I 32 DENTI E QUELLI A CUI MANCANO….INVECE.

Al G20 australiano i potenti della terra(ma poi lo sono veramente?) discutono di come migliorare l’assetto economico del pianeta,stringendo un po di qua e un po di la a danno di qualcuno.

Lo sconcerto personale e’ quello di chi sta alla finestra guardando un ebete nostrano che dalla mattina alla sera ci ripete di essere ottimisti.

I dati parlano di recessione,crisi sociale e imprese che chiudono perche’ mancano le commesse e i prestiti bancari.

Essere ottimisti per moda non mi va,anche perche’ e’ un film gia’ fatto da quell’altro omino tutto 32 denti che,andando a donzelle per i palazzi del potere,ci ha fregato 25 anni della nostra Italia.

Il pensiero negativo,credo,deve esserci anche,serve a spronare chi,nonostante la certezza di dati e statistiche,vuole catapultarci nel tunnel della felicita’,quel tunnel che mi ricorda gli spot del mulino….ove tutto e’ cosi’ perfetto e regolare e non esiste crisi delle famiglie.

Rispettare la piazza vuol dire anche prendere atto di un paese che e’ maturo e consono di cio’ che e’ stato fatto.

Ma rispettarla vuol dire anche che,oramai,l’italiano ha nel suo dna il concetto di politico,o meglio,di quello che dovrebbe essere il politico e la politica.

Non basta dire che lui,il 32 denti da Firenze,sente anche quelli che non scendono in strada e che invece rimanendo nelle loro stanzette accettano il da farsi della politica romana.

E no,caro Renzi,non basta.

Sarebbe opportuno invece affermare che,nonostante gli sforzi critici,l’Italia e l’Europa sono a un bivio.

Come quando crollo’ il muro di Berlino,venticinque anni fa.

Un’epoca,un periodo che ando’ via e che fece nascere,nelle menti dei politici di allora,la volonta’ di affermare l’unione totale di due germanie come  un passo decisivo verso la democrazia e aperture anche economiche e sociali.

L’Europa dovrebbe abbattere il muro che la circonda,e riconoscendo la validita ‘ di ogni paese,dovrebbe ripartire da questo.

La storia di ognuno non puo’ essere mercificata a Bruxelles o altrove,nei palazzi dove quattro gatti decidono se prenderci i soldi dai conti correnti o innalzare il livello delle tasse a tutti noi.

Un certo senso della dignita’ geopolitica,dove ogni paese deve esigere il suo posto.

Ha fallito l’Europa e bisognerebbe anche dire che ha fallito il concetto di politico al servizio di un ente comune che pensa solo a mettere i conti in regola di ogni paese.

Concludo dicendo anche del  caso Ilva da noi.

Si parla spesso di ridarla allo stato,di renderla efficace non senza danni per i tarantini.

Bonifiche attualmente da parte dei Riva sono nel dimenticatoio e i compratori(indiani,francesi,italiani…)dovrebbero sborsare molti ma molti milioni di euro per chiudere un’area a caldo vivendo solo con quella a freddo.

Una mossa che ,lo stato italiano,dovrebbe compiere per porre fine all’inquinamento sempre esccessivo da parte dell’Ilva stessa.

Ma anche qui,affermando che e’ l’unica industria che fa alzare il pil nostrano,sara’ difficile porre rimedio a una questione che ha causato morti e malattie irreversibili.

Quindi caro 32 denti da Firenze,da ridere e essere ottimisti,non sembrafar  parte di tutti noi..o no?

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MISSING PROTESTERS….

Oggi a Taranto e’ venuto Renzi.

La notizia non e’ questa,visto che qualsiasi primo attore di Montecitorio venendo qui lo fa solo per un senso di dovere(presunto) ,verso un problema(Ilva e salute)che deve essere per forza di cosa nominato e trattato per far credere di avere risoluzioni immediate e durature per noi tutti.

La vera notizia e’ che vi erano circa 200 persone ad attenderlo sulla rotonda del Lungomare assolata in un caldo sabato settembrino.

Considerazioni:

tempo fa,ci fu una manifestazione nello stesso luogo denominata “Battiti live”,dove la musica e gli artisti soliti italiani facevano finta di cantare dannandosi l’anima.

Erano migliaia i giovani presenti allora e la coesione sociale verso la musica e lo svago per alcune ore fu immediata e di notevole affluenza.

Perche’ allora non ci si e’ ritrovati in molti li,nello stesso luogo a dire al Renzi da Firenze che lui,e la politica,deve prima fare mea culpa e battersi il petto per cio’ che negli anni passati non ha fatto e che ha causato inquinamento,morti bianche e intrallazzi vari economici?

Venire  a dirci che l’Ilva e’ essenziale e che lei dovra’ avere un futuro green e in difesa dell’ambiente,non basta.

Sappia caro Renzi che i soldini che arriveranno a sbloccare azioni mirate a iniziare programmi di riconversione ambientale,non basteranno e che i guai economici dell’Ilva sono enormi e preoccupanti.

Sappia caro Renzi,che le malattie sono in aumento e che forse sarebbe stato pu’ opportuno ascoltare e incontrare i pediatri tarantini per capire,meglio,il tasso di mortalita’ infantile che schizza alle stelle grazie ai fumi industriali.

Allora che se ne stia a casa,o che passi dall’autostrada e si diriga a Bari,li all’inaugurazione della Fiera del Levante,dove trovera’ imprenditori al collasso e indebitati.

Qui un evento pop vale piu’ di proteste contro i danni ambientali.

E’ vero pure che ore di svago servono anche ad allontanare i problemi dalla testa dei giovani ma,oggi,li’ al Lungomare avrei voluto avere piu’ presenze e piu’ urla da gridare non per un cantante ma per un politico,Renzi,che si trova nella scia del passato berlusconiano e del futuro di un partito,il suo,che e’ piu’ fantasma di se stesso.

SIAMO TUTTI TERRORISTI OPPURE ABBIAMO CAPITO IL FALLIMENTO DELL’EUROPA?

Bisogna essere onesti e dire che se esiste una cosa che non piace,ogni persona va bene per farsela amica nella battaglia che ci si prefigge.

La mossa di Grillo e l’UKIP di Farage,e’ questo,uno sgarbo alla politica tradizionale fatta di alleanze su base di teorie uguali.

Oggi va di moda la lotta dei numeri.

Piu’ siamo e  piu’ faremo discutere,fanculo se abbiamo ideali diversi.

E’ una lotta di presenza numerica,una lotta che in Europa sara’ vincolata da queste alleanze nate in rete o perche’ coese nello stesso odio verso regimi di governo.

Una Europa che viene messa al bando da molti partiti che non nascondono la voglia di un ritorno all’unita’ nazionale svincolata da accordi con altri stati.

E’ giusto allora marciare per conto proprio,essere fuori dal coro e ritenersi obsoleti per un concetto europeistico che nel fallimento dell’economia trova il picco piu’ elevato nelle sue problematiche interne?

Insomma e’ giusto pensarla come Grillo o altri,iniziando un cammino di lotta al concetto di unita’?

O siamo,cosi’ facendo,tutti “terroristi”?

IL PAPA,LA LETTERA E QUELLE BRACCIA APERTE…..

Nella lettera di Papa Francesco a Putin(qui il il link http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#1) c’e’ l’economia e la Siria.

Una supplica per una eguaglianza mondiale nel rispetto delle regole che possano creare una finanza uguale per tutti e una ricerca di dignita’ e assistenza per ogni persona sulla terra.

Non una finanza che si basi solo sulla logica del profitto per pochi,ma una finanza che sia volano per creare lavoro e offrire assistenza sanitaria per tutti.

La lettera a Putin e’ una speranza,posta nelle mani dei leader del g20,ma che spesso ha tradito in passato idee e motivi per cambiamenti.

L’economia globale ha creato disparita’ certo,e nello stesso modo ha messo in evidenza le lobby che circolano in Europa.

Lobby che spesso hanno dimenticato un’esigenza e una richiesta dell’intero mondo:dignita’ per ogni essere umano e risorse da spendere in funzione di una stabilita’ economica per tutti quanti.

La lettera poi scivola sulla Siria,e sull’auspicata volonta’ del pontefice di trovare una soluzione pacifica al problema interno al paese.

Se l’america dice di avere le prove del massacro,dall’altra parte ancora in mano non c’e’ nulla di concreto.

Ipotesi avvalorano anche piste di ribelli,i quali avrebbero potuto anche essere loro gli autori del massacro nei sobborghi di Damasco.

Fatto sta’ che la macchina da guerra e’ in moto,e con essa le preoccupazioni di un mondo intero che vede non solo alla Siria il campo di tragedie imminenti.

Israele,Iran sono li,unite da un filo di odio che aspetta solo il momento per essere consumato bellicamente.

La settimana che verra’ sara’ quella anche del congresso americano,quel congresso che si dovra’ mettere una mano sul petto e decidere se,dopo Libia,Afghanistan anche la Siria andra’ nello scacchiere delle terre conquistate.

Sara’ ma la lettera di Papa Francesco mi fa venire in mente quando,sotto i bombardamenti americani,papa PIO xII benedi’ sul piazzale di Verano le vittime colpite dalle bombe.

Spero solo di non rivedere un papa con le mani allargate a benedirci….

mainhp

 

IL CAPPUCCIO DEL BOIA.

Siamo messi male molto male.Se Monti doveva rassicurarci da Berlusconi,adesso rischia di confermarci una cosa:siamo nella fase piu’ difficile del dopoguerra,una fase recessoria e difficile da gestire anche per il politico piu’ navigato.
Oggi poi si e’ capito che chi specula sull’Italia vuole dominare il mondo,veder crollare economicamente uno stato e un continente che,oramai,e’ piu’ frastagliato che mai.
Il boia invisibile e’ forse l’Asia,che vuole emergere e far emergere le difficolta’ di un sistema economico europeo che,con BCE e altri suoi figli,nasconde dietro una corsa al potere grande.
Adesso poi che la Spagna e’ in default e rischia assieme a noi di crollare come credibilita’ politica(noi gia’ l’abbiamo confermato col crollo del cavaliere…),economica e di sviluppo sociale della propria comunita,via con la ghigliottina e la testa di molti verra’ resa in pubblico nella piazza d’Europa.
Un futuro nero,come il cappuccio del boia….

SPENDING REVIEW?EQUITA’ SOCIALE….

La spending review pareggia lo stato sociale dei lavoratori,affiancando la massa degli operai,dei precari a quella dei colletti bianchi.
Si perche’ adesso di esodati si parla anche in quelle categorie che si salvavano grazie al posto fisso,quello statale, e che dalla manovra del governo Monti ne usciranno fuori malconci.
Tagli nella sanita’,nella giustizia e altro ancora.
Le manifestazioni di piazza a cui eravamo abituati con operai e cassaintegrati pronti con cartelli e tamburi,adesso avranno al loro fianco magari il dirigente sfrattato dalla sua poltrona per colpa dei tagli.
La societa’ si allinea sempre piu’,anche se i ricconi ci sono sempre,ma la linea di separazione tra chi vive bene e chi vive male,magari a 800 euro al mese,si assottiglia sempre dippiu’.
Recessione,crisi politica e manovre ultimo sangue,fanno emergere un bisogno dello stato:risparmiare tagliando e chiedere tasse.
Insomma la giustizia che tutti vogliamo si attua” grazie a MONTI”,che in un sol colpo,fa cadere nel baratro anche chi si sentiva al sicuro.
Adesso,e questa e’ una magra consolazione,avremo dalla nostra parte anche chi,prima,ci sbeffeggiava.

IL PRETE,IL POLITICO E LA RECESSIONE.

Questa recessione ha colpito un po tutti e ci ha aiutato a riflettere e condannare.
Riflettere sui privilegi della casta,sui mega stipendi e agevolazioni e sulla nostra precarieta’,fatta di insicurezza sul domani e su difficili impegni da prendere economicamente.
La riflessione ha colpito anche la chiesa,vedendo in Lei una privilegiata guidata da cardinali e vescovi poco propensi a elargire elemosine sostanziose alla gente bisognosa e largamente pronta a vivere nel benessere fatto anche li di privilegi.
La recessione ha azzerato cio’ che la politica aveva costruito,un mondo sotteraneo fatto di inciuci e favori,bustarelle e soldi a palate.
La rete e questa sofferenza nostrana,ha fatto il resto facendo nascere e conoscere movimenti che dettano consigli su come contrastare queste ingiustizie e colpendo i loro benestanti.
La recessione ha allargato le idee contro tutto e tutti,assottigliando quel filo che univa il politico all’uomo di strada,il prete dal cattolico .
Una specie di guerra contro si i privilegi ma anche contro quelle istituzioni che dovrebbero essere da esempio.
Un caos di valori persi che hanno anche agevolato schieramenti politici che nella battaglia all’uguaglianza hanno fatto il loro grido di guerra(Movimento 5 Stelle,esempio).
Che accadra’ adesso?Quale saranno i prossimi leader politici e chi sara’ capace di far messa senza scheletri nell’armadio?
Se seguiamo il PD per esempio,in loro nei loro uomini di spicco,si nota una voglia a parole di rivoluzionare un sistema,un modo di vita che poi,nei fatti,non avviene.
Un comunista che dovrebbe essere vicino alla gente,si allontana e si veste da falso moralista quando poi mangia allo stesso tavolo della casta.
Un prete che predica le scritture e poi e’ il peggior pedofilo.
Azzerare la politica,riformare il concetto di partito in aiuto dei cittadini e fare dei sacerdoti veri maestri per aiutarci a vivere meglio con noi stessi.
Se ci fate caso,la gente e i giornali attaccano queste due cose perche’ manca questo oggi.
Religione e politica leale vera e pura.
Se cio’ accadesse la recessione farebbe meno paura…..

TAHIR E NOI:UN LEGAME NON TROPPO LONTANO.

Oggi e’ un anno dalla rivolta egiziana e si puo’ dire che ha segnato molto anche le altre manifestazioni nell’area europea.
Molti hanno visto una simbiosi di intenti e volonta’ partecipativa,ma hanno constatato la diversita’ dei fini.
Se da una parte le rivolte arabe hanno avuto l’intento di scovare le forme piu’ radicali di violenza dei poteri dei dittatori e hanno cercato di sconfiggerle sul campo con manifestazioni di piazza e scontri,quelle europee hanno messo in evidenza l’intento di una intera comunita’ di cercare giustizia e eguaglianza dal potere delle caste(banche in primis),cercando di sovvertire un ordine prestabilito che governerebbe il mondo economico a scampo di quello dei ceti medi.
Le piazze sono il simbolo dell’appartenenza dei popoli e l’emblema di una generazione nuova che si insedia nei posti piu’ nevralgici di una citta’ e si impianta li quasi a voler dire di aver preso possesso di un luogo democratico di tutti.
Quello che avviene in questi giorni invece con i forconi siciliani ha da una parte la piazza scocciata dalle tasse del governo e dai pochi guadagni,andando a mettere da parte le lotte a favore di liberta’ e giustizia .
L’economia sotto pressione e’ l’apice della protesta e il mancato introito del lavoro sudato e’ la miccia che fa scattare le proteste.
Una ragione diversa dall’altra ma che ha avuto,dall’Africa e dalle sue piazze,molti spunti da condividere specialmente con gli indignados spagnoli e quelli americani.
Se il mondo cambiera’ e’ da vedere e da vedere sara’ anche chi sara’ il protagonista del suo cambiamento.
In Egitto per il momento,il popolo e i suoi martiri,lo sono.