COME IL GUERRIERO GRECO

ferito

(Guerriero caduto, Tempio di Aphaia, Egina -gliptoteca di Monaco)

Leggo attualmente un libro che parla della nascita dell’Ilva a Taranto,del suo percorso politico e della sconvolgente svolta sociale che tale mostro produsse sul nostro territorio.Colombo,area DC, volle fortemente questo insediamento e allora,l’egemonia politica era della balena bianca e in parte del PC.
I contadini dell’area che poi diventera’ Tamburi,furono sorpresi dall’avanzare dei mezzi meccanici che,come killer,devastavano tutto cio’ che era stato creato e messo li da secoli .
Un cambiamento radicale,una cultura innovativa(industria)che prendeva il posto di quella arcaica contadina.
L’Ilva nasceva,e cambiava gli usi e costumi di una citta’ che fino a prima era a carattere contadino e pescatore.
Il centro siderurgico spalanco’ le porte alle braccia della terra e porto’ reddito alto e benessere.
Oggi ripenso a quei momenti,alla logica del costruire per azzerare il passato e rendere,l’Italia,il primo paese europeo come produttivita’ dell’acciaio.
La cronaca ci dira’ che la scelta dell’azzeramento del passato per il nuovo,fu sbagliata e ci confermera’ oggi con i dati alla mano sulla diossina che,purtroppo,e’ troppo tardi per cambiare e ricominciare a riviverla questa terra jonica.
Riviverla come i nostri antenati,nelle campagne,nel mare limpido che era bacino di lavoro e raccolti preziosi,dei tramonti limpidi e del sole che moriva dietro i monti calabresi senza macchiarsi di veleni.
Oggi la storia ci dice che la diossina dei Tamburi e’ piu’ alta della diossina della terra dei veleni,ci dice che l’ASL  ha confermato il numero di patologie in aumento e che il territorio e’ pieno di bugiardi.
I bugiardi politici,quelli che hanno nascosto dati e rischi a tutti,i bugiardi che hanno riso sui morti della fabbrica e su quelli fuori.
La storia ci dice che oggi,molti vorrebbero chiuderla e chiudendola aprire agli operai stessi una speranza di ricoloccazione della forza lavoro che ha pagato e paga scelte sbagliate.
Taranto e’ morta quando l’Ilva ha superato il punto di non ritorno,e cioe’ quello del non controllo dei fumi,delle emissioni nocive notturne e dei decreti salva Ilva che hanno permesso di fare i comodi loro a Governo e padroncini .
Oggi serve una presa di posizione netta,immediata sul futuro della citta’,che deve fare i conti con una demografica perdita in rialzo,una chiusura di negozi nella zona centrale della citta’ stessa e un tasso di delinquenza figlia del lavoro che manca e dello stato non stato presente.
Allora,sorge una domanda:conviene restare qui oppure scappare lontano per salvarsi l’anima da tutto cio’ che ruota attorno a questo?
Conviene scappare,spezzare il cordone ombellicare con una citta’ che non ha carismatici leader politici e uomini di polso,pronti a scendere in piazza e rischiare la propria immagine con scelte a favore di una popolazione allo sbando e senza futuro?
La domanda molti se la pongono,e io stesso seppur in una fascia media e tranquilla grazie a un lavoro,non posso tirarmi indietro nel dire che forse era meglio nascere altrove,lontano da una realta’ che era la capitale della Magna Grecia e che oggi,e penso alle colonne doriche di Taranto Vecchia con l’antico tempio di Poseidone,muore come il vecchio guerriero greco che, con la spada in mano e la mano sulla ferita, alza gli occhi al cielo e grida,grida forte l’aiuto a un Dio suo,che lo salvi e lo porti lontano dal baratro in cui si trova ora.
Annunci

IL MIO CAMMINO,IL TUO COM’E’?

Sabato scorso ho accompagnato mio figlio in chiesa,alla messa serale dopo il corso di prima comunione.
Ho sentito l’omelia del parroco,ho annusato l’incenso della cerimonia,ho notato qualcosa.
Ho notato che avere uno spiraglio in qualche cosa,forse oggi,conviene.
Ma non per il gusto di farlo,per dire io “sono cattolico”,no.
Per una semplice ragione che si chiama equilibrio.
Si perche’ penso che l’equilibrio umano,la regolatezza della propria morale e delle proprie abitudini,debba essere regolata da un credo,sincero e unico,che guidi la tua vita.
Direte scoperta dell’acqua calda..certo,ma se ci pensate un poco,nell’era dell’ateismo sempre piu’ in crescita,avere un senso logico ci sta eccome.
Non dico rinchiudersi in un bigottismo a senso unico,no per carita’,ma sapere che un Cristo ti attende per esserti amico ti rimette in riga.
Alla fine della messa,il prete ha ricordato l’importanza dell’essere presenti comunque sempre,essere vivi nel proprio cammino.Allora,dentro di me,ho detto che forse per una mente anarchica e liberale,per un pacifista convinto e un ex di sinistra pd,era giusta la via del rimettersi in gioco,credendo ad un Dio e un uomo,Cristo,che mori’ sulla croce.
Peccatori rimarremo sempre,ma come dice un mio amico attualmente in Portogallo sulle orme del cammino di Santiago,dopo una birra vado a cercare la mia verita’.
E lo dice anche sapendo di essere peccatore,ma vivo e sincero con se stesso e sempre pronto a mettersi in gioco nelle sfere delle emozioni personali e nella sua intimita’.
Allora,e finisco,credersi completamente cattolici praticanti e bigotti ma colpevoli quotidianamente di azioni sbagliate e’ il maggior equivoco per molti.
Meglio essere un peccatore che cammina,cerca e annusa un momento spirituale,di pace e carezze con l’uomo della croce.

MISSING PROTESTERS….

Oggi a Taranto e’ venuto Renzi.

La notizia non e’ questa,visto che qualsiasi primo attore di Montecitorio venendo qui lo fa solo per un senso di dovere(presunto) ,verso un problema(Ilva e salute)che deve essere per forza di cosa nominato e trattato per far credere di avere risoluzioni immediate e durature per noi tutti.

La vera notizia e’ che vi erano circa 200 persone ad attenderlo sulla rotonda del Lungomare assolata in un caldo sabato settembrino.

Considerazioni:

tempo fa,ci fu una manifestazione nello stesso luogo denominata “Battiti live”,dove la musica e gli artisti soliti italiani facevano finta di cantare dannandosi l’anima.

Erano migliaia i giovani presenti allora e la coesione sociale verso la musica e lo svago per alcune ore fu immediata e di notevole affluenza.

Perche’ allora non ci si e’ ritrovati in molti li,nello stesso luogo a dire al Renzi da Firenze che lui,e la politica,deve prima fare mea culpa e battersi il petto per cio’ che negli anni passati non ha fatto e che ha causato inquinamento,morti bianche e intrallazzi vari economici?

Venire  a dirci che l’Ilva e’ essenziale e che lei dovra’ avere un futuro green e in difesa dell’ambiente,non basta.

Sappia caro Renzi che i soldini che arriveranno a sbloccare azioni mirate a iniziare programmi di riconversione ambientale,non basteranno e che i guai economici dell’Ilva sono enormi e preoccupanti.

Sappia caro Renzi,che le malattie sono in aumento e che forse sarebbe stato pu’ opportuno ascoltare e incontrare i pediatri tarantini per capire,meglio,il tasso di mortalita’ infantile che schizza alle stelle grazie ai fumi industriali.

Allora che se ne stia a casa,o che passi dall’autostrada e si diriga a Bari,li all’inaugurazione della Fiera del Levante,dove trovera’ imprenditori al collasso e indebitati.

Qui un evento pop vale piu’ di proteste contro i danni ambientali.

E’ vero pure che ore di svago servono anche ad allontanare i problemi dalla testa dei giovani ma,oggi,li’ al Lungomare avrei voluto avere piu’ presenze e piu’ urla da gridare non per un cantante ma per un politico,Renzi,che si trova nella scia del passato berlusconiano e del futuro di un partito,il suo,che e’ piu’ fantasma di se stesso.

RIMANDATI A SETTEMBRE.

Ieri  l’arcobaleno stupendo che ha avuto Taranto,presagiva una giornata a venire densa di colori,di luce sulle ombre del caso Ilva.

Iniziava oggi,infatti,il processo riguardante le 53 persone che sono coinvolte nel disastro ambientale del siderurgico.

Tutto rimandato a settembre,attendendo che ci si pronunci in merito allo spostamento del processo da Taranto in altra citta’.

Insomma la burocrazialegislativarompipalle,ha agito su un processo che vede coinvolte diverse persone,i Riva figli in primis,e che ha ripercussioni a livello nazionale anche,visto che il sub commissario Edo Ronchi,ha confermato che la strada per la salvezza dell’Ilva stessa e’ ancora in salita.

Tra soldi per le bonifiche auspicate bloccate dalla magistratura,la richiesta in soldi per il danno ambientale del Comune jonico e di associazioni,sindacati e famiglie di operai,il futuro dell’azienda genovese sembra rimanere attanagliato da esborsi economici che comunque,governo o non governo in aiuto,dovranno uscire.

L’arcobaleno di ieri,ci narrava anche di una speranza legata alla qualita’ dell’aria nel nostro territorio,una qualita’ che secondo il commissario Ronchi,sembrerebbe migliorata nel quartiere Tamburi,quello vicino all’Ilva e nella citta’ stessa.

Sara’,ma l’odore della cockeria quando spira tramontana e’ sempre nei nostri nasi,come quello dell’Eni e le sue torce malfunzionanti.

Oggi vedendo il gran numero di cronisti dinanzi alla sede dei Vigili del Fuoco,adibita a scenario per l’udienza preliminare,mi vengono alla mente i grandi processi avvenuti in Italia.

Tangentopoli in primis,con il tribunale di Milano alle spalle dei cronisti e le dirette per capire se qualche nome “eccellente potesse venire fuori” da quella inchiesta.

C’era il pm Tonino Di Pietro,il giustiziere degli italiani svenduti alla politica,quelli che persero allora i propri idoli smascherati e in fuga dall’Italia.

Si quella immagine eccheggia oggi nella mia mente,quella di un giudizio atteso da molti ma che lascera’,secondo l’amaro in bocca.

Vi lascio un link del Fatto Quotidiano,ove c’e’ un articolo dell’amico Alessandro Marescotti.

Forse lui e’ il nostro Di Pietro,forse lui assieme a altri ambientalisti,saranno artefici di una rivoluzione culturale che porra’ Taranto dinanzi a una scelta:cambiare o sparire,estinguendosi come le popolazioni indigene ammazzate dall’avanzare della civilta’ e che oggi sono un ricordo.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/06/19/ilva-processo-alla-diossina-la-rivincita-di-piero/1032908/

LA STRANA SINDROME DI STOCCOLMA A TARANTO.

Il paradosso c’e’ e si vede quotidianamente a Taranto.

La sindrome di Stoccolma,quell’amore tra chi ha provocato un evento traumatico a qualcuno e chi lo ha subito.

Un odio tramutatosi in amore,rimescolato a un certo meccanismo strano che e’ il sentimento umano,o la stessa mente.

Fatto e’ che qui,tale sindrome,la si vede con i camini dell’Ilva,con i suoi danni quotidiani e il logorio delle macchine infernali.

Alla fine,molta gente,quasi in silenzio racconta di una necessita’ che ci vuole comunque sia,di un “nemico aguzzino” che ci deve essere e che anzi,grazie a lui,ti fa vivere.

E allora,la vittima,il cittadino stesso,raccoglie i mali che esso ci dona,e diviene ubbidiente alle sue volonta’.

Ci deve essere,per forza di cose,altrimenti questa vita senza di lui e’ senza futuro,senza tranquillita’.

In un angolo,ci si ritrova a guardare i veleni uscire dai comignoli alti,e si pensa che lui,l’aguzzino,in fondo fa solo il suo dovere.

E’ cosi’ forte la sindrome di Stoccolma che si dimenticano i guai che arreca a tutti,ai giudizi dei medici e le sentenze dei magistrati.

Ci deve essere per forza,non fa niente se e’ cattivo o brutale,”lo amiamo”…..

Molti scherzano dicendo che la “diossina ha dato in testa,ha fatto crollare il punto di non ritorno tra cruda realta’ e dati scientifici che ci dicono,purtroppo,che qui la terra e’ avvelenata.

Dati che aumentano sempre piu’,che feriscono le persone e le annientano con mali irreversibili.

Ma lei,questa strana sindrome,sembrerebbe vincere sul popolo jonico,nonostante le battaglie continue e le morti sempre piu’ in espansione per causa/effetto dovuta alla produzione.

E penso a chi e’ stato rapito,li nell’angolo con la testa tra le gambe,pensando che il sequestratore sia in fondo anche un po’ umano…..come noi con l’Ilva?

L’8 MARZO SECONDO ME.

Siamo al solito.

L’8 Marzo festa della donna blabla blabla e blabla..

No basta,vi prego.

Se proprio vogliamo restare in tema “donna”,allora voglio parlare della donna che lavora e manda avanti una famiglia,che annaspa nel piccolo stipendio che prende e che poi pero’ fa sacrifici per comprare il vestito al bimbo suo.

Della sua capacita’ molto piu’ veloce ad amalgamarsi nel lavoro,capirlo,comprenderlo e sopportarlo,nonostante la vigliaccheria del maschio e del suo potere che crede ancora di avere verso di loro.

Voglio parlare dell’ equiparazione ingiusta,meschina che si tira fuori come fosse una meta da affiancare o raggiungere quando si dice che lei,la donna,si e’ integrata nella societa’ rivendicando i propri diritti pari al maschio.

Ma lei,la donna,li aveva sempre avuti.

Persi e messi da parte dal maschilismo dominante che c’era e che ha oppresso per anni la sua liberta’.

Voglio pensare alla donna siriana,mamma e vedova allo stesso tempo.

Nel suo prendere in braccio il corpo inerme del figlio colpito dai barili assassini del vigliacco Assad.

O la mamma palestinese,che sotto un nazismo mascherato di liberta’,vuole difendere il suo territorio,la sua gente e le sue tradizioni,quelle che Arrigoni perse con la propria vita.

E poi’ penso a loro,le donne della mia citta’.

Quelle che hanno pianto figli e mariti,a quelle che hanno lavato le tute da operaio piene di diossina e veleni.

Loro,le donne di Taranto,eroine dei tempi oscuri dove la parola rispetto e’ utopia.

Questo e’ per me l’8 Marzo.

Una data,tante donne e ruoli da difendere…sempre.

I 50 COMPAGNI DI MERENDA SOTTO I CAMINI DELL’ILVA….

La magistratura tira le somme e mette sul piatto della bilancia 50 indagati nell’indagine che ruota attorno all’Ilva dei Riva e il mondo politico.

Ci sta anche lui,Vendola.

Si quello che rideva con Archina’,dirigente dell’azienda ligure,al telefono.

Anche il sindaco Stefano risulta nell’elenco degli indagati e non fa certo effetto visto che lui,Ippazio,e’ stato sempre nella testa di tutti(o quasi tutti)i tarantini per gli ammiccamenti rivolti alla famiglia Riva.

Ma il discorso personalmente non gira attorno solo ai colpevoli della mala gestione tra un colosso industriale e una citta’,Taranto,che rivendica il diritto  a vivere meglio.

Il fatto sta nel capire se noi tutti,siamo stati presi in giro e messi sull’altare del sacrificio azzerando una possibilita’ di vita normale.

Dobbiamo capire se la diossina nel sangue che abbiamo,ha nome e cognome e se,essa,potra’ mai essere vendicata dalla giustizia terrena.

Adesso,in un momento storico ove lavoro e crisi europea si affrettano a dirci che il nostro paese e’ quasi come la Grecia,la famosa questione legata allo scotto da pagare per lavorare e tenere su famiglia,arriva al bivio critico.

Si lavorare e morire.Ma lavorare e non fare nulla affinche’ esso,il lavoro appunto,diventi anche fonte da controllare,amministrare bene e difendere in nome di un altro diritto,la salute,messo da parte e’ priorita’ assoluta.

Adesso se giustizia e diritto devono combaciare,che avvengano pure in massa le scomuniche e i pegni da pagare dinanzi a noi.

Se la politica e’ rea di essere concubina degli intrallazzi,che venga messa a nudo,estirpata dai suoi attori senza dignita’.

Taranto deve avere questo.

Se poi tutto verra’ dimenticato,allora non restera’ che piegarci a un destino amaro,scritto nel dna di questa citta’.

Oppure,per chi ne avra’ voglia,continuare a lottare,crederci e andare per le vie della nostra citta’ a dire che io,tu,no..no,non ci piegheremo…MAI.

MUTAZIONI GENETICHE A TARANTO.

Mutazione genetica.Cambio di forma o se volete anomalia della figura.

Fatto sta che a Taranto,in Mar Grande,una comunissima stella marina ha regalato al dott.Vincenzo Golconti, una amara verita’:invece delle solite 5 braccia,la stella ne aveva 19.

Era zuppa di diossina e viveva a pochi passi dalla grande industria.

Mutazione genetica dovuta alla presenza di diossina nelle acque,oppure casualita’ della natura?

Vedremo.Fatto e’ che la chimica colpisce la natura,cambia le nostre radici genetiche e ci “regala” sorprese che non vorremmo vedere.

Si va dai tumori dell’apparato respiratorio,alla catena alimentare oramai contaminata dall’effetto camini,fino alla mutazione genetica della flora marina.

Mi aspetto,un giorno o l’altro,vedere comparire dal mare,una creatura con due teste e mille braccia.

Una creatura che dira’ come ancora oggi l’uomo vuol cambiare il corso della vita,annientandone diritti e sicurezze.

Una creatura senza identita’,o se la possedeva,l’ha persa dentro le sue sofferenze,dovute ai cambiamenti interni e alla violenza che il popolo jonico subisce quotidianamente.

In nome del diritto a produrre ammazzando un popolo,tu creatura esci dalle acque e diventa il simbolo del futuro di una citta’ persa nel nulla.

P.S.  Mi dicono che si tratta di una bufola.Meglio cosi’ ma….attenzione la diossina e’ presente nella catena biologica marina.Le cozze ne sono un esempio.

LETTERA A NICKY,L’AMBIENTALISTA ?

E’ la settimana dove il telefono la fa da padrone.

Prima  quello della Cancellieri,pronta ad aiutare la figlia del suo medico Ligresti,poi Vendola che ride par la goffa “parata anti giornalista” fatta da Archina’ circa un anno fa’.

Ma se nella prima il ministro sbaglia ad affrettarsi per mettere in condizioni migliori la vita carceraria della giovane donna,dimenticando quanti sono in attesa senza amicizie importanti di scontare la pena a casa per motivi piu’ gravi,nella seconda essendo tarantino ho molte perplessita’ sulle scusanti avallate dai SEL simpatizzanti di Nicky.

Bene il connubio Vendola Riva,supportato dalla frase “Archinà state tranquillo, non è che mi sono scordato. Volevo dirglielo perché poteva chiamare Riva e dirgli che il presidente non si è defilato”,e’ molto piu’ pericoloso e dannoso alla citta’ della risata fatta per il goffo tentativo contro il giornalista locale.

Apre una finestra su un legame che non servirebbe a tutelare la citta’ e i tarantini,dall’avanzare dell’inquinamento senza sosta.

Un presidente di regione che dovrebbe spronare l’industriale a stare sulle regole e non imprimere sulla citta’ danni irrimediabili per la solita logica del profitto.

La stanza del potere diventa un salotto tra amici,dove la confidenza tra i due e’ cosi’ ampia da ridere su un qualcosa di secondario.

Allora,come posso io credere in Nicky,alla sua logica idealista in difesa dei cittadini essendo,cosi’ dice lui,il vero ambientalista delle tante battaglie?

Come posso io pensare che,la prossima agenda con i Riva,possa aiutare la citta’ a difendersi,grazie al difensore Nicky,dalla potente lobby industriale e politica che oramai ha sancito,grazie all’AIA,regole solo a favore dell’Ilva?

Come posso farlo caro Nicky?

L’ENNESIMA ORA X PER TARANTO.

Avremo nomi,cognomi e indirizzi politici.

Avremo i volti,le notizie dei fatti e la loro mortificazione.

Sara’ l’alba,l’ennesima per Taranto e la sua gente.

Smacchiare un colore nero su di un camice bianco,avere la netta sensazione di avere la legge dalla tua ma anche le mani legate.

L’inchiesta e’ finita,la procura tarantina ci dira’ i colpevoli dell’associazione a delinquere di uno stile di vita politico locale che,negli ultimi anni,ha sancito la morte della nostra citta’.

Ma la questione rimane aperta,per sempre poiche’ l’Ilva c’e’ e rimane un fatto reale di cui la citta’ attualmente non ne puo’ fare a meno…

Adesso avremo lo scoop,magari il governo della citta’ stessa potra’ cadere ma,noi cittadini,siamo gia’ in ginocchio avendo un fardello ereditato negli anni da cio’ che e’ stata voluta dare come impronta a questa citta’.

La legge,i soldi,la produzione,il politico e la politica.

Tutto gira attorno a un connubio di vizi e inciuci  che non hanno mai seguito una verita’:rispetto.