CAMERA IN AFFITTO….

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La camera in affitto di Vendola e compagno ha dettato legge questa settimana.
Il piccolo bimbo,con due padri e niente madre,avra’ amore e tenerezze e sara’ come gli altri?
Non so se e’ stata piu’ una storia legata al tradizionalismo nostrano,in parte derivante dal dna cattolico della nostra nazione,a difendere alcuni valori e fare del Vendola e compagno il mangia bimbi del piu’ grande egoismo della storia.
Io so solo che la natura nasce in un certo modo e le manipolazioni checche’ si dica sono figli di idee per portare  felicita’ a qualcuno.
La felicita’ del duetto Vendola e compagno,sembra figli di tempi dove il piacere di essere genitore oscuri un limite,quello naturale,che dovrebbe frenare alcune voglie a tutti i costi.
Quando la legge sancisce diritti giuridici per tutte le coppie mi va bene .
Quando si “fa pipi’  fuori dal gabinetto”,spesso si finisce per passare per furbetto sempre se qualcuno non ti veda.
E quel qualcuno,Canada,e’ il consenso di un no di altre parti del mondo che baipassa culture radicate e forme tradizionaliste.
Mi ha colpito anche la divisione nel mondo omosessuale dell’essere coppia senza figli e con figli.
Un divario che esiste e che la dice lunga sul dubbio degli stessi attori in questione.
Vendola e il compagno dovranno essere madre e padre,senza egoismi se se vi sara’ da cambiare pannolini nel mezzo della notte oppure  dare da mangiare…ma questa e’ un’altra storia.
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IL GRIDO DEI BIMBI

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Ci sono cartelli nelle strade che ingannano,ti spingono a comprare e ti indirizzano.
Ci sono cartelli che sponsorizzano idee,mete turistiche o visite ai musei.
A Taranto  vi è  questo,da giorni.
È  un grido,rimarcato da una foto dell’Ilva,dove il fumo  è   parte del diritto negato e dove,i bimbi,sono le vittime di una pazzia.
Servirà  questo a denunciare l’ennesimo richiamo alla comunità  jonica e anche nazionale o ,invece ,rimarrà  un grido appunto,locale e spezzato in gola?
Le battaglie dei diritti si fanno nelle strade,gridando e restando coesi.
Le vittorie si cercano con la forza di una ragione, negata,ma  che ti sprona a essere vivo contro il potere.
Il grido dei bimbi di Taranto,ma non solo loro.
arallagianluca

MIGRANTI MADE IN “TARANTO E NON “.

Si scappa dalla guerra e si arriva a Taranto,sorprendendo la citta’.

380 profughi provenienti dalla Siria e da altre parti sono ospitati in tre diverse location della citta’ jonica.

Dicevo si scappa e ci si rende conto,avendoli vicino,di come siamo fortunati a essere comunque normali nell’anormalita’.

Si l’anormalita’ di sistemi politici,burocratici,tecnologici.Di come siamo noi stessi migranti di idee  quando non amiamo piu’ la nostra citta’ per diverse ragioni.

La solidarieta’ poi si allarga,si espande e calma la paura di queste persone.

Oggi sono arrivati per primi genitori di alunni di una scuola vicina,allarmati e insofferenti a pensare che,i loro figli fortunati,potessero avere quelli li,i migranti appunto vicino ai loro.

Poi alla vista dei bambini e delle donne,scatta la nobile forma di solidarieta’,di amore verso il prossimo e allora tutti a portare cibo e giocattoli,per essere anche loro parte di una normalita’.

Ma a Taranto,la citta’ dei veleni e dei fumi dannosi,la normalita’ non esiste,anzi e’ una forma difficile da trovare.

Sarebbe normale avere lavoro sicuro,ambiente sicuro,strade sicure,politici efficaci.

No non puo’ essere e allora,nella nostra difficolta’ diveniamo migranti di un sogno,o in un sogno,dove  vediamo la citta’ jonica alzarsi e prendere un volo,di dignita’ verso tutti i suoi cittadini.

I migranti,quelli che hanno voltato le spalle da tempo a Taranto,ci vedono da lontano e contano quanti giorni mancano alla prossima Pasqua o al prossimo Natale per tornare solo per un breve periodo.

Solo allora,sono tarantini.

Ma non e’ colpa loro.

La colpa e’ di un sistema che ieri,nel film di Bisio “Benvenuto Presidente”,vedeva la politica che noi tutti sognamo,essere messa in atto.

Da una parte crollava la disonesta’,gli inciuci morali per partorire figli senza diritti sudati.

Dall’altra i bisogni di noi tutti messi in atto,amati e rappresentati da un presidente credulone alla favola dell’onesta’.

E allora,quei migranti di oggi da noi a Taranto,diventano un simbolo di riscatto.

Il simbolo della solidarieta’ di questa terra e della gente tarantina,sfruttata e morta per decisioni passate e mai rimesse in gioco a favore di noi stessi.

Aiutare l’emigrato e’ come calarsi in un connubio tra chi ha perso tutto,per colpa della guerra,e chi invece puo’ perdere tutto per errori di valutazione.

Sentirsi dire”vado via da Taranto perche’ si muore di diossina”,e’ come vedere un futuro senza speranza,annullare gli spazi di negoziazione tra diritti civili e doveri .

Migrante per vivere e respirare,ecco oggi mi sento cosi’.

L’AGONIA DELLA TRIADE FONDAMENTALE.

“Non abbiamo la minima idea di come andrà a finire. Ma sappiamo che in questo momento – oggi, non nel futuro – sta volgendo a termine un complesso di vita che potremmo definire nel seguente modo: io studio, in buona parte per imparare a fare un lavoro per qualcun altro; questo qualcun altro ha bisogno di me perché guadagna vendendo le cose che faccio con il mio lavoro; prestando il mio lavoro, guadagno abbastanza soldi da avere un tetto, mangiare e mettere su famiglia – tutte cose che richiedono un minimo di pianificazione e hanno a che fare con un’idea di lunga durata. E anche per pagare le tasse con cui un ente in sé immaginario, una pura astrazione – lo Stato – mi assicura salute, sicurezza, scuola e pensione, e almeno in teoria esegue i miei voleri, espressi attraverso i miei rappresentanti politici. Se ragioniamo in termini di complesso di vita, sostiene Miguel Martinez, ci rendiamo conto della portata storica di questa fase: è «l’agonia dell’intero complesso di vita, strutturato sui poli del Cittadino, del Lavoro e dello Stato».”

Martinez  storico,filosofo,linguista ecc…ecc…,racchiude tutto cio’ che sta avvenendo adesso in Italia sotto  questo pensiero.

L’illusione della continuita’,quella della propria vita,del lavoro come lancio per gli scopi e dello Stato,padre protettivo verso te,e’ utopia.

Ma anche sconfitta,dello Stato appunto,che perde le sue radici storiche come istituzione e regala,nelle colpe della politica e dei politici,una strada in discesa a chi nella violenza e nelle piazze vede la coesione di tutti.

Non a caso,Alfano,ribadisce il concetto di “strategia della tensione”,e annovera in questa frase frange estreme che andrebbero dall’estrema destra arrivando ai gruppi antagonisti di sinistra.

Sara’ anche vero o no,fatto sta che nelle parole di Martinez c’e’ la sconfitta di un sistema che ha retto fino a quando ha potuto e che nell’Europa e le sue leggi,vede perdersi sempre piu’.

Ogni passaggio che leggete nelle parole iniziali,si perde lungo il percorso quasi deprimente di chi inizia la scuola(studio si ma per cosa se non per me stesso…),di un lavoro(ma duraturo,oppure precario ?),di un privato tartassato da tasse e di uno stato che e’ succube di un club(l’Europa appunto)chiuso ed ermetico nelle sue lobby che condizionano milioni di persone.

L’agonia delle tre cose(cittadino,lavoro,stato),rappresenta tutto cio’ che sta accadendo.

Sulle motivazioni anche politiche delle proteste dovremmo chiederci se sono reali o affiancabili a quelle vere esposte da tutti i dimostranti(mancanza di lavoro,tasse,privilegi della politica,europeisti non convinti,ecc..).

Martinez potrebbe essere un portavoce delle varie frange attuali,ma andando a leggere bene nelle sue righe e nei suoi pensieri,possiamo dire anche che il suo pensiero e’ quello comune di molti filosofi del nostro tempo e di molti attivisti sparsi per il pianeta.

Occupy Wall Street,Indignados,hanno aperto anni fa,la strada della protesta sociale,annunciando a tutti che nell’economia e nella politica globalizzata e dura,vi era l’innesco di quello che avviene oggi.

Io temo,ma spero di essere smentito,che non andremo piu’ a parlare di nazioni singole ma di nazione unica o stato,l’Europa,governato da politici lobbysti e economie sempre piu’ drastiche.

Il fallimento o default di molte nazioni(Spagna,Grecia,Portogallo…)hanno sancito il fallimento delle politiche risanatorie verso la BCE,unica artefice di un piano di rientro dal debito che ha mietuto vittime innocenti(aziende chiuse al collasso oramai,tv di stato chiuse,banche fallite,ecc…)e che sara’ ancora protagonista nel futuro.

Martinez ci apre gli occhi,ma credo che oramai anche i ciechi vedano e i sordi sentano che clima c’e’ in giro(col rispetto parlando).

FRANCESCO,IL POVERO E LE SPERANZE FUTURE.

Ho letto del papa Francesco che di notte andrebbe ad aiutare i bisognosi dando loro denaro e aiuti materiali.

Bene caro Francesco.Fai una cosa utile e nuova certamente,ma sarebbe efficace altrettanto aprire le chiese in queste notti fredde e donare ai poverelli un riparo sicuro.

Davvero Francesco stai scombussolando cio’ che la chiesa nel passato non ha fatto,andando contro una lobby,la chiesa chiamiamola deviata,che ha perseguito vizi e affari.

Il buon papa argentino,come un disinfettante,arreca alla chiesa stessa visioni moderne e rivoluzionarie.

Saranno capaci i nostri sacerdoti a cogliere questo rinnovamento,oppure sara’ fatto fuori quest’uomo che avvicina la fede all’uomo di strada?

Dovrebbe fare cosi’ anche la politica e forse avremmo nel futuro speranza e credibilita’ in quelle istituzioni che oggi vacillano e rischiano di andare in contrasto con cio’ che aspettiamo da tempo.

Uguaglianza,diritti,onesta’,equita’.

Siamo lontani da tutto questo oppure papa Francesco e’ l’apripista di una rivoluzione?

Siamo al bivio del cambiamento oppure tutto questo e’ solo un regaluccio che resistera’ sino al prossimo successore di Pietro?

Eppure Wojitila ricordo,che porto’ cambiamenti e denunce in quello che allora era il vero problema:il comunismo dilagante.

E’ vero anche che con Gorbaciov ebbe la strada spianata ma qui da noi,in Italia,seppe condannare fermamente questioni come la mafia e la corruzione.

Ratzinger non ha fatto altrettanto e sul suo cammino apostolico regnano scandali e silenzi.

Papa Francesco,i nostri politici e noi,comuni mortali che annusiamo l’aria di un rinnovamento ma poi,purtroppo,ci scontriamo con una realta’ fatta di privilegi alla casta e figli di papa’ nei posti del potere.

I sani principi e le speranze future vengono propinate in tv da molti e spesso non hanno riscontro futuro.

Adesso piu’ che mai,servirebbero uomini e donne che stiano a fianco dei nostri problemi e delle nostre speranze.

Ma ci sono papa Francesco anche in politica?

TARANTO E I SUOI FUMI:OGGI COME IERI,IERI COME OGGI,NULLA PIU’…

Tutto fermo al porto in attesa che si pronunci la Corte Costituzionale.Tutto fermo fino al 13 Febbraio e poi vedremo se il futuro dell’Ilva sara’ ancora piu’ buio di come e’ adesso.

Fatto sta’ che stamani,come al solito,recandomi al lavoro,scorgo nel cielo direzione est,una striscia marrone,una di quelle che a Taranto conosciamo bene.

E penso….nulla e’ cambiato.

Nulla in questa fottutissima vicenda ha insegnato alla direzione dello stabilimento.NULLA!

E’ chiaro che i miracoli delle bonifiche non avvengono in tempo breve,ma e’ ancora piu’ evidente come l’azienda non operi in norma e tutti quei fumi che evidentemente non riescono a essere aspirati,vanno in giro,quasi a ricordarci che la battaglia comunque e’ persa.

Mi ricorda un po quella della Boccassini,una guerra contro il potere di Berlusconi che puo’ logorare ma che per orgoglio non deve finire.E forse per giustizia,tardiva sara’,ma giustizia richiesta a mille voci da dare alla storia,ai nostri figli.

Quella scia andava in direzione est,verso il salento e le sue terre magnifiche.

Quella scia ci ricordava oggi che il marrone non e’ un colore di un arcobaleno,ma di un elemento distruttivo,un “cannibale” dell’aria pulita.

Oggi come ieri,ieri come oggi,nulla piu’….

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Foto di Raffaele Lucchese,Citta’ Vecchia stamani.

ARTISTI UNITI x TARANTO:UN INNO ALLA LIBERTA’.

Artisti e musica,musica e realta’,realta’ e denuncia,ma anche speranza.

Questo video fatto da artisti locali,ha lo scopo di rendere giustizia a un diritto,il diritto di credere nel futuro,quel futuro nero che aleggia sulla citta’ dei due mari.

Una Taranto libera da condizionamenti prescritti e da regole di mercato,una Taranto che nei suoi cantanti grida la voglia di essere libera.

Un plauso a tutti questi cantanti tarantini che hanno scritto una pagina importante della nostra citta’,una pagina fatta di note musicali ma di tanto tanto orgoglio tarantino.

Questo e’ il link,gustatevelo.

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LETTERA ALLA CITTA’,ALL’ILVA E CIO’ CHE AVREMO,UN DOMANI.

Si percepisce la condizione di essere protagonisti,comunque sia,in questa giustizia ” a venire”.

Si percepisce la spinta propositiva che si vuole dare ai politici,alle loro menti,loro condottieri dei popoli ma “bagasce usate”….

E allora uniti,magari con il tre ruote o con gli ambientalisti,ma sinceri nel dire NO al veleno.

E’ una battaglia,difficile certo,ma che bisogna fare.

Oppure scapperemo da questa Taranto,lasciandola sola a divenire piu’ scura,piu’ nera e sola nei suoi incubi giornalieri.

L’ AIA diventa una corda che viene tirata da due contendenti,e ci si dimentica che in mezzo stiamo noi,i tarantini.

Questa Taranto puo’ cambiare con l’Ilva oppure e’ cambiata per sempre per l’Ilva?

Puo’ avere cio’ che si prefigge quotidianamente,puo’ vivere una vita normale o e’ condannata a morte sicura?

Le manifestazioni,i cortei e i dati,sono lo scontrino che e’ il resoconto di cio’ che si e’ speso,negli anni.

Una spesa amara,un carrello pieno,fatto di cibi che ingrandiscono la pancia dei soliti padroni,lasciando poche briciole a noi.

E su quelle briciole non si puo’ fare il ricatto occupazionale,NO!

Un popolo in marcia,con a capo NE’ CHIESA e NE’ POLITICI.

In testa noi,unici baluardi in difesa del nostro futuro,quello che ci e’ stato scippato e che adesso rivogliamo e che rivendichiamo con orgoglio,l’orgoglio dei tarantini.

MARCHIONNE E RIVA:IN MEZZO IL SINDACATO,CHE (FORSE)NON C’E’ PIU’…

Marchionne e Riva.Cosa accomuna queste due persone e cosa rappresentano agli occhi degli italiani?
Prendi Marchionne,osannato in America e odiato in Italia,per la sua politica antisindacale verso gli operai iscritti alla Fiom e verso un modo che dovrebbe essere civile e democratico di fare fabbrica.
Quel modo che vorremmo tutti vedere,con il sindacato che difende il lavoratore e l’azienda che rispetta sentenze della magistratura.
Vero niente,visto che hanno dovuto alzare la voce sia Passera  che i media per ammorbidire(cercare almeno…)quel carattere duro e presuntuoso che hanno spesso i dirigenti,che tra crisi economica e rigor Montis,hanno perso la bussola del dialogo e della democrazia.
Veniamo a Taranto.Ennesimo incidente sul lavoro,la morte di un ragazzo che cade dal locomotore e muore schiacciato.Si scopre poi che le manovre per far il suo lavoro sono difficili da effettuare da solo e anzi,in base ad un accordo sindacale,vengono mercificate a discapito del rischio del lavoratore stesso.
La bomba della conferma avviene come al solito grazie a internet e ai social che ,tramite il profilo “Cittadini e lavoratori liberi pensanti”,denuncia la base dell’accordo stesso con tanto di copia del contratto killer.
Ecco il link:?set=a.385884741486092.87582.353368881404345&type=1
Una scomunica da parte dei lavoratori verso il sindacato,sempre piu’ ai margini del mondo reale della fabbrica.
Una presa di posizione di molti lavoratori ma anche un cambiamento dei tempi,dettati da regole economiche rigide e restrittive verso cio’ che non ha piu’ mercato(Alcoa…)e problematiche inerenti al rispetto delle leggi(vedi Ilva e AIA da rispettare con immensi sacrifici economici che dovrebbe fare Riva per continuare ad investire sul territorio tarantino).
La guerra tra diritti e nuovi padroni,con il sindacato che una volta era lo spartiacque tra operai da difendere e interessi del padrone.
 

ESTELLE LA FORMICA AMATA DA TUTTI NOI.

Gli ideali non salvano un popolo.Lo ricordano.
E’ una frase che lessi su un libro tempo fa di cui non ricordo il titolo e che mi e’ rimasta dentro ogni volta che scrivo su qualche diritto negato o che seguo qualche battaglia per violenze su un popolo o singolo soggetto.
Oggi la nave Estelle,partita da Napoli dopo diverse tappe fatte in giro per l’Europa,e’ stata attaccata dalla flotta israeliana e resa out per uno scopo umanitario e pacifico verso la popolazione palestinese.
Devo dire che seguo con attenzione le vicende palestinesi che hanno sullo sfondo drammatiche scene finali di un film che purtroppo non dura un tempo ma che di finali forse non ne avra’ mai.
Vittorio Arrigoni mi ha coinvolto in questa dolorosa conoscenza e mi ha inculcato il dovere del sapere e dell’approfondire la vicenda Gaza e Palestina e,anche dopo la sua morte,mi ha lasciato dentro un certo senso di sconforto verso l’impossibilita’ di ognuno di noi a dire stop alla violenza sui palestinesi.
Estelle e’ quel bisogno di tutti noi di esserci,li in quelle acque splendide ma che hanno la morte sullo sfondo del porto di Gaza e sul territorio palestinese.
Estelle oggi e’ stata ammutolita dal potere lacerante di una nazione,Israele,che della sua forza sulla formica palestinese,ne fa vanto e onore.
I social network,prima twitter su tutti,ha lanciato il grido di dolore di chi,ancor prima di essere raggiunto dall’esercito  israeliano,gridava la sconfitta della ragione,la sconfitta dell’aiuto umanitario come scopo finale e non la battaglia verso un nemico.
Qui la questione era portare aiuti umanitari al popolo alle strette non combattere Israele per mare.
Estelle annientata e messa a tacere ma che dal suo silenzio ha e avra’ l’onore e il rispetto del mondo intero,e mio.