SEGUO IL “QUALSIASI “

                       gianlucaralla (c)

Ho provato a mettermi nella scia di un “qualsiasi”, si uno di quelli che non conosco.Lo seguo, mi metto in sintonia con i suoi passi e “bip” scatto.

Non so perché lo faccio, o meglio cerco di darne un senso,ma credo dipenda dal fatto che sotto sotto sono curioso degli altri e voglio tirarne fuori l’anima malinconica.

La foto la vedo rivedo e colgo l’attimo annusandone l’intimità della gente, sconosciuta ma presente in me.

Il nero poi azzera quel colore che odio nelle immagini, lo amo per bisogno, quasi fosse un rifugio alla mia introversione. 

Il rifugio alla normalità è questione di gusti, personali abitudini che riempiono il tuo essere al mondo.

Che monotonia la vita senza una ricerca interiore.

Mi piace anche il frate, o meglio l’idea del convento.

O certo no no non sarò mai prete o frate ma l’isolarsi e meditare lo cerco e me ne compiaccio assai.

Il silenzio aiuta a scappar via dall’imposizione dei tempi, nemici di chi vuol essere pieno di domande e in cerca di risposte.

Io scatto il “qualunque” e cerco anche delle risposte.

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