ATEI DELLA POLITICA O SPERANZOSI ANCORA?DUE EURO E VAI….

E’ stata la settimana della ufficialita’ dell’inutilita’ della politica,non riconosciuta dalla Corte Costituzionale.

I parlamentari sulla rete sono stati paragonati a banditi senza dignita’,accampati in una tenda,il Parlamento,dove non c’e’ autorizzazione per montarla.

E allora via la legge elettorale attuale e avanti con le riforme,necessarie per dare credibilita’ al segno che poniamo sulle schede in cabina elettorale.

Il siparietto dei tre candidati del PD mi ha fatto riflettere e alla fine andro’ a votare una persona che ha detto che lui dell’attuale PD non ha neanche piu’ voglia di specchiarcisi dentro.

Una pulizia(l’ennesima) nella sinistra per capire(speriamo)che stare attaccati al vecchio concetto di “partito” e’ finito.

Ci vuole un cambiamento radicale nelle persone e negli uomini e per farlo,oggi,si deve usare un termine duro e schietto:rinnovamento.

Dei tre,dicevo,mi sembra che il piu’ pronto e onesto nel volerlo fare sia Civati.

Giovane,disinvolto,erudito e schietto contro i suoi compagni.

In tv dice la verita’ anche sugli errori del PD e questa cosa lo annovera tra i disfattisti di turno.

Ebbene,il Peppe,non ha paura e mette da parte la vecchia nomenclatura per lanciarsi in un progetto,se sara’ eletto,di pulizia interna e apertura verso quelle parti dell’elettorato(SEL e forse M5S) che parte dei giovani della sinistra vedono di buon occhio.

Civati e’ privo di retorica e manda a dire al governo Letta che lui vuole dei punti da raggiungere e non tra un anno ma subito.

Legge elettorale in primis e riduzione dei parlamentari.

Insomma due euro e voto.

La mia domenica sara’ anche questa.

Credo che attualmente bisogna lanciarsi in un credo politico,nonostante ci siano fantasmi di antipolitica e rivoluzione a 360 gradi.

Se finisce la propria scelta in un candidato,dovremmo dichiararci atei della politica certo,ma perderemmo un giusto dono che e’ quello del libero arbitrio.

Libero arbitrio che racchiude anche la volonta’ di non credere piu’ in nulla,nell’uomo politico anche.

Ma cosi’ facendo perderemmo  quel poco di buono che c’e’ nel panorama politico nostro e per me,in liberta’ di pensiero,credo che Civati lo sia.

IL PD E I FUTURI SEGRETARI AI TEMPI DI SOCRATE.

Ho comprato un testo di filosofia,per capire meglio questa disciplina.

Leggere di Socrate,Platone,Aristotele e altri ancora potrebbe sembrare anacronistico certo,ma invece risulta utile e applicabile ai giorni nostri.

Vedi il dibattito di ieri sera tra i tre candidati alla segreteria del PD.

Alla domanda sui loro stipendi,con titubanza e quasi dispiacere,hanno detto in diretta l’ammontare di tale fortuna.

Si va dai quattromila euro e piu’ di Renzi,agli ottomila di Civati e Cuperlo da parlamentari.

Ora ritornando alla filosofia e alle sue regole,il concetto di divulgazione del bene e del male,passa da diverse vedute e opinioni.

Si va da un Socrate piu’ attento a stupire e mettere in difficolta l’altro,basando il teorema dell’opposto(aiuti un altro?ma se per aiutarlo dai un calcio a un cane,e’ lo stesso valido il concetto?)…passando per Platone e il concetto di felicita’ piena attraverso il tempo e dell’esperienza.

Ebbene i tre politici ieri sera,nel momento dell’esternare le loro fortune economiche,hanno messo in piazza un solo teorema filosofico:guadagno,son fortunato ma non e’ colpa mia se esiste questa vergogna.

Vedendo il tutto con satira dalla parte di Socrate,direi che tu politico guadagni molto ma colpisci la dignita’ di chi miseramente porta a casa uno stipendiuccio(quindi sei colpevole).

La filosofia rapportata ai nostri giorni,e’ un concetto astratto forse per le nuove generazioni,ma attraente se visto da un punto di vista comportamentale per conoscere l’uomo e il suo destino.

Civati,Cuperlo e Renzi,se fossero stati assieme a Socrate o altri maestri,credo che avrebbero avuto seri problemi a non arrossire…..

DI PIETRO,IL CAIMANO E GRILLO CHE NON C’E’…

Ho visto Di Pietro a Sky l’altra sera.

Mi e’ sembrato l’opposto del combattente per i diritti,la verita’ e la giustizia.

Preso dal tempo anche lui,ammiccava in sorrisi e smorfie quando nominava la parola “il cittadino Berlusconi”,come per rendere onore al suo gioco contro un rivale,Berlusconi,che lo rese famoso alle cronache del tempo.

Oggi a distanza di 24 ore,il cittadino Berlusconi e’ piu’ forte di prima,poiche’ ha ricreato l’astio storico tra destra e sinistra,tra ingiustizia e perseguitati.

Il cittadino Berlusconi oggi non puo’ contare piu’ su ALfano,un delfino spiaggiato su un’isola dove non sembra ci sia nessuno a salvarlo se non i propri e pochi ammutinati dell’ex F.I.

Domani il PD schiera i tre assi in tv,in un confronto dove verranno fuori spero le differenze caratteriali tra i papabili a una poltrona scomoda.

Chi vincera’(Renzi),avra’ a che vedere con cio’ che rimane di un confronto politico dove il cittadino non e’ piu’ al centro delle questioni ma che,anzi,viene messo da parte per i soliti dualismi che hanno caratterizzato il ventennio italiano.

Come se ne esce da tutta questa storia?

Facile…..per alcuni.

Sfoderare la sciabola fiorentina,andare alle elezioni e ritrovarsi con i partiti divisi in mille micro sistemi solari che ruotano attorno ai genitori.

E qui bisogna dire che la questione della legge elettorale comincia a farsi sentire e a prevaricare una voglia di cambiamento che molti hanno nelle intenzioni ma che non ottemperano nei fatti.

Renzi,Cuperlo e Civati sono volti nuovi,idee vecchie e speranze perse.

Non ci credete?

Attendete le prossime elezioni e vedrete se il caimano non azzannera’ ancora,in barba a chi lo vuole ormai destituito dello scettro di re.

Grillo?

Se dovesse scendere in prima persona nell’arena politica,forse aprirebbe una nuova era nella politica stessa.

Forse,ma scendera’?

LETTERA A CIVATI,O AL PD CHE SARA’.

Caro Pippo Civati,seppur non conoscendoti di persona,apprezzo la forza delle tue idee giovani e della voglia,come noi tutti,di cercare di cambiare quel vecchio orso cadente  che e’ il PD.

La tua frase che qui riporto

“NON CI POSSONO ESSERE PRIMARIE SENZA TARANTO.LO CHIEDO ANCHE AGLI ALTRI CONCORRENTI:PRIMA DELL’8,VENITE ANCHE VOI.

E QUANDO SARA’ FINITA QUESTA CORSA,CHE IN REALTA’ NON FINISCE,FACCIAMO QUI LA PRIMA SEGRETERIA NAZIONALE DEL NUOVO PD.

NON ABBIAMO PAURA DELLE CONTESTAZIONI E DELLE PROTESTE.IL PD DEVE STARE QUI.ALTRIMENTI MEGLIO RIMANERE A CASA”

 

non puo’ essere accettata.

Avrei preferito vederti o sapere che tu,fossi andato alla portineria dell’Ilva e ti fossi calato nei panni di un operaio,nel suo dramma quotidiano.

Capire Taranto non vuol dire imbandire un banchetto e fare la “prima riunione del direttivo PD “.

No siamo sulla strada sbagliata.Una strada di demagogia e patetica rivalsa verso una questione,il diritto ambientale,che anche nel tuo partito e’ stato messo da parte,allorquando si sono votati in aula i decreti salva Ilva.

Preferisco Adriano Sofri,che come un vecchio dimostrante degli anni di piombo,occupava l’universita’ e cercava di capire la “questione sociale”.

Ebbene caro Pippo,tu dovevi occupare metaforicamente l’Ilva,distinguendoti dalla massa dei tuoi colleghi di partito e entrare nell’acciaieria piu’ corrotta del mondo,dove anche il PD ha mangiato.

A che serve un tavolo,lucido e adornato quando Taranto e’ sporca fino all’anima?

A che serve fare una riunione e dire che tutto va bene se il PD sara’ al governo domani?

E ieri,caro Pippo dove era il PD?

Sofri su Repubblica spesso ci scrive di Taranto e come ti ho detto prima,all’alba quando inizia il turno di mattina,si mescola nella calca dell’operaio che di fretta va a guadagnarsi la pagnotta,pagata da un padrone “benefattore” per alcuni.

Vediamoci alla portineria,io tu e gli operai.

Cerca di capire l’Ilva,il dramma sociale e se proprio vuoi,alla prima riunione parla di cio’ che hai visto,vissuto in prima persona.

Caro Pippo,basta demagogia e ipocrisia come dici tu,cio’ che non vorresti vedere nel tuo partito…o sbaglio.

Con affetto e simpatia

Luca.

DESTRA SINISTRA:ONE WAY!

Cio’ che abbiamo visto alla reunion di ForzaItalia,e’ il solito film del passato dove attori e attrici hanno gia’ recitato una parte.

La speranza e’ che ogni volta,qualcuno possa spezzare il copione e magari entrarci dentro all’ultimo momento.

Sara’ ma il PD spera che l’8 Dicembre,cio’ possa accadere.

Senza ombra di dubbio,Renzi ha apportato al centro del dibattito a sinistra un qualcosa di nuovo:l’eta’ del leader.

Sui programmi,da Cuperlo a Civati e via dicendo,le parole si assomigliano abbastanza e termini come “uguaglianza sociale,lavoro per i giovani e fuori dalla monarchia tedesca” hanno il valore non aggiunto su cio’ che manca effettivamente al PD.

Si dovrebbe avere il coraggio a questo punto di essere seri con l’elettorato comunista.

Bisognerebbe dire che l’importanza centrale dell’Italia oggi e’ la serieta’ della politica stessa,messa alla berlina da scandali e risultati non raggiunti.

La discussione sul caso Cancellieri e l’avance di Civati a una mozione tutta rossa da presentare al parlamento,non troverebbe seguaci,confermando i limiti che anche la destra ha messo in evidenza.

Limiti di carattere e di rispetto che spesso lacerano coalizioni e fanno nascere rami all’interno dello stesso partito.

Alfano esce dal conflitto con Berlusconi forte e proiettato a una destra che ammicca a Hollande,sparviero di giustizialismo anti Merkel.

Ma al treno europeo si aggancerebbe anche Letta che,se dovesse partecipare alle primarie PD,avrebbe dalla sua uno sfidante,Renzi,che non e’ amato da tutti ma per tutti e’ il salvatore della sinistra.

Che dire.C’e’ da ricercare leader,piu’ o meno datati,ma con esperienza da vendere e credibilita’ a chi andra’ nella cabina elettorale tra poco.

Occhetto,Bersani,D’Alema…..un vecchio ricordo?

 

SPOGLIARSI DEL POTERE,COME MUJICA.

La destra esiste nella società, e vivrà anche dopo Berlusconi, e per questo noi dobbiamo organizzarci. La destra è un grumo di interessi, di rendite annidate ai vertici e nei tentacoli della burocrazia. È l’imprenditoria rapace, ingrassata da commistioni opache con una zona grigia della politica. È un pezzo della classe dirigente che vuole conservare tutto com’è, spesso umiliando la politica o servendosi di essa attraverso i suoi prediletti di turno. Su questo piano, lo dico sinceramente e con angoscia, io temo che da tempo abbiamo dato l’impressione, e a volte qualche prova, che in questi fortini del privilegio siamo rimasti coinvolti anche noi. Noi dovevamo essere quelli che rompevano quei fortini, quelli che li assaltavano, quelli che aprivano a un mondo intero escluso da rendite di ogni tipo. E pace se ci saremmo fatti qualche nemico, anche questo è il compito di un partito. Noi non possiamo piacere a tutti ma dobbiamo parlare e rappresentare la maggioranza offesa da pochi che contano.”

Gianni Cuperlo ci dice questo da Milano.

Racchiude la destra in un angolo e ci racconta di una sinistra anch’essa rea partecipe di un vizio tutto nostrano,fatto di intrecci loschi e affari per soddisfare politici di turno.

Allora Cuperlo dovrebbe essere il politico di sinistra della svolta,quella tanto agognata dal popolo italiano che vorrebbe sincerita’ e onesta’.

Ma la frase di Gianni Cuperlo quando dice che ” nei fortini del privilegio siamo rimasti coinvolti anche noi”,e’ la barriera che dovrebbe crollare in futuro.

Un muro da abbattere col passato e che spesso abbiamo creduto di averlo visto giu’ e invece,la cronaca,ci ha detto che no,non era vero.

Perche’ dovremmo fidarci della nuova leva comunista,dai Cuperlo a Civati,da Renzi a magari lo stesso Letta?

Perche’ non sarebbe piu’ facile dire che la politica europea,intesa come al servizio della gente,attualmente e’ sotto una monarchia tedesca o della BCE fate voi e che il politico tipo Mujica,presidente dell’Uruguay e’ pura retorica o utopia?

“Non ha la scorta né un conto in banca, e per il fisco uruguaiano è un “nullatenente”. José Alberto Mujica Cordano è da due anni il presidente dell’Uruguay. Dei 250mila pesos (circa 10 mila euro) del suo stipendio da Capo di Stato, Mujica trattiene per sé soltanto 800 euro, e devolve il resto al Fondo Raúl Sendic, un’istituzione che aiuta lo sviluppo delle zone più povere del Paese. Dice: «questi soldi, anche se sono pochi, mi devono bastare perché la maggior parte degli uruguaiani vive con molto meno»

Essere come quest’uomo e’ difficile veramente da pensare per i politici nostrani.

Una differenza che e’ visibile quotidianamente e’ che fa la differenza stessa.

La gente forse avendo esempi come Mujica,avrebbe voglia di credere in cio’ che la politica deve dare al paese e del ruolo del politico per la societa’.

L’Italia non e’ l’Uruguay certo,ma perche’ non ha le stesse ragioni di intendere l’azione del servizio politico come lo e’ in sud america?

Perche’ qui c’e’ un uomo che vive in un bugiggatolo di casa con 800 euro ma e’ amato dalla gente?

Perche’ non c’e’ esasperazione del concetto di politico,visto come potere personale e benefici,e pura strategia per raggiungere fini personali?

Ecco perche’ quando ci si presenta come i salvatori di un sistema non credo che possano poi esserlo davvero.

Ecco perche’ credo che prima bisognerebbe smontare l’impalcatura di cio’ che vuol dire politica e fare politica.

Un nuovo segretario di un partito della sinistra dovrebbe una volta vinto,svestirsi del potere e azzerare tutto cio’ che ruota attorno a esso.

Essere un simbolo partendo da cio’ che e’ il simbolo stesso della casta,lo stipendio,le macchine grosse,le case,gli uffici,ecc…

Puoi fare il politico anche nella miseria,basta che tu intenda la parola politica come servizio per il bene…comune.

I “GARIBALDINI ROSSI” E DON MATTEO.

Certo che vedere il PD sgretolarsi giornalmente e’ come una liberazione.

Si una liberazione dovuta al fatto che,oggi,il pd pensiero e’ miglia lontano dal vecchio PCI pdc ecc.. passato.

I nuovi giovanotti rossi,da Renzi a Civati,da Cuperlo a Pittella,hanno in comune una cosa:l’allontanamento dai connotati storici del comunismo e una apertura quasi futuristica a un comunismo di strada,di social e di idee.

Parlare di Berlinguer,Gramsci o Togliatti non fa piu’ presa se non ai nostalgici di un tempo,quel tempo, oggi ,sconfitto da una apertura a 360 gradi verso tutti che anche il buon Matteo Renzi ha voluto per la Leopolda2013.

Niente loghi PD,aria nostalgica ma di riflessione moderna oserei dire nel contesto scenico e apertura verso una nuova era lanciata su tematiche attuali e su quadri dirigenziali in jeans e maglietta di cotone.

D’Alema e soci,son ben avvertiti.

Lo spazio non c’e’ piu’ per le cariatidi di un tempo,quelle stesse che attaccate alle poltrone hanno soffocato un partito  che era della gente e che invece dalla gente si e’ allontanata.

Insomma il pd rispolverato dalle vecchie ceneri di un decadimento che ha anche reso Berlusconi vincente in questo ventennio.

Adesso sono curioso di vedere se tra questi “giovanotti di sinistra”,ne uscira’ fuori uno che ,dopo tante parole,possa fare cio’ che tutti auspichiamo:una svolta vera a sinistra.