IL CALCIO E’ MUTO,NOI GRIDIAMO ALLA VITA.

Il cov19 ha ucciso il calcio,spento la tv e  allontanato i tifosi dallo stadio.

Il calcio e’ stato fermato,annullato, passato in secondo piano,quando prima era una priorita’ di molti.

Ha fatto la fine di quelle cose banali che  una volta che sei diventato adulto,metti da parte,o ritieni che non siano priorita’ appunto.

Il calcio che divide le famiglie,che crea odi tra le tifoserie oggi e’ fermo,allontana discorsi futili forse e forme di razzismo pericoloso.

Il virus ha unito le persone in una sopravvivenza comune,fuori dalla logica delle fazioni e ha riaperto canali che il pallone ci aveva chiuso,come un sonnifero che azzera la voglia di reagire per dormirci su.

Oggi senza calcio abbiamo riscoperto alcune cose,alcuni gesti che erano dimenticati in nome del nostro egoismo .

Si perché chi ama il calcio e’ un po’ egoista,racchiudendosi in un mondo che mette al bando anche una semplice uscita con la famiglia o un dialogo con la moglie e i figli.

Il calcio zittito ha aperto il silenzio in noi,lanciando una pietra contro un vetro fatto di apparenze e bugie forse.

Si forse,poiche’ il virus ha  sancito una verita’ e cioe’ quella della vita,dell’importanza di restare attaccati a essa,agli amici,alla famiglia stessa.

Il calcio oggi e’ muto,ma noi gridiamo lo stesso per farci sentire vivi ancora.

PAROLE E PALLONE.

Vediamo un poco….facciamo un giochetto.

Io scrivo tutto cio’ che si sente e si legge spesso in Italia e che,questa sera per 90 minuti,scomparira’.

“Terrone nordista lumbard  pecoroni terremotati leghisti puffi verdi comunisti anarchici mangiabambini fascisti neri rossi africani meridionali mafiosi camorristi …..passando per altre cose”

Questa sera spariranno e opla’ tutti uniti sperando nel gol azzurro.

Evviva il calcio,ma solo quello della nazionale poiche’ a livello di club c’e’ sempre faziosita’ e scontri dietro l’angolo.

Quindi grazie alla nazionale,la par condicio sara’ assicurata a tutti quanti,dai questuanti della politica show ai tifosi piu’ esasperati delle curve.

Concludo pensando allo stadio di San Paolo.

Costruito vicino alle casette pattumiera della citta’ brasiliana,alla fine del mondiale rimarra’ li a dire che la forza dei soldi vince sulle richieste reali della gente povera e non fa niente che,seppur di iniziare questo mondiale in terra brasiliana,ci son voluti morti e feriti per dire che il Brasile e’ anche “ALLEGRIA E SAUDADE”…..