PAROLE DOPO IL VOTO.

La bomba Grillo non e’ scoppiata.Anzi ridimensionata da quell’intreccio che sa piu’ di centro nel PD di Renzi.

Non sono state le 80 euro date agli italiani a far vincere “l’ebetino fiorentino”,come viene chiamato dai suoi nemici,ma il nostro passato.

Abbiamo con Berlusconi annullato il concetto di politico,o di politica,innalzando come ideali quelli piu’ sporchi e marci.

Allora non ci siamo accorti come il comunismo di Berlinguer,quello fatto di idee e morale,sia stato assorbito da quello piu’ affarista del PD attuale.

Non ci siamo accorti che la protesta,quella di partito,non e’ piu’ accompagnata dai comizi veri nelle piazze,ma da larghe intese che si formano a Bruxelles per portare avanti programmi economici.

Abbiamo avuto il dramma di Forza Italia per anni e Grillo,il possibile vendicatore di tutti noi,e’ apparso alla fine semplicemente un comico.

Ma vi era gia’ stato uno in passato,e allora non lo si e’ preso per serio come antagonista allo sfracello europeista.

Adesso Renzi deve andare avanti in una Italia distratta dai mille problemi e in cerca di identita’.

Bisogna capire se la tessera di partito abbia ancora una logica sentimentale,oppure se si sia trasformata in evoluzione perenne.

Il rischio odierno,rimane la spaccatura tra europeisti convinti e non.

Le Pen e’ il simbolo della vendetta ai nostri sacrifici forse.

Grillo il grido di una parte di italiani delusi dalle strategie che portano a pagare caramente di tasca propria esigenze di leadership economiche mondiali.

In mezzo il nulla,ovvero chi ancora non e’ andato a votare e forse non ci andra’ mai.

DALLA MAFIA AL PIGIAMA DI DELL’UTRI,PASSANDO PER IL VOTO DI DOMANI.

Falcone e Borsellino sono morti ,uccisi da uno stato dentro lo stato.

La mafia e’ un territorio,con regole precise e azioni da compiere per ingrandire il denaro al suo interno.

Scajola arrestato, e’ l’emblema di come oggi,nonostante la grave perdita dei due magistrati,la mafia sia forte,radicata e nascosta nei colletti bianchi che si aggirano nelle sedi istituzionali e non.

Allora,la dipartita dei due uomini di legge,serve solo a chi,come loro opera nei tribunali?

Come una spinta emotiva,una logica di orgoglio in difesa dei maestri caduti sul campo di battaglia?

Oppure e’,anche,per noi cittadini un sollecito a combatterla,renderla inerme dinanzi al nostro rifiuto di farne parte.

Non lo so,so solo che oggi siamo pieni di poteri occulti,nascosti e che ancora oggi,il secondo stato,c’e’ e assieme a lui schiere di adepti pronti a servirlo.

La politica,quella che domani sceglieremo per l’Europa,diviene un esame personale delle nostre intenzioni di voto anche per capire se,in fondo,vogliamo cambiare il futuro.

Quando Grillo ieri sera ricordava come i discorsi di Berlusconi fossero quasi come dei “pizzini”,allora li e’ scattata la metafora,il ricordo,il dna di un paese nel paese che ha pagato con le morti di molte persone,la sua dignita’ di essere libero e non colluso.

Ieri parlando di Dell’Utri nelle vesti di detenuto col pigiama a strisce in esilio per paura di venire qui,come farebbe qualsiasi uomo di dignita’,ha sminuito un personaggio che rimane nell’ombra delle ombre del nostro paese.

Allora ecco di nuovo la mafia,il potere,gli uomini.

Il risultato di queste politiche europee,sara’ anche nazionale e avremo dinanzi a noi,una faccia nuova oppure una vecchia.

Avremo dinanzi a noi,il vaffa di Grillo alla regola da rispettare per stare nel club della Merkel,oppure il prezzo alto da pagare per dirci europeisti anche noi.

Allora,tra mafia che c’e’ ancora,tra pseudo minacce velate da possibili futuri di violenza,il voto dei grillini mi pare,almeno,piu’ sincero,onesto e anche rischioso.

Se perde Grillo,azzerera’ la sua idea di nuovo,di rivoltare un sistema marcio e allo sbando.

Se vince,avremo la sconfitta di Renzi,il ganzo mandato dall’Europa per stare in scia a un discorso politico ed economico che,se dovesse cadere,forse trascinerebbe a fondo mezzo mondo.

Ma poi,secondo voi,non abbiamo gia’ toccato il fondo appunto?

GRILLO SENZA LEBENSRAUM NON E’ HITLER…MENO MALE!

Ieri ho scritto di un Casaleggio stile JOHN Lennon e,dopo aver visto Grillo a Porta a porta da Vespa sono sempre piu’ convinto che attualmente l’unica via di uscita e’ una sola :RESET.

Reset e’ unica,senza compromessi.

La si usa  nel riportare all’origine un sistema,una vita a volte e,quotidianamente,un pranzo da servire.

L’Italia sembrerebbe avere bisogno di un RESET appunto,uno di quelli che avrebbe un peso nel sociale(pensiamo alle rivoluzioni arabe)e anche nell’economia.

Ma lui,il RESET,puo’ essere pericoloso se,mosso da un sistema politico perverso e corrotto,va in mano al dittatore di turno o il pseudo moralista pulitore dei guai.

E allora,l’ Hitler dato a Grillo mi fa ridere perche’ manca nei contenuti essenziali che fu l’azione di quel pazzoide tedesco.

Intanto non vedo un “Lebensraum”,quel concetto di espansionismo territoriale e geopolitico che fece di Hitler un carnefice nelle sue azioni espansionistiche verso est.

Un “italiano che si espande e si rafforza occupando regioni europee e facendo divenire schiavi gli occupati,mi sembra eccessivo nell’ideologia dei grillini.

Insomma una boutade da comico,senza se e senza ma che rischia di creare polemiche a fiume senza concretezze.

L’unico RESET possibile attualmente,lo vedo nella quotidianita’ semplice delle famiglie italiane,dove si cerca di far quadrare i conti fino a fine mese creando o inventando a arte svolte esistenziali.

RESETTARE la propria vita,limitandone  svaghi e gioie materiali,e’ il fatto concreto.

Non so se Grillo riuscira’ a trasformarlo in “politica d’azione,in politica a favore della gente con fatti veri”.

So solo che ora,sbattere in faccia a tutti i problemi dell’europa ladrona e sanguisuga,dei politici attaccati alle poltrone,dei casi aperti e attuali di mandanti per omicidi a scopi sempre politici,rimane al centro del pensiero di ognuno di noi.

Un pensiero che accomuna gente e fa riflettere per il momento.

RESET. Ma con rischi e con scenari difficili da immaginare,poiche’ non scordiamolo,il nostro paese ha avuto sempre nei buchi dei sistemi di governo,il terrorismo alla finestra.

 

UN GRILLO E UNA VESPA NEL BOSCO ITALIANO….

Ho visto Casaleggio in televisione e mi ha fatto l’impressione di un guru tecnologicomoderno stile John Lennon.

Sara’ ma mi manca un leader vero e sincero,tipo Walesa di Solidarnosc.

Un tipino che ti dica che stiamo messi male e che c’e’ bisogno di lui,e non di un pseudo Hitler o Mussolini.

Uno che ci dica che il cambiamento debba passare per una questione popolare come una rivoluzione,sincera e pratica.

Stile araba,di quelle con poche chiacchiere e molti fatti concreti..altro che comizi.

Allora stasera da Bruno Vespa,vedro’ Grillo con curiosita’ e capiro’ se esiste una possibilita’ di credere a un cambio di marcia oppure arrancare ancora,e per molto tempo,nell’annosa questione del politichese al quadrato senza risultati per noi.

Un po’ Grillo lo abbiamo visto noi a Taranto,con Giancarlo Cito,lo sceriffo sindaco che metteva in pratica con decisionismo le sue volonta’.

Con la sua televisione,ancora prima dell’era dei blog,diveniva il diario quotidiano del misfatto locale da parte di questo o quel politico.

Insomma un fiume di parole,invettive e minacce che oggi,con Grillo,rivedo in tv e internet.

ITALIANI…..

 

TSIPRAS IL GRILLO EUROPEO?

Forse siamo arrivati a un punto dove ci si deve mettere la faccia per vincere o sparire per sempre.

E mettere la faccia,oggi,specialmente in politica e’ quantomeno rischioso e come lo struzzo,che la nasconde in situazioni delicate,spesso molti personaggi  lo fanno.

Siamo in Italia,paese che perde credibilita’ nelle istituzioni e che andra’ al voto perdendo delle identita’ sacre come quelle delle ideologie politiche certe.

Renzi ha fatto di tutto per far vincere la destra e per far uscire ancora una volta la vera questione della sinistra:un’anima sdoppiata.

Oggi seguo cio’ che potrebbe essere l’ennesimo tentativo di ricerca di identita’ della sinistra piu’ sinistra che c’e’,SEL,e quello che potrebbe essere il nocciolo della questione per i prossimi mesi:la faccia appunto da mettere.

Oggi quella e’ sotto il nome di Tsipras,giovane greco rispolverato dalla sinistra europea e che lo vuole catapultare alle prossime elezioni per  la presidenza alla commissione europea.

Austerita’ sacrifici e giustizia per tutti,sono alla base del progetto Tsipras.

Nulla di nuovo direte voi.

Nulla che sconvolge il panorama della disubbedienza ideologica comune che serpeggia in Europa e che in tutti noi,logicamente,trova spazio e spunti di comunanza.

Quindi qual’e’ la novita’ in questa persona?

La novita’ e’ che lui,Tsipras,vorrebbe essere il Grillo europeista,l’uomo della denuncia e dei fatti.

E in questo,e solo in questo,vedo un coraggio che servirebbe da noi in Italia.

Mettere la propria faccia,dire eccomi sono pronto alla battaglia.

Qui e’ la differenza tra il fare e il non fare,tra capire che siamo al punto di entrare nella storia o finire nel dimenticatoio.

Abbiamo un bivio pericoloso.

A destra una destra forte,coesa nel ritrovarsi unita per vincere e tornare a comandare.

A sinistra,una sinistra spaccata persa come quando una lucertola perde la coda e quest’ultima si muove ancora.

Si muove,ideologicamente nella stessa area,ma e’ divisa dalla casa madre.

Renzi e’ peggio di Berlusconi.

Ricrea vecchie logiche di politica ad personam,fatta di elogi per se stesso e poco utili al paese.

Il connubio con Berlusconi ha sancito la fine dell’era Letta e anche la spartizione della sinistra tra vecchie cariatidi e nuovi giovani pseudocomunisti.

Il rischio e’ che in mezzo ci si ritrovino i delusi,di tutto e tutti.

E che per una logica di vendetta mirino al disordine che ci potrebbe catapultare nella lotta armata di nuovo.