’ avuto tutto.

Sarebbe meglio,per lui e per i suoi fans,dire STOP.

“Abbiamo dato tutto,il resto e’ solo falso profitto e mancanza di rispetto per voi.”

Meglio Dylan,forse….