IL NO,RENZI MA ANCHE LA BARCA DEI DISPERATI.

Con Renzi non mi annoio e, anzi, mi ricorda l’uomo della battuta pronta,cioe’ Silvio Berlusconi.
Il referendum che andremo a votare,sbirciando in rete nei siti che capillarmente lo sbriciolano per renderlo comprensibile a noi comuni mortali,mi sembra un aiutino alle lobby.
Visto che in Italia gia’ vi sono aiutini tra banche e cariche politiche regalate senza curriculum vitae degno del miglior affarista del mondo,dico che un NO secco e’ di logica.
Ma il NO e’ anche la risposta a la strafottenza Renziana e Boschi che si vuole inculcare nella logica politica italiana,non rispettando il cittadino e rendendolo,anzi,subdolo dinanzi a decisioni sempre pro #Europachenonesistepiu’.Aggiungo una nota in merito ai 5stelle.
Se e’ vero che Roma e’ difficile da gestire,ma penso allora anche ad altre citta’,e’ vero anche che il Masaniello Grillo deve esporsi per prendersi le responsabilita’ di cio’ che ha creato assieme al fu Casaleggio.
Esporsi in prima persona,non basta Di Battista o altri.
E’ il momento di mostrare il volto,oltre alle battute da comico.
Se si vuole cambiare il paese,adesso e’ il momento di chiedersi se la nostra storia e’ in pericolo oppure merita un Berlusconi bis (Renzi appunto…)senza paure o remore da temere.
Passando al PD di una volta,quello delle battaglie in fabbrica,del pugno chiuso nei cortei,della difesa dalla DC allora lobby molto signorile…,oggi e’ specchio di divisioni interne e perdita di identita’ storica.
Molti dicono sia il nuovo Forza Italia,un partito incentrato all’europeismo dei grandi poteri e scenario di coalizioni per fermare spazi democratici nuovi(vedi lo stesso M5S).
Chiudo con una considerazione:oggi in Ungheria la popolazione si esprimera’ sul si oppure no all’accoglienza di profughi nella loro nazione secondo le direttive europee in materia di quote.
Un voto popolare giusto,ma anche troppo nazionalista e discriminatorio.
Ma una verita’ e’ certa:siamo troppi,sono troppi.
Qualche cosa bisognera’ pur fare per poter capire cio’ che e’ la parola “accoglienza”  ma anche quella di ” difesa” di cio’ che e’ tuo.
Buona domenica atutti.
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OLTRE LE NOTE CHE C’E’?

1maggotaras
Nulla o possibile lotta?
Niente oppure alleanze,in ambito ambientalista per intenderci.
Fatto sta che ieri il 1 Maggio tarantino svuotava sul palco cio’ che si accumula in un anno.
Idee,proposte,rabbia,ricordi e speranze.
I cantanti giurano fedelta’ alla causa del popolo spartano ma,chissa’ se ci dedicheranno almeno un brano in scaletta ai loro concerti.
E allora piu’ interessante il dibattito attorno a chi,nella propria dura esperienza quotidiana,ricorda i vari Arrigoni,Aldovandri e loro,i lottatori e organizzatori dell’evento,e cioe’ gli operai del Comitato Lavoratori Liberi Pensanti.
Operai che nella fabbrica vedono il loro futuro ma nella fabbrica vedono anche diritti negati e pericoli per chi non lavora dentro.
Eccoli a ricordarci che il diritto al lavoro non deve essere un ricatto occupazionale,che il lavoro e la salute hanno insieme una logica da rispettare e da difendere in tutti i modi,senza speculazioni sulla pelle dei cittadini.
Interessante il confronto con l’ex ministro dell’economia greca Varoufakis,il quale spera in una economia verde tra le maggiori citta’ europee senza ubbedienza e sudditanza all’Europa troppo filo tedesca e senza uguaglianze e diritti per tutti.
Una Taranto che a differenza di Roma ripropone il suo concerto senza sponsor e senza aiuti esterni di enti.
Un evento che sprigiona energia e che dovrebbe infondere fiducia a noi tutti.
L’energia di un popolo in una notte bastera’ per sprigionarla anche in altri modi per sovvertire un futuro delineato e succube lui,sic, dei decreti salva Ilva e dei fumi sempre piu’ presenti in citta’?
Saremo in grado di allearci tra noi,ecologisti,giovani leve politiche,movimenti,associazioni,liberi cittadini,tutti insomma per rivoluzionare un futuro,ricrearlo e lanciarlo verso nuove proposte senza cadere nell’unica certezza che oggi,purtroppo,questa citta’ ha e che si chiama acciaio ,marina militare e basta?
La musica ha rotto il silenzio della sera ieri,si e’ ballato,cantato e  sperato in quei volti sul palco che diffondevano forza e rabbia allo stesso tempo.
Hanno chiuso il concerto i Litfiba con una canzone,El Diabl0,che e’ l’emblema della maledizione nostrana,quella presenza che incute paura,incombe su tutti noi e con il suo respiro,i fumi,avvolge l’angelica speranza di ognuno di noi ad avere dignita’ e rispetto difesi per sentirsi esseri umani uguali agli altri,senza se e senza ma.

PROFUGHI O EMIGRANTI…..ITALIA?NO GRAZIE!

I profughi non vogliono l’Italia,l’Italia in parte vuole i profughi.
Difficile per un ingegnere,professore,avvocato o altro scegliere il paese del bel sole.
Difficile amalgamarsi qui,e sperare in un futuro.
Meglio Germania,Francia,paesi scandinavi.
Quei paesi dove la questione lavorativa è  meglio gestita,grazie a una catena che parte dalla scuola primaria,si sviluppa nelle università  e ti immette nel lavoro con più  efficace  possibilità  di riuscita.
Perché  allora venire in Italia,il paese dove il sud sta scomparendo dietro a logiche affaristiche che tagliano fuori la meritocrazia.
Perché  l’Italia,dove il pil sale a lentezza esasperante e la povertà  oggi è  nella fascia media.
Venire ad aggiungersi alla schiera di poveracci,di cassaintegrati e figli che vivono con mamma e papà  ancora a quarant’anni.
Perché  l’Italia,paese che è  ancora razzista e che vive di perplessità  quando sente parole come integrazione e accoglienza.
Meglio altrove cari profughi.
Scappate una seconda volta,dai  vostri paesi e dalla mia terra….

GRECIA E ALTRO,MIEI PENSIERI (1).

Paul Krugman (premio Nobel per l’economia nel 2008)
“La Grecia deve votare no e il governo deve essere pronto a uscire dall’euro”
“Il collasso dell’economia greca non è imputabile solo agli errori che il suo governo ha fatto fino al 2008, ma soprattutto alle misure di austerità e all’euro”.
Joseph Stiglitz (premio Nobel per l’economia nel 2001)
“È abbastanza certo, quello che stiamo osservando. È l’antitesi della democrazia: molti leader europei vogliono vedere la fine del governo di sinistra di Tsipras. Dopo tutto, è estremamente scomodo dover trattare con un governo tanto contrario ai tipi di politiche che hanno fatto aumentare le disuguaglianze in tanti Paesi avanzati, un governo impegnato a ridimensionare il potere sfrenato dei più ricchi”.
Thomas Piketty (economista di fama mondiale)
“Syriza è l’ultima spiaggia dell’Europa, dove la tensione è talmente alta che sta per scoppiare…serve una revisione totale dell’attuale politica basata sull’austerity che sta uccidendo il Sud dell’eurozona”.
Oggi la Grecia ci dirà  se è  possibile ancora essere liberi da condizioni economiche che ognuno di noi ha sulle spalle.
Oggi la Grecia   ci dirà  se è  ancora possibile essere se stessi,senza circoli privati taglia aria e senza inchinarsi a persone e leader che pensano al loro orticello annientando  chi a fatica resiste a diktat  dittatoriali.
Sarebbe bello e auspicabile essere compatti,ma non a livello politico,ma tra le persone,i popoli,senza guide alterate e condizionate da logiche economiche e burocratiche.
Sarebbe bello essere unici,soli a decidere che fare,come il muro di Berlino,fatto a pezzi,sgretolato e condannato nella sua logica di restrizione della libertà.
Forza Grecia,dammi una speranza per essere libero in una terra di tutti,senza frontiere e baratri succhia soldi.

arallagianluca

C’E’ ANCORA SPAZIO PER LA DIGNITA’?

Siamo tutti greci,o meglio tifiamo per voi.
Si insomma,a scanso di equivoci,se capitasse a noi italiani forse,alla fine per la nostra mole abitudinaria dei compromessi salva pelle,accetteremmo il piano della Troika guidata dalla Germania,e saremmo felici di non continuare il suicidio.
E invece,guarda un po’,Tsipras lo amiamo.
In lui nelle sue movenze da Che,vediamo il  rifiuto del “si padrone”,la mossa che spiazza il dialogo e che mostra l’orgoglio di una nazione.
Ma poi l’unita’ nazionale,il ritorno all’identita’ propria,e’ valida ancora oggi in un mondo di compromessi bancari e regole da rispettare?
Cioe’ essere contro la storia,quella delle forzature a suon di debiti e perdita di dignita’ di un popolo,ha ancora spazio nei capitoli di storia a venire?

LE STATUE IN FRANTUMI E LA LOGICA ILLOGICA.

Ho visto l’Isis demolire tutto nel museo di Mosul e ho pensato a come vogliano cancellare il passato per proseguire su un’unica linea di condotta,l’annullamento delle proprie origini.

Sentivo una trasmissione radiofonica dove le persone interpellate dicevano la loro su questa azione compiuta contro  le ricchezze storiche del museo.

Molti dicevano che la guerra,l’assedio del nemico,porta a distruggere tutto cio’ che incontra sul suo cammino.

Lo hanno fatto anche i tedeschi,gli americani,quelli contro regimi e contro dittature.

E’ una costante,logica e illogica diremo quasi,di un percorso che ha,al centro del suo apparire,la distruzione di cio’ che e’ stata una civilta’ per annientarla e,grazie al vile gesto del distruggere,assecondarla al potere momentaneo dell’occupante.

Se avessero le bombe ci bombarderebbero hanno detto alcuni radioascoltatori,vero ma non avendole distruggono cio’ che ci da fastidio e cio’ che  per noi occidentali e’ la fonte del sapere,la storia appunto.
Vero,ma non le hanno,quindi attaccano con un’arma in uso,i media e la rete,inculcando nella nostra mente il loro pensiero,il loro mantra ideologico di annientamento di tutti e tutto in cambio di schiavi per essi.

Una logica che ha anche come protagonista una realta’ europea che,forse,immersa ancora nei suoi nazionalismi di costume,come la Lega da noi in Italia,dimentica la cosa piu’ importante,e cioe’ il bene e la difesa comune della liberta’.

Oggi a Roma Salvini e la lega Nord manifesta.

Un altro esempio di mancanza di unita’,cio’ che attualmente dovrebbe esserci invece.

UNA VOLTA ERA TUTTO PIU’ SEMPLICE.

Sara’ un caso ma quando il popolo non ha piu’ fiducia nella politica,si apre un varco dove ci si infilano tutti.

E’ la volta del leghista Salvini che sbraita contro gli italiani e poi,vedendo il vuoto politico appunto,si alza a difensore di quest’ultimi.

Poi c’e’ il cavaliere che,sara’ per la sua uveite,con gli occhiali neri sembra mister portasfiga.

Si quel personaggio che tira male e spera che finisca in peggio pregando  in una sua apparizione nuova sulla scena della politica.

Poi lui,il PD.

Animale di sesso incerto che si annida nella cultura italiana e che spera di trovare una sua identita’ magari accoppiandosi con una destra sempre piu’ in crisi anche lei.

E nel mezzo di questo gran casino ci siamo noi cittadini.

Oggi leggevo un’intervista di Prodi che spiegava il fallimento dell’Europa e della moneta unica.

Un fallimento politico,una disgregazione di mille idee comuni caduti nell’errore dei problemi interni irrisolvibili.

Insomma un gran bluff dove noi paghiamo le conseguenze e i difetti di una macchina che va male dopo i 100 all’ora.

Tensione sociale,sindacati poco uniti e recessione.

Siamo messi male e parlare di pensioni future sembrerebbe una logica da pazzi visto che il buco Inps e’ enorme e sempre piu’ profondo.

Ci agganciamo a chi,il Papa ad esempio,difende la dignita’ umana e il diritto al posto fisso di lavoro.

Poi  penso a chi all’estero con onore e orgoglio cerca di aiutare il prossimo,Gino Strada,e che qui viene trattato come un mentecatto.

C’e una logica nostrana che non quadra e che e’ figlia anche di certe ideologie che girano ancora nelle piazze e che fanno scrivere su twitter idiozie contro la nostra astronauta che,lassu’,stara’ bene a lavare solo i piatti.

Andiamo avanti e con forza difendiamo il nostro spazio su questa terra,malata,e che,vedi Taranto e l’Ilva,muore di speranze e controversie.

Non ci capisco piu’ niente.

Una volta era tutto piu’ semplice:il PCI,la DC e il PSI.

Meditate gente meditate…. 

CARO MATTEO,SI VABBE’ CHE TE LO DICO A FARE…LO SAI!

Il posto fisso non esiste piu’ ci dice Renzi da Firenze.

Caro mio,hai certificato un pensiero gia’ certo,gia’ analizzato e assorbito da tutti i giovani che sperano no nel posto fisso,ma nel posto…basta.

Quante cazzate spari caro Renzi.

Eppure veniamo dai venticinque anni con Re Silvio da Arcore.

Lui si che diceva le bugie,ma pensa te mi era simpatico.

Poi noi,che vuoi fare,eravamo scemotti,si credeva al Miracolo all’Italiana,quello che avrebbe sancito per tutto il mondo la tipica vena nostrana,fatta di arguzia e fantasia,genio e fascino.

Si ma duro’ poco,perche’ poi ci accorgemmo che il buon Silvio da Arcore esagerava un pochino e anzi,lui,nonostante la sua eta’,ammiccava ancora al fascino femminile trasportandoci nelle sue fiabe,idealmente,fatte di orge nei palazzi di stato con splendide donne.

E no caro Renzi,no non ci sto.

ABBIAMO assorbito quel puzzo di potere,unico e lercio,che ci ha portato sin qui,da te e il posto fisso te lo potevi risparmiare visto che,noi,lo sapevamo gia’ della sua morte.

Quindi fanculo tu e le tue speranze spezzate e,anzi,ti dico che il lavoro,quello anche precario e mal retribuito,chi lo tiene,se lo fatica e con quello ci vive,o meglio,cerca di viverci.

E si caro Renzi tu che ne puoi sapere delle capriole per arrivare a fine mese o del disprezzo oramai fuso nel nostro dna verso voi politici?

Credi ancora che noi,si noi italiani,crediamo al messia di turno,quello che ci salvera’ e che ci fara’ stare allegri e in pace con tutti?

No.

La favola e’ finita,abbiamo preso,da tempo,conto dei fatti.

IL MONOPOLI DEI SIR E LE OTTANTA DI FONZIE.

Ho visto gli 80 euro in busta paga.

La mia vita e’ cambiata,e di molto.

Posso permettermi di usufruire di un fido per comprarmi un pc nuovo,oppure posso essere fortunato a mangiare una pizza a settimana e mi rimane pure tanto di resto.

Sono grato a Renzi da Firenze,colui che regala un raggio di sole agli italiani.GRAZIE RENZI.

Avete capito che tutto questo slinguettio al premier non e’ da me.

Vero e’ che lui,un po come fece Berlusconi con il famoso “milione di posti di lavoro”,ha deciso e inciso non poco sul risultato delle europee.

Adesso,sentendo Squinzi ad esempio e leggendo i dati della disoccupazione pari ai livelli del 1977,le ottanta euro si ridimensionano e,anzi,sembrano briciole.

Si perche’ la vera sfida e’ quella di essere una nazione,con i COGLIONI DURI  e marciare da soli,senza MERKEL  e senza scadenze.

La vera sfida e’,anche se lo scandalo Mose ci rifa’ sprofondare in una tangentopoli veneta a ampio giro,credere nella politica dei politici,credere che noi tutti possiamo essere trattati con dignita’.

E non come scambio di merce,come pecore al macello.

Vedete la crisi in Ucraina.

Tutto avviene alle nostre porte,a poche migliaia di chilometri da noi.

Eppure l’Europa che anche non capi’ il dramma di Sarajevo e della guerra dei Balcani,conferma in questa crisi russa una sola cosa:ognuno badi da solo,ognuno si rimetta in riga seminando e lasciando sul proprio terreno drammatiche verita’.

Noi Europei non siamo uniti,anzi siamo un salvadanaio per piccoli lord che giocano a un Monopoli grande e realistico senza sconti.

Ma la mia sensazione e’ che una verita’ verra’ fuori,e a pagarne le conseguenze saranno i tiranni che oggi,mascherati in facce da Fonzie e da sir inglesi,verranno scalzati via da venti di protesta e ribellione.

La gente e’ esasperata.Forse ci vuole uno scatto di rabbia,essenziale e proficuo.

SIAMO TUTTI TERRORISTI OPPURE ABBIAMO CAPITO IL FALLIMENTO DELL’EUROPA?

Bisogna essere onesti e dire che se esiste una cosa che non piace,ogni persona va bene per farsela amica nella battaglia che ci si prefigge.

La mossa di Grillo e l’UKIP di Farage,e’ questo,uno sgarbo alla politica tradizionale fatta di alleanze su base di teorie uguali.

Oggi va di moda la lotta dei numeri.

Piu’ siamo e  piu’ faremo discutere,fanculo se abbiamo ideali diversi.

E’ una lotta di presenza numerica,una lotta che in Europa sara’ vincolata da queste alleanze nate in rete o perche’ coese nello stesso odio verso regimi di governo.

Una Europa che viene messa al bando da molti partiti che non nascondono la voglia di un ritorno all’unita’ nazionale svincolata da accordi con altri stati.

E’ giusto allora marciare per conto proprio,essere fuori dal coro e ritenersi obsoleti per un concetto europeistico che nel fallimento dell’economia trova il picco piu’ elevato nelle sue problematiche interne?

Insomma e’ giusto pensarla come Grillo o altri,iniziando un cammino di lotta al concetto di unita’?

O siamo,cosi’ facendo,tutti “terroristi”?