AIUTO RIFIUTATO….

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gianlucaralla(c)

 

Anche Taranto ha il suo hotspot,cioe’ un centro di prima accoglienza per i migranti.
Curioso il fatto che,giunti in 400,circa 200 hanno rinunciato ad avere gli “aiuti internazionali”,e quindi hanno tempo una settimana per lasciare il paese.
Possono circolare nel frattempo liberamente…..
Insomma non capisco un fatto:prima si scappa dalle terre violente,dalla giustizia sommaria di alcuni e poi,giunti in Italia da noi,rinunciano a un aiuto sensato.
Che faranno adesso?Dove andranno?
Casi e incroci della vita,pace e guerra,aiuto e rifiuto.
La verita’?  Europa target,nel bene o nel male…fate voi.

OLTRE IL BLACK,GUARDIAMO….ANCHE.

Rete 4 ieri sera.
Si parlava di immigrati,caserme dismesse e adibite a siti di accoglienza per queste persone.
Il commerciante che ha paura di perdere clienti poiche’ il centro e il suo bar e’ vicino al sito in questione,la mamma che teme per i propri figli,la gente che non accetta la presenza di loro.
Diatriba tra invitati alla trasmissione pro e contro questa politica di attesa nelle nostre citta’,paure esagerate o,forse aggiungo io,paura del nemico “nero”.
Allora o si cambia atteggiamento,politicamente parlando,dichiarando che si,la vera paura e’ il terrorismo in casa e basta,oppure si finisce per fare i soliti moralisti del momento.
Ammettere di essere in preda a una fobia di attesa dell’evento drammatico,dimenticandoci che esiste anche il “nero buono,onesto,italianizzato con tutti i suoi diritti e,cosa che molti dimenticano,piu’ colto di noi e piu’ attento al rispetto altrui”,circoscrive il problema a tematiche solo razziste.
Il resto e’ pura discriminazione,qualunquismo che la lega di Salvini,esaspera ogni giorno,invadendo canali televisivi di paure infondate o esagerate.
Il problema c’e’,esiste ma non allarghiamolo facendo i soliti discorsini sparacazzate..

INCULCARE LA PAURA

Mi trovo a scrivere nel momento in cui sembra che cio’ che disse anni fa la Fallaci si stia per davvero avverando.

Lo straniero in casa,quello cattivo,pronto a tagliarti la gola,in nome di una fede.

Scrivo sapendo che la distanza tra Libia e l’Italia e’ minima,sapendo che se le guerre prima le vedevo da lontano,seppur con la consapevolezza di dolori e devastazioni,oggi sono qui da noi,in casa.

Scrivo leggendo che loro,i terroristi,potrebbero essere gia’ pronti,armati per esportare una litania che,come i loro salmi ripetuti a ripetizione,avanza piano piano e si innesta nelle viscere dell’Europa.

Ci accorgiamo adesso che la liberta’ e’ un bene e che la paura e’ grande.

Mi accorgo anche che i barconi presi al largo del canale di Sicilia,oltre a portare disperati,portano forse la morte per noi,o chissa’ chi.

Le regole in tempi di minacce sono uniche.Rispondere con la diplomazia(se siamo ancora in tempo),oppure essere cattivi,diventare noi ora gli americani conquistatori di terre dove vi erano regole che sono state cancellate.

Divenire americani,cioe’ ricorrere all’uso della forza,per difenderci non da aerei o soldati,ma da terroristi,invisibili e pronti a colpire.

Non ho vissuto guerre per fortuna,ma ora temo una escalation di vendette in nome di religioni e vecchi rancori,crociate e geopolitica americana del passato in nome di morti e violenza.

Temo l’incognita del futuro,forse ho paura,ma e’ cosi’.

Temo di uscire di casa,e non tornare piu’ pur vivendo in una citta’ a non alto rischio di attacco terroristico.

Ma il loro percorso,questi uomini del califfato,lo hanno compiuto,ci hanno inculcato dentro la paura e la consapevolezza che noi,l’Italia,non siamo pronti  a fronteggiarli….checche’ ne dica Renzi da Firenze.