IL COMING OUT E’ PIU’ INCISIVO DI UN GAY PRIDE.

Sull’Unita’ va in scena un dibattito sull’articolo del Gay pride di Roma.
Interessante e’ stato per me leggere svariati commenti su questa manifestazione,amata e odiata da molti.
C’e’ chi vede in questa  una caciara estremizzata  del diritto,urlato nei vestiti luccicanti e dai baci spudorati in bella mostra.
Io personalmente la vedo come una data su un calendario per ricordare diritti uguali per tutti e rispetto altrui.Basta.
Pero’ questa manifestazione annuale non colpisce.Anzi come un boomerang torna indietro e colpisce chi,in essa,vuol rendere chiaro il concetto di amore senza pregiudizi di nessun genere.
Capisco la necessita’ di divulgare tale diritto,figuratevi in questo mondo basta altro per essere criticati di qualcosa,ma non si coglie l’opportunita’ di centrare il pubblico ostile al gay,alla lesbica e via dicendo.
Il coming out del personaggio pubblico,dallo sportivo all’attore,dal politico al presentatore colpisce dippiu’.E anzi uguaglia tale odiosa differenza che molti ancora vedono in questo.
Vedere ammettere per esempio un cantante la propria identita’ sessuale avvicina molto il restio,che si accorge di avere l’idolo della sua vita uguale a lui,anche se diverso come orientamento.
Lo amera’ ancora e capira’ che il concetto di gusto sessuale va oltre la bravura di una canzone e di un concerto.Andra’ a colpire un tabu’ che sara’ come un pugno  nello stomaco,quello di cui lui,il fans,non ne era a conoscenza.
Allora il gaypride per me rimane un San Valentino sul calendario,un onomastico da ricordare ma no,quello no,un giorno di rivalsa e vittoria.
Un coming out magari pubblicizzato in un bel servizio televisivo e’ molto piu’ incisivo di una processione di musica e sbaciucchiamenti.
E’ dire eccomi qui,tu mi conoscevi per la mia bravura ora,se vuoi puoi capire da dove arriva il mio sentimento in cio’ che scrivo,recito e dichiaro.
 
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