FERMATA DEL BUS SENZA RITORNO

img_3319

gianlucaralla©

C’e’ differenza tra il ragazzo alla fermata del bus vicino casa mia e quello di Sesto San Giovanni.
Una differenza di ragionare,di interpretare un credo religioso senza cadere nell’inganno del qualunquismo vendicativo verso l’occidente.
Ve ne sono molti,troppi forse,che attendono un ruolo da questa Europa,una identita’ che hanno perso nella loro patria e che cercano vagando per citta’.
Berlino,Nizza sono macigni di dolore e rabbia che noi europei solo adesso riconduciamo a un errore di base,e cioe’ quello di non capire che siamo diversi da loro nella logica della liberta’ individuale e che,non accettandola,ci si va incontro a uno scontro ideologico e religioso che dobbiamo per forza di cose accettare.
Il famoso permissivismo,o buonismo senza se e senza ma,ha un limite.
Il limite e’ la restrizione della nostra liberta’ individuale che seppur rivendicandola quotidianamente continuando a vivere normalmente,ha subito uno scossone dai tempi di AL Qaeda.
Oggi Isis e’ timore e condanna verso un agire,un vivere tranquilli.
Seppur non ammettendolo francamente,siamo nella rete della paura figlia anche di logiche politiche sbagliate e di terrore esportato in terre lontane dalle nostre citta’.
La differenza culturale,religiosa e sociale e’ un prezzo che abbiamo assaporato ogni volta che siamo andati come turisti in queste terre e che solo oggi,andandole a modificarle con la forza e la violenza,ci rigettano addosso tutto l’odio verso le nostre scelte.
Un paradosso logico,che oggi con il terrore ci mette dinanzi a una scelta:essere vittime oppure cercare di difenderci con tutti i mezzi contro uma evidente voglia di cambiarci adesso a noi nelle nostre abitudini ?
Annunci

SIAM MARIONETTE COME I…..

2641p1
 

gianlucaralla©

 

Come i turchi,manipolati e usati ,forse vittime o forse no.
Siamo nel gioco del sistema,che ti crea inferni e ti fa credere che ci sia il super eroe che ti salvera’(lo stato,il re,o il generale di turno).
Come i francesi,dietro il terrore che fa notizia e poi sparisce dietro altre notizie e ricompare col sangue delle vittime innocenti.
Come i pugliesi,e il treno,colpevole di ritardi e fottute menzogne fatte di promesse e regali altrove.
Siamo marionette,girate e rigirate per far ridere qualcuno e vittime,alla fine,di qualche cosa che non mettiamo a fuoco.
Siam marionette.

LE STATUE IN FRANTUMI E LA LOGICA ILLOGICA.

Ho visto l’Isis demolire tutto nel museo di Mosul e ho pensato a come vogliano cancellare il passato per proseguire su un’unica linea di condotta,l’annullamento delle proprie origini.

Sentivo una trasmissione radiofonica dove le persone interpellate dicevano la loro su questa azione compiuta contro  le ricchezze storiche del museo.

Molti dicevano che la guerra,l’assedio del nemico,porta a distruggere tutto cio’ che incontra sul suo cammino.

Lo hanno fatto anche i tedeschi,gli americani,quelli contro regimi e contro dittature.

E’ una costante,logica e illogica diremo quasi,di un percorso che ha,al centro del suo apparire,la distruzione di cio’ che e’ stata una civilta’ per annientarla e,grazie al vile gesto del distruggere,assecondarla al potere momentaneo dell’occupante.

Se avessero le bombe ci bombarderebbero hanno detto alcuni radioascoltatori,vero ma non avendole distruggono cio’ che ci da fastidio e cio’ che  per noi occidentali e’ la fonte del sapere,la storia appunto.
Vero,ma non le hanno,quindi attaccano con un’arma in uso,i media e la rete,inculcando nella nostra mente il loro pensiero,il loro mantra ideologico di annientamento di tutti e tutto in cambio di schiavi per essi.

Una logica che ha anche come protagonista una realta’ europea che,forse,immersa ancora nei suoi nazionalismi di costume,come la Lega da noi in Italia,dimentica la cosa piu’ importante,e cioe’ il bene e la difesa comune della liberta’.

Oggi a Roma Salvini e la lega Nord manifesta.

Un altro esempio di mancanza di unita’,cio’ che attualmente dovrebbe esserci invece.

INCULCARE LA PAURA

Mi trovo a scrivere nel momento in cui sembra che cio’ che disse anni fa la Fallaci si stia per davvero avverando.

Lo straniero in casa,quello cattivo,pronto a tagliarti la gola,in nome di una fede.

Scrivo sapendo che la distanza tra Libia e l’Italia e’ minima,sapendo che se le guerre prima le vedevo da lontano,seppur con la consapevolezza di dolori e devastazioni,oggi sono qui da noi,in casa.

Scrivo leggendo che loro,i terroristi,potrebbero essere gia’ pronti,armati per esportare una litania che,come i loro salmi ripetuti a ripetizione,avanza piano piano e si innesta nelle viscere dell’Europa.

Ci accorgiamo adesso che la liberta’ e’ un bene e che la paura e’ grande.

Mi accorgo anche che i barconi presi al largo del canale di Sicilia,oltre a portare disperati,portano forse la morte per noi,o chissa’ chi.

Le regole in tempi di minacce sono uniche.Rispondere con la diplomazia(se siamo ancora in tempo),oppure essere cattivi,diventare noi ora gli americani conquistatori di terre dove vi erano regole che sono state cancellate.

Divenire americani,cioe’ ricorrere all’uso della forza,per difenderci non da aerei o soldati,ma da terroristi,invisibili e pronti a colpire.

Non ho vissuto guerre per fortuna,ma ora temo una escalation di vendette in nome di religioni e vecchi rancori,crociate e geopolitica americana del passato in nome di morti e violenza.

Temo l’incognita del futuro,forse ho paura,ma e’ cosi’.

Temo di uscire di casa,e non tornare piu’ pur vivendo in una citta’ a non alto rischio di attacco terroristico.

Ma il loro percorso,questi uomini del califfato,lo hanno compiuto,ci hanno inculcato dentro la paura e la consapevolezza che noi,l’Italia,non siamo pronti  a fronteggiarli….checche’ ne dica Renzi da Firenze.

L’ORRORE PUÒ INSEGNARCI QUALCOSA?

Ho visto il video del pilota Giordano bruciato in gabbia dall’ isis.

Ma ho visto anche foto e video di bambini palestinesi macellati dalle bombe israeliane ,uccisi dinanzi ai loro genitori,inermi e incapaci a reagire.

Ho visto altre cose crude,che mi hanno fatto star male e ho dovuto bere acqua per riprendermi un poco.

Ma è  servito,a vedere,capire oltre i racconti sulla stampa,oltre i corrispondenti che spesso,seppur bravi,non danno il peso del reale.

C’è  una disputa in rete tra vari Blogger se sia giusto mandare o no immagini forti,se sia giusto far vedere la realtà  così  com’è.

Bisogna capire,e per capire e giudicare anche resistere e farsi coraggio dinanzi  tutto ciò.

Credo che la violenza su una persona sia chiaramente condannabile certo,ma bisogna anche capire da dove arriva e cosa voglia significare.

Il Nepal usato dagli americani in Vietnam,fu la goccia che fece traboccare il sentimento pacifista contro l’America.

Fu il pugno violento che fece capire l’errore di una nazione,la sua ingordigia a essere forte uccidendo persone.

Allo stato attuale cosa ci potrebbe dire il video del pilota Giordano?

Cosa insegna?

Moti hanno anche scritto che loro,gli uomini del califfato, rifanno ciò  che i cristiani hanno fatto in passato.

Molti hanno anche detto che è  il prezzo di ciò  che la mente umana e la sua violenza ha seminato in terre dove esportare la democrazia e civiltà  è  cosa difficile per una cultura radicata e difficile da cambiare.

Ma si è  tentato di cambiare tutto ,occupando territori e modificando tradizioni.

Ma il risultato,forse,è  aver creato una regola contraria,quella della legge del taglione

che attualmente condanna e sacrifica alle più  orrende atrocità  rapiti e chi è  contro un sistema.

Difficile capire se sia possibile un equilibrio, una linea dove non toccarsi a vicenda ti fa stare libero e vivere,seppur diversamente nei modi e nelle tradizioni.

Se quella linea viene toccata,avremo tutto ciò, avremo vendette e atrocità.

Giudicheremo il prossimo,diremo i suoi sbagli e le sue ingiustizie.

Pagheremo l’incrocio tra mondi diversi,come lo fu anche la differenza tra bianco e nero e l’autobus dove era difficile salire e sedersi per un uomo di colore nell’America del razzismo.

NOTE A MARGINE DI …GASPARRATE.

Onestamente non so neppure perche’ Cofferati sia andato via dal PD.

E’ un periodo che non seguo piu’ tanto la politica nazionale e,anzi,quando vedo Renzi alla tv che nella sede del suo partito sale in cattedra dettando tempi e modi di essere comunista,cambio canale.

L’immediatezza della brutalita’ di un atto terroristico,dopo la strage di Charlie Hebdo,ha riversato in me una acutezza nell’andare a rendere la notizia pratica,immediata e di prossima veduta.

Credo che attualmente se dovessimo soffermarci sulle cazzate nostrane,seppur l’elezione di un nuovo matusalemme e le grane renziane siano da seguire…,merita spazio il futuro che ci attende a livello globale.

Il sistema sicurezza,ad esempio e’ imploso per colpe di molti che,nella sicurezza stessa,hanno creduto logico usare violenza e intimidazione.

La satira di Charlie e’ il vaso di terracotta che si e’ rotto assieme a mille altre vibrazioni pericolose.

L’estremismo attuale,seppur condannabile,credo abbia dei colpevoli innocui,i quali,nella loro buonafede,hanno stuzzicato il cane che aleggiava nel cortile delle religioni.

Quel cane adesso abbaia e colpisce,inniettando seme di odio a livello globale contro tutto e tutti.

La parata parigina ha delle ipocrisie enormi,con diverse figure losche che uccidono bimbi e mettono in galera povera gente(mi riferisco a Netanyahu )che sfilando contro il terrorismo vogliono eludere i sospetti che cadono quotidianamente sulle loro politiche molto discutibili.

Infine leggo che Gasparri ha azzardato per le due figliole rapite e rilasciate giorni fa,l’assurda ipotesi di “infermierine del sesso pro milizia”….capite perche’ non seguo piu’ la politica nostrana?

CI VORRA’ TEMPO,L’IMMAGINE DOMINERA’ TUTTI NOI.

Scrivere non e’ stato mai facile.

Mettere su un foglio di carta pensieri e idee sembra anacronistico oggi,ma seppur facendolo su tastiera,la difficolta’ non cambia.

Ma l’aspetto che noto di piu’ attualmente e’ quello dell’immagine in live time.

Il cellulare e la foto sono figli unici,del tempo attuale e ci narrano la notizia sotto una angolatura diversa.

Piu’ spiccia,pratica e confondibile con mille giudizi.

Si perche’ scrivere di un evento,ad esempio un peschereccio sotto il canale navigabile di Taranto che torna dalla giornata in mare,o fotografarlo e’ cosa diversa.

E da questo esempio la convinzione personale che oggi,la foto facile,distorce la realta’,rendendola appetitosa sotto mille punti di vista.

Andiamo al fronte,scriviamo di una battaglia in corso e narriamo le strategie,i morti e le conquiste di chi spara laggiu’.

Con un click lo stesso tema diventa’ una autostrada aperta a mille interpretazioni.

Vedi l’Isis,maestra nel gestire il dolore dei suoi prigionieri e la sua avanzata in varie parti.

Sa bene che scrivere dispacci o volantini non servirebbe a catturare l’attenzione di molti.

Riprende,fotografa e smercia la sua ideologia attingendo da un click o da un rec video cio’ che non farebbero mille parole.

E’ la verita’ dettata al tempo con un pugno diretto.

Anche l’11 settembre fu l’emblema di cio’ che oggi,ognuno di noi,regala al mondo con lo smartphone o la digitale.

La foto di chi si butto’ giu’ dalle torri per non morire bruciato rimarra’ stampata nella mia testa,piu’ di mille parole o articoli letti su quel maledetto giorno.

Il video  dell’impatto dei due aerei poi e’ il confine che segno’ il terrore in diretta mai visto sino ad allora.

Provate a scrivere di quel giorno…nulla sara’ mai come l’effetto di foto e video dell’11 settembre.

Il rischio e’ che ci possa sfuggire di mano la voglia di narrarci,di raccontarci e raccontare cio’ che vediamo.

Pensiamo a Tiziano Terzani,con i suoi libri e la sua mente che gira e ci racconta di storia di popoli e vicende locali con puntigliosa precisione.

Oggi potremmo raccontare dell’ex Russia con reportage di poche foto,di video di rivolte sociali e nostalgici di Lenin.

Oggi lo scatto quotidiano annienta la parola,la rende forse inutile,arcaica e troppo difficile da seguirla con calma.

In un mondo fatto di immagine,di velocita’ oggi,ci vuole la freddezza senza impostazioni come chiamo io lo scatto di tutti noi.

Fateci caso:andate nei siti dei quotidiani…quante parole,e’ vero,ma poi attorno…immagini,foto,video.

Avremo giornali fatti solo di foto in futuro,magari di video chesso’,andra’ a scomparire l’opinionista di turno perche’ l’opinione la faremo noi stessi,dentro.

Cosa che sta accadendo con internet,dove siamo cambiati conoscendo tutto,quasi,rendendoci conto di chi dice la verita’ e chi ci prende in giro.

Ma siamo ancora all’inizio,la parola qui regge eccome.

Ci vorra’ tempo,ma passeremo dalla scrittura alla sola immagine per capire e capirci.

LE DONNE DI KOBANE.

Seguo cio’ che sta avvenendo a Kobane,la citta’ siriana al confine con la Turchia.

Una citta’ che,stando alle ultime notizie,e’ quasi stata occupata e presa dall’avanzare dell’Isis.

La resistenza dei peshmerga ,il braccio armato della resistenza curda nel territorio del Kurdistan  siriano,ha nelle loro fila donne coraggiose pronte al martirio pur di non cedere la loro storia ai miliziani dell’Isis.

Una logica che nasce dal loro attaccamento alle proprie radici,al concetto di resisitenza con la fine della loro vita che,agli occhi di un occidentale,sa di martirio esagerato forse.

Ma,a differenza dell’azione terroristica che ha nella morte dell’attentatore l’azione stessa,qui la fine della propria vita e’ il simbolo di una vittoria contro una sconfitta certa,contro la prigionia o la violenza nelle mani del carnefice nero.

Allora mi va di ricordare queste donne che ,immolandosi,non regalano al nemico gioia e vanita’.

Ci ricordano l’amore per la terra di origine e gli sforzi che non arrivano da nessuna parte per essere davvero efficaci nella vittoria finale contro un nemico che,oggi,ha innalzato gia’ la propria bandiera alla periferia stessa di Kobane.

DOPPIO RISCHIO.

Behring Brevik l’attentatore di Oslo, aveva nel suo computer dei piani terroristici per compiere attentati anche in Italia.

Voleva colpire le raffinerie site in varie località italiane tra cui Taranto.

Oggi a livello locale si è tenuta una conferenza stampa degli ambientalisti del “Fondo antidiossina” che hanno evidenziato anche il grave rischio che corre la città jonica riguardo anche la presenza di siti militari affianco alle realtà industriali.

In caso di evento doloso, i cittadini tarantini si troverebbero di fronte a un  triste destino.

E cioè quella delle esplosioni a catena dei siti industriali stessi e di quelle strutture militari a pochi passi da esse stesse.

Un evento che pone Taranto tra le città più a rischio per l’elevato numero di siti industriali (Ilva, Eni in primis…) e di quelle militari (più grande porto militare italiano con navi, sommergibili e altri mezzi).

Alfano oggi ci ricordava come fossimo presi nella morsa di possibili obiettivi da parte dell’Isis, e di come il ministero della difesa e l’intelligence si stiano muovendo per prevenire possibili attacchi terroristici.

Domanda spontanea: come può una città avere delle “bombe” in casa (industria e marina) che in caso di attacco sarebbero una miccia a catena incontenibile?

Domanda: dove potrebbe scappare la cittadinanza tarantina se al giorno d’oggi manca un piano di emergenza in caso di rischio industriale?

SIAMO PRONTI?

Correvano la fine degli anni 80 e Sting cantava Russian ricordandoci lo spettro della guerra fredda.

Gorbaciov era il presidente della speranza e,con quella voglia simpatica stampata in fronte,mi dava tranquillita’.

Era piu’ vicino a noi mediterranei,piu’ consono alla difesa dei valori della vita e della pace comune.

Oggi leggo che una nave russa arriva vicino le coste siriane perche’ vuol difendere la Siria stessa dai missili anti Isis che l’America lancera’ nel territorio siriano stesso.

Missili che,alla luce delle ultime rivelazioni inerenti l’uso del gas da parte di Damasco sui civili,potrebbero prendere altre direzioni.

Correva l’anno 1980 e i russi in crisi di identita’ si ponevano la domanda da mille dollari:continuare col comunismo oppure modernizzarsi con le nuove ideologie piu’ liberali e consone ai tempi.

Ma oggi con Putin di mezzo sembrerebbe alto un vecchio ritorno al dualismo dei tempi di Regan.

E allora l’islam feroce e fuori controllo appare un trampolino di lancio per altre questioni vecchie da regolare.

Mi e’ sembrato piu’ realista e sincero il presidente iraniano,che con la calma serafica all’Onu,ha spiegato che molti errori sono stati fatti dall’America con la sua invadenza in questioni estere.

Avra’ anche i suoi scheletri nell’armadio quest’uomo,ma e’ evidente come non abbia tutti i torti poi.

Dai tempi dell’11 settembre delle torri gemelle,appare evidente come la politica della vendetta esportata  fuori dalle mura americane,mette a rischio tutto il pianeta.

Vale la pena andare dietro al treno a stelle e strisce,rischiando la pelle dei propri cittadini?

Vale la pena accettare la sfida all’Isis e professare il credo del dente contro dente per dire di essere giustizieri e profeti della sicurezza del mondo?

Molti opinionisti credono che l’Islam possa essere lasciata sola senza interferenze alcune.

Che la si possa far agire secondo le proprie regole e ideologie.

Del resto dovremmo aspettarci dagli imam sparsi in Europa,rimproveri e tirate di orecchio a chi distorce la dottrina dell’islam stesso.

Fatto sta che ,a detta del capo dell’intelligence europea,e’ troppo tardi per fermare i jihadisti sparsi in Europa stessa.

Siamo pronti a pagare le conseguenze di comportamenti espansionistici americani?

O siamo proprio dinanzi allo scontro di religioni che,addietro,Oriana Fallaci aveva intuito e anticipato nei suoi libri?