LA CRIMEA O IL TOPEXAN DI RENZI?

Che la Crimea possa interessare alla Russia non c’e’ ombra di dubbio.

Del resto Putin vuole ribadire un concetto semplice e assoluto:lui C’E’.

Ma siccome esiste anche l’altra parte della medaglia,l’America,si rischia che vadano a scontrarsi due ideologie espansionistiche diverse ma uguali alla stessa maniera.

Una,russa,convergente verso quelle parti del mondo dove ancora c’e’ il filosovieticopensiero,apportatore di ideologie vintage ma sempre utili da rispolverare per far cassa.

E la cassa,in questo caso e’ la ricchezza di un territorio.

In contrasto a tutt cio’,c’e’ un paese,l’Ucraina,che nei giovani con l’occhio all’Europa,sperano di distaccarsi e spogliarsi di un cappotto troppo vecchio che li ha chiusi per anni nelle non riforme atte a entrare nella modernita’ tipica di altri paese confinanti.

Questo Putin lo sa,e sa anche che il suo potere regge anche grazie alle vecchie cariatidi che hanno nella bandiera rossa una loro identita’ da difendere.

La questione,o il punto di snodo,e’ che la Russia non puo’ permettersi di vedersi sbattere in faccia questa identita’ stessa in cambio di ideologie filo europeiste che allontanerebbero una egemonia sparsa negli anni nonostante il nascere di tanti stati satelliti alla stessa casa madre.

E allora,si il distacco fisico,ma non quello ideologico dall’amata Mosca a -40.

L’America e Obama,nella strafottenza sovietica verso tutti,vede il riaffacciarsi della guerra fredda e anzi un comportamento da duellante a armi pari.

Di mezzo ci siamo noi,piccoli vermicelli in mano ai grandi che annaspiamo nel mare burrascoso europeo scambiandoci idee per non morire di mal d’euro.

Renzi,al cospetto di Putin e Obama,e’ quel ragazzotto Topexan che prende in mano il paese e cerca di convincere,dopo i vari Berlusconi e Monti,gli amici di merenda europei.

Con il suo pensiero logico e avvincente,sono convinto che dopo aver convinto Holland fara’ il cascamorto con zia Merkel e lei,pur fredda,si aprira’ al ragazzotto pulito e all’acqua di rose.

Il rischio?

Il rischio e’ che perderemo di mano o di occhio cio’ che sta per far cambiare un asse di pace fino a questo momento,America e Russia appunto,e che le beghe economiche nostrane allontanino la vera forza che avrebbe dovuto avere l’Europa.

E cioe’ quella di essere promotrice e artefice di dialoghi tra le grandi potenze e con esse e in esse cercare scambi commerciali per far ripartire le economie di tutti i membri dell’Europa stessa.

Putin,Obama,Merkel,Renzi…insomma tante facce e problemi diversi.

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GENERAZIONE HOLLANDE:IL POLITICO AI GIORNI NOSTRI?

 Lo scandalo che attanaglia la Francia di Hollande mi sembra poca roba dinanzi alle orge che hanno fatto i nostri politici(in primis Berlusconi).

La famosa regola che accompagna uomo politico e bella donna,si fermerebbe se avessimo dinanzi a noi regole comuni tra chi ha una vita serena in famiglia e quella invece impegnata dei politici.

Ma come la divisa(chissa’ perche’ poi…),il politico di peso richiama fanciulle disponibili e come di incanto,seppur bruttino,vive momenti spensierati con la bella di turno.

Lo fu per Kennedy e Marilyn e i segreti che ancora oggi girano attorno alla sua morte,ma lo si puo’ anche dire di Berlusconi che della bellezza femminile ne ha fatto un concetto personale che offende molte donne.

Hollande rischia di fare la fine del solito uomo ingordo del sesso e poco attento alla forma che deve dare alla sua figura di condottiero di una nazione.

L’istituzione che ha i suoi lati fragili,come anche rubare e stipulare accordi per fini personali.

Allora,forse,sarebbe meglio farsi i “fatti propri” e pensare che,anche un politico in fondo,ha le stesse debolezze dell’essere umano(non per tutti pero’).

DESTRA SINISTRA:ONE WAY!

Cio’ che abbiamo visto alla reunion di ForzaItalia,e’ il solito film del passato dove attori e attrici hanno gia’ recitato una parte.

La speranza e’ che ogni volta,qualcuno possa spezzare il copione e magari entrarci dentro all’ultimo momento.

Sara’ ma il PD spera che l’8 Dicembre,cio’ possa accadere.

Senza ombra di dubbio,Renzi ha apportato al centro del dibattito a sinistra un qualcosa di nuovo:l’eta’ del leader.

Sui programmi,da Cuperlo a Civati e via dicendo,le parole si assomigliano abbastanza e termini come “uguaglianza sociale,lavoro per i giovani e fuori dalla monarchia tedesca” hanno il valore non aggiunto su cio’ che manca effettivamente al PD.

Si dovrebbe avere il coraggio a questo punto di essere seri con l’elettorato comunista.

Bisognerebbe dire che l’importanza centrale dell’Italia oggi e’ la serieta’ della politica stessa,messa alla berlina da scandali e risultati non raggiunti.

La discussione sul caso Cancellieri e l’avance di Civati a una mozione tutta rossa da presentare al parlamento,non troverebbe seguaci,confermando i limiti che anche la destra ha messo in evidenza.

Limiti di carattere e di rispetto che spesso lacerano coalizioni e fanno nascere rami all’interno dello stesso partito.

Alfano esce dal conflitto con Berlusconi forte e proiettato a una destra che ammicca a Hollande,sparviero di giustizialismo anti Merkel.

Ma al treno europeo si aggancerebbe anche Letta che,se dovesse partecipare alle primarie PD,avrebbe dalla sua uno sfidante,Renzi,che non e’ amato da tutti ma per tutti e’ il salvatore della sinistra.

Che dire.C’e’ da ricercare leader,piu’ o meno datati,ma con esperienza da vendere e credibilita’ a chi andra’ nella cabina elettorale tra poco.

Occhetto,Bersani,D’Alema…..un vecchio ricordo?

 

KRUGMAN,HOLLANDE E IL VAFFA ALLA TROIKA.

Ho letto questo articolo di Sergio Di Cori Modigliani e ve lo  linko per farvi pensare un po’.

Andate a leggervelo al seguente indirizzo:http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12577

La considerazione finale sembrerebbe alquanto semplice.

Far vivere bene i ricchi  e non favorire invece la ricostruzione di una parte sociale grazie a riforme a suo favore.

Hollande e la Francia sarebbero,sembrerebbe da questo articolo,una spina nel fianco della troika,la stessa che detta tempi e modi per portare avanti un discorso monotematico e a senso unico.

Paul Krugman il nobel per l’economia sulle pagine del NEW YORK TIMES,ha messo in evidenza la caparbia e tenace azione di Hollande che,in barba alle disposizioni europee in materia di conti pubblici e fini per raggiungerli e metterli in ordine,ha invece marcato una linea di condotta a favore delle opere pubblice,tagli alla politica e dimezzamento degli stipendi ai manager pubblici.

Ebbene una condotta che,secondo Krugman,ha deteriorato i rapporti con Bruxelles spostando al 2015 il pareggio di bilancio.

Perche’ ci si domanda,in Italia,Letta non ha fatto la stessa cosa presentandosi alla troika e posticipando cio’ che ha invece fatto Hollande?

Perche’ parlare di tagli alla politica,stipendi da decurtare ai top manager e sviluppo di azioni a favorire benefici sociali rimangono tabu’ per questo paese?

Questo articolo ci illumina e ci dice come oramai siamo nelle mani di una Germania che detta tempi e modi agli altri per stare nel club dell’Europa.