RENZI,LA STORIA COMUNISTA E L’AUTOSTRADA APERTA….

La Ferrari Renzi nel bene o nel male(lo si vedra’ presto)ha istituito un modo molto veloce e nuovo di far fuori un amico:levati di torno,ho il consenso del partito.

Avrai anche il consenso della direzione del PD,ma credo che il voto per eleggere un parlamento e poi vedere un presidente del Consiglio,spetti agli elettori.

Noi,quelli che facciamo fatica ad arrivare a fine mese,noi quelli che abbiamo speso 2 euro per votare il candidato a segretario del PD,noi che speravamo di aver fatto e visto fuori il Berlusconi,non contiamo nulla.

Anzi,noi,dobbiamo credere a quest’uomo che da Firenze insegna alla politica del passato una nuova strategia di vedute future per un paese,l’Italia,che rimane osservata speciale dalla Merkel e dal gruppetto di nazioni zerbine alla Germania.

Ma alla fine,caro Renzi,se tu dovessi avere ragione nella smania veloce e operativa del tuo fare politica,avremmo solo da batterti le mani e pensare che in fondo bisognava solo chiudere un portone al passato e aprirne un altro,lasciando sul terreno vecchie coalizioni di partito e amici speciali.

Il popolo della sinistra rimane sbandato,taciturno e offeso.

Si offende perche’ capisce che un ex democristiano ha fatto le scarpe al partito intero,mandando segnali distensivi alla destra e nella destra trovare il miglior amico per scalare il potere.

Noi,sempre quelli che ci alziamo presto e lottiamo a campa’,subdoli di antiche rivolte del PCI o del PD vecchio stampo,sfiduciati non ci sentiamo rappresentati nelle lotte future che verranno e,anzi,speriamo sotto sotto a una guerra interna tra chi nel PD vede anche una tradizione populista in difesa delle questioni sociali,e chi l’ha messa a tacere arrampicandosi dietro inciuci di corridoi.

S e e’ vero che Civati alza gli occhi suoi al cielo e spera di raccogliere amici nella sfida al PD che non rappresenta la gente,dall’altra parte Renzi diventa un sinistroide camuffato.

Un personaggio che vuole avere l’autostrada libera,con tutti i trucchi possibili per renderla tale,e proseguire nel suo viaggio alle poltrone che contano dimenticandosi di un fattore importante:la storia comunista.

 

TSIPRAS IL GRILLO EUROPEO?

Forse siamo arrivati a un punto dove ci si deve mettere la faccia per vincere o sparire per sempre.

E mettere la faccia,oggi,specialmente in politica e’ quantomeno rischioso e come lo struzzo,che la nasconde in situazioni delicate,spesso molti personaggi  lo fanno.

Siamo in Italia,paese che perde credibilita’ nelle istituzioni e che andra’ al voto perdendo delle identita’ sacre come quelle delle ideologie politiche certe.

Renzi ha fatto di tutto per far vincere la destra e per far uscire ancora una volta la vera questione della sinistra:un’anima sdoppiata.

Oggi seguo cio’ che potrebbe essere l’ennesimo tentativo di ricerca di identita’ della sinistra piu’ sinistra che c’e’,SEL,e quello che potrebbe essere il nocciolo della questione per i prossimi mesi:la faccia appunto da mettere.

Oggi quella e’ sotto il nome di Tsipras,giovane greco rispolverato dalla sinistra europea e che lo vuole catapultare alle prossime elezioni per  la presidenza alla commissione europea.

Austerita’ sacrifici e giustizia per tutti,sono alla base del progetto Tsipras.

Nulla di nuovo direte voi.

Nulla che sconvolge il panorama della disubbedienza ideologica comune che serpeggia in Europa e che in tutti noi,logicamente,trova spazio e spunti di comunanza.

Quindi qual’e’ la novita’ in questa persona?

La novita’ e’ che lui,Tsipras,vorrebbe essere il Grillo europeista,l’uomo della denuncia e dei fatti.

E in questo,e solo in questo,vedo un coraggio che servirebbe da noi in Italia.

Mettere la propria faccia,dire eccomi sono pronto alla battaglia.

Qui e’ la differenza tra il fare e il non fare,tra capire che siamo al punto di entrare nella storia o finire nel dimenticatoio.

Abbiamo un bivio pericoloso.

A destra una destra forte,coesa nel ritrovarsi unita per vincere e tornare a comandare.

A sinistra,una sinistra spaccata persa come quando una lucertola perde la coda e quest’ultima si muove ancora.

Si muove,ideologicamente nella stessa area,ma e’ divisa dalla casa madre.

Renzi e’ peggio di Berlusconi.

Ricrea vecchie logiche di politica ad personam,fatta di elogi per se stesso e poco utili al paese.

Il connubio con Berlusconi ha sancito la fine dell’era Letta e anche la spartizione della sinistra tra vecchie cariatidi e nuovi giovani pseudocomunisti.

Il rischio e’ che in mezzo ci si ritrovino i delusi,di tutto e tutti.

E che per una logica di vendetta mirino al disordine che ci potrebbe catapultare nella lotta armata di nuovo.

 

IL DOLCE STIL NOVO DI RENZI(O QUALCOSA DI SIMILE).

Perche’ i comunisti,o almeno una parte di essi,hanno paura dell’iniziativa di Renzi di incontrare oggi alle sedici,nella sede del PD,Berlusconi?

E perche’ da questo incontro scandalo,si devono trarre per forza di cosa conclusioni circa l’orgoglio comunista?

Ci siamo mica dimenticati che oggi,essere del PD,vuol dire anche portarsi addosso il fardello dei cambiamenti di nome,percorsi strategici,idee,candidati persi per strada e ruberie varie?

Perche’ oggi Renzi,il dolce stil novo,ha la  scure del voler far fuori una certa idea di comunismo,volgare e populare,che ha reso difficile la messa in pratica di cambiamenti radicali per il nostro paese?

Se Renzi in questa sua esuberanza di ragazzotto anni 80 e Happy Day sapra’ riconoscere alla storia un ruolo determinante in alcune persone del PCI che fu e da esse sapra’ collegarsi rilanciando un progetto nuovo e innovativo(ecco il stil novo),avremo la vera rivoluzione rossa.

Una rivoluzione che deve attualmente passare per Berlusconi in quanto maggiore esponente di uno dei partiti di rilevanza numerica in Italia e quindi,possibile alleato per un peso,la legge elettorale nuova,che tutti auspichiamo venga alla luce.

Ebbene,in queste ore,leggo spesso su twitter,la piazza rossa,offesa,disillusa e violentata da Renzi,colpevole di far cadere un modo tutto nostrano,di sbandierare la nostra idea di comunismo.

Un modo,a volte,arcaico,ermetico e chiuso a riccio,dove di nuovo,c’e’ stato solo il cambiamento del nome.

Civati,poveretto,ci ha provato a essere anche lui innovatore,nuova figura nella preistoria dei comunisti nostrani,ma ha naufragato poiche’ e’ stato sfortunato ad avere Renzi come nemico di partito.

Cuperlo,dalla sua,ha vinto,seppur sconfitto,perche’ Renzi lo aveva nella sua schiera di papabili alla presidenza di partito.

Lo scontro generazionale non c’e’ stato mai,vista l’eta’ dei candidati alla segreteria.

Semmai,si e’ sprecato solo tempo in passato a vedere i vari Bersani,Letta e altri,girovagare per le stanze dell’ormai che fu’ Botteghe Oscure,ricordando i fasti di un’era che non c’e’ piu’.

E allora,oggi l’incontro tra Berlusconi Renzi appare uno schiaffo a certe idee di comunismo,non piu’ valide per alcuni.

Poi avere paura di Berlusconi,a priori,e’ gia’ perdere…

ADDIO PORCELLUM…ADDIO PORCELLINI….?

Evvai la Corte Costituzionale affossa il Porcellum,si quella legge per cui ci sono cani e gatti al governo.Una specie di mestolo che raccoglie non le preferenze vere degli elettori,ma i premi di maggioranza e i partitini.

Evvai…domanda?

Quindi le leggi approvate,i soldi che diamo per gli ex Imu,Ici e prossima YUK,no Iuc o come cavolo si chiama,sono incostituzionali?

E la mia terra,Taranto,che ha avuto i decreti salva Ilva e ladroni, dovrebbero essere annullati?

Evvai…Forse ci libereremo dei porcellum al governo,da chi grazie a quella legge escogitata dal leghista Caldeoli,ha avuto negli anni troppo spazio per fare i comodi porcellum suoi stando al governo.

Forse….o no?

EPICURO E GLI EXIT POLL…E ALLORA?

A me piace la politica,che ci posso fare.

Piace perche’ parla della gente e dei loro problemi.

Poi se gli attori non sono capaci di interpretarla bene e onestamente,non e’ mica colpa nostra.

Vedi oggi cio’ che ha detto Renzi.

E’ pronto a far  cadere Letta se non mettera’ in pratica cio’ che il suo PD vuole.

Una lotta interna,capace di far dire a Grillo nel suo V DAY odierno,che il presidente Napoletano deve essere messo da parte,insomma cacciato.

Come non si puo’ non amare tale scenari,tali cospirazioni degne di un thriller di Argento con finali a sorpresa?

Epicuro diceva che non bisognava preoccuparsi poi tanto di cio’ che accadeva sotto i nostri occhi,non dando per scontato cio’ che i nostri sensi invece ci vogliono far credere.

Ma caro Epicuro,uomo pazzoide per i tuoi tempi e gran bel filosofo anarchico,i dati istat e i sondaggi allora?

Come posso credere che la destra sia al comando degli exit poll e pensare che,anche dopo la decaduta di Berlusconi,si possa dire:liberiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii !!!!

DESTRA SINISTRA:ONE WAY!

Cio’ che abbiamo visto alla reunion di ForzaItalia,e’ il solito film del passato dove attori e attrici hanno gia’ recitato una parte.

La speranza e’ che ogni volta,qualcuno possa spezzare il copione e magari entrarci dentro all’ultimo momento.

Sara’ ma il PD spera che l’8 Dicembre,cio’ possa accadere.

Senza ombra di dubbio,Renzi ha apportato al centro del dibattito a sinistra un qualcosa di nuovo:l’eta’ del leader.

Sui programmi,da Cuperlo a Civati e via dicendo,le parole si assomigliano abbastanza e termini come “uguaglianza sociale,lavoro per i giovani e fuori dalla monarchia tedesca” hanno il valore non aggiunto su cio’ che manca effettivamente al PD.

Si dovrebbe avere il coraggio a questo punto di essere seri con l’elettorato comunista.

Bisognerebbe dire che l’importanza centrale dell’Italia oggi e’ la serieta’ della politica stessa,messa alla berlina da scandali e risultati non raggiunti.

La discussione sul caso Cancellieri e l’avance di Civati a una mozione tutta rossa da presentare al parlamento,non troverebbe seguaci,confermando i limiti che anche la destra ha messo in evidenza.

Limiti di carattere e di rispetto che spesso lacerano coalizioni e fanno nascere rami all’interno dello stesso partito.

Alfano esce dal conflitto con Berlusconi forte e proiettato a una destra che ammicca a Hollande,sparviero di giustizialismo anti Merkel.

Ma al treno europeo si aggancerebbe anche Letta che,se dovesse partecipare alle primarie PD,avrebbe dalla sua uno sfidante,Renzi,che non e’ amato da tutti ma per tutti e’ il salvatore della sinistra.

Che dire.C’e’ da ricercare leader,piu’ o meno datati,ma con esperienza da vendere e credibilita’ a chi andra’ nella cabina elettorale tra poco.

Occhetto,Bersani,D’Alema…..un vecchio ricordo?

 

KRUGMAN,HOLLANDE E IL VAFFA ALLA TROIKA.

Ho letto questo articolo di Sergio Di Cori Modigliani e ve lo  linko per farvi pensare un po’.

Andate a leggervelo al seguente indirizzo:http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=12577

La considerazione finale sembrerebbe alquanto semplice.

Far vivere bene i ricchi  e non favorire invece la ricostruzione di una parte sociale grazie a riforme a suo favore.

Hollande e la Francia sarebbero,sembrerebbe da questo articolo,una spina nel fianco della troika,la stessa che detta tempi e modi per portare avanti un discorso monotematico e a senso unico.

Paul Krugman il nobel per l’economia sulle pagine del NEW YORK TIMES,ha messo in evidenza la caparbia e tenace azione di Hollande che,in barba alle disposizioni europee in materia di conti pubblici e fini per raggiungerli e metterli in ordine,ha invece marcato una linea di condotta a favore delle opere pubblice,tagli alla politica e dimezzamento degli stipendi ai manager pubblici.

Ebbene una condotta che,secondo Krugman,ha deteriorato i rapporti con Bruxelles spostando al 2015 il pareggio di bilancio.

Perche’ ci si domanda,in Italia,Letta non ha fatto la stessa cosa presentandosi alla troika e posticipando cio’ che ha invece fatto Hollande?

Perche’ parlare di tagli alla politica,stipendi da decurtare ai top manager e sviluppo di azioni a favorire benefici sociali rimangono tabu’ per questo paese?

Questo articolo ci illumina e ci dice come oramai siamo nelle mani di una Germania che detta tempi e modi agli altri per stare nel club dell’Europa.

IL COW BOY E LA SUA SINDROME….

Se fosse vero tutto cio’ che sta ruotando attorno allo scandalo americano legato alle intercettazioni telefoniche,bene l’america avra’ una sua nuova identita’.

Se l’abbiamo sempre vista(anche se poi le ultime guerre hanno dimostrato il contrario…)l’eroe che salva l’oppresso dal nemico di turno,negandogli liberta’ e giustizia in proprio,ebbene ora si scopre invadente  e curiosa dei fatti altrui.

Il cow boy americano,scendendo dal suo cavallo,svestitosi dei panni dell’acchiappa bandito,si mette alla berlina di tutti dicendoci invece che,per le sue paure,diventa l’amico meno affidabile.

L’11 settembre e’ stato per l’america politica,sociale,economica e giornalistica,un cambio di identita’,l’incubo da cui ripararsi in ogni momento,con tutti i mezzi,allorquando ci fosse all’orizzonte un nemico pronto ad attaccare il suolo a stelle e strisce.

Spiandoci non essendoci in teoria nemici,incombe in un errore.

Il complesso del suo stesso destino,segnato da una rivalita’ unica verso molti stati e da uno spiegamento di forza militare a sancire un ruolo di mediatore in qualsiasi situazione.

L’america ha oggi registrato vizi e virtu’ dei potenti,orecchiandoli e orecchiando in una Europa che dalla sua,invece,manca di ruoli precisi e identita’ nazionalistiche.

Quelle identita’ che l’Europa unita divide anzicche’ unire.

La moneta unica,e’ l’esempio unico di un difficile rapporto tra chi ha di piu’ e chi no.

Ma ritornando al vecchio re dei saloon,oramai scoperto,non ha altro che arrendersi e andare da un psicologo,esperto di complessi di inferiorita’ dovuti a violenze subite.

L’11 settembre e’ il momento storico della fine di una pittoresca visione di cio’ che noi intendevamo dell’america.

Terra di giustizia,liberta’ di espressione e di movimenti per diritti negati e sommersi dalle ingiustizie.

Oggi,il grande fratello che mira l’europa con le sue orecchie,perde di affidabilita’ e forse,i suoi fratelli europei,capiscono che senza di essa,l’America,puo’ anche andar bene.

Bene perche’ se ci si sbarazza dell’egemonia politica di essa stessa,forse il vecchio continente sapra’ finalmente prendere decisioni sensate,uniche e senza dover aspettare il super eroe made in USA.

La Merkel si e’ rotta di Obama,si sa.

Ma sa anche che per il momento il salto della separazione da zio Sam e’ ancora lontano.

Il problema dell’euro stabile per tutti e dell’economia diversa per zone,e’ e sara’ il perno o da superare felicemente, oppure la divisione e un ritorno alle origini che,per alcuni,sarebbe meglio.

Ultima nota e’ la questione della privacy,di questa parola che nell’era dei social e di internet per tutti,non ha poi molta importanza a livello personale.

Se dovessimo accertarci che noi tutti siamo spiati,ascoltati o seguiti da un segugio americano,forse rimarremmo meno sconcertati dei politici nostrani.

Il motivo?

Semplice….lo siamo di gia’,tutti.

 

FACCIA DI…BERLUSCONI.

“Salvo l’Italia dal comunismo,dai comunisti e quindi scendo in campo.

Il governo Letta avra’ la mia fiducia per il bene del paese”.

Come la giri e la volti,Berlusconi vuol salvare il paese,vuole immolarsi sull’altare del sacrificio personale e meritarsi elogi a iosa.

Sara’ ma questa volta sbaglia,non c’e’ nessun mangia bambini e il governo Letta sarebbe comunque andato avanti.

Ha chiuso l’alleanza con Alfano,l’unico che forse assieme a Cicchito e Lupi,ha capito dove il treno ForzaSilvio andava a parare.

 

Adesso,come quasi sempre dopo una sconfitta,Berlusconi dovrebbe fara la conta dei suoi fidi e,magari,sentire l’umore del suo popolo con una manifestazione.

L’Italia e l’italiano,ieri ha capito cosa vuol dire la politica oggi da noi e come un uomo di eta’ avanzata,seppur ancora leader di uno schieramento,possa bruciarsi per l’ennesima volta dinanzi a scelte sbagliate personali.

Personalmente questo governo non mi piace,non esprime un giudizio di un’urna o ancor meglio degli italiani stessi.

Esprime una coalizione nata dalle mani del presidente della Repubblica e che ha,in Letta,l’artefice di un progetto a lungo termine per poter fare qualcosa di buono.

Ieri si e’ rotto il PDL,ha fuso un motore che spesso e’ stato riparato dal meccanico di Arcore e dai suoi attrezzi.

Non so se questa nuova alleanza potra’ rendersi artefice di quei cambiamenti che molti auspicano.

So solo che senza la legge elettorale cambiata,nulla potra’ dirsi nuovo e efficace per noi elettori.

Vedere poi i vari Sallusti,Santanche’,Gasparri,dimenarsi con labbiali degni di bim bum bam,mi ha confermato come il teatrino nato da Berlusconi,abbia coinvolto tanti attori e attrici che hanno reso l’Italia un paese instabile e coeso nei favoritismi e negli affari di questa gente.

Certo anche il PD ha le sue colpe.Colpe in primis per aver permesso questo e per non essere stato unito,coeso al suo interno,devastandosi invece con le sue divisioni interne e le lotte di poltrona.

Adesso attendiamo i fatti…dopo le parole.

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ALFANO,IL RAIS E IL BIVIO ITALIANO.

Ci sara’ poco da chiarire mercoledi’ in aula.

Il governo Letta,anche se dovesse vivere di rendita,grazie alle colombe del PDL,ha perso.

Ha perso poiche’ e’ in ritardo sui tempi di cio’ che aveva promesso,e’ in ritardo sulla legge elettorale che rischiamo di ritrovarcela alle prossime elezioni e,adesso,vorrebbe rimettersi in strada dopo che ha sbagliato in una questione sola:credibilita’.

Credibilita’ persa quando si e’ visto come,alla merce’ di Berlusconi,il nostro paese paghi ancora un prezzo alto per averlo in piedi.

Berlusconi,nonostante si tenti di screditarlo e renderlo innocuo dinanzi a tutti noi(e non solo anche alla Germania specialmente…),ha messo in luce una cosa:se lui vuole,puo’ far male,e ora,vista la guerra interna al PDL,rincarera’ le forze.

Le mosse del cavaliere saranno forzate e vincolate da un fattore:avere numero per andare alle urne con un margine ampio di adepti che dovrebbero sancire una vittoria quasi scontata.

E qui l’Italia,ha un incrocio decisivo per il suo futuro.

Se Alfano,Cicchitto,Lupi,dovessero scegliere la linea dello scontro contro il loro ex capo,se dovessero scegliere la ragione dell’amore per un governo a venire di larghe intese,sarebbe plausibile un ritorno a cio’ che spesso,in passato veniva fuori con la DC e il PCI.

E cioe’ l’intesa del momento tragico,drammatico del paese,l’intesa che negli anni di piombo faceva spesso andare sotto braccio la balena bianca e il partito rosso.

Intese di emergenze,intese che oggi,se dovessero verificarsi con piu’ stabilita’,andrebbero tenute ben strette e rigide per non incorrere in una disgrazia enorme che si chiama Europa.

Il semestre che ci vedra’ al capo dell’Unione europea,dovra’ essere per forza di cosa stabile e unitario.

Dovessimo trovarci in una situazione diversa,tra intrighi e malumori,doppi colpi e tranelli pianificati alle spalle,incorreremmo in un tragico destino dettato da un finale scontato:crisi simile o uguale alla Grecia,troika europeista a farci i bilanci da rispettare e malumori interni della gente pronto a esasperarsi in violente manifestazioni di piazza.

Insomma Letta e’ al bivio.

La scelta e’ dettata da cio’ che decideranno i “traditori” del pdl.

Alfano,una volta tanto,forse diventera’ l’ex delfino di Berlusconi che agendo di rimessa,sara’ diventato autonomo da una sudditanza epocale  dal rais…