TUNNEL A TARANTO E VIDEO DENUNCIA.

A Gaza i tunnel che partono dall’Egitto,sono sinonimo di aiuti per i malati,per far passare i viveri  e le armi per la resistenza. A Gaza quei tunnel racchiudono cio’ che Israele nega,e cioe’ la liberta’ del commercio libero con gli altri paesi confinanti e la fine di un embargo che mette in ginocchio la striscia.

A Taranto,i tunnel,servono a portare acqua di raffreddamento dal mar Piccolo all’Ilva e adesso,grazie al Comitato Cittadini Lavoratori Liberi Pensanti,sappiamo che sono elementi a rischio frana per alcuni quartieri tarantini.

Il quartiere Tamburi e la sua scuola elementare Deledda,rischiano grosso e in una conferenza stampa,grazie anche a mappe dettagliate degli anni settanta,si ribadisce la volonta’ di fare chiarezza.

L’Ilva conferma in toto la distruttiva sua presenza sul territorio,presenza che ha fatto vittime in campo ambientale,di risorse umane,di patologie in aumento e futuro incerto lavorativo per gli operai che non hanno ancora capito se l’azienda restera’ sul territorio oppure alzera’ bandiera bianca.

I tunnel di Taranto e quelli di Gaza.Da una parte in riva allo Jonio per scopi industriali,dall’altra in Palestina per vivere e riuscire ad arrivare al domani.

Una cosa in comune hanno:la drammaticita’ di un territorio ad essere vittima di una ideologia umana atta a sfruttare un equilibrio che dovrebbe essere pace e diritto all’ambiente.

Infine vi linko il filmato denuncia del comitato.

https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=11eXUeY63Js

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2013:CHE L’UTOPIA ACCOMPAGNI TARANTO E I TARANTINI.

C’e’ una canzone degli U2 che in una strofa dice:”niente cambia a Capodanno”.

Vedendo questa foto qui sotto

ilva 2013

devo ammettere che cio’ potrebbe rivelarsi vero e che,noi tarantini,dovremmo forse giungere a una conclusione:continuare oppure no?

Quando Vittorio Arrigoni nella sua battaglia pacifica a Gaza veniva tentato di smettere dinanzi ai corpi maciullati dei bambini palestinesi,ricordava dentro di se una parola:speranza.

Dovremmo agganciarci noi a questo,dovremmo sperare ma anche riempirci di momenti costruttivi per il nostro futuro,grazie alle vittorie che dovremmo avere per le nostre battaglie.

Nel 2012 le battaglie sono state tante in campo ambientalista,ma abbiamo perso e’ inutile negarlo.

L’utopia di Vittorio,di don Giorgio De Capitani,il popolo tarantino la tiene dentro di se?E’ stata raggiunta,e’ una speranza fattibile?

L’utopia raggiungibile potrebbe spronare il nostro futuro e la speranza,solo quella,non potrebbe bastare.

La differenza tra chi delle due cose  avra’ il giusto premio o valore per  noi,sara’ il percorso dei fattori decisivi e positivi che ci verranno incontro.

Speranza e utopia,magari di una vittoria finale,devono essere affiancate da avvenimenti positivi.

La prima vive anche senza fattori concreti,oggettivi.L’utopia e’ una forma di narcisismo per chi vede una meta,un traguardo e si sprona e sprona a vicenda gli altri,affinche’ questo traguardo lo si raggiunga a tutti icosti.

La speranza e’ finita qui a Taranto.L’utopia deve essere il mezzo per arrivare alla meta,al destino di tutti noi.

Vittorio nell’utopia dei suoi giorni,aveva e vedeva la speranza.Ha fallito forse anche lui,ma solo perche’ e’ sato brutalmente ucciso.Ma chi da lui ha bevuto il significato di ogni suo sacrificio per Gaza,ha una meta e la vede li,nella liberta’ della Palestina.Quindi anche noi,immergendoci nell’utopia,vedremo forse meglio cio’ che adesso la speranza ci nega.

Auguri a tutti,iniziamo assieme un altro anno.

I SIMBOLI GIUSTI PER CONDANNARE,PER NON DIMENTICARE.

Essere partecipe a un evento,positivo o drammatico,ma far sapere come la pensi e dichiararsi pro o contro questo.

Lo puoi fare in maniera negativa come questo esempio

o in maniera positiva come quest’altro

Fatto sta’ che nel voler esporre un qualcosa a qualcuno,si dichiara esplicitamente la propria volonta’ di singoli o di persone,su tematiche che possono spaziare dallo sport alle questioni piu’ serie come sta avvenendo adesso a Gaza.

Mi aspettavo qualche gesto ben visibile di alcuni personaggi del mondo del calcio,magari una maglia con su scritto #gazaunderattack o Gaza free.

Nulla.

Eppure lor signori tanto pagati e tanto chiacchierati dai media nazionali,dovrebbero sentire dentro di loro un compito:la denuncia dei mali della societa’,la denuncia verso cio’ che leggono o vedono.

Dovrebbero fare opera pubblica di denuncia chiamiamola positiva,quella che porta ad un cronista a chiedere”perche’ hai fatto questo gesto?”.

Li sentiremmo piu’ umani,quasi simili a noi che non abbiamo palcoscenici mondiali.

Mi aspetto stasera qualche presa di posizione dello sport sui campi internazionali con le partite di coppa europea,a favore dei diritti del popolo palestinese,della violenza barbara da condannare di Israele,e magari l’esultanza di un gol con la scritta “REMEMBER  THE VICTMS CHILDREN FROM GAZA”

GAZA,I BIMBI E LA STORIA CHE SI RIPETE.

Facebook e’ tremendo,veritiero e crudele.

Gaza e le sue vittime,li nelle foto nei lettini degli ospedali o in braccio a un genitore che piange per aver perso il proprio figlio.

Vedo con forza le foto dei corpi orribilmente trucidati e delle loro parti messe assieme per poi essere ricomposte e fatte riposare in pace.

Gaza e’ l’inferno,dove un bambino gioca a casa e poi diventa all’improvviso un cerino,e il suo corpicino fuma e non esiste piu’.

Anche le ambulanze che accorrono li per prestare aiuti,diventano bersagli e si capisce come l’egoismo umano e la cattiveria dei  pensieri umani,uccidano le piu’ elementari regole di pieta’ umana.

I bimbi di Gaza sono figli nostri,creature che giocano e ridono,che soffrono con dignita’.

E allora dinanzi a queste foto orribili,mi chiedo se non sia giusto una guerra contro Israele,contro uno stato che per avere ragione sul terrorismo di Hamas,uccide nel mucchio e si pavoneggia con l’amico americano dei suoi risultati.

In questo momento che sto scrivendo,forse l’ennesimo morto,l’anima di un piccolo che si aggrappava alla speranza dei politici ma che dai politici ha avuto solo menzogne.

Si rischia l’ennesima operazione del tipo Piombo Fuso del Dicembre 2008,quella operazione che fece migliaia di vittime civili e che non ha insegnato nulla ad Israele e al mondo intero.

Mio figlio piccolo e fortunato senza bombe in testa, mio figlio piccolo in una casa senza pericoli esterni provenienti da missili o da incursioni aeree.

Gaza sta morendo e in Italia oltre alle manifestazioni dei pacifisti,nulla piu’ e’ detto a sua difesa.

I politici di destra e sinistra pensano alle primarie e gli vorrei sbattere sotto i loro occhi le immagini che fino adesso ho visto e che non riesco a cancellarmi dalla testa.

Immagini dure,troppo dure.Immagini che andrebbero viste ugualmente per capire dove ancora oggi,nonostante gli errori delle guerre del passato con le loro ideologie razziste e scissioniste,non hanno insegnato nulla.

Siamo nelle mani di pazzi,di stati che nella loro violenza recidono vite e speranze,speranze che dovrebbero essere discusse su tavoli di negoziati e non su campi di battaglia.

Il nazismo insegno’ molto alla storia,con le sue crudelta’ e i suoi lager che ancora oggi a vederli fanno paura.

Ma quando i semi di un razzismo scavano ancora nella nostra societa’ odierna,allora vuol dire che nulla e’ stato veramente recepito per migliorarsi e progredire.

Restiamo Umani diceva Vittorio Arrigoni,ma di umano c’e’ rimasto a Gaza solo la voglia dei medici di cercare di far rivivere corpi maciullati e vite menomate per sempre.

Oggi forse dovremmo tutti essere di Gaza,per i bambini e per un popolo,che piange da sempre e che piangera’ ancora i suoi morti.

GAZA UNDERATTACK,MUORE.PENSACI UN PO’ ANCHE TU.

Sono solidale col popolo di Gaza,che ha nella sua sola colpa,quella di avere rispetto per la sua terra e le sue tradizioni,per i suoi confini violati e per cio’ che e’ la sua cultura.

Sono solidale con i piccoli martiri,uccisi dalle bombe di Israele che cercano i colpevoli terroristi,ma uccidono chiunque incontrano sul loro cammino.

La terra e’ indifferente a questa atrocita’ e io,nel mio piccolo,spero che il piccolo popolo palestinese,possa avere cio’ che si merita:la sua terra,quella dei diritti violati e quella che le fu tolta anni fa con la violenza e il martirio dagli israeliani.

Gaza e’ tutti noi,Gaza e’ quel territorio raccontato da Vittorio Arrigoni il quale mi ha fatto capire cosa e’ l’ingiustizia e cosa e’ la prepotenza di chi ha dalla sua armi a volonta’ e amici potenti.

Oggi Gaza e’ una formica schiacciata da un gigante il quale ha i suoi amici(USA per prima)che giustificano le sue atrocita’ in nome di un espansionismo senza regole e rispetto.

Bimbi e donne nel fiore della loro eta’,trucidati e massacrati da una logica militare senza precedenti,a parte il triste periodo dell’azione militare Piombo Fuso,che lascio’ morti e feriti sulla terra.

Israele sta progettando un’ invasione di terra e migliaia di vittime sono pronte gia’ sull’altare del martirio,vittime che non hanno neanche il tempo di combattere e difendersi perche’ non hanno armi.

Hamas avra’ anche nella sua linea dura colpe,certo.Ma non bisogna sparare nel mucchio per ribadire la voglia di giustizia.

Una azione militare contro un nemico da sconfiggere lascia sempre vittime innocenti,vittime che nella loro pieta’ ci fanno riflette e ci fanno capire come noi siamo anche colpevoli con il nostro silenzio.

Gaza underattack,Gaza chiede aiuto,Gaza muore.Pensaci un po’,anche tu.

ESTELLE LA FORMICA AMATA DA TUTTI NOI.

Gli ideali non salvano un popolo.Lo ricordano.
E’ una frase che lessi su un libro tempo fa di cui non ricordo il titolo e che mi e’ rimasta dentro ogni volta che scrivo su qualche diritto negato o che seguo qualche battaglia per violenze su un popolo o singolo soggetto.
Oggi la nave Estelle,partita da Napoli dopo diverse tappe fatte in giro per l’Europa,e’ stata attaccata dalla flotta israeliana e resa out per uno scopo umanitario e pacifico verso la popolazione palestinese.
Devo dire che seguo con attenzione le vicende palestinesi che hanno sullo sfondo drammatiche scene finali di un film che purtroppo non dura un tempo ma che di finali forse non ne avra’ mai.
Vittorio Arrigoni mi ha coinvolto in questa dolorosa conoscenza e mi ha inculcato il dovere del sapere e dell’approfondire la vicenda Gaza e Palestina e,anche dopo la sua morte,mi ha lasciato dentro un certo senso di sconforto verso l’impossibilita’ di ognuno di noi a dire stop alla violenza sui palestinesi.
Estelle e’ quel bisogno di tutti noi di esserci,li in quelle acque splendide ma che hanno la morte sullo sfondo del porto di Gaza e sul territorio palestinese.
Estelle oggi e’ stata ammutolita dal potere lacerante di una nazione,Israele,che della sua forza sulla formica palestinese,ne fa vanto e onore.
I social network,prima twitter su tutti,ha lanciato il grido di dolore di chi,ancor prima di essere raggiunto dall’esercito  israeliano,gridava la sconfitta della ragione,la sconfitta dell’aiuto umanitario come scopo finale e non la battaglia verso un nemico.
Qui la questione era portare aiuti umanitari al popolo alle strette non combattere Israele per mare.
Estelle annientata e messa a tacere ma che dal suo silenzio ha e avra’ l’onore e il rispetto del mondo intero,e mio.