ASOCIALI BUONI

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Che il Natale debba essere bello e buono non è  scritto da nessuna parte.
O meglio credo che sia più  semplice affermare che non lo é  ovunque.
Prendi la povera Syria,Aleppo e le atrocità  che la rete ci narra e gli appelli della popolazione che cadono nel vuoto.
Ma anche dove lo è bello, il Natale svanisce e si dissolve nella “non presenza”,e cioè  quella forma di morbosa malattia che ha colpito tutti noi.
Sarebbe l’allontanamento progressivo nel non socializzare e dimenticare appunto il Natale,sinonimo di luoghi comuni sulla fratellanza e amore reciproco.
Il tempo natalizio viene offuscato invece dall’egoismo che non è  quello del “non dare,regalare”,ma dello scomparire socialmente chiudendoci nelle viscere della rete che ci allontana da tutto questo.
Molti diranno invece che vi é  anche una fratellanza coesa nel web,una azione globale e  comune verso idealismi o “cose da salvare”,proteggere e condividere appunto.
Le questioni sociali,come le forme più  brutali verso l’essere umano,o i diritti calpestati quotidianamente verso chi sgobba dalla mattina alla sera,diventano forme di “azionebuona” ,presenza che  serpeggia nei social specialmente e che prende il posto di quella che invece dovrebbe essere fatta di persona.
Il Natale sulla tastiera spiazza l’azione,quella vera che viene a mancare e  che lascia il posto a un autocompiacimento che ci fa sembrare contenti e soddisfatti.
Il Natale 2.0 ,quello odierno falso e finto ma che fatto da milioni di persone sancisce il giusto,fa credere che sia la via o il modo migliore di fare.
Vedete la politica oggi. Ridotta per colpa dei social a teatro pubblico dove anche un mal di pancia diviene motivo di discussione e attacco politico.
Considerazioni,nulla più.
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SERMONE CRUISER

Quando ho sentito l’audio del sermone
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gianlucaralla©

di padre Cavalcoli,ho pensato all’Isis.
Cosa centra direte voi,vero ,ma il fanatismo ,seppur non violento come fine,e’ lo stesso degli uomini neri.
Si scredita un evento naturale,il terremoto appunto,incolpando le unioni civile e tutte quelle situazioni “anomale per la chiesa” ree di essere il giusto peccato da espletare ai danni di noi tutti.
Ma io che cosa centro,o meglio,pur essendo un cattolico non troppo praticante(in chiesa solo il sabato sera …)perche’ mai dovrei assorbire delle colpe non mie?
E perche’ mai,mio Signore Iddio,mi scateni un inferno sulla casa del buon cristiano,sposato e con prole regolarmente servizievole la domenica mattina in chiesa,perche’ mai?
Dovresti essere piu’ preciso,quasi come i missili russi o americani lanciati contro le postazioni nemiche da centinaia di chilometri lontani,come i droni che uccidono gli uomini neri,e solo quelli(a volte…).
No,Cavalcoli  fa di tutta un’erba un fascio,un mucchio da mettere giu’ assieme alle loro case per punirli delle colpe altrui.
Il Vaticano,reagisce e bene.
Cacciamolo via,dissociamoci da questa pratica ideologica del castigo divino totale e,anzi,non esercitiamo verso il fedele alibi per essere un “perfetto jiahdista cattolico a venire”.
Insomma una radicale pulizia alle intenzioni di questo parroco che facendo sermoni fuori luogo aizza pensieri sballati a persone che,seppur credenti in Iddio,dovrebbero essere capaci di filtrare le cazzate sentite.
Adesso tutto finito,la radio che si dissocia e continuera’,con padre Livio,a condannare il peccato dell’uomo per i prossimi giorni magari vedendo,speriamo,con piu’ lucidita’ e realta’ il vero motivo del dramma umano quotidiano.
Il sermone e’ stato servito,ma quanti hanno recepito il messaggio sbagliato?

 

TARANTO RIPARTE,CHISSA’….

chirichetti
 

gianlucaralla(c)

 

La settimana santa si e’  conclusa nelle sue caratteristiche processioni qui a Taranto.
I media locali hanno ideato uno slogan  “Taranto riparte”.
Riparte sapendo che sara’ difficile crederci ,riparte sapendo che siamo una citta’ avvolta da mille paure e riparte sapendo che i riti,questi,sono solo l’unica certezza bella che ci rimane.
Cambiare certo e’ possibile,ma per farlo ci vuole determinazione politica,sociale e cultura.
Questi riti  ti immergono nel passato,ma si scontrano con il presente.
I giovani armati di cellulare hanno inciso la loro memoria storica nella scheda SD del telefono e non nella loro mente.
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gianlucaralla(c)

 

Chissa’,forse si cancellera’ quello scatto e rimarra’ la voglia di riviverlo di prima persona per raccontarlo un domani ai propri figli?
Poi le statue,grande emozione.Loro uguali,belle e pungenti nella loro fierezza sacra creata dai maestri di carta pesta del passato.
La musica,le bande e il ritmo funebre che ti fa riflettere e piagere,perche’ si piange assieme ai confratelli che “nazzicano” con la loro andatura e ti portano sino all’uscio della chiesa del Carmine dove lei,la Madonna,fara’ chiudere il portone  e la piazza si svuotera’ frettolosamente.
perdoni
 

gianlucaralla(c)

 

Arrivederci all’anno prossimo,Taranto riparte chissa’…

AL PASSO DEI TEMPI,UNA CORSA TRA PRETI.

preti scappano
Mi chiedo se essere moderni o tecnologici oggi per i preti ,voglia dire esibizione oltre i propri obblighi.
Insomma mi domando se vi e’ un peccato all’origine per stare al passo con i tempi.
E’ vero anche che i social aiutano a comunicare,calarsi in quella rete cosi’ semplice e distorta nel tempo che si chiama socializzazione appunto.
Il prete moderno predica in web,affida il suo perdono nelle omelie tra i tasti e,spesso,assolve i followers con una risposta al commento di un post.
La conversione mediatica o il riavvicinamento avviene con pratica 2.0,cosa che in passato accadeva dentro le mura della parrocchia e si svolgeva,spesso,dietro una nascosta comparsa degli attori principali,il prete appunto e il suo fedele.
La velocita’ di Facebook e l’incremento di profili “santi” in rete,hanno scompigliato un po le carte,annientando cortine velate che prima nascondevano peccati e peccatori.
Oggi il prete 2.0,ha quasi l’esigenza di arricchirsi lui stesso con il suo gregge e cercare,in essi,quella soddisfazione personale nel numero dei seguaci della propria pagina o sui commenti correlati ai suoi post.
Quindi una rincorsa all’apparire per numeri e,a volte,non per sostanza.
Veniamo alla domanda iniziale:e’ esibizionismo o tempo dei tempi?
E’ scoprire nuovi modi di comunicare la parola di Dio oppure e’ un errore farsi attanagliare nelle mani del “peccato moderno del narcisismo telematico ?”
Io rimango su un fatto,e quasi a un ricordo.
Il buon prete di campagna,o quello della chiesetta e della predica domenicale,mi era piu’ simpatico e in me,arrecava quasi timore.
La sua comparsa non quotidiana tra di noi e quella barriera che si ergeva durante la settimana ne facevano di lui un qualcosa di mistico,vicino alla fede appunto.
La chiesa era incontro,scambio di idee e preghiera.
Oggi leggo,spesso su twitter,la vita sacerdotale al di fuori della pratica religiosa di ufficio.
Il selfie ,la gita ,la squadra del cuore,il link alla news piu’ o meno tragica,ecc…
Un sacerdote come i comuni mortali,certo,ma che ha perso secondo me,il mistero dell’abito che porta e si vende,lasciatemolo dire,alla rete cadendo in essa e con essa nella tentazione di essere primo sugli altri e piu’ seguito degli altri .

IO STO CON FRANCESCO DA ROMA.

Questo Papa e’ scomodo.

Puo’ dire verita’ o essere fuori dal pensiero di molti cristiani.

Cosa strana,un padre che ripudia i figli degli appuntamenti stabiliti con la Madonna.

Parliamo dei veggenti di Medjugorie,delle parole avute in silenzio e nella mente da chi,da anni,vorrebbe confortarci con le parole della Madonna.

Papa Francesco avverte,duramente,che il cristiano per appuntamento e’ lontano da quello che segue il CRisto.e la sua storia.

Insomma padre Livio di Radio Maria,dovresti sentirti offeso,o almeno,messo da parte poiche’ tu fondi la tua politica via etere sui messaggi dei giovanotti a scadenza fissa.

E allora che gran casino,che divisione immensa tra chi crede a loro e chi,da anni,dice che sono solo quattro approfittatori del buon cristiano.

Un sermone duro di Francesco,un prendere le distanze da una filosofia religiosa di moda che oggi apre le porte a tutto,e a tutti.

Spirito libero,cattolico a 360 gradi,dove l’infiltrato mascalzone puo’ esserci sempre e dove oggi,alle parole di sua santita’,potrebbero aggiungersi altre storie che,in molti,prendono seriamente alla lettera.

Sara’ ma io credo che l’eletto che puo’ avere contatti con qualcuno di sacro,e’ storia di misero inganno e presa per un tornaconto personale.

Per questo io sto con Francesco da Roma.

LE METAFORE DI FRANCESCO.

Papa Francesco  ci ha detto che la metafora di Adamo ed Eva è  servita nei secoli e che l’inferno non esiste.

Insomma mia nonna Giuseppina mi ha detto una bugia quando ero piccolino e io,quando sbagliavo facendo cattive azioni,temevo le calde fiamme degli inferi.

Poi Dante un po me lo fece amare diciamo,narrando si metafore ,addolcendo il timore di ogni cristiano.

In fondo sapevamo che un po esagerava il buon fiorentino e allora ci sentivamo meno responsabili di atroci peccati quotidiani.

Adesso come la mettiamo caro Bergoglio con la storia di Mosè, Noè  e il presepe con il bue e l’asilo? 

IL MIO CAMMINO,IL TUO COM’E’?

Sabato scorso ho accompagnato mio figlio in chiesa,alla messa serale dopo il corso di prima comunione.
Ho sentito l’omelia del parroco,ho annusato l’incenso della cerimonia,ho notato qualcosa.
Ho notato che avere uno spiraglio in qualche cosa,forse oggi,conviene.
Ma non per il gusto di farlo,per dire io “sono cattolico”,no.
Per una semplice ragione che si chiama equilibrio.
Si perche’ penso che l’equilibrio umano,la regolatezza della propria morale e delle proprie abitudini,debba essere regolata da un credo,sincero e unico,che guidi la tua vita.
Direte scoperta dell’acqua calda..certo,ma se ci pensate un poco,nell’era dell’ateismo sempre piu’ in crescita,avere un senso logico ci sta eccome.
Non dico rinchiudersi in un bigottismo a senso unico,no per carita’,ma sapere che un Cristo ti attende per esserti amico ti rimette in riga.
Alla fine della messa,il prete ha ricordato l’importanza dell’essere presenti comunque sempre,essere vivi nel proprio cammino.Allora,dentro di me,ho detto che forse per una mente anarchica e liberale,per un pacifista convinto e un ex di sinistra pd,era giusta la via del rimettersi in gioco,credendo ad un Dio e un uomo,Cristo,che mori’ sulla croce.
Peccatori rimarremo sempre,ma come dice un mio amico attualmente in Portogallo sulle orme del cammino di Santiago,dopo una birra vado a cercare la mia verita’.
E lo dice anche sapendo di essere peccatore,ma vivo e sincero con se stesso e sempre pronto a mettersi in gioco nelle sfere delle emozioni personali e nella sua intimita’.
Allora,e finisco,credersi completamente cattolici praticanti e bigotti ma colpevoli quotidianamente di azioni sbagliate e’ il maggior equivoco per molti.
Meglio essere un peccatore che cammina,cerca e annusa un momento spirituale,di pace e carezze con l’uomo della croce.

LA FINE,ATTO ESTREMO MA DA RISPETTARE.

Il gesto di Brittany Maynard,la ragazza colpita da un tumore al cervello irreversibile e che ha deciso di porre fine alla sua esistenza con una “morte assistita”,dovrebbe divenire in futuro un gesto “normale”.

Si perche’ ” la normalita” delle proprie decisioni,quindi anche della fine o della continuazione della vita nostra,dovrebbe essere un gesto personale,quasi un lascito ai posteri come una nostra foto o un nostro pensiero.

Dire addio alla vita pur essendo la vita regolata da un orologio che fermera’ di girare senza che noi sappiamo il momento con esattezza,deve divenire un diritto penso.

Il diritto di un malato terminale,o di chi colpito da malattia degenerativa,dice basta alla pura ipocrisia cattolica del vivere a tutti i costi.

Chi e’ destinato a vivere con sofferenze,medicine inutili e speranza vana,dovrebbe dire basta se lo vuole,se lo desidera,stop.

Oggi leggevo un articolo sul diverso approccio di un parente verso un defunto.

C’e’ chi lo vuole vedere morto,c’e’ chi lo vuole ricordare dal vivo e quindi non va nemmeno in camera mortuaria.

Quindi il ricordo,sembrerebbe essere un atto quasi di rispetto verso noi da parte del malato.

E il gesto di questa ragazza e’ un atto grande,non una vigliaccheria o un andare contro i principi cristiani.

Una decisione,singolo momento,drammatico nel suo incedere,ma che e’ atto estremo calcolato in base a un futuro devastante e senza via di uscita.

Io la penso cosi’,rispettando tutti.

REVIVAL DELLE CROCIATE,PASSANDO PER IL NEOLIBERALISMO E IL TERRORISMO ATTUALE.

Pensavo a come ci si possa spingere in difesa della propria religione in violenze esasperate e di come ci si possa trasformare in giustizieri in nome del credo personale.

Mi chiedo anche se noi cristiani potremmo mai di nuovo  arrivare a quell’armata delle crociate,fatta di sangue in difesa della croce.

L’uso della violenza come avviene attualmente oggi in campo religioso,vista da un punto di vista geopolitico,ha anche delle giustificazioni concrete oserei dire.

Puo’ sembrare sbagliato,certo,ma il diritto all’esercitare il mandato di condotta morale e civile in una comunita’,rispecchia la fede stessa per cui si combatte.

L’esagerazione avviene allorquando si uccidono estranei a un contesto non sociale di appartenenza del luogo,andando cosi’ a scivolare nel puro terrorismo mediatico o imponendo la fede stessa con il ricatto del si a tutti i costi pena l’uccisione stessa.

Lo scontro tra religioni e’ figlio di quest’ultimo passo attualmente.La pretesa di cambiare ideologie religiose secolari,mi pare pura utopia e mi fa venire alla mente un concetto che in passato,il neoliberalismo,fu usato per aprire ai mercati globali.

Fu una invadenza,seppur innocua,in parti del globo,ove regnavano scambi economici datati e basi regolate da leggi interne.

Ecco il neoliberalismo e’ stato l’invadenza di nazioni,o regimi economici fatti dai soliti capi di governo,che ha portato stravolgimenti in aree geografiche.

Cambiare un credo e’ sempre sconveniente,poiche’ comporta azioni di metodica teorica e pratica .

Teorica annientando una religione stessa,rendendola cattiva e ignobile sotto tutti i punti di vista.

E’ il caso di cio’ che sta accadendo con l’Islam,accusata da piu’ parti di essere ermetica e crudele.

Cosa sbagliata e falsa.

 Magari sarebbe piu’ opportuno dire e spiegare come invece essa e’ fucina di ideali e comportamenti accettabili da persone come noi anche.

La distorsione delle realta’,per raggiungere scopi militari,avviene denigrando anche teologie e fedi.

Pratica poiche’ come in passato,dobbiamo aspettarci azioni militari sul campo per difendere cio’ che non piace(ma cosi’ moriranno molti civili innocenti per quella parte sbagliata della societa’ stessa..-).

Insomma il piu’ forte vincera’,credendo di apportare educazioni e modi di civilta’ degne del proprio paese…

Ma ne siamo sicuri?

Non sarebbe piu’ opportuno allora dialogare con le parti,quelle vere,quelle che nella religione trovano il senso della vita e del rispetto reciprco?

A SUON DI MUSICA,LA CHIESA CADE.

Tieni presente suor Cristina che trionfa a The Voice?

Bene questa e’ la chiesa moderna?

Questa e’ la mossa dello spogliarsi dalla rigidezza sacrale e buttarsi a capofitto nelle generazioni attuali?

Questo e’ il costo dell’apparire per essere uguali alla massa?

Teorie,pensieri.

Fatto sta che questa suora,personalmente,non mi fa ne caldo ne freddo.

Anzi vedo in lei,la crisi e non il cambiamento di una istituzione che,in altri scandali,ha perso credibilita’.

In rete,giornalmente,girano scoop che vanno dalle violenze di Ratzinger sui bambini,fino all’attuale papa Bergoglio.

Ma l’apparire anticonformista,essere pastori e agire come la gente comune,i giovani di oggi,e’ alla fine l’equiparazione di uno sbilancimento che ha marcato per anni la differenza tra noi e loro?

Oppure e’ la fine,quella fine di un credo che sa di aver perso tutto e cerca,mischiandosi tra la gente,a sovvertire idee e aspettative nostre?

Suor Cristina e’ l’emblema di una fine,secondo me.

Quella fatta da tonache in preghiera,da volti assorti nel Signore e basta.

E’ l’inizio,invece,di una parabola discendente ove il credo in Dio lascia il passo allo svago e al divertimento senza freni,senza paura di viverlo.

La differenza tra chi cantava in coro,magari in monastero di nascosto e questa suora?

Sta nel professare senza vangelo in mano,ma al posto suo,con una chitarra e un microfono….