LO SCARICA BARILE TUTTO NOSTRO.

Un sindaco di un paesino del sud decide di chiudere le spiagge per troppo affollamento da parte dei giovani.

Una decisione che va oltre la chiave di svolta del governo che,visto i numeri del contagio,aveva dato il rompete le riga.

Chi sbaglia?

Chi azzarda ipotesi di ripartenza facendo ammucchiate sociali,aprendo alla movida e permettendo mangiate in piazza collettive o chi,per un senso di protezione della comunita’,azzera una decisione che viene dall’alto?

E’ il paradosso italiano,il gran casino tutto nostro che sconfina nei dati giornalieri sbagliati,nelle apparizioni televisive di medici esperti in materia virale che azzardano pronostici da totoscommesse del sabato sera tra amici al bar.

Come muoversi quindi ma,specialmente,chi sentire?

Difficile trattenere le persone che annusano la liberta’ dopo giorni di chiusura,ipotizzando la fine della pandemia e vedendo,nelle regole dettate da sindaci e presidenti di regione,obblighi esagerati al limite del diritto alla vita.

I numeri come al solito diranno chi ha fatto bene e chi no,andando a marcare una linea di responsabilita’ che spesso in Italia si chiama scarica barile.

Attendiamo e speriamo,con l’estate arrivata e la voglia di bagni e sole per tutti.

LE LEGGENDE DEL COV19

Le leggende metropolitane che girano attorno al cov19 sono tante.

Anche i politici,Trump su tutti,hanno messo il cerino nel pagliaio accendendolo sotto accuse rivolte alla Cina in primis e al  laboratorio di Whuam.

Si e’ parlato di lobby del vaccino,di Europa divisa a meta’ con figli e figliocci che devono pagare di piu’ degli altri,del legame Italia Cina con la trattativa della via della seta con tanto di accordi e scambi commerciali non visti di buon occhio dall’America ecc….

Oggi non sappiamo molto di questo virus,o meglio in parte qualcosa e’ venuto fuori,ma non come altre volte dove i ceppi coronavirus avevano origini sicure e percorsi ben delineati nella sua fine epidemica.

Il mistero COV19 continua,e anche i filmati in rete,ultimo Grillo con tanto di mascherina ad anticipare il lockdown nostro…

Quando finira’ tutto sara’ come l’11 settembre americano,fatto di certezze e dubbi,filmati  di cospirazioni e verita’ governatite scandite ai tg.

La fase 2 se andra’ in porto bene,ci lancera’ in una quasi normalita’,una fase dove comunque sia dovremo assaporare la sconfitta di tutti,in primis di chi perdera’ il lavoro .

Poi la medicina ha fatto il suo corso,iniettandoci certezze di alcuni e dubbi di altri circa l’efficacia di una terapia o  no.

Alla data attuale regna la grande confusione,quella risposta ci manca e la nebbia delle facili verita’ ancora e’ lontana.

FASE 2:L’INTELLIGENZA ITALIANA VINCERA’ CONTRO GLI ALTRI PAESI?

Fase 2 :chi sara’ piu’ intelligente vincera’.

Non parlo dei cittadini comuni,ma delle  istituzioni.

La fase 2 sara’ l’anticamera della liberta’,dell’inizio di cio’ che fummo.

I grafici tragici del numero dei ricoveri negli ospedali del nord specialmente,le difficolta’ delle strutture a gestire i pazienti in terapia intensiva,le negligenze delle regioni a trattare il virus per nemico e no per momento passeggero,hanno evidenziato danni strutturali annosi al nostro sistema sanitario.

La fase 1 e’ stata una improvvisazione dettata a volte dall’istinto ti un medico o di un manager,di un infermiere o di un virologo.

Oggi,il governo annunciando il 4 Maggio come inizio della fase 2,deve essere intelligente e sapere di non poter sbagliare.

I dati della riapertura in Germania sono brutti,poiche’ si e’ tornato a quel famoso fattore R che e’ vicino al numero 1.

Dobbiamo credere che il team di esperti coadiuvato da Conte stesso,abbia messo in campo nozioni sia scientifiche che di statistica,di logica dei numeri per regione e di capacita’ di veduta globale.

Se da una parte si continua a discutere se aprire le chiese e’ cosa buona,andare in giro a passeggio in completa liberta’ sia giusto o no,la cosa vera e’ che un paese vicino,la Germania appunto,riaprendo la fase 2 ha sbagliato nei calcoli.

Eppure loro son bravi,sono razionali e precisi meticolosamente.

Il virus non sbaglia i conti,seppur perde in virulenza.

Adesso bisogna essere intelligenti,a discapito di qualche vaffa di un prete o di una comitiva che non si puo’ riunire al bar…

CONTE E IL MOSTRO DIETRO L’ANGOLO…

L’errore di Conte e’ di trattare l’italiano da bambino.

E’ il tipico errore di un genitore che per paura di farlo star male,lo protegge sempre.

Non si fida e allora decide anche togliendo l’aspetto piu’ pratico e usuale di un essere umano ,e cioe’ lo spazio vitale.

L’errore di Conte e ‘ che andando in tv crede di crederci anche lui,non sapendo che la verita’ la si legge negli occhi.

Credo che il fattore R0 che difficilmente arrivera’ presto tra noi,sarebbe stato opportuno seguirlo e farlo seguire dagli italiani.

Spiegare a tutti che lui,e solo lui,puo’ decidere il da farsi.

Il fatto della fase 2,peraltro gia’ messa in atto da molti andando a casa dei genitori dicendo di fare assistenza o per portare la spesa,e’ un’attesa angosciante figlia dell’ansia da prestazione dei primi giorni delle sue uscite in tv.

Seppur dotato di ottimi consiglieri,si e’ fatto abbindolare da molti che davano per semplice influenza quello che poi e’ divenuto il serial killer del secolo attuale.

Mi sarei aspettato la verita’ subito.Magari  avremmo capito dall’inizio le difficolta’ e le negazioni dettate dal momento tragico senza farci illudere,come bambini appunto,da un genitore che ride e ci incoraggia sapendo che il mostro e’ dietro l’angolo.

IL VIZIETTO ITALIANO….

Il distanziamento in spiaggia,il tuffo abituale con gli amici,il sole cocente e il caffe freddo al bar.

Sembrerebbe difficile poterlo fare questa estate e se lo si fara’ sara’ solo per pochi forse.

L’emergenza cov19 mettera’ a dura prova una santa democratica abitudine italiana di andare  in spiagge libero o private.

Toglierci quel piacere di un tuffo rilassante sara’ un’altra quarantena lunga,difficile e preoccupante per i bambini specialmente.

L’abitudine di convivere con il virus magari e’ facile da attuarsi non dovendo rinunciare a luoghi e spazi tipici di un popolo,il nostro appunto,ma abituato a muoversi comunque sia verso spiagge e oasi balneari.

E’ un poco come il calcio,una malattia nostrana imprescindibile da ogni cosa,o quasi,da vedere a tutti i costi in tv o allo stadio.

Sara’ capace l’italiano a rinunciare al suo bagno estivo?

Avra’ modo di andarci magari a giorni e orari alterni?

 

LA RESISTENZA OGGI:LA FACCIAMO ANCHE NOI,SEMPRE.

Cosa vuol dire resistenza oggi?

Quale nemico da cacciare e quale futuro aspettarsi dopo?

Partiamo dal primo punto,e cioe’ il termine resistenza oggi.

Ebbene tralasciando lo storico momento in cui l’Italia combatte’  contro il nazismo,lo caccio’ grazie agli alleati e ai partigiani,andando poi a scegliere tra monarchia e repubblica,questo termine a livello politico rimane un elemento centrale nel dibattito italiano ancora oggi.

Da una parte lo spettro del fascismo ancora vivo e pericoloso,pronto a rinascere sempre e occupare spazi vuoti lasciati dalla politica attuale incoerente e discontinua.

Dall’altra resistenza democratica verso tutto cio’ che e’ liberta’,privazione del diritto di essere,pensare e agire.

La resistenza,seppur non messa in atto con la forza,la guerriglia citta’ per citta’,oggi la si pone come concetto stesso di difesa del debole,della democrazia che spesso non e’ uguale per tutti e,purtroppo,verso istituzioni anche religiose non proprio ligie alle regole.

Evocare il termine resistere verso qualcosa credo che al tempo d’oggi sia quotidiana virtu’,messa in atto da tutti e verso nemici piu’ ampi del fascismo stesso.

Se il diritto alla legalita’ sconfina nell’opposto,cioe’ illegalita’,se la propria idea di essere,penso ai gay ,e’ fastidiosa per alcuni allora resistere oggi serve.

Usare il senso civico contro chi non lo usa affatto,tipo chi con i cani sporca i marciapiedi ad esempio,e’ resistenza.

Anche la politica stessa va combattuta poiché molte volte agisce contro i diritti,contro le speranze della popolazione di essere degnamente rappresentati da chi siede ai banchi del Parlamento o Senato.

Scindo quindi il concetto storico legato al termine resistenza  e lo ampio in piu’vaste vedute quotidiane,tipico di chi osserva la quotidianita’.

Anche in quarantena dire resistenza rimanendo a casa e’ uno sbaglio poiché la resistenza va contro chi ti vuol male,ti domina,sbaglia verso le regole e i diritti.

Resistere a casa,salvandosi dal virus non e’ resistenza,ma azione logica dettata da informazioni mediche a proprio vantaggio,nonostante gli errori di informazione fatte dal governo all’inizio della pandemia in Italia…

Il futuro  non e’ chiaro,o speranzoso,come lo fu’ nel periodo partigiano.

Forse qui e’ da inquadrare un arco temporale piu’ lungo,dettato dal dna di un paese,dal suo senso civico a capire e cambiare in meglio,e dalla volontà politica di accompagnare un popolo verso un diritto ad avere  diritti giusti e uguali per tutti.

 

RITORNO AL FASCISMO?NON CREDO MA…

Il sindaco di Parma,Pizzarotti,cosi’ si esprime in merito alla ricorrenza imminente del 25 Aprile sugli organi di stampa online.

 

C’è assolutamente il pericolo di un ritorno del fascismo: è evidente che il salvinismo ha sdoganato il fatto che si possa dire tutto e il contrario di tutto legato ai temi del razzismo, a un certo tipo di violenza verbale che negli animi, soprattutto quelli più deboli psicologicamente, lascia passare il concetto che abbiamo il diritto di dire cose che prima magari si dicevano solo nei circoli o dentro le sedi di CasaPound

Vi e’ nella storicita’ della lega una pseudo forma di aggregazione alle tematiche fasciste,legate ampiamente al richiamo nazionalista della terra solo agli italiani,alla difesa della razza italica e al richiamo,evidente,al concetto di territorio da difendere dallo straniero.

Pizzarotti mette in evidenza il tema della facile liberta’ di espressione,dettata dalla metodica dei social  e delle news in tempo reale.

Seppur la lega all’inizio nella famosa Padania difendeva  i propri confini eregendo muri invalicabili idealmente e non di fatto,con il tempo e il crescere della popolarita’ di Salvini,ha allargato la teoria della coesione nazionale intera in contrasto di cio’ che diceva prima.

Non piu’ un territorio del nord da mostrare al mondo separato dal resto dell’Europa,ma adesso una nazione intera da innalzare sul trono della onesta’ e liberta’ di azione.

Il terrone serve oggi,eccome.

In passato il napoletano con il colera,il siciliano mafioso o il pugliese cammorrista,oggi sono persone che servono a Salvini per cercare di sconfiggere Roma ladrona.

Il camaleontico cambio di passo nacque nel momento in cui Bossi si mise da parte e Salvini capi’ che l’italiano era stanco del partito comunista,e oggi anche dei 5 stelle.

Il calo dei consensi raggiunto adesso dalla lega e’ dovuto dal comportamento scorretto avuto dal leader padano nella coalizione che doveva portarci fuori dai guai,l’ennesimo tentativo di stare assieme per il bene del paese.

Salvini,come Berlusconi ad esempio,e’ egocentrico .

Difficile dargli colpe,visto lo spazio vuoto lasciato dopo la dipartita politica di Bossi.

Tornando al filo di unione tra lega e il fascimo,non sarei preoccupato di uno spazio politico della lega stessa  nel panorama italiano.

Lo sono di piu’ nella realta’ di certi gruppi di estrema destra,nelle espressioni sessiste e razziste di alcuni pseudo giornalisti come Feltri ad esempio.

Il 25 aprile e’ una vittoria del popolo italiano,tutto.

Se La Russa ha cercato di cambiare il dna della festa della Liberazione,bene si e’ sbagliato poiche ‘ esso e’ presente in noi italiani che lo difenderemo fino alla fine.

 

FELTRI,IL MES E TRUMP CHE SPESSO CI AZZECCA….

Che Feltri dica che il sud lavori poco e il nord di piu’,che la lega dica che il MES e’ cosa ingiusta, che Burioni  oggi sia cambiato rispetto a due mesi fa,e’ cosa che tutti hanno letto.

E appunto perche’ e’ alla luce di tutti,diventa un mantra ripetitivo che invoglia a piccole considerazioni.

Su Feltri,che ho pure seguito negli anni e che mi e’ stato anche simpatico,noto la caduta di stile alcune volte,quella esasperata voglia di apparire grazie alle boutade quotidiana.

Faccio davvero fatica ad avere un faro nella nebbia oggi,un giornalista che mi dia garanzie di verita’ e salti quel cattivo costume che vige oggi di farsi notare per aggressivita’.

L’altra sera notavo su  la7 l’antagonismo  crudele tra Telese e Sallusti,una forma di invidia per l’altro che sfociava in battute al vetriolo che facevano spazientire il conduttore in studio e forse anche noi.

Insomma non mi meraviglia piu’ lo sguardo feroce di Ferrara e il vociare in diretta parole scurrili in faccia al nemico di turno,ma  mi meraviglio dell’etica professionale che si infrange dietro alle cineprese per apparire nell’era della condivisione mediatica via internet specialmente.

Il vero uomo,il giornalista serio,pacato,educato.Il faro da seguire appunto.

Sulla questione MES, da neofita di economia credo che se i soldi venissero usati per l’emergenza sanitaria legata al cov19 senza obblighi enormi da pagarecome  dazio all’Europa poi,non sarebbe  male.

Diverso sarebbe il discorso se uno stato ricco tipo Germania andasse in difficolta’ e chiedesse anche lei aiuti economici non potendo piu’ elargire propri suoi fondi alla causa comune.

Si riverserebbero sui paesi piccoli quest’ultimi e potrebbero creare perdite economiche alte.

Insomma tutto da vedere il 23 aprile con il consiglio europeo.

Concludo con il tasto virologi.

Ho ascoltato molto,seguito,approfondito e devo dire che l’ultimo video del premio nobel Luc Montagnier mi ha dato la sensazione che sotto sotto ci sia la mano umana,atta a destabilizzare un cammino naturale del virus corona.

Se cio’ fosse confermato,avremmo davanti a noi scenari tragici.

Pensate a un’accusa alla Cina,ad esempio,da parte della comunita’ scientifica o ancor peggio una prova contro uno stato che meditava di colpire un altro per vendetta.

Trump esagera a volte,altre ci azzecca spesso….

L’IDEALISTA AL TEMPO DEL COV19

L’idealista e’ sempre poco pratico.

Magari sconfina nell’ottimismo,ma poi si perde dietro gli eventi insormontabili o annose questioni burocratiche.

Quando da ragazzino sventolavo la bandiera bianca immacolata che aveva il significato di niente fazioni politiche,niente concetti indotti da teoremi partitici o in segno di liberta’ dalle costrizioni di massa,seguivo la logica del vedere tutto positivamente e,anzi,mi infuriavo con chi non lo facesse.

Al tempo del Live Aid di Gendolf e company,carpivo le motivazioni della musica,delle star e in loro mi rifugiavo sognando che potessero veramente salvare il mondo e la fame.

Sbagliavo…

 

L’idealista al tempo del coronavirus lo ritrovo nei balconi con le bandiere e la musica sparata a palle,con i cori da stadio e i brindisi a distanza,con gli hastag lanciati in rete e le dirette via social piene di speranza e belle parole.

Quando lessi di Bergamo,dei loro morti e delle bare portate via dall’esercito in un macabro rito in coda dei camion,capii che gli idealisti del cov19 aveva perso e,anche,fatta una brutta e ignobile figura.

I numeri di quei giorni,ma specialmente il dolore della Lombardia e dei cari senza un saluto,l’ultimo da parte dei figli,aveva scoperchiato un enorme masso messo dinanzi alla superficialita’ di molti,di quelli che pensavano che con le loro tribali apparizioni nei balconi,potessero scacciare via il virus.

L’idealista perde oggi,piu’ che mai anche dinanzi alle tristi storie di negligenza delle case di riposo,delle false notizie messe in giro per tenerci buoni.

La crudelta’ della certezza data dai medici,ma aggiungo dagli infermieri e il loro volto sfatto dalla stanchezza e dalle piaghe causate dalle ore  e ore di pressione delle mascherine sui loro volti sono la risposta alla nullita’ della speranza di uscirne fuori con canti e cori inutili.

Si e’ detto che si facevano per resistere alla noia,allo scandire delle ore lente che annoiavano noi tutti e che ci deprimevano dentro le quattro mura che erano prigione e non sicurezza per molti.  Sbagliavano,perche’ eravamo fortunati a stare vivi in quattro mura   appunto!

L’idealista senza logica vaga ancora in rete e cerca spiegazioni nelle fake news,aggrappandosi alle speranze che tutto sia cosi’ facile da risolvere e difficile da non fare.

La realta’ che ci dice la vera stampa,lo scoop dei giornalisti di provincia che per primi contarono i morti e che per primi ebbero i dubbi sulla malata sanita’ nostra,sono i veri eroi da seguire,quelli che dovevano mettere a tacere le esuberanze infantili di molti e far capire,a loro,la drammaticita’ del momento.

E invece vince il numero alto  dell’ottimismo  che regna sovrana in noi.

Basti pensare a cio’ che si e’ visto a Palermo,sui tetti,o nei litorali presi di mira da alcuni in tempo di restrizioni della liberta’ .

L’idealista oggi mi fa pensare a un immaturo,che scavalca i problemi e si lascia coinvolgere da una positiva sensazione di vittoria senza morti sull’asfalto….

IL BERGAMASCO E L’EX ILVA:AFFINITA’?

Prendo spunto da un pezzo dell’articolo di Francesca Nava,pubblicato  il 17 Marzo sul portale online TPI.it

 

“Creare subito una zona rossa tra Alzano Lombardo e Nembro avrebbe significato bloccare quasi quattromila lavoratori, 376 aziende, con un fatturato da 700 milioni l’anno.
“Un danno incalcolabile per il nostro territorio, un enorme dramma per il nostro tessuto economico”, diceva il sindaco Bertocchi due settimane fa quando, invocando la zona rossa, chiedeva comunque ambiguamente di mantenere la circolazione delle merci.

Quindi bisognava andare avanti,produrre e far in modo che le aziende non interferissero con le precauzioni attivate in altre zone come Codogno.

Arriviamo a oggi,a Taranto per precisione.

Ieri un terzo operaio di Arcelormittal e’ stato ricoverato all’ospedale Moscati con sintomi attribuibili al cov19.

Il prefetto Martino ha confermato che lo stabilimento puo’  ancora produrre,vendere e far lavorare i 5.500 operai all’interno della fabbrica .

Il sindaco Melucci ,pur confermando la paura dell’intera citta’ a non far diventare l’ex Ilva un lazzaretto stile Codogno,rimarca la necessita’ anche da parte della regione Puglia e con essa il presidente Emiliano,di reagire vivamente verso il governo Conte  affinche’ si possa evitare una confluenza di lavoratori a contatto tra di loro ed eventuali rischi pandemici.

Dalla mia rimarco la semplice e annosa questione legata a un dato di fatto,e cioe’ quello dell’impossibilita’ di fermare la fabbrica anche con decreti giuridici(vedi il caso del p.m.  Todisco…)e la poca volonta’ del governo a chiudere una fabbrica che annovera tra i suoi risultati quello di sfornare oltre all’acciaio anche diossina e veleni.

I dati inequivocabili della mortalita’ infantile a causa della diossina,la percentuale di mesoteliomi e patologie connesse all’inquinamento,fa si che quella fabbrica,con o senza cov19,andrebbe fermata.

L’esigenze economiche dell’Italia,la produzione industriale e il rischio di infezione tra la popolazione evidentemente non bastano.

La patata bollente Ilva e’ troppo grande per essere risolta.

Taranto e i tarantini non meritano di morire due volte,non devono essere persone con il marchio di un genocidio nel proprio dna e,anzi al contrario,dovrebbero essere loro i primi attori di una rinasciata sociale ed economica con altertnative  diverse dall’acciaio.

lA LEZIONE BERGAMASCA  non e’ servita a nulla e spero solo che il caso Codogno non affianchi un caso Taranto.