BUONE VACANZE, MA PRIMA LEGGI QUI…

Vado in vacanza con la consapevolezza di non veder nulla cambiato al mio ritorno.

La questione palestinese riveduta ieri sera comodamente sdraiato su una sedia fuori al balcone grazie a Wikipedia, mi regala la conferma della storia, dei trattati e dell’impero ottomano passando per gli inglesi e gli ebrei che rientrarono in fretta e furia in quei luoghi.

La consapevolezza di essere filopalestinesementalmenteparlando, o mamma mia che parola lunga, e di sentirmi dalla parte di un popolo sotto genocidio.

Vado in vacanza staccando la spina dalla politica di Renzi e la sua faccia da beota, e allontanandomi dal grillopensiero fermo al palo dell’immobilismo grazie anche a loro, ottusi a volte per quella voglia di opposizione che però non sfocia in nulla.

Fermi al palo, attraccati forte come la nave scuola Palinuro, li oggi nel canale navigabile della mia città, Taranto.

A proposito di lei, cara città mia hai perso il treno del cambiamento anni addietro, seguendo non per colpa tua….quello dell’industria e delle sue conseguenze.

Tu sei l’aereo in volo senza ritorno, sparso nel cielo e scomparso ai radar che ormai ti danno per schiantato…sic.

Vado in vacanza, forse scriverò qualcosina per dire che io penso, vivo e mi oppongo a qualcosa o qualcuno, e che in fondo sono un sognatore anni  67….a presto amici e che Dio,se c’è, vi benedica, Luca.

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CON GLI OCCHI DELLA PALESTINA.

Il nodo cruciale e’ credere che Hamas possa usare scudi umani per imporsi in Palestina.

Fosse vero,avremmo una doppia guerra in Gaza.

Una contro l’odiata Israele,e l’altra contro Hamas stessa,vittima e carnefice allo stesso tempo.

E il mio pensiero corre a Vittorio Arrigoni,e le sue ambulanze per le strade di Gaza a soccorrere feriti con la mezza luna della croce rossa e bandiere bianche in segno di pace.

Anche ai calci per buttare fuori dalle ambulanze stesse famigerati estremisti.

Via,fuori per non avere alibi e per non essere colpiti,nel mezzo di un soccorso umano.

La verita’ non la sapremo mai,ma certo se colpisco un ospedale o bambini che giocano per strada,la teoria degli scudi umani frana.

Oggi accade questo e,al momento abbiamo superato le 100 vittime a Gaza e chissa’ dove arriveremo.

La strada e’ lunga,come il silenzio dei media nostri che occupano tg e giornali pensando alla finale di calcio o all’inglese stentato di Renzi.

Prendere atto di cio’ che sta accadendo in quelle terre sarebbe un primo passo da fare per tutti noi,sarebbe scrollarsi di dosso quel menefreghismo che accompagna  Israele e le teorie sioniste.

Sarebbe anche logico per noi,abituati a una normalita’ casereccia e tranquilla(o quasi),pensare a cio’ che vive una famiglia palestinese ogni secondo.

Avvertita all’ultimo minuto,sollecitata ad andar via dalla propria casa entro due minuti perche’ tutta la storia della famiglia stessa sara’ distrutta da bombe e schegge.

Immagina,ti prego.

Adesso,Syria,Palestina, restano drammi umani.

Ve ne sono tanti altri certo,la fame nel mondo,l’accanimento contro i cattolici in Africa,lo sterminio di altri popoli per mano di governi repressivi e totalitari.

Ma adesso,complice anche l’America liberale,bisogna mobilitarsi,essere consapevoli di un dramma,umano,che affligge migliaia di persone a pochi chilometri da noi.

SIAMO TUTTI PALESTINESI,MA NESSUNO LO SA!

Come se attaccassimo il Vaticano,confinante con noi,e lo mettessimo a ferro e fuoco estirpandone pseudo terroristi annidiati dentro mura e armati fino ai denti.

E’ come se andassimo a colpire inermi bimbi e donne,vecchi e ammalati,poiche’ complici di terroristi e complotti contro l’Italia.

E allora,il punto cruciale,e’ se l’azione di vendetta contro qualcuno e’ giustificata nel colpire nel mucchio,annientando tutti e facendo pulizia.

E’ come se,tornando indietro,lo stato italiano,colpisse un intero edificio perche’ sospettoso di aver dentro di esso brigatisti o estremisti.

Colpire annientare e imporre la forza anche su chi li,nella Gaza offesa nei suoi diritti violati,nulla ha da condividere con Hezbollah o altri gruppi.

Questa e’ la questione da capire,questo e’ il nodo delle guerre vigliacche,quelle che divorano infanzie e zittiscono futuri negli occhi di piccoli.

Questa e’ la guerra dove se non sei l’America non vali niente,e anzi,non vieni difeso o confortato nelle ore piu’ buie del tuo giorno.

Allora,io,leggo i tweet impauriti da chi,laggiu’,vede missili piombare dal cielo e corpi straziati irriconoscibili.

E penso,a Vittorio Arrigoni,che nell’ambulanza soccorreva i feriti sotto le bombe e,pur esponendo la bandiera bianca con la croce rossa,veniva preso di mira dai cecchini.

Allora forse dovremmo erudirci su questa tragedia,andare li se e’ possibile e toccare di mano una verita’,e cioe’ quella dell’indifferenza comune di tutti noi verso il popolo palestinese.

Manifestazioni,articoli,social ci dicono che Gaza verra’ colpita poiche’ ci si vuole vendicare di tre corpi uccisi e che,nella morte di molti,troveranno conforto e rispetto?

Ci vuol dire che il palestinese bruciato vivo e’ l’emblema della vendetta contro un vile gesto?

E chi deve pagare?

Chi deve dire addio alla propria famiglia sapendo di essere nel mirino di missili o bombe?

Tu,io,loro?Siamo tutti palestinesi,ma questo non lo sa nessuno.

CAINO E ABELE,VICINI DI CASA.

Una terra ,la Palestina,che verra’ martoriata un’altra volta per vendetta.

La vendetta per l’uccisione di tre israeliani,vittime secondo il governo israeliano,di una  feroce azione dell’estremismo di Hamas che si fa governo in terra occupata e voce della disperazione di migliaia di persone.

I civili che cadranno non avranno scampo,e come ci raccontava Vittorio Arrigoni,vedremo la pulce schiacciata dall’orso cattivo.

E’ sempre stato cosi’,da anni.

Israele detta legge su territori mai riconosciuti ai palestinesi e che,anzi,quotidianamente vengono “rubati” abbattendo case e muri dove si cerca una propria identita’.

Il bambino ucciso o ferito e’ il risultato di cio’ che il terrorismo porta laggiu’,ma perche’ pagare con la vita cio’ che altri fanno seppur appoggiando diritti negati?

Perche’ il civile paga cio’ che il braccio violento dell’ideologia palestinese mette in atto?

I civili,sempre loro li a spartirsi momenti di vita tranquilla con altri in balia della morte.

E allora colpiti,annientati e trucidati cadranno per mano di uno stato che nella forza mette mano alla giustizia.

E noi che facciamo?

Protestiamo,boicottiamo,o ci adeguiamo a un uso della giustizia che anche l’America ha esportato in altri paesi.

Armi chimiche?Attacchiamo.

Possibili campi di reclutamento di terroristi?Attacchiamo.

E allora non c’e’ piu’ pace e dialogo,spazio per dire la verita’.

Israele attacchera’ i territori occupati.

Se ci fosse Arrigoni sentiremmo gia’ lo schiaffo che ci arriva a noi tutti,per essere fermi,immobili e anche vigliacchi al grido di aiuto proveniente dalla Palestina.

 

CIAO VIK,RESTIAMO UMANI !

Vittorio Arrigoni nasceva oggi.

Io l’ho conosciuto dal suo blog,dalla sofferenza che emanava in ogni parola per l’occupazione di Israele in quei territori dove la razza umana e’ trattata come il vile nazista che sa di essere forte perche’ non c’e’ un nemico organizzato.

E la debolezza del nemico,caro Vittorio,e’ stata la tua fede.

Una fede che ti ha portato alla morte ma che ti ha regalato momenti di gioia.

Quei momenti quando vedevi rientrare i pescatori nel porto di Gaza e vedevi in loro il sorriso perche’ la giornata era stata semplicemente normale.

Gia’ la normalita’,caro Vittorio,tu la scrivevi come un diritto negato ad un popolo che nei volti dei bambini sprigionava la vera’ ricerca del futuro,quella voglia che venne spezzata dall’eccidio di Sabra e Shatila oppure in tante incursioni aeree dell’aviazione israeliana nei territori occupati.

Vittorio e’ stato,ma lo e’ ancora,l’emblema della solidarieta’ senza ritorno,quella voglia per alcuni matta di rischiare la propria vita per difendere un ideale concreto fatto di persone in pericolo.

Oggi l’insegnamento tuo e’ quello anche di non cedere dinanzi al potere organizzato,al popolo invasore che nelle sue forze militari annienta diritti e vite.

La Palestina ma anche la SYria argomenti disperati sui tavoli dei grandi ma anche terre che nelle loro complessita’ religiose hanno scavato profonde crisi di coscienza.

Le immagini dei bimbi morti e delle ferite sui loro corpicini,annienta in me la speranza di confronto e spesso mi porta su un binario,illogico,di rabbia contro chi e’ l’artefice di tutto questo.

Il pacifista che esiste dentro me,il senso critico a un massacro,lascia spesso la voglia di rivalsa materiale,fatta di rabbia e azione contro il pugno armato del dittatore.

Forse questo e’ il mio limite,certo.

Tu Vittorio ricordo nei tuoi video la calma che mettevi nel raccontarci il tuo lavoro laggiu’.

Ma anche quando rispondesti a Saviano mentore nei confronti di una realta’ che forse a lui non faceva comodo.

Caro Vittorio oggi nascevi e in noi lasci molto confronto interno.

Un confronto che partendo da dentro ci porta a riflettere sul nostro cammino umano verso la difesa di diritti negati e ingiustizie.

Ha ancora senso essere come te oggi,anche se non coinvolti direttamente in quelle zone.

Ma credimi,conoscendoti,ho imparato l’importanza nel denunciare  e combattere il disprezzo verso la vita umana che dei vigliacchi hanno quotidianamente messo sul piatto della bilancia di molti esseri umani,bambini compresi.

Restiamo umani,ciao VIK.

IO BIMBO E IL “PIGIAMA STRANO”.

Olocausto.Campi di concentramento,deportazioni,camere a gas,morte.

Ero piccolo e pensavo alla sofferenze dei bimbi,ai  loro pigiami strani prima di andare a letto.

Crescendo ho portato dentro di me come la sensazione di una foto in bianco e nero,di una tragica fatalita’ che il mondo non capi’ in tempo.

Le pelli lacerate e scavate per la fame,i corpi ammassati come spazzatura da eliminare,rimangono scolpiti nella mia testa e nella mia testa,oggi,rivedo nella Palestina l’azione vigliacca dell’uomo.

Non so se bastera’ l’olocausto a fermare cio’ che verra’,non credo .

La brutale forza del fucile verso il piu’ debole si ripropone oggi come allora,e come allora ci sono scelte verso una razza,verso un territorio e verso una ideologia,antisemita,che regna sovrana ancora in alcune zone del mondo.

Oggi e’ necessario entrare nei campi profughi palestinesi,liberarli di quel marchio che taluni signori della politica marcano addosso ai bambini e alle donne,ai vecchi e a chi,seppur da lontano come me,ne denunciano sopprusi e ingiustizie.

Serve parlare ancora?

Serve ancora la tavola rotonda per discutere di cio’ che avvenne anni fa’?

E se tutto serve,perche’ allora c’e’ ancora una mano che crea distinzione tra un popolo e l’altro e apre tunnel bui senza uscita verso una pace?

Perche’?

SHARON…POI IL RICORDO E L’ORRORE.

La morte non e’ mai cosa bella,ne’ tantomeno da augurarla a qualcuno.

Oggi muore Ariel Sharon,ex primo ministro israeliano.

Lo leggo su Sky.

Attendo nella mia mente,un filo di unione tra lui e la sua opera politica e….ricordo.

Ricordo il massacro di Sabra e Shatila,orrendo e vigliacco allo stesso tempo.

Eccone una nota,per ricordare nel giorno della sua morte,cio’ che fece Sharon e cio’ che avvenne allora nei campi profughi.

ACCADDE 31 ANNI FA NEI 2 CAMPI RIFUGIATI DI SABRA E SHATILA, ALLA PERIFERIA DI BEIRUT. CIRCA 3.000 CIVILI – TRA CUI DONNE E BAMBINI – FURONO ASSASSINATI FRA IL 16 E IL 18 SETTEMBRE 1982 dalle miilizie cristiano-falangiste libanesi, con la copertura dell’esercito israeliano che aveva invaso il Paese dei Cedri il 6 Giugno sotto la direzione dell’allora ministro della difesa israeliano Ariel Sharon. Dopo l’evacuazione da Beirut dell’Olp e dei guerriglieri agli ordini del presidente Yasser Arafat – prevista dagli accordi di cessate il fuoco mediati dagli Stati uniti – i profughi palestinesi erano rimasti senza alcuna protezione, esposti alle vendette dei loro nemici. La scintilla fu la morte in un attentato del neo presidente libanese, il leader falangista con simpatie fasciste Bashir Gemayel, salito al potere con l’appoggio degli occupanti israeliani. Sharon ripeteva a ogni occasione che duemila «terroristi» palestinesi restavano nascosti nei campi per i rifugiati. Per i falangisti quelle parole furono una sorta di via libera. Il massacro fu attribuito a loro ma senza la complicità dell’esercito israeliano, che circondò i due campi e lasciò entrare e «lavorare» indisturbati i miliziani, la strage non sarebbe potuta avvenire. In molti furono uccisi con asce e pugnali, i corpi seviziati. I feriti finiti in modo orribile mentre il mondo era tenuto all’oscuro di tutto. Si scoprì la strage solo a cose fatte. «Ce lo dissero le mosche» scrisse il giornalista britannico Robert Fisk in un famoso reportage riferendosi agli insetti che assediavano il campo profughi con i corpi delle vittime in putrefazione. Trentuno anni dopo il massacro di Sabra e Shatila resta impunito, nessuno ha pagato. Gli Stati Uniti sono rimasti in silenzio di fronte a un crimine contro l’umanità commesso da loro amici e alleati. La memoria però non muore. Sabra e Shatila non saranno mai dimenticati. ( Articolo di Michele Giorgio – Pubblicato su Il Manifesto.”

Le mosche lo dissero,il mondo seppe dopo.

Una mattanza umana,degna dei tempi dei nazisti,senza gas pero’.

Una caccia all’uomo,ai bambini e alle donne,rendendo giustizia per un atto da vendicare.

A volte nella tomba ti porti i tuoi peccati e il sangue di molte vittime innocenti.

IL PAPA,LA LETTERA E QUELLE BRACCIA APERTE…..

Nella lettera di Papa Francesco a Putin(qui il il link http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#1) c’e’ l’economia e la Siria.

Una supplica per una eguaglianza mondiale nel rispetto delle regole che possano creare una finanza uguale per tutti e una ricerca di dignita’ e assistenza per ogni persona sulla terra.

Non una finanza che si basi solo sulla logica del profitto per pochi,ma una finanza che sia volano per creare lavoro e offrire assistenza sanitaria per tutti.

La lettera a Putin e’ una speranza,posta nelle mani dei leader del g20,ma che spesso ha tradito in passato idee e motivi per cambiamenti.

L’economia globale ha creato disparita’ certo,e nello stesso modo ha messo in evidenza le lobby che circolano in Europa.

Lobby che spesso hanno dimenticato un’esigenza e una richiesta dell’intero mondo:dignita’ per ogni essere umano e risorse da spendere in funzione di una stabilita’ economica per tutti quanti.

La lettera poi scivola sulla Siria,e sull’auspicata volonta’ del pontefice di trovare una soluzione pacifica al problema interno al paese.

Se l’america dice di avere le prove del massacro,dall’altra parte ancora in mano non c’e’ nulla di concreto.

Ipotesi avvalorano anche piste di ribelli,i quali avrebbero potuto anche essere loro gli autori del massacro nei sobborghi di Damasco.

Fatto sta’ che la macchina da guerra e’ in moto,e con essa le preoccupazioni di un mondo intero che vede non solo alla Siria il campo di tragedie imminenti.

Israele,Iran sono li,unite da un filo di odio che aspetta solo il momento per essere consumato bellicamente.

La settimana che verra’ sara’ quella anche del congresso americano,quel congresso che si dovra’ mettere una mano sul petto e decidere se,dopo Libia,Afghanistan anche la Siria andra’ nello scacchiere delle terre conquistate.

Sara’ ma la lettera di Papa Francesco mi fa venire in mente quando,sotto i bombardamenti americani,papa PIO xII benedi’ sul piazzale di Verano le vittime colpite dalle bombe.

Spero solo di non rivedere un papa con le mani allargate a benedirci….

mainhp

 

MA TU HAI PAURA?

Ho scritto tempo fa che la mia generazione non e’ pronta a capire il rischio che corre con la situazione siriana.

Non per colpa sua,certo,poiche’ ha vissuto i conflitti lontano dalla madre patria.

Forse solo con l’era internet si e’ potuta catapultare negli eventi drammatici.

Dal conflitto dei Balcani,sino all’Afghanistan,passando per il terrorismo post 11 settembre fino a cio’ che avviene oggi.

Ma c’e’ anche molta distanza ancora nel comprendere che paesi come Israele,Iran,Syria e Cina,sono mine vaganti in un panorama geopolitico dove vige solo una regola:nazionalismo da difendere.

Ebbene quando Israele dice che e’ scomodo attaccare la sua terra poiche’ potrebbe cio’ portare solo a una azione  di attacco verso l’invasore,e’ pure vero che nelle immagini dei morti asfissiati dai gas nervini,c’e’ una voglia di giustizia da mettere in campo.

Ma la giustizia,quella vera e non architettata a tavolino stile USA,e’ difficile da provare e l’ONU seppur in parte ha confermato alcune cose,difficilmente ci dira’ da che mano e’ stata avviata  la truce crudelta’ verso 1400 persone.

Adesso la mia generazione seguendo questa fase cosi’ delicata,ha un bivio da percorrere:rendersi conto del grande rischio o far finta di niente,sino a quando di pelle sua sapra’ cosa vuol dire avere paura e terrore di morire per mano altrui.

Se i conflitti americani esportati in varie parti del mondo sono stati come dei film visti in tv(per alcuni si intende….),oggi il Mediterraneo infuocato diventa la porta verso un conflitto che potrebbe espandersi a macchia d’olio.

L’Italia rispettera’ le strategie ONU,avendo dalla sua una logica attendista e moderata.

Dall’altra parte,la GB ha perso una logica che era uguale a quella della sorella americana:attaccare per difendere ipotesi di stragi umane…ma non solo.

A questo punto vorrei(vorremmo noi tutti),una prova certa,chiara e leggibile su cio’ che avvenne nella notte in alcuni sobborghi di Damasco.

Siamo nell’era dei satelliti,dei telefonini e dei computer.

Come mai non abbiamo ancora nulla in mano?

Bastano le parole di Kerry per dirci che qualche cosa e’ avvenuta da parte del regime?

Basta questo,come bastarono le parole e i video sull’11 settembre rimasto per molti come il piu’ crudele e vigliacco attacco di uno stato ai suoi cittadini?

Non so,ditemi voi.

Io so solo una cosa:temo,piango per i crimini commessi ai bambini e attendo prove certe su chi ha commesso tutto cio’.

Ultima cosa:i ribelli che hanno anche loro i gas nervini,sono stati messi sul banco degli imputati.

Allora e’ chiaro una cosa:se Assad e’ l’unico colpevole anche i ribelli potrebbero essere copartecipi di un errore o azione mirata per decretare e accusare il regime di atrocita’.

Due possibili piste,una sola certezza:il mondo rischia,e molto…anche la mia generazione.

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BAMBINI DIVERSI,EPPURE UGUALI.

C’e’ mio figlio che gioca con me sul balcone,a pallone.

Si scherza,si ride poi un rombo e il naso all’insu’:e’ un caccia,che vola lontano,e gia’ scompare.

Il calcio al pallone,le risate e la voglia di essere protagonista nella sua vita,essere bimbo,come molti.

Ma essere felici,non fa parte di tutti a questo mondo.

E’ una sostanziale differenza che travolge quasi tutti,molti.

Mio figlio e’ fortunato,la complicita’ con suo padre e sua madre gli regalano una tranquilla crescita,emozioni positive,no incubi.

Ho letto questo articolo tempo fa.

Parla della difficile vita dei bimbi palestinesi nella striscia di GAZA.

Parla di loro che potrebbero essere mio figlio o tuo figlio.

Invece no,sfortunati.

Ecco il link,da leggere anche per capire il dramma di un bimbo nei territori sotto le bombe come anche la Siria.

Gia’ la Siria  e i  morti gasati,fatti fuori perche’ scomodi a qualcuno.

Al regime perche’ figli di terroristi,o ai terroristi stessi per avere il mandato di uccidere il nemico?

link:http://nena-news.globalist.it/Detail_News_Display?ID=82717

Foto fonte NENA NEWS

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