IL “MODUS OPERANDI” RENZIE CHE AVANZA.

E allora vedere Renzi con le mani nelle tasche e parlare al Senato e poi alla Camera e’ l’inizio di un modo,comunicativo,a cui non eravamo abituati.

Lui,Renzie,crea la distanza con la velocita’ dei tempi propri e sviluppa,nel vecchio politico,l’ansia da prestazione.

O sei come me,energico,veloce e senza fronzoli,oppure fatti da parte.

Fino a questo momento credo che la lezione renziana sia questa piu’ che dei fatti e dei programmi.

Se con re Silvio avevamo visto il teatrino muoversi sotto vecchie e smaniose cerimonie degne del duce,con Renzie svecchiamo un poco la politica del dire e apparire e apriamo finestre nuove al modo di comunicare.

Il telefonino e twitter aperto sempre,lo scambiarsi messaggi con bigliettini e ammiccare dinanzi ai nemici(un tipico modo fiorentino per mandar a fanc…il prossimo..)rimarra’ nelle nostre memorie.

Il rischio e’ che si passi dalla possibilita’ del fare qualche cosa per il paese,all’enfatizzare il proprio io.

Si perche’,lui Renzie,e’ un po’ anche Berlusconi.

Da lui eredita l’apparire bene in tv,il gesticolare e annusare la battuta da dire al momento giusto.

Come il twitt dato in pasto al popolo dei cinque stelle:”Sto cambiando l’Italia anche per voi….”

Tempi che cambiano,persone anche e muri che crollano come quello di un partito,il PD,sempre piu’ simile alla DC che fu’.

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I “GARIBALDINI ROSSI” E DON MATTEO.

Certo che vedere il PD sgretolarsi giornalmente e’ come una liberazione.

Si una liberazione dovuta al fatto che,oggi,il pd pensiero e’ miglia lontano dal vecchio PCI pdc ecc.. passato.

I nuovi giovanotti rossi,da Renzi a Civati,da Cuperlo a Pittella,hanno in comune una cosa:l’allontanamento dai connotati storici del comunismo e una apertura quasi futuristica a un comunismo di strada,di social e di idee.

Parlare di Berlinguer,Gramsci o Togliatti non fa piu’ presa se non ai nostalgici di un tempo,quel tempo, oggi ,sconfitto da una apertura a 360 gradi verso tutti che anche il buon Matteo Renzi ha voluto per la Leopolda2013.

Niente loghi PD,aria nostalgica ma di riflessione moderna oserei dire nel contesto scenico e apertura verso una nuova era lanciata su tematiche attuali e su quadri dirigenziali in jeans e maglietta di cotone.

D’Alema e soci,son ben avvertiti.

Lo spazio non c’e’ piu’ per le cariatidi di un tempo,quelle stesse che attaccate alle poltrone hanno soffocato un partito  che era della gente e che invece dalla gente si e’ allontanata.

Insomma il pd rispolverato dalle vecchie ceneri di un decadimento che ha anche reso Berlusconi vincente in questo ventennio.

Adesso sono curioso di vedere se tra questi “giovanotti di sinistra”,ne uscira’ fuori uno che ,dopo tante parole,possa fare cio’ che tutti auspichiamo:una svolta vera a sinistra.