AH AH AH….

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Vedete questo filmato su youtube a questo link .https://www.youtube.com/watch?v=Pk69WwJSrCc
Si ride dei fumi che escono dall’Ilva e si gioisce per essi,come fossero purificatori dei peccati della nostra comunita’.
Si ride sapendo che si e’compartecipi di una morte anche di essi stessi,gli operai,oramai schiavi di una nuvola che annebbia il ragionamento e che ti fa pensare che,purtroppo,lo fai perche’ vittima di un sistema che sacrifica persone per non sentirsi ai margini sociali.
Ride,lui l’operaio che nei fumi vede il primato dell’inquinamento quotidiano e che nei fumi e’ re,tra i fumi stessi,di un impero che ha mietuto vittime negli anni.
Puo’ essere uno scontro di classe,fatta da borghesia pro chiusura e ceto medio che salva la giornata ?
Puo’ essere l’inizio di una sfida che ha due attori,erudito uno e inconsapevole per ignoranza l’altro,e che finira’ come al solito per scelti gestionali politiche?
Prima cosa non credo all’operaio ignorante,grezzo e rozzo.
Il livello da anni e’ salito e oggi l’operaio diplomato sa e si documenta del suo lavoro e dei rischi connessi.
Sa anche della problematica ambientale,delle norme europee che infrangono limiti salva vita,ma rimane li, fermo a dire si “obbedisco”.
Le risate ignobili di alcuni,nel momento della fumata velenosa,la gioia di sversare nell’aria dolore e morte,si e’ sconfitta ma resta il fatto che oggi lo scontro sociale non e’ il problema principale.
Oggi la questione rimane concentrata su cio’ che allo stato l’Ilva regala,con fatturati pro pil e altro.
La questione e’ che lo stato,credo,scegliendo la morte di questa citta’ per mano dei fumi,non chiudendo la fabbrica,non vuole creare una vera questione sociale,una rivolta che sarebbe insopportabile da gestire.
Quindi l’agonia va e con essa il fumo  e le risate di alcuni.
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PROFUGHI O EMIGRANTI…..ITALIA?NO GRAZIE!

I profughi non vogliono l’Italia,l’Italia in parte vuole i profughi.
Difficile per un ingegnere,professore,avvocato o altro scegliere il paese del bel sole.
Difficile amalgamarsi qui,e sperare in un futuro.
Meglio Germania,Francia,paesi scandinavi.
Quei paesi dove la questione lavorativa è  meglio gestita,grazie a una catena che parte dalla scuola primaria,si sviluppa nelle università  e ti immette nel lavoro con più  efficace  possibilità  di riuscita.
Perché  allora venire in Italia,il paese dove il sud sta scomparendo dietro a logiche affaristiche che tagliano fuori la meritocrazia.
Perché  l’Italia,dove il pil sale a lentezza esasperante e la povertà  oggi è  nella fascia media.
Venire ad aggiungersi alla schiera di poveracci,di cassaintegrati e figli che vivono con mamma e papà  ancora a quarant’anni.
Perché  l’Italia,paese che è  ancora razzista e che vive di perplessità  quando sente parole come integrazione e accoglienza.
Meglio altrove cari profughi.
Scappate una seconda volta,dai  vostri paesi e dalla mia terra….

SERGIO E IL RAGAZZO ALLA FERMATA.

Il ragazzo fermo alla fermata dell’autobus guardava con amore lo schermo del suo cellulare,navigando tra i social e le foto degli amici.

Erano da poco passate le 13 e l’Italia aveva il suo nuovo presidente della repubblica.

Ma a lui non importava,o meglio gli era del tutto indifferente questa giornata storica nazionale .

Mattarella dovrà  convincere anche lui della buona fede della politica e del politico,e dovrà  cercare di riavvicinare tutti quelli che hanno detto basta alla kermesse di Montecitorio.

Mattarella dovrà  dimostrare di essere come lo fu Pertini,vi ricordate,il presidente di tutti,senza scorte tra la gente,Il partigiano che a testa alta bacchettava tutti e tutto.

Difficile vero Sergio?

Ma non è  colpa tua,tu che con gli occhi di un nonno pacato e calmo,dovrai nuotare in una palude dove la parola onestà  sembra lontano tempi addietro.

Eppure Sergio,quel ragazzo alla fermata è  il futuro, quel futuro  che spesso  voi politici avete sbattuto in faccia a noi tutti come risolvibile,in crescita positiva e roseo.

No Sergio,così  non va.

Meglio dire la verità  e parlare con il cuore in mano al paese  che oggi è  in bilico e che si ritrova a sperare che un ragazzino, Renzi,ci salvi.

Così  non va presidente.

Ricordi Pertini e il dramma di Vermicino?

Io si, incollato alla TV assieme a lui,il nonno presidente che cerca di salvare il nipote.

Sergio abbandona i palazzi e scendi in piazza,abbraccia la gente e  molla calci a chi rinnega la nazione,chi spera che essa muoia assieme ai barconi che arrivano laggiù  in Sicilia.

Ultima cosa Sergio.

Se l’Italia affondera’ abbi l’orgoglio di ammettere che anche tu hai sbagliato e che hai cercato la via migliore per ridarci dignità.
Re GIORGIO non mi è piaciuto,troppe bugie o troppi veli calati sulle tragedie nostrane.
Sergio quando esci,guarda alle fermate e ricordati dei ragazzi e dei loro telefonini,in cerca di buone notizie.

LA FORBICE CHE ANNASPA QUOTIDIANAMENTE.

Ci sta sempre,all’angolo della strada e…spera.

Non so il suo nome ma lui, il senza nome,spera e cerca,cerca e spera…ogni giorno.

Rilegge meglio e dice ,dentro se,”forse hanno sbagliato,non hanno visto bene”…

E’ un uomo che nel cassonetto della spazzatura,ogni giorno,rivede e controlla i gratta e vinci che la gente butta.

E’ il senza nome che,per botta di culo,potrebbe sperare di mangiare qualche cosa oppure comprarsi un vestito nuovo.

Potrebbe rientrare nella categoria dei disperati,di quelli che non hanno nulla e quindi logici da capire..per alcuni.

Ma poi c’e’ l’uomo vestito con cravatta,che senza preamboli,cala le mani anche lui nel cassonetto e cerca la mela marcia o la foglia di insalata buttata via da qualche persona.

La forbice,cari politici,e’ questa,la differenza tra il povero che abbiamo sempre in mente,e quella persona che poco tempo fa era “normale”.

La forbice non la voglio essere spiegata da Renzi o gli amici suoi a Bruxelles.

La forbice,sempre piu’ corta,e’ questa.

Allora oggi e’ inutile sentire che il lavoro manca,i disoccupati annaspano nel pantano delle regole europee e che forse la ripresa ci sara’ in primavera.

Cazzate merdacce!

CARO MATTEO,SI VABBE’ CHE TE LO DICO A FARE…LO SAI!

Il posto fisso non esiste piu’ ci dice Renzi da Firenze.

Caro mio,hai certificato un pensiero gia’ certo,gia’ analizzato e assorbito da tutti i giovani che sperano no nel posto fisso,ma nel posto…basta.

Quante cazzate spari caro Renzi.

Eppure veniamo dai venticinque anni con Re Silvio da Arcore.

Lui si che diceva le bugie,ma pensa te mi era simpatico.

Poi noi,che vuoi fare,eravamo scemotti,si credeva al Miracolo all’Italiana,quello che avrebbe sancito per tutto il mondo la tipica vena nostrana,fatta di arguzia e fantasia,genio e fascino.

Si ma duro’ poco,perche’ poi ci accorgemmo che il buon Silvio da Arcore esagerava un pochino e anzi,lui,nonostante la sua eta’,ammiccava ancora al fascino femminile trasportandoci nelle sue fiabe,idealmente,fatte di orge nei palazzi di stato con splendide donne.

E no caro Renzi,no non ci sto.

ABBIAMO assorbito quel puzzo di potere,unico e lercio,che ci ha portato sin qui,da te e il posto fisso te lo potevi risparmiare visto che,noi,lo sapevamo gia’ della sua morte.

Quindi fanculo tu e le tue speranze spezzate e,anzi,ti dico che il lavoro,quello anche precario e mal retribuito,chi lo tiene,se lo fatica e con quello ci vive,o meglio,cerca di viverci.

E si caro Renzi tu che ne puoi sapere delle capriole per arrivare a fine mese o del disprezzo oramai fuso nel nostro dna verso voi politici?

Credi ancora che noi,si noi italiani,crediamo al messia di turno,quello che ci salvera’ e che ci fara’ stare allegri e in pace con tutti?

No.

La favola e’ finita,abbiamo preso,da tempo,conto dei fatti.

IL NOBEL OGGI E’ PER TE.

Cosa vuol dire il nobel per la pace?

Cosa signifa dire”quella persona ha contribuito a spargere semi di pace,ideali e azioni che hanno favorito benevolenze ad altri”…..

Cosa significa?

Allora pure il comico Grillo dovrebbe averlo,visto che sputtana i politici difendendoci da messaggi bugiardi e ideologicamente lontani dai vecchi background dei partiti che furono(vedi il povero Pd,che ha fatto girare nella tomba piu’ di mille maestri del passato…).

Cosa serve dire” bravo a questo e quello” quando noi,comuni mortali,cerchiamo di fare del bene prendendone di santa ragione da tanti cattivelli in giro?

Insomma c’e’ bisogno di enunciare nomi e cognomi per professare un ideale,di pace e amore,per seguire gli insegnamenti di questi personaggi scelti e premiati ogni anno?

Alla fine,credo,il fattore predominante di una ricerca di un ideale positivo,lo si trova nella casualita’ della vita stessa,nella scelta delle persone giuste o dall’educazione della tua famiglia.

E’ vero anche che le azioni di grandi persone del passato,a volte anche con la loro morte eroica,ci ha lasciato un segno,un ideale da perseguire e imitare.

Ma oggi,secondo me,nell’era della notizia veloce e dell’immediatezza della riflessione personale,quanti buoni e cattivi nascono in un minuto?

Quante storie ci sono,quante vite spezzate per il raggiungimento della pace stessa o dei diritti,sono nascoste e lasciate nel dimenticatoio senza pubblicita’ e premi a Stoccolma?

Io oggi assegno il mio nobel per la pace a tutti noi,che affossati dall’indecenza dei politici,dalle guerre al confine,dalle lotte di religione e dal virus di moda,reagiamo con un sorriso,a volte,e usciamo di casa col caldo o con la pioggia per sperare di tornare a casa ad abbracciare i propri figli o le mogli che,come la canzone della Mannoia,aspettano sugli scogli il ritorno dei loro mariti dalla pesca quotidiana.

CARO MATTEO,SENTI UN PO’….

Quindi se ho ben capito il prossimo anno la Grecia avra’ un pil migliore dell’Italia.

Caspita.

La nazione dove la poverta’ fu sbattuta sulle pagine di tutti i giornali che immortalavano scene di gente che nella spazzatura trovava di che cibarsi.

Noi peggio di loro,caro Matteo.

Poi la storia delle 80 euro in piu’ a chi prende stipendi sotto i 1500 euro mi fa ridere.

Ma se oggi c’e’ chi ne prende appena 800….

Caro Matteo,dato che sono stato fermo un po’ col mio pc ti dico due cose:

a)SEI FIGLIO DEL TEATRINO NATO VENT’ANNI FA CON IL CAVALIERE E LA SUA DINASTIA.

b) IL PERIODO BERLUSCONIANO CI HA INSEGNATO CHE:SI DIVENTA DEPUTATE ANDANDOANCHE  A LETTO,CHE VANNO AVANTI I POLITICI CHE TU VUOI SCHIERARE ALLA FACCIA DEL PROPRIO CURRICULUM,CHE I GIOVANI CHE VALGONO NON SONO QUELLI INCRAVATTATI ALLE TUE UDIENZE  E CHE IL BUNGA BUNGA LO FANNO TUTTI.

Caro Matteo ti voglio dire un’altra cosuccia.

Sai dove abito?

No? Ok a TARANTO.

Dove c’e la piu’ grande industria siderurgica e dove domenica scorsa migliaia di persone hanno marciato in difesa del diritto alla salute.

Il tuo governo e’ complice delle magagne di altri passati a offendere la gente tarantina e favorire le lobby di classe.

Caro Matteo,tu che sei ganzo a correre a cento all’ora fatti un giretto da queste parti.

Vieni di sera pero’,quando i fumi sono ben nascosti.

Poi la mattina puoi assistere ad un fenomeno che ti lascera’ col fiato sospeso:una linea marrone che,partendo dall’Ilva,arriva per chilometri e chilometri in basilicata o nel leccese.

Caro Matteo,la politica se la vuoi fare,falla parlando anche delle cose che ti fanno scomodo.

Non ho sentito nulla a proposito dell’ambiente.

Solo effimeri tagli a spese che dovrebbero essere state gia’ tagliate dai governi precedenti per rispetto verso tutti noi…altro che macchine blu e Senato…a presto Matteo,stanne certo. 

SUCCEDE CHE LA CHIESA ASCOLTI UN ‘ISOLA…..

E accade anche che, nel giorno della donna 8Marzo,a Taranto,  l’arcivescovo Filippo Santoro,invitI la cittadinanza di Taranto Vecchia e non a una assemblea pubblica per parlare dei problemi dell’isola.

Avviene che un arcivescovo proveniente dal Brasile,senta la sua gente,quella dimenticata e illusa dalla politica del rilancio,dall’idea di far rivolare il borgo antico e renderlo attrazione per i turisti e noi tutti.

Accade che questo arcivescovo,faccia le veci dei politici,cioe’ di quelle persone che dovrebbere mettere la propria faccia e dire alla gente quello che faranno per loro,con onesta’.

E allora ricordo,dentro me,quando Woijtila arrivo’ a Taranto,su di una jeep allo stadio Jacovone.

Ero in curva sud,dietro al palco e sentii le sue parole,di rimprovero verso la delinquenza e i vigliacchi che vivevano dietro le promesse alla gente.

Li come oggi,la chiesa si fa portatrice di idee,officina di bonta’ e ascolto verso i piu’ bisognosi.

L’assemblea pubblica di Monsignor Santoro,e’ l’antidoto al nulla.

E’ il pulsante di reset schiacciato da noi tutti verso la mancanza delle istituzioni.

Verra’ Pasqua,certo.

Le processioni e i “perdune” nazzicando ci riporteranno nei vicoli e in quei vicoli assaporeremo le nostre radici.

Ma non basta.

Oggi e’ importante non dimenticare le tradizioni,la gente nelle mura pericolanti della citta’ vecchia e le loro aspettative di rivincita sul mostro dell’acciaio che ha affondato le barche dei pescatori in mar Piccolo.

Un’assemblea,dei lamenti e la speranza.

 

L’8 MARZO SECONDO ME.

Siamo al solito.

L’8 Marzo festa della donna blabla blabla e blabla..

No basta,vi prego.

Se proprio vogliamo restare in tema “donna”,allora voglio parlare della donna che lavora e manda avanti una famiglia,che annaspa nel piccolo stipendio che prende e che poi pero’ fa sacrifici per comprare il vestito al bimbo suo.

Della sua capacita’ molto piu’ veloce ad amalgamarsi nel lavoro,capirlo,comprenderlo e sopportarlo,nonostante la vigliaccheria del maschio e del suo potere che crede ancora di avere verso di loro.

Voglio parlare dell’ equiparazione ingiusta,meschina che si tira fuori come fosse una meta da affiancare o raggiungere quando si dice che lei,la donna,si e’ integrata nella societa’ rivendicando i propri diritti pari al maschio.

Ma lei,la donna,li aveva sempre avuti.

Persi e messi da parte dal maschilismo dominante che c’era e che ha oppresso per anni la sua liberta’.

Voglio pensare alla donna siriana,mamma e vedova allo stesso tempo.

Nel suo prendere in braccio il corpo inerme del figlio colpito dai barili assassini del vigliacco Assad.

O la mamma palestinese,che sotto un nazismo mascherato di liberta’,vuole difendere il suo territorio,la sua gente e le sue tradizioni,quelle che Arrigoni perse con la propria vita.

E poi’ penso a loro,le donne della mia citta’.

Quelle che hanno pianto figli e mariti,a quelle che hanno lavato le tute da operaio piene di diossina e veleni.

Loro,le donne di Taranto,eroine dei tempi oscuri dove la parola rispetto e’ utopia.

Questo e’ per me l’8 Marzo.

Una data,tante donne e ruoli da difendere…sempre.

IL MIO “SANREMO”…

Non vedro’ Sanremo perche’ non mi piace il buonismo dei conduttori sulle tragedie umane attuali e le canzoni che anch’io saprei scrivere.

Non vedro’ Sanremo perche’ non e’ piu’ una sorpresa e non mi ricordo neppure l’ultimo vincitore.

Cambio canale perche’ so che dove c’e’ un conduttore c’e’ la sua tribu’ di amici e amiche per far ridere,scopiazzare battute e divulgare messaggi degli sponsor.

Se fosse andata la Ventura avrebbe portato la sua cerchia di amicizie per dividersi i soldi.

Non mi interessa nemmeno sapere se Renga cantera’ del lavoro che manca o se la top model fara’ vedere il suo tatuaggio nel punto ose’.

Oramai sarebbe opportuno che la tv fosse un palcoscenico dove,dietro un microfono,ognuno dicesse cio’ che pensa.

“HA A DISPOSIZIONE SOLO 1 MINUTO”…..

Questo sarebbe il mio Sanremo.

Essenziale e incisivo,senza macchiette buttate li’ per far vendere dischi che oggi scarichi gratis da internet.

Poi oggi vedo lo streaming di Grillo e Renzi e penso non tanto ai contenuti che mi aspettavo.

Ma penso al futuro,al fare tv in diretta senza censure e accordi sotto banco.

La tv col canale per dirsi tutto,scambiarsi messaggi di pace e speranza ma anche denunce senza i politici attorno a dire di si con la testa e poi inciuciarsi a vicenda.

Ecco Sanremo signori…il microfono e’ aperto per tutti.