IL FATTORE SCONOSCIUTO E LA PARANOIA DI CONTE.

Ieri ho visto sul sito del Il Fatto Quotidiano,le immagini di una casa di riposo dove alcuni anziani,ormai allo stremo e senza ossigeno,attendevano la morte.

Una sanita’ negata,a loro,una possibile e flebile attesa di aria per sperare di salvarsi in barba alle mancanze di materiale di necessita’ per loro stessi e per chi li accudisce.

Oggi ho visto le bare a New York,sull’isola di Hart Island,dove vengono seppelliti i poveretti ai margini della societa’ americana.

La pieta’ umana,l’ultimo saluto ai cari non dato anche da noi in Italia,i cellulari che fanno da abbraccio verso  figli o nipoti lontani,sono ferite laceranti,sconfitte globali contro un virus che non ha guardato in faccia a nessuno.

Le rassicurazioni del premier Conte,ormai sentenziate con cadenza quasi regolare,ci mettono ansia piu’ che tranquillita’.

Si aggiunge anche la diaspora tra maggioranza e opposizione,tra chi rinnega ruoli istituzionali anche nelle scelte sbagliate del passato,andando a incrementare una logica di pensiero che fa si che la politica,quella che vorremmo,non esistera’ mai.

In una democrazia regolata dai decreti che limitano le nostre azioni giornaliere,alcuni parlano di regime democratico,di repressione globale insensata,dove chi comanda si erge a dittatore per salvare il salvabile.

Aggiungo che ,supportate da teorie mediche,da analisi scientifiche e logiche di numeri,non mi pare esagerato il tutto,anzi ipotizzo che un domani si possa dire anche che l’Italia sia riuscita a contenere molto pur sbagliando.

I numeri degli errori di valutazione,saranno il piatto degli opinionisti della storia che ci diranno se ,questo tempo maledetto che stiamo vivendo,e’ figlio di un suicidio totale della prevenzione non fatta ai primi sentori di pericolo cinese,oppure e’ solo figlio di una maledetta pandemia che ha preso noi,primi in Europa,senza aver copiato da altri misure idonee a marginare il fenomeno cov19.

Concludo aggiungendo che se non ci fosse Conte o altri,non sarebbe cambiato nulla poiché la risoluzione a un fattore piu’ grande delle conoscenze mediche attuali avrebbe prevalso comunque sia.

 

CAPIRE L’ESSERE ITALIANO,CAPIRE IL VERO SENSO NELL’ORRORE.

La crisi di fiducia per l’economia nostra e quella di altri paesi come Francia e Spagna,mette in discussione l’Europa e ci regala una considerazione.

Conviene fingere ancora a essere fratelli comuni sotto una bandiera europea quando di nascosto ci si manda a quel paese dopo ogni riunione a Bruxelles ?

Il coronavirus ha azzerato il concetto di aiuto reale,sostanzioso,dato per pura umanita’.

I tempi dei conti da ripagare con debito pubblico sotto forma di eurobond,suonano strano a quei paesi,Olanda e Germania in primis,che hanno dalla loro una forte economia interna.

Ma questo e’ discorso tecnico.

La faccia di Conte e le sue dichiarazioni alla stampa tedesca,hanno sancito un possibile strappo nel gruppo da parte nostra.

Uscire dall’Europa stronza,aggiungo,potrebbe essere una soluzione difficile e fattibile,atta a rimarcare un nostro dna dignitoso, comunque sia, che azzeri la strafottenza solo per una economia buona da parte di alcuni.

Uscire per essere,per ricominciare a sentirsi italiani e nazionalisti,essere capaci di proporre una logica ermetica  e, oserei dire , leccarci le ferite da soli.

Il messaggio di incoraggiamento che abbiamo avuto nel momento della chiusura del nostro paese,le bare di Bergamo,le facce degli infermieri logorate dalle mascherine,sono ROBA NOSTRA,italiana vera e deprimente allo stesso tempo.

Il dolore nelle immagini del Pio ALbergo Trivulzio,i corpi nascosti sotto le lenzuola,le menzogne dette e nascoste,la fuga dal nord per arrivare al sud,e’ roba nostra,maledettamente nostra.

L’Italia col dna sbagliato,sporco,il paese mal gestito ma che comunque vive di responsabilita’ e fanculo a chi diceva di tacere,e’ roba nostra.

Adesso rimane il tempo del perche’,come lo fu’ ai tempi di mani pulite.

Nomi,errori,orrori e voci perse in casa ,da soli a chiedere aiuto perché dimenticati da un sistema che non poteva salvare tutti,e’ roba nostra.

All’Europa dico o direi di capire il sangue nostro,i dolori nostri e la nostra dignita’ nell’alzarci la mattina e andare a lavorare nei posti a rischio perché siamo anche responsabili e onesti verso l’altro.

 

L’ERRORE DI ESSERNE FUORI.

Si sta commettendo un errore grande,e cioe’ quello di sentire i numeri del contagio.

Si annusa l’odore del bel tempo,dello scampato pericolo dopo una pioggia forte.

Si crede di essere passati a un momento migliore,abbandonando la sensazione di avere il virus attorno a noi e,quindi,paralizzati nelle nostre quotidiane azioni.

Si sbaglia a dire e pensare che il sacrificio di molti,la loro perdita e le restrizioni,siano bastate per uscire,scomparire in quel tunnel lungo dove finalmente vedi la luce.

La fase 2,a detta degli esperti,sara’ la pratica da mettere in azione per molto tempo,quella liberta’ vigilata dalla mascherina del volto e il timore,assopito,che il cov19 sia ancora in giro.

L’errore politico,il governo allo sbando,i dati forse falsati o inesatti,il Pio Albergo Trivulzio,i vecchi soli a morire in casa,mi paralizzano anche se potro’ uscire,mi annientano l’idea della mia normalita’ nel vivere il giorno.

La parola fine di un incubo,la fase finale di un terrore pandemico mai visto,e’ ancora lontana.

Quando vidi il papa solo a San Pietro,pensai che eravamo alla fine di una speranza terrena legata alla medicina e che quindi bisognava affidarsi a Dio e alla fede.

Pensai che forse lui,Dio,ci avrebbe accompagnati verso un finale uguale per tutti,dove il ricco o il povero,sarebbero stati riuniti assieme a un destino incerto.

Le raccomandazioni degli esperti,i farmaci sperimentali,gli infermieri con la pelle lacerata dalle mascherine,i dottori in prima linea a morire di virus,sono cio’ che mi passa in mente,il risultato anche mediatico di errori e negligenze tutte italiane.

Il volte di Conte,le sue apparizioni televisive degne di una interruzione del tg per un fatto tragico avvenuto,mi hanno detto che la vera ragione di noi comuni mortali e’ credere in noi stessi,alle nostre forze interiori e alla nostra storia personale.

La fine del tunnel cov19,forse la stiamo assaporando.

Avremo molte ferite dentro,molti morti da ricordare e molti politici da bestiemmiare.

IL DOPO COV19 SARA’ DISASTROSO PER LA POLITICA.

La sensazione e’ che ci sara’ molto da discutere quando finira’ il problema cov19.

L’aria che tira e’ quella delle pecche nella politica nostrana e di falle enormi in tema di prevenzione per l’incolumita’ nazionale.

L’inchiesta apparsa oggi sul Corriere della Sera,la dice lunga su cio’ che e’ stato nascosto e su cio’ che non si e’ fatto addietro,specialmente nel bergamasco.

La scusa del non saper nulla del rischio cov 19 e di non aver abbastanza data base per rispondere a questo dannato killer,non sembrerebbe bastare.

Ci potrebbero essere interessi economici da non fermare e decisioni non prese per non creare panico generale.

L’Italia ora ferita annaspa nel suo terribile momento.

Si respira un poco meglio ma si sa che,passata la bufera,usciranno fuori carte e telefonate magari a scuotere un popolo preso alla sprovvista ma dato in mano a politici che ,per molti,hanno taciuto e sbagliato.

 

IL DNA ITALIANO NON AIUTA.


Molti si domandano come saremo dopo il momento triste della pandemia mondiale.

Molti pensano che riappropiandoci della liberta’ svilupperemo un buonismo diffuso verso tutti e tutto,dovuto alla reclusione della quarantena.

Cambiare in meglio dopo un dramma mondiale,spesso puo’ essere una logica conseguenza che deve essere accompagnata pero’ da decisioni comuni mondiali sia sul piano economico,sociale e di sicurezza.

Cosa ci dice questo momento a livello personale,dalla parte del cittadino comune ?

L’egoismo dimostrato dall’europa politica,le difficolta’ decisionali del primo momento dei nostri politici,le notizie fake dei tg e le direttive sbagliate dei vari presidenti di regione,hanno creato in noi speranza,timore,ansia e confusione.

Un disturbo associativo legato alle migliaia di news lette quotidianamente sui nostri pc o cellulari,un turbine di speranze legate al nuovo farmaco e dalle delusioni dettate dai numeri sempre alti di morti e contagiati.

Insomma l’equilibrio della certezza non e’ esistito e anche adesso,con il virus ancora in giro,fatichiamo a capire e sapere come muoverci.

Sui dati taciuti e sull’allarmismo sedato da piccole verita’,attualmente ricerchiamo piu’ pace dai grafici dati sui social da studiosi home o da sprazzi di news legate a scoperte dell’ultim’ora.

Confusione insomma-

Anche sulla data del possibile down del contagio regione per regione,il governo rimanda per tenerci buoni a casa il piu’ tempo possibile.

Io ho visto solo Conte metterci la faccia,sbagliando e ammettendo con le sue lacrime trattenute la vera difficolta’ del paese e del mondo stesso,e cioe’ quella di non sapere ancora nulla di certo.

La verita’ detta brutalmente,specialmente in un paese come il nostro non ligio alle regole su restrizioni momentanee,puo’ arrecare fastidio e nel fastidio si commette l’azione liberatoria dell’essere in giro mettendo a rischio il prossimo.

L’Italia uscira’ prima o poi fuori da questo incubo certo,ma avra’ un corpo martoriato dalla lotta contro il virus e il suo dna che spesso non aiuta nei momenti critici.

IL MARTIRE DIMENTICATO TRA BREVE.

Ho letto questo articolo su IL TIMONE,un mensile di apologetica.

Qui il link  http://www.iltimone.org/news-timone/muore-un-cristiano/

Ho fatto delle considerazioni dopo e, nell’era del cov19, mi son detto che passando dai sacerdoti,ai medici e agli infermieri e continuando aggiungo io al comun mortale che lavora in luoghi esposti al virus,il martire per il lavoro risulta adesso estasiato e poi sara’ dimenticato.

Il medico che rischia,e lo fa ogni giorno con o senza virus,deve essere ricordato sempre,cosi’ come l’infermiere che senza attrezzi del mestiere,annaspa nelle torbide acque di una sanita’ lurida prosciugata dalle mazzette degli appalti o dai favoritismi a scapito della mericrotazia…

L’eroismo attuale,seppur dettato da un’etica professionale,ricorda le differenze remunerative tra chi cazzeggia sui banchi di Montecitorio e chi,invece,rischia in prima linea.

Sara’ qualunquismo,certo,ma dimenticarlo o peggio non ammetterlo sarebbe porre una guancia a favore di chi non capisce la capacita’ del darsi all’altro senza premi.

Sarebbe aggiungersi alla schiera del popolino che si accontenta del poco che ha e lascia ai politici l’arduo compito di decidere per noi fregandoci quotidianamente e regalandoci inutili speranze che hanno anni o secoli alle spalle.

Grazie ai medici,agli infermieri,a chi rischia quotidianamente e spero che quando finira’ tutto,ci sia tempo ancora per capire la logica degli errori commessi all’inizio della pandemia e chi,politicamente parlando,cadra’ dalla sua poltrona.

HO MESSO IN CONTO ANCHE DI MORIRE.

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Due considerazioni.

La prima riguarda il papa Francesco e la sua benedizione fatta in diretta tv da San Pietro.

Quando Coppi nel 1949 vinse la tappa  Cuneo -Pinerolo,il radiocronista Ferreti vedendo in diretta la fuga del ciclista italiano esclamo’:  ” un uomo solo al comando”,  per rimarcare l’impresa titanica del ciclista azzurro.

Un uomo solo mi e’ parso Francesco,al comando di un destino incerto che solo Dio sa.

Un destino affidato al crocifisso in piazza San Pietro e alla beatitudine della Madonna.

Si il papa era in quel momento un uomo solo al comando,intesta a un gruppo di miliardi di fedeli e in attesa di una meta che possa arrivare subito e che possa dire “TRAGUARDO” e fine di un incubo per l’umanita’.

Seconda considerazione.

Ho paura  di morire,lo devo mettere in conto anch’io come tutti forse.

IL COV 2019 e’ una brutta bestia,dannatamente ostile e invadente.

Seppur senza patologie,lo devo mettere a conto questa evenienza.

Direte ma perché,pessimista…..

Ci penso nel momento in cui vedo il menefreghismo di molte persone nell’uscir da casa ancora e senza precauzioni.

Lo devo mettere in conto poiché vado al lavoro e non rimango sempre in casa.

Lo temo poiché i giovani sono a rischio anche loro,seppur all’inizio questa evenienza fu smentita dal governo,assieme ad altre bugie….

Un uomo solo al comando,un pensiero che mi affligge e la speranza di tutti che tutto finisca molto presto.

 

 

LA GIACCA STRETTA DI CONTE

Sui tempi e i modi del premier Conte si e’ detto molto.

Criticato per le sue conferenze stampa allarmistiche e decise,criticato per le decisioni ristrettive del suo governo,lui,Giuseppe,e’ l’unico che comunque sia ci mette la faccia dinanzi agli italiani.

Conte e’ il politico con la giacca stretta e i gomiti bucati che pero’ e’ quasi elegante.

Si una eleganza incompleta,non di stile impeccabile.

Come quando si vuol far colpo su una ragazza e si rispolvera il completo piu’ bello ma usurato.

L’Italia e’ cosi attualmente,un paese lacero che pero’ vuol farsi bello istituzionalmente dinanzi ai suoi concittadini e al resto del mondo.

La lezione politica  a mio parere sara’ quella dell’orgoglioda mettere in campo  di ogni nazione,quello scatto di reni che servira’ a rimettere in moto credibilita’ e arguzia nazionale.

Se l’Europa e’ finita da un po’,oggi il coronavirus ci permette di pensare ognuno come nazione a se stessa,rileggendo con i numeri dei morti purtroppo quello che non si e’ fatto e che,anzi,si sarebbe dovuto fare in passato.

Conte non so se rimarra’ alla fine come l’ultimo comandante della nave Italia,ma certamente ne esce bene seppur ferito.

Adesso mi aspetto altri politici mondiali che metteranno la faccia e faranno emergere i loro peccati decisionali mai messi in atto per il bene delle loro comunita ‘.

LA CHIESA NON CI DEVE NULLA,SOLO PREGHIERE.

Molte persone oggi criticano la chiesa,il Vaticano .

Mi affido alle loro preghiere io personalmente,e basta.

Si perché la parte la deve fare lo stato,i politici e le loro promesse prima della pandemia.

La chiesa non ci ha promesso niente,nulla se non la speranza di vedere Dio ,forse…

La politica ha promesso l’inverosimile,la speranza del futuro migliore dicendoci che loro sono in grado di farlo.

Hanno detto i politici,prima del coronavirus,che l’Europa sgomita tra gli stati membri e che ognuno deve fare la sua parte,democraticamente.

Invece  le mascherine  negate all’Italia e’ lo specchio del menefreghismo piu’ totale e becero dell’essere Europa oggi.

La chiesa non ci deve nulla,tranne preghiere.

SCRIVO E SPERO….

Alla fine ne usciremo.Come non si sa ,ma certamente gridando al vento la nostra gioia.

Si faremo cosi’,perche’ mai come adesso abbiamo rischiato di farci male tutti.

Abbiamo perso molta gente per strada e molti hanno subito un trauma psicologico dal virus.

Molti hanno avuto paura di morire e molti hanno detto che avevano ragione a sottovalutarlo perche’ non son caduti.

La politica mi e’ sembrata confusa,inerme dinanzi a qualcosa di piu’ grande di essa.

L’Italia si e’ unita nelle sue spoglie cercando e sperando di apparire forte.

Adesso si annaspa dietro respiri corti,sofferti ma poi tutto passera’ e diremo che l’abbiam scampata.