GRILLO SENZA LEBENSRAUM NON E’ HITLER…MENO MALE!

Ieri ho scritto di un Casaleggio stile JOHN Lennon e,dopo aver visto Grillo a Porta a porta da Vespa sono sempre piu’ convinto che attualmente l’unica via di uscita e’ una sola :RESET.

Reset e’ unica,senza compromessi.

La si usa  nel riportare all’origine un sistema,una vita a volte e,quotidianamente,un pranzo da servire.

L’Italia sembrerebbe avere bisogno di un RESET appunto,uno di quelli che avrebbe un peso nel sociale(pensiamo alle rivoluzioni arabe)e anche nell’economia.

Ma lui,il RESET,puo’ essere pericoloso se,mosso da un sistema politico perverso e corrotto,va in mano al dittatore di turno o il pseudo moralista pulitore dei guai.

E allora,l’ Hitler dato a Grillo mi fa ridere perche’ manca nei contenuti essenziali che fu l’azione di quel pazzoide tedesco.

Intanto non vedo un “Lebensraum”,quel concetto di espansionismo territoriale e geopolitico che fece di Hitler un carnefice nelle sue azioni espansionistiche verso est.

Un “italiano che si espande e si rafforza occupando regioni europee e facendo divenire schiavi gli occupati,mi sembra eccessivo nell’ideologia dei grillini.

Insomma una boutade da comico,senza se e senza ma che rischia di creare polemiche a fiume senza concretezze.

L’unico RESET possibile attualmente,lo vedo nella quotidianita’ semplice delle famiglie italiane,dove si cerca di far quadrare i conti fino a fine mese creando o inventando a arte svolte esistenziali.

RESETTARE la propria vita,limitandone  svaghi e gioie materiali,e’ il fatto concreto.

Non so se Grillo riuscira’ a trasformarlo in “politica d’azione,in politica a favore della gente con fatti veri”.

So solo che ora,sbattere in faccia a tutti i problemi dell’europa ladrona e sanguisuga,dei politici attaccati alle poltrone,dei casi aperti e attuali di mandanti per omicidi a scopi sempre politici,rimane al centro del pensiero di ognuno di noi.

Un pensiero che accomuna gente e fa riflettere per il momento.

RESET. Ma con rischi e con scenari difficili da immaginare,poiche’ non scordiamolo,il nostro paese ha avuto sempre nei buchi dei sistemi di governo,il terrorismo alla finestra.

 

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BERLUSCONI,IL DUCE E LA PRESA DI STALINGRADO(REMAKE DELLE PIAZZE ROSSE).

Piazza Santi Apostoli è gremita, molti hanno la Costituzione in mano. È qui che Paolo Flores D’Arcais sferra l’attacco più duro a Silvio Berlusconi, reduce dal bagno di folla alla manifestazione del Pdl in piazza del Popolo: «Anche Hitler riempiva le piazze».

E’ cio’ che riporta un articolo di Repubblica,circa la manifestazione tenutasi ieri in concomitanza con quella di Berlusconi,da parte del Popolo Viola.

Un paragone che dovrebbe farci riflettere ma che ha anche dei punti di lancio per una discussione.

Se da una parte e’ la piazza il vero ago della bilancia sui sondaggi e sugli umori della gente negli attuali sistemi democratici,in passato lo era fino a un certo punto.

I vari Mussolini o Hitler,avevano i numeri copiosi nelle loro adunanze poiche’ non esisteva altra alternativa o se vi era,era bloccata da sistemi duri e violenti di repressione.

L’opposizione non era visibile come oggi,anzi lavorava nel buio e in anonimato proprio per non farsi colpire e per non farsi annullare da regimi dittatoriali e a senso unico.

Oggi le piazze,colme anch’esse,hanno sapori diversi.

Da una parte ieri piazza del Popolo a Roma ha confermato la presa del cavaliere su una parte degli italiani e come logica vuole ha anche riempito il luogo ove egli parlava.

Dovremmo allora preoccuparci di piu’ andando a vedere come in questi mesi di campagna elettorale lo” tsunami tour di Grillo ” ha riempito del doppio ogni piazza che toccava?

Grillo e’ il nuovo Mussolini oppure il nuovo Hitler moderno e tecnologico?

E i vari movimenti arabi,di O.W.S. in America,sono sinonimo di raduni di pseudo adunate pronte a regalarci nuovi rais o messia politici?

Caro Paolo Flores D’Arcais non andiamo fuori di testa solo perche’ il cavaliere aizza piazze e fa il saluto romano.

No,ti prego.Allora anche Grillo che voleva stanare tutti dal parlamento era in preda a un autocelebrativo inno di un nuovo regime?

Non confondiamo il diritto di una piazza,e dei suoi numeri,a proporsi come idea di un cambiamento politico,ideologico e innovativo.

Poi si possono avere anche seri dubbi su chi parla dai microfoni,o di chi si pavoneggia a controfigura del passato.

Pero’ una cosa e’ certa:la piazza esprime oggi,rispetto al passato,la democrazia.Che poi possa piacere o no,e’ una scelta personale.

Non bisogna dire che quando e’ di destra e’ sinonimo di raduno nazionalpopolare con tratti mascherati di amarcord mussoliniana.

E quando allora ci si raduna con falce e martello diremo che e’ un remake di “La presa di Stalingrado ?”.

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POPULISMO DI GRILLO?POSITIVO,ECCO PERCHE’.

Dario Fo e l’espressione populista.

Ci spiega,dalle pagine del blog di Grillo,il suo significato dicendoci che populista significa “colui che intende migliorare la posizione del mondo permettendogli di sfuggire dalle classi dominanti,ai ricatti e allo sfruttamento”.

Un rifugio degli oppressi,una manna consolatrice che promette vendetta contro ingiustizie e oppressori.

Sara’ sbagliato quindi,secondo Dario Fo,attribuire a questo termine un significato diverso,sbagliato nei contenuti.

Il populista e’ cosa buona,non da confondere con chi,a esser populista appunto,guadagna’ in visibilita’ verso il popolo per scopi personali.

Populisti nella storia lo sono stati molti,basta pensare a Mussolini,Hitler.

Un populismo consacrato dal peso storico di quei tempi,ma poi,alla luce dei fatti,distorto e personale,un abuso di potere che porto’ alla disfatta della democrazia a discapito di drammi di intere persone e popolazioni.

Il populismo grillino e’ quindi positivo,stimolante,quasi anacronistico.

 

AUSCHWITZ AI GIORNI NOSTRI.

Auschwitz la colpa dell’umanita’ si e’ detto.

Da una parte la Germania nazista,il regime di Hitler e l’ideologia di sterminio del popolo ebreo.

Dall’altra la colpa di non aver intuito subito cio’ che stava accadendo,cio’ che avrebbe macchiato per sempre il popolo tedesco.

C’e’ poco da fare,il peccato ti rimane dentro e dentro le nuove generazioni lavate dalle colpe dei loro padri solo per una forma di apparenza, di discolpa dovuta.

Si portano dentro quasi geneticamente un orrore,quello dello sterminio.

Cosa puo’ averci insegnato questa tragedia quando oggi ai giorni nostri il razzismo si avverte sulla pelle di omosessuali,palestinesi,neri?

Cosa abbiamo capito se ancora oggi la forza della separazione ideologica tra chi e’ da accettare e chi da discriminare e’ ancora usata?

Il dramma ebreo e’ il dramma di chi non punisce severamente un filo tremendo che colpisce ogni giorno migliaia di persone,estraniandole dalla loro vita e mettendole all’angolo in nome di una “differenza”.

Lo facciamo sempre.

Pensate al povero li’ in terra o a chi chiede l’elemosina.Allontanato da una logica di ascolto,lui e’ l’ebreo dei giorni attuali,come anche l’omosessuale respinto da tutti e deriso e’ la vergogna da allontanare.

La Palestina,terra rubata da uno stato sionista e criminale quale Israele,e’ la Germania dei giorni nostri,la potenza militare che senza opposizioni mondiali,fa cio’ che le S.S. facevano agli internati dei campi.

Violenze,torture,macabri eccidi.Nella loro terra ,solo questa la differenza forse.

L’orrore dei campi ha annullato l’essere umano,rendendolo inutile e scomodo.

L’io personale di ognuno di quei poveri cristi,si perse nelle camere a gas ma non ebbe difesa solo compassione dopo anni.

Oggi si celebra la liberazione dei campi polacchi da parte delle forze sovietiche,quelle forze che scoprirono l’orrore e sentirono la loro presenza come una macchina fotografica che in ognuno di loro faceva rimanere impressa nelle mente ogni particolare,ogni singolo elemento cruento dell’operato nazista.

I giovani cosa hanno imparato da questa storia?Cosa elaboreranno in queste ore leggendo gli orrori dei campi di concentramento?

Spero almeno che pensino un poco,che nei corpi magri e scherniti dei prigionieri possano elaborare il concetto di disuguaglianza come male e di uguaglianza come bene.Spero.

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