MANCANZA DI PROFUMO DELLE PAGINE….FINE DI UNA SENSAZIONE.

Mi piace leggere.

E’ una passione che coltivo da tempo,una nicchia di tempo che mi rende felice e mi estranea dal resto del mondo.

Mi immergo nel profumo delle pagine e assapora gli umori dei protagonisti di storie oppure mi incammino verso sentieri sconosciuti,da approfondire.

I libri sono anche la causa di un problema che molti hanno:lo spazio che occupano.

Allora mi viene voglia di un ebook,quella diavoleria elettronica che ti fa leggere libri,libri senza sentire il profumo delle pagine.

Ma e’ comodo,piccolo e ha molto spazio per immagazzinare pagine intere.

E i miei libri che fine faranno?

Le copertine che conosco a memoria andranno buttate vie assieme ai ricordi?

Non so,ma conoscendo il mio amore verso la tecnologia,faro’ questo passo.

Voi che dite?Lo avete gia’ fatto?Consigli?

POLITICA ITALIANA?NO GRAZIE E ALLORA…..

Alla vigilia di Ballaro’,mi chiedevo se ho voglia ancora di seguire la politica italiana.

Ha senso ancora sentire il politico che ci promette mari e monti e poi,come il caso dei mille giorni di Renzi,attendere che il miracolo del cambiamento italiano avvenga?

Anno sabbatico,o meglio anno di riflessione sulla politica italiana.

In questo momento mi interessa piu’ la geopolitica,in particolare modo il Medioriente e le sue problematiche.

Poi con Isis e problema annesso,capire e inoltrarsi dentro la storia di queste terre,ha un certo significato.

Spostare le lancette dell’attenzione con un riferimento particolare all’estero e al futuro incerto che quelle terre hanno.

Fanculo Renzi,Berlusconi e i comunisti.

Fanculo chi ti ha tradito e sviscera in televisione balle su balle,dimenticandosi che noi,elettori umiliati,valiamo piu’ di loro.

Allora addio Italia politica,addio facce nuove e vecchi modi di comportarsi.

Accendiamo nuovi scenari e forse la mente avra’ giovamento…spero.

Per il momento vi consiglio un bel libro,facile da capire.

Il titolo e’:Geopolitica al collasso,autore Roberto Iannuzzi.

STEVE JOBS IL “PADRE NOSTRO”…..

Leggo in questi giorni il libro su Steve Jobs.

Devo dire che ero riluttante a comprarlo poiche’ sono allergico alle campagne promozionali che vorrebbero indurti a comprare un prodotto a tutti i costi.

E questa lo era.

Recensioni su tutti i giornali,pubblicita’ a 360 gradi in rete,ecc…

Poi mi son detto che comunque sia,il grande Steve doveva avere un posticino di rispetto in tutte quelle persone che maneggiano con i tasti.

Grazie a lui,e ai suoi compagni di avventura alla Apple,siamo quelli che siamo e cioe’ una generazione internauta.

Nel libro,fino a questo momento,trovo la figura di Steve assolutamente carismatica e fuori da una logica formale dell’essere manager di una idea propria.

Ma lasciando da parte il Jobs imprenditore,cio’ che piu’ mi ha colpito fino a ora e’ la ricerca di quest’uomo su cio’ che siamo,sulla spiritualita’  dentro di noi e su cio’ che dovremmo rincorrere per arrivare all’essenza della propria vita.

Bene tra passaggi di generazioni dove Steve Jobs si forma,dalla cultura americana hippy e la ricerca nelle droghe delle risposte,questo omino puzzolente dai capelli lunghi,ci dichiara a tutti noi una mezza verita’:perche’ essere etichettati o inscatolati in una religione imposta dall’educazione della propria famiglia,quando invece la ricerca dell’essere dovrebbe andare ben oltre le pure formalita’ a cui noi tutti siamo incanalati?

Perche’ nella meditazione e nello zen si trova il punto di equilibrio della mente,la pace interiore e la via quando in altre religioni dobbiamo abbracciare leggi e comportamenti che ci negano l’essenza dell’essere che e’ il libero arbitrio?

Gia’ perche’?

Questo sino a ora mi ha impressionato nelle pagine del libro,l’aspetto della ricerca e della pratica tanto in voga in quegli anni dove,l’essenza del pensiero accompagnato dalla meditazione,sfornava geni e manager famosi anche.

Per non parlare di cantanti,attori,poeti e politici.

Domande,risposte che Jobs cercava,che io o tu cerchi.

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QUALE AUTOBUS PRENDI?

Quante volte abbiamo sentito questa frase:da oggi non me ne frega piu’ niente dei problemi degli altri.Anzi sapete che vi dico:penso solo a me stesso\a.

Vabbe’ direte voi,e’ un modo per dire, per esorcizzare quell’altruismo tipico nostrano che ci puo’ portare anche a delle fregature.

Dare molto e ricevere nulla,essere gentili e prendere cazzotti.

La cosa migliore da pensare secondo me e’ questa:tutto finira’ e allora perche’ prendersela cosi’ tanto per futili questioni?

Sarebbe meglio concentrare le nostre energie positive verso cio’ in cui crediamo.

Giustizia,religione,amore,soldi,viaggi?

Avere attorno a noi un alone protettivo di menefreghismo verso cio’ che non ci interessa o che non fa parte del nostro “credo personale”.

Prendi l’esempio del lavoro.

Utile, certo, per comprare il pane,vestiti e benzina.

Per altri e’ il senso della propria vita,l’identita’ da esibire  alle persone idolatrando virtu’ personali e logiche di carriera.

O il mezzo per comprare cio’ che serve,l’autobus giornaliero per portarci fuori dal tunnel della giornata che sara’ fatta poi di altre cose piu’ importanti e meravigliose.

Eppoi il distacco dalla logica del consumismo o della partecipazione collettiva a un rito pagano che e’ quello delle compere inutili a tutti i costi.

Ma cosa ci serve in fondo per una vita tranquilla?

L’amore dei cari,un buon libro e l’autobus del lavoro.

Io la vedo cosi’ e forse,spero,riusciro’ a essere piu’ sereno con me stesso e con gli altri.

E voi?

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