GENERAZIONE HOLLANDE:IL POLITICO AI GIORNI NOSTRI?

 Lo scandalo che attanaglia la Francia di Hollande mi sembra poca roba dinanzi alle orge che hanno fatto i nostri politici(in primis Berlusconi).

La famosa regola che accompagna uomo politico e bella donna,si fermerebbe se avessimo dinanzi a noi regole comuni tra chi ha una vita serena in famiglia e quella invece impegnata dei politici.

Ma come la divisa(chissa’ perche’ poi…),il politico di peso richiama fanciulle disponibili e come di incanto,seppur bruttino,vive momenti spensierati con la bella di turno.

Lo fu per Kennedy e Marilyn e i segreti che ancora oggi girano attorno alla sua morte,ma lo si puo’ anche dire di Berlusconi che della bellezza femminile ne ha fatto un concetto personale che offende molte donne.

Hollande rischia di fare la fine del solito uomo ingordo del sesso e poco attento alla forma che deve dare alla sua figura di condottiero di una nazione.

L’istituzione che ha i suoi lati fragili,come anche rubare e stipulare accordi per fini personali.

Allora,forse,sarebbe meglio farsi i “fatti propri” e pensare che,anche un politico in fondo,ha le stesse debolezze dell’essere umano(non per tutti pero’).

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L’AMICO MI FA’ : ……

Lo scandalo datagate in america,ha cancellato un concetto:io ti proteggo in cambio di sudditanza a noi,popolo americano.

Ebbene l’Europa spiata perde un filo logico,quello dello scudo americano difensivo,e si avvia verso un futuro fatto di una logica,sospetta e attenta,verso un paese,l’America appunto,che fino a poco tempo fa era visto,dai potenti europei,amico di cui fidarsi.

Cade un pilastro che nel passato ha reso il movimento pacifista attento critico verso un paese che nell’aggressione e occupazione di territori,ha fatto il pensiero politico estero da esportare ovunque.

Oggi ci si ritrova con la crisi economica e i problemi sociali accentuati da un egoismo,chissa’ sino a quando,che mette a dura prova la comune gente e spinge molti filosofi a pensare che,il concetto di centralita’ nell’azione umana,possa invece tramutarsi in programma per pochi eletti.

Chiaramente gli eletti sono le grandi realta’ industriali,le lobby mondiali e i politici stessi.

Ma cosa puo’ cambiare questa condizione,retta da leggi ad personam e false idee di democrazia,quando invece,come da noi in Italia,ci si ritrova chiusi in un circolo vizioso fatto di ingarbugliate norme giuridiche e leggi elettorali vecchie e decrepite?

L’amico mio,l’altro giorno,mi scioccava dicendo una frase:ci vorrebbe un’azione forte,drammatica come fu’ l’assassinio di Kennedy..

Io,scosso da tale risposta,ho cercato di capire il senso logico,il paragone e poi,dopo un po’,gli ho detto:ma cosa cambio’ in America dopo l’attentato a Kennedy?

Lui,sorpreso dalla mia attenzione alla sua risposta mi fa:beh li’ almeno si capi’ con certezza che l’America aveva nemici interni e il concetto di democrazia e lealta’ venne’ difeso con fierezza sino ai giorni nostri.D’altronde,continua l’amico mio,quando parliamo di liberta’ e giustizia,non seguiamo l’esempio della nazione a stelle e strisce?

Insomma,secondo lui,l’evento drammatico potrebbe essere la chiave della presa di coscienza  del popolo italiano,quel punto di non ritorno per scalpitare verso un’azione di massa,concentrata sul protagonismo non piu’ dei politici,colpevoli,ma della gente.

Una specie di caduta di un muro,come quello di Berlino,che fece finire dittature razziste e divisioni interne.

Allora oggi,pensando alla discussione con il mio amico,mi domando:ma cosa potrebbe accadere?

Cosa potrebbe far finire una lenta agonia della politica mirata a colpire la gente?

L’Italia del resto nel passato ha avuto momenti tragici,certo.

Offuscamenti e depistaggi,ordini dei servizi deviati e collusioni interne.

Ma poi,alla luce dei fatti,quei momenti drammatici cosa hanno cambiato in noi italiani e in noi giovani oggi?

Il concetto di terrorismo,o attentato,in un paese democratico,mette in evidenza la presenza di un fronte non coeso con cio’ che c’e’.

Del resto l’azione di protesta la si esprime o con democrazia,il voto,o con azioni deviate(purtroppo).

Ebbene,cio’ che noi ci portiamo dietro dal passato,ha realmente sancito un concetto che,elaborato nei fatti avvenuti drammaticamente,ci ha permesso di dire che,la democrazia e’ la vera strada da percorrere?

E se ci si rende conto che tale strada,la democrazia,e’ asservita al potere nascosto delle grandi lobby o multinazionali,o dagli interessi personali,che cosa allora dobbiamo fare?

L’America nel dolore capi’ la vera strada che voleva,la liberta’ e la giustizia.

Il processo interno e le motivazioni filo cubane o mafiose asserite da molti giornalisti di allora,sancirono un verdetto:Kennedy fu immolato sull’altare del simbolo che si cercava,la verita’.

Quel simbolo che oggi,in Italia,rischia di essere trovato con tragicita’.