IL BIANCO E NERO COSÌ LONTANI LAGGIÙ ANCORA.

Pensavo all’America e di come fosse marcato  lo spirito razzista che ancora aleggia laggiù.La morte dei due poliziotti uccisi per vendetta da un giovane di colore per vendicarsi delle morti causate dall’ arma della legge a stelle e strisce,ribadisce una linea sottile che divide la pazienza umana dalla tollerabilità  stessa.

Pensavo quante volte la giustizia sbaglia nei verdetti dei tribunali,quante volte sulla sedia elettrica sono morti innocenti,quanti musulmani  hanno patito crudeltà  solo per essere interrogati dopo l’ undici settembre.

Quanti soprusi, quante regole dettate dalla forza di chi sa di far parte di una giustizia che lo difenderà  sempre.

Oggi l’America si  sente indebolita dopo il dossier sugli abusi ai prigionieri rei di essere possibili e futuri carnefici in terra americana in nome di una jhiad violenta pronta  colpire.

Oggi l’America dichiara le sue colpe,e a differenza di noi,ammette e da in pasto al suo popolo,e non solo,il suo grande errore esistenziale di sempre:la smania di grandezza,di giustizialismo che l’ha portata a espandersi militarmente in terre lontane e a decidere le sorti di paesi senza consensi unanimi.

Il nero che uccide perché  ha visto morire suoi fratelli di colore,è  la decisione di farsi giustizia, sovvertire un diritto,priorità  dei popoli,del giudizio della legge.

Obama e la polizia falliscono come mediatori e i mediatori sembrerebbero rimanere solo i preti di periferia e chi crede nel dialogo tra le parti.

Oggi leggo di arresti di frange dell’estrema destra e di una voglia di pulizia a suon di attentati e pistolettate.

La ricerca di equilibri spesso rasentano la follia,terroristica o razzista,pur sempre a danno di qualcuno.

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OGGI GEZI,DOMANI CHISSA’ QUALE PIAZZA.

https://twitter.com/Gulce_Kaya/status/344467430912958464/photo/1

 

Gezi Park,in Turchia.

Ma potrebbe essere Genova e il suo G8,oppure Seattle con i loro dimostranti.

Puo’ essere ovunque,in quei luoghi dove dire NO e’ pericoloso e dove la democrazia si traveste da Cile o Argentina.

E’ la rivolta dei diritti,annientata dalla brutale violenza delle milizie che consapevoli di perdere il controllo avanzano,colpendo e ferendo come se dovessero maciullare carne da mangiare dopo.

E’ la rivolta delle piazze,da Tienanmen a piazza Alimonda a Genova.

La piazza simbolo dell’unione delle razze in difesa di cio’ che ci rimane ancora da difendere.

Dall’ambiente al diritto della democrazia,per andare all’uguaglianza per tutti fino alla fine della politica economica globale,scandalo di questi ultimi anni e che ci ha portato al collasso globale.

Oggi piazza Gezi,domani chissa’…e la divisa usa ancora il pugno duro.