LA PIAZZA E I CIUCCI RIMANDATI A SETTEMBRE.

L’Italia si ferma,sciopera e si rivolta contro la casta.

Piazze,comizi e discussioni per arrivare a una sola conclusione:fine.

Si la fine delle speranze per chi vorra’ vedere una pensione,la fine di chi cerca lavoro,la fine di chi chiede giustizia sugli stipendi alti dei politici.

Insomma una gran confusione di richieste che perderanno il loro valore poiche’ son tante.

Prima l’approccio allo sciopero era selettivo,mirato a contestare un qualcosa che negava un diritto.

Oggi tutti siamo in sciopero verso mille questioni,verso diritti mai rispettati e privilegi che offendono i cittadini.

Nel bailame della protesta come muoverci allora?

Secondo me la migliore risposta e’ informarci bene,sbirciare nell’autostrada della rete e carpirne i segreti che spesso,andando nelle piazze,difendiamo senza averli capiti pienamente.

Divenire eruditi sulle tematiche in discussione,partecipare globalmente a una vera logica del sapere mondiale e non fermandoci solo sulle questioni interne nostre.

Avere un occhio vigile a 360 gradi per poi infliggere il colpo nelle prossime elezioni in cabina di voto.

Non farsi guidare dalla massa,no questo non basterebbe.

Divenire quindi possibili commentatori dei fatti che ci girano attorno,facendone poi buon uso capendoli a fondo nel processo di protesta e discussione.

Ci vogliono forse non istruiti per raggirarci meglio e per fare in modo che noi tutti alla fine seguissimo un certo signor X salvatore delle piazze.

Oggi non ho protestato,ho studiato i problemi…questo il mio motto odierno.

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NON LASCIARLO SOLO!

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#19o CONSIDERAZIONI FINALI

Twitter mi ha fatto stare all’interno del corteo ieri per la manifestazione che si e’ svolta a Roma.

Considerazioni finali,sensazioni e prospettive a venire,le ho elaborate in me dopo che ho letto,visto e seguito grazie alla rete e la tv.

Primo punto:l’errore dei media a giudicare il tutto solo nelle parti cruenti della manifestazione quando dei gruppi anarchici hanno devastato zone della citta’ e reso l’aria inrespirabile per colpa dei lacrimogeni delle forza dell’ordine.

E i lavoratori,le famiglie,i bambini e i giovani tutti che gridavano la loro voglia di giustizia,parita’ sociale,diritto all’abitazione e a una vita regolare dove erano cari giornalisti?

Rainews poi ha toccato il fondo,quasi pateticamente quando,lanciando i suoi giovani cronisti in piazza,rendeva quasi spettacolare la diretta parlando di bombe carta o assalti della polizia.

La realta’ era ben diversa,certamente.

Cariche di alleggerimento,dovute,e bombette di capodanno.

Per loro no,era la guerra…vabbe’ contenti loro.

Poi il caso di CASAPOUND.

Loro,i figotti neri,aspettavano il momento del passaggio dei manifestanti per provocarli,lanciando di tutto.

Lo sconcerto e’ stato quando ho visto che la polizia si e’ messa in difesa di questi boys per proteggerli dalla fiumana umana pacifica.

Ma chi ha scelto il percorso,non sapeva di correre rischi in quel punto?

Poi altre voci dal corteo,i bus fermati all’entrata di Roma,per essere perquisiti.

“Lasciate i caschi qui,poi alla fine ve li ridiamo…..se se…”

Scena che rimarra’ nella giornata di ieri il signore in carrozzella che con lo spray ha verniciato di rosso il furgone della finanza.

Che dire:coraggio e anarchia mescolati a orgoglio e rivendicazione dei diritti suoi e di tutti annullati dalla casta.

Alla fine l’accampata finale con le tende a Porta Pia,una specie di piazza Thair nostra ma molto molto ridotta…peccato.

Considerazione finale personale:ho seguito molti giovani su twitter,molte idee giuste e altre invece no.

I movimenti,non coesi,spesso come ieri perdono di visibilita’ e i media,sempre,fanno la differenza e distorcono le vere motivazioni.

Comunque sia siamo ben lontani dall’assedio finale,dal diritto a riprendere e dall’occupazione dei luoghi del potere.

Oggi esiste il turismo dell’anarchico spaccatutto,quello che si muove raggiunge una citta’ e spacca,aggredisce e scarica cio’ che la societa’ non gli ha dato.

Agnoletto e’ ben lontano come ricordo,anche quello di Carlo Giuliani.

Il suo nome,scritto sui muri anche ieri,ci ha fatto venire in mente Genova e il G8.

Allora erano diverse le intenzioni,piu’ approntate in una globalizzazione totale della rivendicazione dei diritti sull’ambiente,lavoro e giustizia.

Allora si parlava nei cortei multilingue.Ieri solo italiano,tranne sporadici casi.

Peccato una occasione persa dove ricorderemo solo i neri incappucciati e il nonnino sulla carrozzella….

http://www.corriere.it/cronache/13_ottobre_19/multimedia-scontri-corteo-antagonisti-roma-28434bc2-38e6-11e3-a22e-23aa40bc2aa7.shtml

fonte Corriere.it

LA SINISTRA? UN’OMBRA FUGGENTE….

I cortei erano una volta il termometro della protesta e quello della politica.

Erano strumenti idonei per fare numero e marciare compatti contro cio’ che non piaceva.

Erano,appunto.

Oggi,la manifestazione della Fiom Cgil diventa banco di discussione sull’assenza del PD dalla piazza,sulla sua fuga dal dovere di protestare.

Cambiano i tempi,gli uomini e gli accordi.

Avere paura di essere al fianco di operai,esodati,disoccupati,oggi diventa chiaramente un marchio di casta,o meglio appoggio a essa stessa.

Se la sinistra,unita,manca all’appuntamento,allora va bene anche stracciare le tessere e mettere nello scantinato le varie bandiere con i nomi che nel tempo sono cambiati.

Berlinguer aizzava le piazze a  favore della coesione sociale per la lotta di classe,quella che oggi si perde nelle parole di sobrieta’ economica,delle spese,dell’Imu a settembre e dei suicidi quotidiani per disperazione.

Non credo piu’ alla sinistra,diceva ieri un signore nel mio studio.

Non mi rappresenta e anzi,lo odio,mi fa schifo.

Paradosso:da partito del popolo,delle adunate e delle grida nei cortei,a ombra fuggente dinanzi alle responsabilita’.

Forse forse ha ragione Grillo?