GLI INUTILI SERVIZI AL CAVALIERE.

Domanda:a cosa possono servire i servizi sociali a un tipo come Berlusconi?

Risposta:a snaturare un qualcosa che ha gia’ in se’ i suoi problemi in Italia.

I servizi sociali,pseudo angeli salva anime afflitte da mille problemi,proiettandole in un limbo,ove pace e tranquillita’ rende loro giustizia terrena,non saranno protagonisti del cambiamento di un uomo che,alla venerabile soglia degli ottanta anni,difficilmente cambiaera’ idea e modi sulla propria vita.

Dovessimo ridare alla societa’ un essere umano colpevole di un qualche cosa,con un’eta’ comprensibilmente giovane per elaborare un percorso di cambiamento interno a se stesso per redimersi e svoltare pagina,allora sarebbe piu’ capibile e forse anche giusto per i servizi sociali stessi.

Se invece Berlusconi dovesse rendersi utile a qualcuno o qualcosa,diciamo come spesso fanno i carcerati,tipo andare in strada e pulire l’asfalto da erbacce o spalare la neve dove c’e’,avremmo un modello di persona che,con la fatica e il sudore,con la forza delle sue braccia,capirebbe il sacrificio e lo sforzo,assieme al risultato finale(l’ordine e il rispetto)verso la comunita’.

Cosi’ facendo avrebbe dalla sua la sensazione di appartenere a un mondo,quello dei vivi comuni(noi tutti) e non in quello tanto torbido e ingiusto della casta dei privilegi e dei denari.

Ma sappiamo tutti quanti che questa farsa,nel rispetto stesso della parola SOCIALE,non ci rispetta affatto a noi tutti.

Se avesse scelto la prigione dorata di una sua residenza,forse noi avremmo capito meglio,avremmo reso giustizia a tutte quelle stranezze italiane fatte di arresti domiciliari per i politici e loro false malattie psicologiche pur di starsene a casa invece che nelle patrie galere.

Berlusconi sotto questo aspetto ci regala una sorpresa,ma per essere vera e efficace,dovrebbe chimarsi  signor Rossi solo.

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IL GUINZAGLIO DELLE MANETTE,SIMBOLO DEL GIUDIZIO?

Tornavo a casa quando girando l’angolo vedo un furgone della polizia penitenziaria che aprendosi fa scendere un ragazzo ammanettato.

Portato dalla guardia dentro il tribunale,si perde lasciandomi scosso.

Le manette,argentate che col sole luccicavano e la penosa visione del “delinquente”,mi ha indotto a una commiserazione verso colui che e’ stato condannato e che sara’ giudicato su questa terra.

Papa Francesco,vorrebbe abolire l’ergastolo,rendondo giustizia terrena con un massimo di 35 anni per chi ha sbagliato.

Il perdono,no,sarebbe inopportuno certo per molti ma io dico una cosa.

E’ giusto scontare una pena,ma e’ anche giusto morire nella propria casa.

Lasciare nelle quattro mura la tua anima,spiegandole a lei e solo a lei se ti sei pentito.

Chiudere il capitolo della propria esistenza in mure diverse dalle tue e’ l’ultima pena da dare a un detenuto.

L’eta’ conta,puoi uscire di prigione a giovane eta’ ma l’anziano,il malato ha il diritto di andare verso il suo finale di vita?

Le manette poi mi hanno dato la sensazione di una violenza estrema,il simbolo di un guinzaglio duro e difficile da colpire quando sarebbe bastato seguire una persona,non un animale.

La liberta’ si deve guadagnare,e quel ragazzo non l’aveva in quel momento.Ma l’avra’ un domani,capendo forse  i suoi sbagli.

L’immagine mi ha ricordato Guantamano e le catene ai piedi dei detenuti,uomini colpevoli che grazie al ferro non possono nuocere.

Ma e’ questa la giustizia fisica che davvero vogliamo?

E’ il non sfuggire al gendarme che denota la potenza della legge?

Esseri umani o cani al guinzaglio?E la museruola dov’era oggi?

©arallagianlucafoto

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