L’IDENTITA’ BRASILIANA PRESA A CALCI…MA POI VENIAMO NOI…

Non e’ stata tanto la goleada della Germania a stupirmi,visto che questo e’ il peggior Brasile schierato da sempre ai mondiali,ma la perdita dell’Identita’ Nazionale.

Cioe’ a partita conclusa,via sciarpe,magliette gialle e bandiere,e avanti con il ripudiare la nazionale e cio’ che essa rappresenta per il popolo brasiliano.

Una ferita dove il passo tra l’orgoglio e l’essere rappresentato e’ breve,e dove il brasiliano rigetta un simbolo,la nazionale di calcio e il calcio,amato e difeso da sempre.

E allora penso a noi,poveretti,che nei maro’ abbandonati in India da un governicchio subdolo al ricatto e poco energico contro chi e’ il padrone delle chiavi della prigione,vediamo l’Italia tanto amata e offesa.

Penso anche a chi nell’orgoglio nazionale italiano e nella sacra giustizia,si meraviglia di un inchino al boss di turno e grida al peccato originale….amen.

Insomma siamo legati ai simboli che se reggono bene,specialmente quelli sportivi e politici,ci caricano e ci inorgogliscono dinanzi al mondo.

Siamo italiani,siam tutti fratelli ma non ce ne fotte una mazza se qualcuno ci chiama anche mafiosi e mediocri nel calcio che conta.

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DALLA MAFIA AL PIGIAMA DI DELL’UTRI,PASSANDO PER IL VOTO DI DOMANI.

Falcone e Borsellino sono morti ,uccisi da uno stato dentro lo stato.

La mafia e’ un territorio,con regole precise e azioni da compiere per ingrandire il denaro al suo interno.

Scajola arrestato, e’ l’emblema di come oggi,nonostante la grave perdita dei due magistrati,la mafia sia forte,radicata e nascosta nei colletti bianchi che si aggirano nelle sedi istituzionali e non.

Allora,la dipartita dei due uomini di legge,serve solo a chi,come loro opera nei tribunali?

Come una spinta emotiva,una logica di orgoglio in difesa dei maestri caduti sul campo di battaglia?

Oppure e’,anche,per noi cittadini un sollecito a combatterla,renderla inerme dinanzi al nostro rifiuto di farne parte.

Non lo so,so solo che oggi siamo pieni di poteri occulti,nascosti e che ancora oggi,il secondo stato,c’e’ e assieme a lui schiere di adepti pronti a servirlo.

La politica,quella che domani sceglieremo per l’Europa,diviene un esame personale delle nostre intenzioni di voto anche per capire se,in fondo,vogliamo cambiare il futuro.

Quando Grillo ieri sera ricordava come i discorsi di Berlusconi fossero quasi come dei “pizzini”,allora li e’ scattata la metafora,il ricordo,il dna di un paese nel paese che ha pagato con le morti di molte persone,la sua dignita’ di essere libero e non colluso.

Ieri parlando di Dell’Utri nelle vesti di detenuto col pigiama a strisce in esilio per paura di venire qui,come farebbe qualsiasi uomo di dignita’,ha sminuito un personaggio che rimane nell’ombra delle ombre del nostro paese.

Allora ecco di nuovo la mafia,il potere,gli uomini.

Il risultato di queste politiche europee,sara’ anche nazionale e avremo dinanzi a noi,una faccia nuova oppure una vecchia.

Avremo dinanzi a noi,il vaffa di Grillo alla regola da rispettare per stare nel club della Merkel,oppure il prezzo alto da pagare per dirci europeisti anche noi.

Allora,tra mafia che c’e’ ancora,tra pseudo minacce velate da possibili futuri di violenza,il voto dei grillini mi pare,almeno,piu’ sincero,onesto e anche rischioso.

Se perde Grillo,azzerera’ la sua idea di nuovo,di rivoltare un sistema marcio e allo sbando.

Se vince,avremo la sconfitta di Renzi,il ganzo mandato dall’Europa per stare in scia a un discorso politico ed economico che,se dovesse cadere,forse trascinerebbe a fondo mezzo mondo.

Ma poi,secondo voi,non abbiamo gia’ toccato il fondo appunto?

MA C’E’ QUALCUNO COME PEPPINO?

Che poi il recupero mentale di una persona debba passare dai servizi sociali e’ tutta una cosa da vedere.

Si insomma vedi Berlusconi.

Cosa potrebbe imparare a far del bene per forza di cose?

Cosa mai capirebbe a porgere l’altra guancia invece di dare sassate al prossimo?

Credo invece che la cosa migliore per una persona sia imparare dai propri errori le giuste correttezze da apporre in se.

Il bimbo che cade a terra sapra’ mettere meglio il piedino la prossima volta,o no?

Ma poi ti scontri contro una cosa di questi tempi:l’ingordigia da potere.

Vedi Grillo.

Lui il santone purificatore dei mali altrui,sembra essere in difficolta’.

Per una ragione sola:e’ come gli altri.

O meglio finge di essere diverso ma non fa il cambiamento che ci vuole,radicale e duro.

Penso ad altri che hanno fatto storia morendo di persona o a fianco al popolo per lotte sociali e diritti da difendere.

Un nome?Impastato Peppino,contro la mafia e i suoi poteri per esempio.

Nel 1979 con 2000 persone organizza la prima marcia nazionale in Italia contro la mafia.

Fonda una radio,Radio Aut e da li via etere denuncia tutto.

Muore nella notte del 9 Maggio,assassinato con una carica di tritolo legata al suo corpo sui binari del treno.

Ecco chi amo.

Queste persone,divenuti simbolo per essersi messi in prima persona contro questioni scomode e silenzi voluti.

Altro Grillo e servizi riabilitativi…

 

CARO ALFANO,NON MI DIRE CHE….

“Li prenderemo,li staneremo,sono bestie,60 uomini in piu’ a Taranto,controlleremo le prossime uscite dal carcere dei mafiosi,Ros,tecnologia avanzata di controllo…..”

Alfano,oggi a Taranto in Prefettura.

L’emergenza per questo territorio per lo Stato e’ la mafia,quella che ha ucciso il piccolo tra le braccia della madre sulla S.S. 106 alle porte di Palagiano.

Lo stato corre,nelle sue auto blu,si fa strada e scalpita per mettersi in mostra,per dire che c’e’.

Lo stato e la sua priorita’ in terra jonica,lo stato che c’e’ e reprime il male.

Ma l’emergenza qui non e’ la guerra tra bande,come lo fu negli anni 80 quando in citta’ si sparava ogni giorno.

L’emergenza,seppur riconoscendo il grave fatto accaduto e la povera vita persa del bambino,e’ e rimane l’ambiente caro Alfano.

Il tuo governo sa questo,ma latita a cercare canali risolutivi,annaspando e tentennando dinanzi alle evidenti violenze che quotidianamente la fabbrica dei veleni,l’Ilva,riversa sulla citta’.

Tu Alfano,lo sai dentro te.

La strage dell’altro giorno,ripeto seppur gravissima e allarmante,rimane in un contesto di violenza tra bande rivali e vendette trasversali.

La vera strage,caro Alfano,e’ l’ambiente distrutto e i morti che ci sono stati e ci saranno se non si mette fine al favoritismo che il tuo stato,il tuo governo, fa ai Riva.

Ecco perche’,Alfano,la velocita’ impressionante del venire qui e le parole di fermezza verso questo episodio,urtano la sensibilita’ di noi tutti che nello stato non vediamo,spesso,il difensore dei nostri diritti.

Quindi,vorrei vedere anche azioni risolute e celeri verso il problema ambiente e rispetto verso tutti i morti che hanno lasciato famiglie nel dolore e bimbi orfani.

FRANCESCO,IL POVERO E LE SPERANZE FUTURE.

Ho letto del papa Francesco che di notte andrebbe ad aiutare i bisognosi dando loro denaro e aiuti materiali.

Bene caro Francesco.Fai una cosa utile e nuova certamente,ma sarebbe efficace altrettanto aprire le chiese in queste notti fredde e donare ai poverelli un riparo sicuro.

Davvero Francesco stai scombussolando cio’ che la chiesa nel passato non ha fatto,andando contro una lobby,la chiesa chiamiamola deviata,che ha perseguito vizi e affari.

Il buon papa argentino,come un disinfettante,arreca alla chiesa stessa visioni moderne e rivoluzionarie.

Saranno capaci i nostri sacerdoti a cogliere questo rinnovamento,oppure sara’ fatto fuori quest’uomo che avvicina la fede all’uomo di strada?

Dovrebbe fare cosi’ anche la politica e forse avremmo nel futuro speranza e credibilita’ in quelle istituzioni che oggi vacillano e rischiano di andare in contrasto con cio’ che aspettiamo da tempo.

Uguaglianza,diritti,onesta’,equita’.

Siamo lontani da tutto questo oppure papa Francesco e’ l’apripista di una rivoluzione?

Siamo al bivio del cambiamento oppure tutto questo e’ solo un regaluccio che resistera’ sino al prossimo successore di Pietro?

Eppure Wojitila ricordo,che porto’ cambiamenti e denunce in quello che allora era il vero problema:il comunismo dilagante.

E’ vero anche che con Gorbaciov ebbe la strada spianata ma qui da noi,in Italia,seppe condannare fermamente questioni come la mafia e la corruzione.

Ratzinger non ha fatto altrettanto e sul suo cammino apostolico regnano scandali e silenzi.

Papa Francesco,i nostri politici e noi,comuni mortali che annusiamo l’aria di un rinnovamento ma poi,purtroppo,ci scontriamo con una realta’ fatta di privilegi alla casta e figli di papa’ nei posti del potere.

I sani principi e le speranze future vengono propinate in tv da molti e spesso non hanno riscontro futuro.

Adesso piu’ che mai,servirebbero uomini e donne che stiano a fianco dei nostri problemi e delle nostre speranze.

Ma ci sono papa Francesco anche in politica?

IO CI HO PROVATO,MA……

Ci sta che una sera Travaglio venga da queste parti e, nominando il Gip Patrizia Todisco,scateni gli applausi dei presenti.

Ci sta che lei,la Todisco,sia stata messa da parte come tutti quei magistrati che hanno cercato di capire l’affare Stato\Mafia,e che, oggi, rischiano con il tritolo arrivato a Palermo.

Non ci sta invece che si dica ancora che il quartiere Tamburi sia nato dopo l’Ilva e che le bonifiche si stiano facendo.

Gli ispettori possono andarci ogni santo giorno,ma ogni santo giorno vedranno cio’ che l’azienda vuole fargli vedere.

Pulizia,ordine,treni nastri coperti e cannoncini  abbatti minerali.

La realta’ e’ che  da anni chi vive in questa citta’,si sente emarginato.

Emarginato non come una qualsiasi citta’ del sud che,per i suoi connotati nati ad arte dal piu’ becero leghista paga dazio,ma invece per il non rispetto per essa.

Il rispetto delle convinzioni che spesso, pur trovando riscontri evidenti e ampi in campi sanitari e giuridici,sparisce dinanzi allo Stato,padre usurpatore a volte di logiche di giustizia.

E allora l’Ilva,l’inquinamento e i giudici,sono Stato\Mafia,il dualismo che ha rovinato le vite di molte generazioni.

Lottare contro un muro e’ ardua questione e ieri,Travaglio,nominando il gip Todisco,ha aperto la ferita in tutti noi.

Ha da una parte elevato questa donna,giustamente,e dall’altra ha rimesso in discussione l’ambiguita’ stessa del potere politico,silente e navigato nelle stanze romane.

Una logica soluzione per Taranto forse ci sara’ pure,ma ai fatti di oggi,personalmente manca il peso della politica locale.

Quel peso che una volta era l’equilibrio tra le ingiustizie dei governi e la rabbia dei cittadini,loro elettori.

Oggi con un sindaco vacante nel suo ruolo e una azione di denuncia fatta solamente dai gruppi ambientalisti,sembrerebbe una battaglia all’infinito.

Una ricerca di menzogne e scoop da denunciare a tutti ma con scarse ripercussioni a livello locale.

Ho paura che chi verra’ messo fuori gioco,possa dire un domani, dinanzi magari a una tv:io ci ho provato…ma lo Stato era piu’ forte….

©arallagianlucafoto

©arallagianlucafoto

STRAGE AMBIGUA E CON RIFERIMENTI STORICI AL PASSATO.

Diciamoci la verita’:ma un pazzoide locale non verrebbe preso subito nel giro di 24 ore?
Oppure avendo un identikit dalle videocamere non e’ facile con la tecnologia odierna trovare subito il sospettato e prelevarlo da casa?
Invece no.Invece la strategia terroristica del terrore simile a quella degli anni 70 e’ di nuovo alla ribalta degli opinionisti,dei giornali e delle tv nazionali e non.
Magari una strategia del terrore visto che la sinistra avanza,Hollande in Francia apre scenari nuovi e i movimenti avanzano inesorabilmente.
Quando le stragi di stato nel passato volevano incolpare i rossi,rei di essere forti politicamente e guastafeste in una nazione di destra,ci furono azioni eversive e morti incolpando loro e servendosi dei servizi deviati dello stato.
Molti pensano che oggi,la tragedia brindisina,riassuma un po’ cio’ che fu il clima del passato,colpendo giovani fanciulle in nome di un progetto destabilizzante per una Italia che verte a sinistra.
La mafia,come erroneamente e velocemente si e’ accusata,e’ fuori dal giro infernale dell’azione criminale,cosi’ come la sacra corona e la delinquenza locale.
Regolamento di conti?Ma di regola si va dritti alla persona,colpendolo con certezza.
E allora come dicono i magistrati la pista terrorismo sembra essere quella piu’ plausibile.Adesso manca il mandante e il motivo reale.
Forse rispetto al passato,lo stato pressato dai giovani e dalle associazioni,dovra’ spiegare con chiarezza se c’e’ un secondo stato che trama col sangue dei nostri figli.
Esagero?Ma non sarei l’unico.

LA RETORICA DELL’ATTENTATO A BRINDISI E’ RIPUGNANTE.

Dopo l’attentato di Brindisi,in molti hanno gridato al ritorno della mafia.
Il nome della scuola,l’anniversario della strage e il passaggio della carovana antimafia.
In molti.Hanno sbagliato.
La retorica sicura quando non si hanno prove,e’ quella che mi da piu’ fastidio,poiche’ vuol dire non essere completamente maturi da cio’ che abbiamo subito e non essere capaci di dimostrarne la volonta’ di combatterla.
Subito si sono organizzate marce antimafia,cortei spontanei e dibattiti televisivi con magistrati,giornalisti e altro.
Oggi si apprende invece che l’origine dello squallido gesto e’ stato dettato da una o al massimo due persone,che sono state riprese da una videocamera e che avrebbero motivi di gesto spontaneo probabilmente dettato da pura follia.
L’Italia ha paura del passato ancora,delle bombe del 70 e del 93 e degli anni di piombo.Ha paura della follia anarchica che nell’attentato di Genova ha fatto riscoprire il terrore di essere seguiti e colpiti alle spalle da un terrorista.
Ma ancora piu’ evidente e’ il fatto di non aver ancora metabolizzato un periodo che ci portiamo dietro e che nella violenza apre tante tracce nella nostra memoria.
Hanno sbagliato di parlare subito di mafia come colpevole di questo gesto,e di non aver aspettato piu’ notizie certe per condannare un  mandante da ripudiare nelle piazze a gran voce.
Ecco cosa rovina l’Italia.La retorica di Giletti la domenica,dei direttori sui giornali e della notizia buttata li’ senza prove evidenti.