GLI EROI PASSANO,IL COV ANCHE?

Gli eroi non sono piu’ eroi e,adesso,rientrano tra i comuni mortali.

Parlo dei medici,infermieri,tutte quelle figure osannata e rese sante nell’apice del cov 19 negli ospedali.

Ingiusto,sgarbato,disonesto,voltagabbana…

Siamo fatti cosi’,noi esseri umani,che regaliamo gratitudine a chi ci salva o cerca  di

farlo ,e poi dimentichiamo,in fretta.

Tutto ritorna alla normalita’,tutti sono rimessi in circolo nella pentola dei lavoratori comuni,da bestemmiare quando sbagliano e osannare quando salvano.

E si perché prima,quando ci si faceva sotto per il virus,anche l’errore dettato dalla maledetta corsa a capire per salvare,passava inosservato.

Sara’ la giustizia a capire se i vari Fontana e compagnia sono da condannare,processare e non scusarli,renderli comunque santi.

Insomma la figura che e’ stata idolatrata e resa santa sui giornali,in pagine di social,con mantellina da super eroe,oggi e’ li,in un angolo di normalita’,pronta a continuare a fare il suo dovere.

Oggi usciamo con la mascherina sotto il mento,ieri eravamo bandati a guerra contro un virus invisibile,sconosciuto.

I modi e i tempi cambiano,gli eroi passano.

 

I NAVIGLI NON HANNO COLPA.

Non serve chiudere i Navigli a Milano.

Serve invece che il governo faccia paura con la verita’ non detta.

Serve invece che vadano in tv e ci dicano che il virus e’ li e che l’economia preme per ripartire.

E’ inutile farci vedere le foto dei ragazzini seduti in comitiva a ridere e scacciare i due mesi tragici.

Dovremmo dire la verita’ ,e cioe’ che non sappiamo ancora nulla del cov19 e di come rallentare la sua corsa.

Le sacche di plasma non fanno denaro e il vaccino preme di piu’ a livello di guadagni.

Ecco parliamo di questo.

I  Navigli e gli assembramenti li ho visti in rete ovunque.

Quindi sbagliano tutti,poiche’ portati a percepire una fine di un orribile periodo tragico.

La durezza a volte paga bene,paga caro.

Oggi il governo e’ un fantasma indecifrabile,un ectoplasma che c’e’ e non c’e’.

Manca il polso decisionista,il leader alla Merkel per intenderci.

Ho paura che per queste negligenze,ci scappino altri morti,altre bugie…

NON DATE I NUMERI ORA,IL COV19 E’ CRUDELE.

L’Osservatorio nazionale della salute,dirama l’elenco delle regioni italiane che ,a contagio zero,potranno ripartire.

Io il 7 di maggio,sempre se qualche sciagurato rinneschi un nuovo focolaio booommmm addio liberta’ vigilata.

Avrei voluto in questo momento vivere chesso’ in un paese comunista (CINA NO SIC..),si con la C maiuscola,dove il tg e’ scritto dal capo del partito,dove parla uno speacker in tv che sembra un robot,dove il comunicato pandemico e’ quello senza se e senza ma,dove tutti credono solo a una fonte,dove tutti non fanno troppe domande scomode.

Invece da me,in Italia,dall’inizio della pandemia da cov19,abbiamo sentito medici chiacchieroni e untori di false speranze,politici immuni ma poi colpiti anche loro,governatori egocentrici e figli della piu’ grande smania di apparire,dopo smontati inesorabilmente dai dati in rialzo e dalle sbagliate amministrazioni locali.

Abbiamo sentito diversi dottori,esperti,incoraggiarci a non credere al pericolo e,anzi,riderci sopra poiche’ i numeri della passata stagione erano ben altri….

Oggi il comunicato,la liberta’ ad un passo da noi,il ripristino delle attivita’ grazie all’azzeramento del contagio.

PAZZI.

Ma si,diamo i numeri,le date,diamo illusioni e invogliamo a prepararci alla domenica al mare tutti quanti in nome di quelle negate prima.

Auspico che cio’ avvenga,certo,ma vorrei prudenza,calma,senso del polso dell’italiano esaurito chiuso in casa e facile a ottimismi psichici.

La politica deve spalmare con attenzione il periodo della fase 2,deve rilasciare ottimismo ma anche attenzioni.

Il cov 19 e’ subdolo,stronzo,cattivo e audace.

Dare numeri oggi e’ sbagliato,accresce voglie e azioni che potrebbero anche creare un ritorno al passato.

E’ giusto individuare una fuga dall’incubo,una  luce in fondo al tunnel ma questo virus e’ nuovo,sconosciuto.

Quando dicevano che morivano i vecchi sbagliavano.

Quando dicevano che era una banale influenza sbagliavano.

Quando la Lombardia mandava i malati cov in albergo,sbagliava.

Errori,molti commessi.

Ma i numeri certi,o quasi certi a seconda della gestione regionale del lockdown,non dateli ora per carita’….

NORD E SUD AMICI NEMICI.

La maledetta pandemia porta oltre ai rischi conosciuti una lama sottile che potrebbe colpire una vecchia questione,e cioe’ quella del nord contro il  sud.

La notte della fuga dal nord verso le regioni meridionali,fu quella che segno’ la paura dell’accoglienza sincera e vera che sempre ha caratterizzato il meridione.

Si aveva paura,allora,di avere il virus in arrivo e si sprecarono le inutili grida di consigli a non venire giu’ per non infettare per primo i parenti a casa.

Oggi la riapertura forzata dall’economia e dalla fame,potrebbe nuovamente far muovere  numerose persone su e giu’ per la penisola allarmando ancora una volta chi, come ad esempio il governatore della Campania De Luca,dice no a questa eventualita’.

Si preannuncia una guerra di difesa delle proprie mura regionali,una alzata di scudi verso una forse veloce apertura alla normalita’.

Se e’ vero che il pil nostrano precipitera’ giu’ di molto e che la questione sociale potrebbe scoppiare allungando i tempi del lockdown,e’ anche vero che non deve essere poi un altro errore fatale non ascoltare il parere degli esperti.

Il professore Rezza dell’ISS predica cautela e lascia aperta la decisione finale a un parere generale nazionale senza comunque ascoltare le regioni piu’ convinte a ripartire.

La responsabilita’ di Zaia,Fontana e altri dovra’ essere certa’ sicura e decisionale.

Sbagliare ancora rimettendo milioni di cittadini in mano al virus sarebbe un genocidio a favore di una economia che ,seppur debole adesso,potrebbe rimettersi in moto anche attendendo ancora un poco.

Concludo con la questione delle conferenze informative delle 18.

Sarebbe stato opportuno,fin dall’inizio della pandemia,non dare numeri frequentemente poiche’ cosi’ facendo si sono innestati negli italiani due problemi ancora di piu’:ansia e confusione.Non basta cov19?

 

IL MIRACOLO ZAIA,DEL NORD MA POI…

L’idea che il Veneto e la Lombardia vogliano uscire dal lockdown presto mi fa pensare alla visione di un film horror con suspence finale.

La volonta’ di ripristinare la vita di una regione e il suo commercio florido subito a me desta perplessità.

Il link qui sotto oggi visionato da me,mi induce ad alcune perplessita’.

https://statistichecoronavirus.it/confronto-regioni/veneto/lazio/

Le misure adottate in Veneto saranno state pure meticolose,certo,ma i dati dicono il contrario.

Seppur il Lazio abbia piu’ abitanti,le linee del grafico indurrebbero Zaia ad attendere ancora un poco e,magari,aspettare il calo dei contagiati e dei morti.

Questa battaglia contro il coronavirus,ha messo in luce le bugie della regione Lombardia,lo scaricabarile di Fontana circa la vicenda del Pio Albergo Trivulzio e la corsa a chi per primo rimette in marcia la clausura dei cittadini della regione propria.

E ricordandoci del rosario di Salvini,della spallata al governo 5s e di altre diavolerie giornaliere,e’ presto detto che dalle parti del nord spesso si esageri a smania di protagonismo.

In realta’ se questo dovesse essere smentito,allora Zaia potrebbe ambire a trascinare l’Italia governandola e,forse,farla divenire regina in Europa…..

L’IDEALISTA AL TEMPO DEL COV19

L’idealista e’ sempre poco pratico.

Magari sconfina nell’ottimismo,ma poi si perde dietro gli eventi insormontabili o annose questioni burocratiche.

Quando da ragazzino sventolavo la bandiera bianca immacolata che aveva il significato di niente fazioni politiche,niente concetti indotti da teoremi partitici o in segno di liberta’ dalle costrizioni di massa,seguivo la logica del vedere tutto positivamente e,anzi,mi infuriavo con chi non lo facesse.

Al tempo del Live Aid di Gendolf e company,carpivo le motivazioni della musica,delle star e in loro mi rifugiavo sognando che potessero veramente salvare il mondo e la fame.

Sbagliavo…

 

L’idealista al tempo del coronavirus lo ritrovo nei balconi con le bandiere e la musica sparata a palle,con i cori da stadio e i brindisi a distanza,con gli hastag lanciati in rete e le dirette via social piene di speranza e belle parole.

Quando lessi di Bergamo,dei loro morti e delle bare portate via dall’esercito in un macabro rito in coda dei camion,capii che gli idealisti del cov19 aveva perso e,anche,fatta una brutta e ignobile figura.

I numeri di quei giorni,ma specialmente il dolore della Lombardia e dei cari senza un saluto,l’ultimo da parte dei figli,aveva scoperchiato un enorme masso messo dinanzi alla superficialita’ di molti,di quelli che pensavano che con le loro tribali apparizioni nei balconi,potessero scacciare via il virus.

L’idealista perde oggi,piu’ che mai anche dinanzi alle tristi storie di negligenza delle case di riposo,delle false notizie messe in giro per tenerci buoni.

La crudelta’ della certezza data dai medici,ma aggiungo dagli infermieri e il loro volto sfatto dalla stanchezza e dalle piaghe causate dalle ore  e ore di pressione delle mascherine sui loro volti sono la risposta alla nullita’ della speranza di uscirne fuori con canti e cori inutili.

Si e’ detto che si facevano per resistere alla noia,allo scandire delle ore lente che annoiavano noi tutti e che ci deprimevano dentro le quattro mura che erano prigione e non sicurezza per molti.  Sbagliavano,perche’ eravamo fortunati a stare vivi in quattro mura   appunto!

L’idealista senza logica vaga ancora in rete e cerca spiegazioni nelle fake news,aggrappandosi alle speranze che tutto sia cosi’ facile da risolvere e difficile da non fare.

La realta’ che ci dice la vera stampa,lo scoop dei giornalisti di provincia che per primi contarono i morti e che per primi ebbero i dubbi sulla malata sanita’ nostra,sono i veri eroi da seguire,quelli che dovevano mettere a tacere le esuberanze infantili di molti e far capire,a loro,la drammaticita’ del momento.

E invece vince il numero alto  dell’ottimismo  che regna sovrana in noi.

Basti pensare a cio’ che si e’ visto a Palermo,sui tetti,o nei litorali presi di mira da alcuni in tempo di restrizioni della liberta’ .

L’idealista oggi mi fa pensare a un immaturo,che scavalca i problemi e si lascia coinvolgere da una positiva sensazione di vittoria senza morti sull’asfalto….

LO SPOT MILANESE E GLI EROI IN CORSIA SENZA MASCHERINE.

Era febbraio,il sindaco Sala sulla sua pagina fb lanciava lo spot “Milano non si ferma”.

Era febbraio e Milano non cedeva alla paura,alle notizie e alla perplessita’ che la scienza non ammetteva.

Era febbraio e Milano credeva che morivano solo gli anziani,quelli con patologie pregresse, e che i giovani si salvassero.

L’Italia, poco a li’, supero’ la Cina con numero di decessi,e allora si inizio’ a parlare di virus aggressivo,di difficolta’ a reperire mascherine e a Marzo si capii che la cosa era seria.

Conte blocco’ la fuga dalla Lombardia ma qualche Giuda fece trapelare il tutto e gli “untori “vennero al sud,anche se poi in molti rimasero in quarantena a casa mettendo a rischio famigliari e non.

Lo spot di Sala per molti fu un errore,fatto di  presunzione e superficialita’.

Sala commise l’errore di sapere tutto quando il tutto ci era sconosciuto.

La battaglia cinese,l’isolamento e le restrizioni dovevano dirci molto,ma Sala non seppe resistere alla smania di egocentrismo tipico di quelle zone ricche che mettono al bando la parola rallentamento economico.

Forse lo fu anche per il bergamasco,dove la zona rossa non fu messa in atto subito e che cosi’ facendo permise al movimento lavorativo delle industrie di agire e svolgere le funzioni di routine giornaliere.

Lo spot della Milano che resiste rimarra’ nella mente di tutti come lo slogan della sconfitta,dell’ignoranza e delle presunzione.

Oggi sentivo medici e infermieri che ricordavano i loro timori,le loro paura dinanzi ai casi di polmonite atipica e della loro difficolta’ a gestirla nelle corsie ospedaliere milanesi.

Lo spot andrebbe fatto si,ma a memoria degli eroi,quelli veri,in camicie bianco senza mascherine….

IL DOPO COV19 SARA’ DISASTROSO PER LA POLITICA.

La sensazione e’ che ci sara’ molto da discutere quando finira’ il problema cov19.

L’aria che tira e’ quella delle pecche nella politica nostrana e di falle enormi in tema di prevenzione per l’incolumita’ nazionale.

L’inchiesta apparsa oggi sul Corriere della Sera,la dice lunga su cio’ che e’ stato nascosto e su cio’ che non si e’ fatto addietro,specialmente nel bergamasco.

La scusa del non saper nulla del rischio cov 19 e di non aver abbastanza data base per rispondere a questo dannato killer,non sembrerebbe bastare.

Ci potrebbero essere interessi economici da non fermare e decisioni non prese per non creare panico generale.

L’Italia ora ferita annaspa nel suo terribile momento.

Si respira un poco meglio ma si sa che,passata la bufera,usciranno fuori carte e telefonate magari a scuotere un popolo preso alla sprovvista ma dato in mano a politici che ,per molti,hanno taciuto e sbagliato.

 

ATTENTI I “BARBARI” SON TORNATI(COL PSICONANO)…..

Ha ragione il mio amico del bar che ogni mattina mi ripete:ci mancano i c….ni!!!

Ha ragione.Se siamo arrivati al punto di rivedere la stessa scena di un film,e cioe’ l’amore del Pdl e dei verdi leghisti,allora e’ colpa nostra.

E’ colpa di non aver fatto nulla per cacciarli,per disonorarli completamente e per trovare alternative a loro.

Quando il trota fotteva i nordisti con anche i loro soldi,avrebbero dovuto capire che le pulizie si fanno alla radice e la loro radice si chiamava Bossi.

Fatto da parte anche con i suoi problemi fisici(poveretto…),si penso’ che il rocchettaro Maroni avesse finalmente capito che circondarsi di pazzi idealisti e ladri,aggiungo io,sarebbe stato pericoloso.Volle farci credere e far credere alla Padania che non esiste,che lui,il Roberto verde,aveva capito e aveva intuito le esigenze della piazza.

Oggi sento invece che la Lega si allea con il psiconano e che per calcoli politici,si rituffa nell’orgia delle elezioni.

Ma allora mi chiedo,adesso mi aspetterei la ribellione del popolo leghista che aveva giurato e rigiurato di non voler piu’ correre col psiconano.

Attendo impaziente,easpetto la famosa discesa dei barbari,ma questa volta,contro i loro re che al grido di “evviva la Padaniaaaaaa”,possano rimettere le cose per il verso giusto.

Se cosi’ non fosse,allora i leghisti non esisterebbero piu’ e andremmo a contarli solo nelle poltrone di un parlamento,sempre piu’ come un film vintage.

padania1-219x3001