A PELO D’ACQUA.

Un post sull’estate,sul mare e sul sole che ti brucia sarebbe scontato.

E allora,cerco di essere un poco diverso dagli altri ,e vi raccontero’ di quando,io solitario,nuoto e vedo,a pelo d’acqua,la mia citta’.

Noto subito una diversita’ che ha condannato Taranto.

E cioe’ la parte salva,quella del borgo e delle periferie,e quella ammazzata e sottomessa dall’industria.

Il ponte Girevole che divide tutto cio’,sembra quello di Mostar,nella ex Jugoslavia.

Anche se diverso,lo vedo cadere,venire giu’ sotto l’impotenza della ragione e del diritto di chi vuole avere una citta’ a misura di uomo.

Un simbolo,che divide chi ha perso e chi vuole resistere.

Poi la mia citta’ con la base navale in Mar Grande,a dirci che siamo una citta’ militare e che ha perso anche una sua caratteristica.

Quella delle barche che solcavano il mare,uniche nel lavoro delle braccia che tiravano su le reti dei pescatori.

A pelo d’acqua,annuso,odori e veleni.

Odori nauseabondi,quelli che sversa nell’aria l’Eni e l’Ilva e che il buon Ronchi dice di non sentirli….

Nuoto,vago in un territorio che ci deturpano e che amo.

Amo tutto cio’ che ci sta annientando,questa e’ la mia …pazzia estiva.

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TUMORI A TARANTO?COLPA DEI CONTRABBANDIERI…..

A Taranto si muore per colpa dei contrabbandieri di sigarette.Quindi per colpa del fumo e dell’alcool.

Non ci credete?E allora leggete cio’ che ha detto il signor Bondi,James Bondi da adesso o J.B.

Ecco il passaggio scellerato:

“A tale proposito – chiariscono gli esperti del commissario Bondi – è noto che a Taranto, città portuale, la disponibilità di sigarette era in passato più alto rispetto ad altre aree del Sud.”

E poi:

“l’enfasi sul possibile ruolo dell’impianto siderurgico sulla mortalità a Taranto sembra essere un effetto della pressione mediatico-giudiziaria, ma non ha giustificazioni scientifiche”.

Volete ridere ancora?Ecco:

““Fumo di tabacco e alcol, nonché difficoltà nell’accesso a cure mediche e programmi di screening”.

Insomma caro J.B. cio’ che in questi giorni si vedra’ nelle aule del tribunale quando vi saranno le cause per i decessi di alcuni operai morti per mesotelioma pleurico,sara’ l’ennesima farsa mediatica di stampa e tv,o meglio,di una parte di Taranto che ha visto perdere i propri figli nelle braccia di sorella morte,e che sbaglia mandante di tali decessi,cioe’ l’Ilva stessa.

Caro J.B. prima di dire cose inesatte vorrei farti leggere testimonianze scritte di azioni legali correlate da verbali di medici e di prove sacrosante di danni ai polmoni causati da fattori cancerogeni industriali e non dal fumo che forse tu hai in testa.

Taranto da anni e’ stata sotto tiro di fattori inquinanti,polveri sottili e veleni vari.

Se i risultati si vedono dopo trenta anni,dovremmo adesso raccogliere i resoconti purtroppo,ma e’ anche vero che prima l’esposizione e la sicurezza per gli operai stessi non era garantita da norme tutelanti al lavoratore stesso.

Gli stessi operai lavoravano con tute di amianto e con scarsa informazione del pericolo.

Sappi,caro J.B.,che i veleni che oggi respiriamo sono gli stessi di tempo fa,ma con una differenza:oggi sappiamo,conosciamo e divulghiamo gli effetti dannosi alla salute.

Io ho il papa’ che fuma da quando era giovane,eppure c’e’ ancora,vivo e vegeto.

Come mai caro J.B.?

Basta a difendere la grande industria,basta a stare dalla parte del businnes a tutti i costi.

Sarebbe piu’ onesto dire che il danno e’ enorme e bisogna arginarlo.Con bonifiche e altro.

Poi non mi venire a parlare di condizione esagerata mediatica.

Tu e i tuoi amici che vi apprestate al decreto salva Ilva,quello che permette ancora all’azienda di fare i c….zzi suoi a danno della popolazione.

Tu caro J.B., vieni da noi un solo giorno.

24 h di annusate dell’aria nostrana,partendo dalla raffineria fino alla Tua amata Ilva.

Vieni e assapora i gusti di Taranto,quella citta’ che prima,grazie all’odore del mare e dei mitili,era riconosciuta da tutti come la perla del sud.

Vieni in Puglia,da noi caro J.B.

Ti aspettiamo…stanne certo!

©arallagianlucafoto

©arallagianlucafoto

TARANTO LA PROSSIMA CHERNOBYL?(ANCHE SENZA NUCLEARE…)

Accade che molti vogliano scappare via,andare dove si vive meglio la normalita’.

Accade che ti rendi conto di rischiare,anche molto,la tua vita e quella delle persone che ami.

Accade che l’industria fa cilecca nell’evitare danni e allora…ci pensi.

Succede a Taranto,dove tra fumi di diossina e veleni della raffineria,molti hanno questi pensieri in testa.

Ma accade anche che ti viene alla mente la settimana santa tra i vicoli della citta’ vecchia,l’odore del mare e le barche dei pescatori.

Il cielo colorato al tramonto e le vie della citta’ la sera.

Accade che molti oggi invochino il nome del giudice Todisco,Patrizia a gran voce,come la dea salva popoli dalle tragicita’ umane.

Sappiamo bene che vivere in una citta’ ha i suoi lati negativi oltre a quelli positivi.Di questo ognuno ne potrebbe parlare fino a domani sui blog.

Ma arrivi anche a un certo punto a capire che potrebbe sfuggire di mano una situazione,legata a rischio incidente industriale,che e’ troppo grande da gestire.

Ti chiedi,e all’alba gia’ da stamani sui social si discuteva di questo,il perché del cattivo odore che paralizzava la citta’ da ieri sera e che ha portato in ospedale sette persone per problemi respiratori.Allora ti chiedi perché rischiare qui,nella tua Taranto.

Chi puo’ fugga,chi non puo’ resista e combatta.Scenda in strada a difendere il difendibile che poi e’ la propria salute.

Chi rimane lotti piu’ forte che puo’,altrimenti la nostra citta’ sara la Chernobyl italiana,quell’area impraticabile all’essere umano…e non scherzo amici. 

TORNADO,FULMINI….MA DOVE SCAPPO?

28  Novembre 2012 ricordate il tornado sull’ILVA….

https://www.youtube.com/watch?v=jrn7ryLVOak

8 Luglio 2013 Raffineria ENI TARANTO

https://www.youtube.com/watch?v=FGNG0EgazMg

Un fulmine forse ha messo out lo stabilimento tarantino ENI,facendo andare in tilt tutto il sistema.

Le conseguenze sono state:odore forte e fastidioso al quartiere Tamburi,sversamento in Mar Grande di idrocarburi e paura della popolazione.

Si vive sapendo del rischio che la citta’ corre avendo a due passi questi colossi industriali.

Ma cosa si fa’ per informare la popolazione in caso di incidente industriale?

Taranto ieri ha avuto anche un decesso di un ragazzino colpito da un fulmine sulla spiaggia del litorale pugliese.

Sembrano coincidenze,certo,ma si deve ben sapere che con lo sconvolgimento del clima terrestre,saranno sempre piu’ forti questi fenomeni e andranno a unirsi a quelli gia’ esistenti come l’inquinamento in primo luogo.

Sarebbe opportuno,e lo scrivo da tempo,sapere cosa fare in caso di incidente industriale,cosa che si suppone possa accadere e che necessita anche delle contromisure da adottare per l’incolumita’ della gente tarantina.

Certo eventi come il tornado e’ cosa rara,ma si suppone anche che una semplice tromba d’aria  possa causare danni allo stabilimento Ilva con serie conseguenze per tutti.

Quindi,da queste pagine,colgo l’occasione per ribadire con urgenza al comune in primis,all’Ilva stessa e al Prefetto di Taranto,la necessita’ di simulazioni di evacuazione in caso di incidente industriale.

Dove andare?

Cosa fare per prima cosa?

I punti di ritrovo per chi non ha mezzi di trasporto?

URGENTEMENTE CERCASI PIANO DI EMERGENZA IN CASO DI INCIDENTE INDUSTRIALE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

UNA CITTA’ GASATA…..

Forte odore di gas oggi in citta’.

Siamo gasati,non per qualche evento a venire che ci eccita,ma perche’ se le condizioni meteo e i gas della raffineria si sposano,inaliamo i veleni.

Incredibile.In una citta’ dove gia’ l’ilva sarebbe un pericolo quotidiano,abbiamo anche la raffineria e i suoi gas.

Oggi ho tastato come sia facile farsi prendere dal panico e come non ci sia un piano di emergenza che tutti,e dico tutti,dovrebbero conoscere e mettere in atto.

Niente.Da prendere solo fazzoletti bagnati da mettere alla bocca e chiudere le finestre di casa.

Siamo una delle citta’ piu’ esposte a rischio di incidente industriale e non abbiamo piani di salvataggio della popolazione.

Quando questo inverno ci fu’ il tornado all’Ilva,scappai a prendere mio figlio da scuola.Voci provenienti dalla zona industriale ci misero in allarme su possibili fughe di gas velenosi dall’Ilva stessa.

Pensai:scappare?Ok prendo la litoranea,direzione mare,Lecce.

Via da questa citta’ che potrebbe esplodere da un minuto all’altro.

Paura?Fantasia?Esagerazione?

NO!Realta’ cari amici miei.

Oggi molta gente si e’ sentita male con la gola che bruciava assieme agli occhi.

Sapremo tra giorni la causa di tutto questo e il colpevole.

L’Arpa Puglia ha gia’ messo in moto il meccanismo di indagine grazie anche alle cabine di monitoraggio in zone della citta’.

Resta da dire che siamo gasati quotidianamente,diossinati anche(si dice cosi’?’?)e chissa’ che altro.

Il ritorno?

Il lavoro per alcuni e l’avvelenamento anche per noi.

Ma anche per loro,gli operai stessi che stando in ambienti non salubri,annaspano nelle mille difficolta’ quotidiane.

Oggi insomma una giornata di normale allarmismo,ma anche di una conferma:Taranto e’ a rischio,rischio raffineria,Ilva e altro.

Una bomba di esponenti chimici che grazie anche alla combinazione meteo favorevole,ci regala giornate di sole e puzza nauseabonda….

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LA RIVOLTA DEI CAMINI.

Vivo a Taranto,la piu’ grande citta’ inquinata d’Europa.
Abbiamo l’Ilva del signor Riva,abbiamo la  raffineria ENI,abbiamo la Cementir.
Tutto in una ristretta area che va dal quartiere Tamburi fino alla S.S. 106 dove se si passa da li vieni investito dalla puzza del gas della raffineria.
L’altro giorno la raffineria ha sversato in mare idrocarburi che hanno fatto del mare limpido jonico,una pattumiera di oli e combustibili inquinanti.
Nessuna testata nazionale ha riportato la notizia e,solo grazie ad alcuni volontari ecologisti,si e’ potuto approfondire il dramma del disastro ecologico.
Fa piu’ notizia il caso Sara Scazzi con le telecamere piantate come avvoltoi su corso Italia dinanzi al tribunale che,invece,questo ennesimo scempio alla citta’.
Le istituzioni politiche,in primis col governatore Vendola,sembravano aver condotto una azione quasi personale contro la grande industria ma,pochi giorni fa,con le dichiarazioni felici e ottimistiche del caro Nicky nazionale nei confronti dei dati sulle emissioni di diossina sul territorio tarantino,tutto si e’ ridimensionato e ha creato,nell’area ambientalista,grande preoccupazione e sconforto.
I dati non sempre vengono in continuazione come dovrebbe essere e quindi,quelli enunciati da Vendola,non sono attendibili.
Si continuano a verificare poi casi di morte per neoplasie polmonari,aumento di tireodismo infantile e inquinamento di latte negli animali con conseguente morte di essi che vengono abbattuti.
Taranto non deve essere la citta’ della morte per scopi economici della grande industria,non puo’ essere violentata quotidianamente da parte di chi,della produzione,ne fa un uso personale a discapito della sicurezza ambientale.
Sveglia Taranto.Adessopiu’ che mai,bisognerebbe agire di forza,con azioni spettacolari per richiamare l’attenzione dei media sul continuo suicidio che sta avvenendo in questa comunita’ jonica.
Molti hanno dato risalto accostando il caso della Costa Concordia all’Ilva di Taranto,adducendo una simbiosi su due femomeni,inquinanti,che destano allarmismo mediatico(Costa) e scarsa informazione dall’altra parte(Ilva,Eni..).
Rivolte dei forconi,degli avvocati,dei notai.A quando la rivolta dei camini??
SVERSAMENTO NEL MARE DI TARANTO DI IDROCARBURI DALL'ENI.