CONVIENE SEGUIRE ANCORA I GIORNALISTI E LA STAMPA?

Non comprendo come ci si possa fidare di un giornalista che assimila,sviluppa e scrive una sua idea comunque sia.

Non mi dite che sara’ sempre giusto nel giudizio,magari critico nello sviluppo di una giornata politica o verso una cronaca sportiva.

No non puo’ essere e sapete perche’?

Perche’ anche lui e’egocentrico,smanioso di apparire e farsi adepti del suo pensiero.

Prendi Andrea Scanzi.

Per carita’ tutto alla perfezione,non vi e’ ombra di dubbio che lui  attiri nella sua convinzione erudita e logica del web 2.0 o piu’.

Ma ci sta qualcosina che non regge,che spezza l’incantesimo del momento e che ti scoccia,ti fa abbandonare l’appuntamento via social o instangram.

Credo sia il mezzo passo indietro,l’umilta’ di essere modesto o di non strafare,anche nel momento dell’apoteosi mediatica,ritirarsi prima di essere re.

Meglio seguire i vecchi maestri,si quelli che ancora oggi rileggiamo e che insegnano,appunto,sui libri,sui testi scritti in momenti di scarsa tecnologia informatica.

Terzani e’ un maestro in questo,la Fallaci anche.

Perche’ si ritorna a loro,a Montanelli,a quelle persone che poi sono state scomode perche’ troppo avanti con i tempi?

Il giornalismo oggi e’ fazioso,di parte strusciante e noioso.

Insomma sai che crollera’ sotto il peso della fama,loro,sotto cio’ che si e’ gia’ visto,assaporato e dimenticato anche.

Conviene allora farsi un’idea solitaria,seguendo una logica dei fatti ma con un profilo quasi matematico,dei numeri certi e non gettati li’ a casaccio giusto per.

Twitter puo’ essere ottimo come lancio,come un trampolino che immette una notizia,evento immediato,e ti fa ragionare,senza commento.

Poi annusi i pensieri,capisci chi tira da una parte e chi dall’altra,ma alla fine distingui,elabori il fatto,nudo da un giudizio imposto.

Gli effetti degli attentati terroristici, sono un esempio del dare la notizia e sviluppare sensazioni di ricerca ,come un domino che si espande fino alla fine dell’evento.

Essere quindi aperti solo ai fatti,nudi di pregiudizi e lontani da sentenze gia’ date .

 

SERMONE CRUISER

Quando ho sentito l’audio del sermone
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gianlucaralla©
di padre Cavalcoli,ho pensato all’Isis.
Cosa centra direte voi,vero ,ma il fanatismo ,seppur non violento come fine,e’ lo stesso degli uomini neri.
Si scredita un evento naturale,il terremoto appunto,incolpando le unioni civile e tutte quelle situazioni “anomale per la chiesa” ree di essere il giusto peccato da espletare ai danni di noi tutti.
Ma io che cosa centro,o meglio,pur essendo un cattolico non troppo praticante(in chiesa solo il sabato sera …)perche’ mai dovrei assorbire delle colpe non mie?
E perche’ mai,mio Signore Iddio,mi scateni un inferno sulla casa del buon cristiano,sposato e con prole regolarmente servizievole la domenica mattina in chiesa,perche’ mai?
Dovresti essere piu’ preciso,quasi come i missili russi o americani lanciati contro le postazioni nemiche da centinaia di chilometri lontani,come i droni che uccidono gli uomini neri,e solo quelli(a volte…).
No,Cavalcoli  fa di tutta un’erba un fascio,un mucchio da mettere giu’ assieme alle loro case per punirli delle colpe altrui.
Il Vaticano,reagisce e bene.
Cacciamolo via,dissociamoci da questa pratica ideologica del castigo divino totale e,anzi,non esercitiamo verso il fedele alibi per essere un “perfetto jiahdista cattolico a venire”.
Insomma una radicale pulizia alle intenzioni di questo parroco che facendo sermoni fuori luogo aizza pensieri sballati a persone che,seppur credenti in Iddio,dovrebbero essere capaci di filtrare le cazzate sentite.
Adesso tutto finito,la radio che si dissocia e continuera’,con padre Livio,a condannare il peccato dell’uomo per i prossimi giorni magari vedendo,speriamo,con piu’ lucidita’ e realta’ il vero motivo del dramma umano quotidiano.
Il sermone e’ stato servito,ma quanti hanno recepito il messaggio sbagliato?

 

SIAM MARIONETTE COME I…..

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gianlucaralla©

 

Come i turchi,manipolati e usati ,forse vittime o forse no.
Siamo nel gioco del sistema,che ti crea inferni e ti fa credere che ci sia il super eroe che ti salvera’(lo stato,il re,o il generale di turno).
Come i francesi,dietro il terrore che fa notizia e poi sparisce dietro altre notizie e ricompare col sangue delle vittime innocenti.
Come i pugliesi,e il treno,colpevole di ritardi e fottute menzogne fatte di promesse e regali altrove.
Siamo marionette,girate e rigirate per far ridere qualcuno e vittime,alla fine,di qualche cosa che non mettiamo a fuoco.
Siam marionette.

LA FOTO COME UN PUGNO.

Il bambino morto alla deriva sulla spiaggia turca,ha acceso una discussione attorno ai media.
E’ giusto pubblicare foto cosi’ drammatiche per far sapere un evento cosi’ tragico,oppure e’ meglio non diffonderle e scriverle solo?
Oliviero Toscani in una intervista e’ favorevole alla diffusione dicendo che e’molto meglio una foto scomoda che urla la sua verita’,che commenti di cronaca faziosa da parte dei giornali asserviti al potere.
Concordo con lui,dicendo anche che spesso quelle foto sono entrate nella nostra memoria,nella nostra testa e ci hanno catapultato nell’evento,poi sminuziosamente elaborato anche con ragione propria,ma hanno centrato il sunto della drammatica situazione.
Narrare il gusto di una bella torta a parole,non e’ come mangiarla.
Esempio questo positivo,ma la foto deve essere solo realta’,senza velature e senza censure.
L’occhio del fotografo  deve essere prima di tutto lontano da logiche di posizioni politiche e anche culturali.
Deve essere una mano che afferra l’evento,trasportandolo fuori da emozioni pre impostate e renderlo simile all’occhio umano .
Distacco reale,lo chiamo.
Diverso l’approccio metodico,di gusto o di stile,tipo la street foto.
Il bimbo di Kobane e’ in quello scatto,l’occhio di qualsiasi persona li sulla spiaggia,colpita dal pugno della morte del bimbo,e consapevole del destino dell’umanita’ sconvolto da regole di pietismo e aiuto reciproco.

GLI AUTOMI PER COLPA DELLA CRONACA

Forse sarebbe giusto  racchiudere tutto in una parola:caos.Il caos ovunque regna,nella testa della gente e le azioni,spesso,agguantano i momenti della cronaca.

Come il caso del piccolo Loris.

All’entrata a scuola,da giorni,i genitori guardano i loro figli entrare in aula con piu’ attenzione,con sguardi guardinghi annusano l’aria in cerca di pseudo possibili pedofili.

All’uscita stessa cosa,attesa e vigilanza.

Ma abbiamo per forza di cose bisogno di un input esterno per essere genitori attenti,elettori astuti,cattolici praticanti?

Insomma la cronaca fatta dagli altri,nel bene o nel male,ci  trascina a essere maturi,consapevoli di giudizi di autocritica personale che,a volte e non per tutti,devono essere strappati dalla nostra anima da qualcuno,qualcosa.

E’ la vita di oggi,quella virtuale che ci aiuta a perdere una logica realista su cio’ che ci circonda e che,spesso,noi virtualmente la rendiamo vera.

Catapultati nel mondo dell’hd ,dei social e degli smartphone,perdiamo cio’ che dovrebbe essere veramente il pensiero sulle nostre azioni,comportamenti e modi di fare.

E allora,come la moda dei tatuaggi tribali di anni fa,siamo capaci di metterli sul braccio,pentendoci di averli addosso e come idioti ci accorgiamo dopo dell’errore,sperando che non sia troppo tardi…purtroppo.