TRECENTO DENARI,A.D. 2016

TARAS

gianlucaralla(c)

Trivelle si,trivelle no,referendum del 17 Aprile.
Ma cio’ che mi preoccupa e’ Tempa Rossa,l’ennesimo regalo al governo Renzi da parte di Taranto.
Si l’ennesimo,dopo i vari decreti salva Ilva,le varie delibere sblocca zone sequestrate dalla magistratura(Todisco eroe dei due mari…) ecc..
Poi vado a documentarmi sul sito della Total e trovo questo:http://www.it.total.com/it/pagine/attivita/tempa-rossa-taranto-obiettivo-lavori
Trecento posti in piu’,novanta navi in piu’,ricadute sul territorio positive,ecc…
Svenduto,riviolentato,manvrato e non rispettato.
Questo sara’ l’ennesimo regalo del governo a noi tarantini?
Non bastano i fumi dell’Ilva e i suoi morti,o volete un mare nero,una petroliera che sversa in mare veleni o una nuova Moby Prince?
Cazzo avete gli occhi signori,cazzo avete un minimo di buon senso per capire che questo territorio e’ saturo di veleni,ripeto VELENI,avete letto meglio?
Le curve esponenziali in crescita delle malattie respiratorie,i dati dell’aria piena di idrocarburi,il mare che e’ stato contaminato dagli scarichi industriali,e ancora,ancora.
Voi volete darci trecento posti di lavoro in cambio della morte futura che verra’?
FANCULO.
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ESTATE,MODI DIVERSI E LA PSEUDO MIA PISTA CICLABILE CHE HO IN CITTA’…

Ritorno a scrivere dopo un po di distacco dalla tastiera.

Alba Adriatica.Abruzzo,ottimo luogo per passarci una settimana di relax con famiglia.

Due considerazioni:

la prima e’ che esiste  ancora il confronto scontro Nord Sud.

Tipica giornata,la piscina,famiglie con i bimbi a giocarci dentro e…puff..scontro tra due modi diversi di vedere il gioco.

Quello espansivo,a volte anche troppo tipico meridionale,nostrano,fatto di spontaneita’ e gesti aperti a tutti,e quello del nord,freddino,calcolato,dubbioso su chi hai dinanzi.

Scontro tra famiglia brianzola e napoletana per via di acqua schizzata in faccia alle bimbe palliducce e …puff scuse tipiche con finale”son dei bimbi …sorrisetto e via si ricomincia”.

Insomma tipicita’ nostrane,locali e modi di vedere anche l’altro con distacco oppure con coinvolgimento.

Modi di un’Italia vacanziera che ama il mare e chi,invece avendolo sempre dinanzi,preferisce piscina e sedie a bordo vasca.

Bimbi superprotetti,e altri lasciati li,a scegliersi il rischio da percorrere entrando in acqua saltando da lontano senza l’aiutino di mamma o papa’.

Seconda cosa.

Le piste ciclabili,caro sindaco mio,sono quelle che ho visto,con due corsie  e lunghe,ben fatte e che,possibilmente,durino chilometri e chilometri.

No pseudo abbozzi,giusto per prendersi i soldi europei,di un qualcosa che poi e’ solo mancanza di rispetto verso noi,comuni cittadini,che paghiamo le tasse.

A presto,e buona continuazione di vacanza.

A PELO D’ACQUA.

Un post sull’estate,sul mare e sul sole che ti brucia sarebbe scontato.

E allora,cerco di essere un poco diverso dagli altri ,e vi raccontero’ di quando,io solitario,nuoto e vedo,a pelo d’acqua,la mia citta’.

Noto subito una diversita’ che ha condannato Taranto.

E cioe’ la parte salva,quella del borgo e delle periferie,e quella ammazzata e sottomessa dall’industria.

Il ponte Girevole che divide tutto cio’,sembra quello di Mostar,nella ex Jugoslavia.

Anche se diverso,lo vedo cadere,venire giu’ sotto l’impotenza della ragione e del diritto di chi vuole avere una citta’ a misura di uomo.

Un simbolo,che divide chi ha perso e chi vuole resistere.

Poi la mia citta’ con la base navale in Mar Grande,a dirci che siamo una citta’ militare e che ha perso anche una sua caratteristica.

Quella delle barche che solcavano il mare,uniche nel lavoro delle braccia che tiravano su le reti dei pescatori.

A pelo d’acqua,annuso,odori e veleni.

Odori nauseabondi,quelli che sversa nell’aria l’Eni e l’Ilva e che il buon Ronchi dice di non sentirli….

Nuoto,vago in un territorio che ci deturpano e che amo.

Amo tutto cio’ che ci sta annientando,questa e’ la mia …pazzia estiva.

CARA ORIANA TI SCRIVO DEI PROFUGHI ARRIVATI.

Sono arrivati,non piu’ con la paura di morire su una barca,ma con la speranza di essere salvati da un destino segnato.

I profughi siriani accolti a Taranto portano la sofferenza sulle loro facce e ritrovano, grazie ai volontari delle varie associazioni locali umanitarie,briciole di sorrisi.

Ho visto diverse volte le foto dei siriani,ammassati tra di loro,a scrutare il cielo con terrore,cercando di capire se qualche barile dell’esercito di Assad cadra’ sulle loro teste,sulle loro case.

Ho visto foto di bambini soli,orfani di genitori che li hanno protetti con i loro corpi dalle mura sgretolanti che cadevano sotto le bombe.

Questi bimbi,queste persone,sono la parte che fugge da un territorio in mano a una carneficina,atta a spazzare via gli anti Assad e che sembra un girone infernale per le crudelta’ che  ci rivela.

Oggi a Taranto ci sono i “fortunati”,coloro che possono ammirare un cielo e vedere solo azzurro e sole,non aerei e polvere di palazzi crollati.

Allora mi viene alla mente un libro della Fallaci,”La Forza della Ragione”,ove il dualismo cristianesimo e Islam mise gia’ dal passato,grazie alle violenze dei musulmani,i puntini sulle i.

Quei puntini che ci dicono diverse cose.

O stai con me,oppure muori.E se muori avevi torto,non volevi far parte di un progetto,basato sulla paura,di chi sta al potere.

Chi scappa via mare e’ libero da questo legame,questa strana democrazia che alcuni ci vogliono far credere che esista con un 87% avuto dalle elezioni.

Elezioni farsa,certo.

Elezioni ove l’Onu ad esempio o Amnesty International,ci racconta la paura del voto contro il regime velato da minacce e stragi.

Democrazia vero?

Ma veniamo a questi poveretti che arrivano a aTaranto,in una citta’ dove l’emergenza e’ continua ma che,nell’emergenza di altri,ritrova l’unita’ e l’altruismo.

Vestiti,biberon,scarpe,viveri di prima necessita’.

Il profugo cara Oriana,va aiutato perche’ e’ parte anche di noi,parte di un mondo che nell’altro cerca aiuto e conforto.

Lo farebbero con noi anche loro?

Anche loro,i profughi delle nostre spiagge,dei nostri barconi stracolmi,ci accoglierebbero a braccia aperte e ci darebbero da mangiare?

Io credo di si,nel dolore siamo tutti uguali.

BUON ANNO,NO ANZI …NULLA E’ CAMBIATO,ANZI….

Non so se conviene piu’ commentare le cose dell’anno appena passato o iniziare con quelle nuove del 2014.

Fatto sta che nel momento in cui scrivo,sui social network mi appare la foto  di una spiaggetta vicino Taranto,a Lama,che,come un segnale biblico,ha il mare che la bagna tutta di rosso  ruggine.

E’ la zona che ho frequentato fin da quando avevo 10 anni,e andavo nelle mie scorribande mattutine con gli amici per fare il bagno non piu’ con i genitori.

Questa zona e’ bella,e ricordo che aveva a poca distanza dalla spiaggia fatta di sassi e sabbia,uno scoglio lungo e perfettamente liscio.

Da li mi tuffavo e’ provavo la gioia di un corpo libero nell’acqua lontano dai pensieri della scuola.

Ritorniamo all’inizio.

Oggi appare questa foto scattata da Christian Limone.

conchetta lama

Aggiungiamo altro?

Che vi devo dire che l’Ilva in queste ore emana tanto,ma tanto tanto veleno nell’aria?

Non ci credete?

Altra foto?

Ok…

ilva 1 gennaio                                                                                              Foto di Gianfranco Curto.

Aggiungiamo altro?

Diciamo che si e’ sparato piu’ degli altri anni a capodanno nonostante ci siano meno soldini in giro?

Come posso dire oggi “auguri Taranto” ?

Come posso dirlo,vedendo gia’ in due giorni appena  due micidiali ferite al territorio?

Un attacco dal cielo e dal mare oserei dire.Un senso di impotenza dinanzi a chi autorizza tutto cio'(lo stato promulgando sentenza salva Ilva e restituendo i soldi confiscati dalla magistratura tarantina…)e dal vigliacco che con il suo gesto ha ferito una parte dei miei ricordi da ragazzino(spero in un evento naturale…)Buon anno,popolo jonico…e non solo.

 

P.S.

Leggo che il fenomeno accaduto a Lama e’ del tutto naturale e si chiama “esplosione algale”.

Meno male.Un problema in meno..l’altro difficile che sia naturale..o no?

450 KHM DI DIFFERENZA.

C’e’ un momento in un viaggio che ti accorgi l’inutilita’ delle lotte.

O meglio,sconfortato,capisci che cambiare testa e persone e’ cosa ardua e dura.

La distanza,seppur minima nei 450 khm,e’ enorme nelle differenze.

Da una parte la ex culla della Magna Grecia,dall’altra una citta’ che ha capito come il mare possa essere il volano trascinatore economico locale.

Taranto e Alba Adriatica.

Accomunate da un destino naturale che e’ l’acqua del mare,sorelle per le splendide spiagge dalla sabbia dorata,hanno differenze che noti e che annoti dentro te.

Bene in primo luogo una e’ realta’ industriale,dove la padrona e’ la dea dell’acciaio e che l’antagonista a essa,il dio turismo,e’ e diventa pura illusione.

O sei una cosa,acciaio,o sei l’altra turismo appunto.

Credo che la simbiosi non possa coesistere,poiche’ la prima annulla l’altra con i suoi veleni.

Aria percorsa dai fumi e mari solcati da scorie di veleno che azzerano possibili attrattive turistiche.

Hotel mancanti per scarsa programmazione politica e servizi mancanti per teoremi ideologici che negli anni hanno detto, piu’ o meno, che bisogna aspettare zio Sam e non l’imprenditore locale,svogliato e poco amante della propria citta’, per creare.

E allora cammino per questa cittadina adriatica e’ noto che poi non sarebbe difficile affiancarla alla mia Taranto.

Il mare come ho detto c’e’,le spiagge anche ma…noto l’evidenza dei fatti,quella certezza che e’ la nota finale delle speranze:la nostra mentalita’.

C’e’ poco da fare.

Quella solo comanda.Quella solo e’ il motore di un sistema che agglomera mille cose:educazione civica,pulizia,rispetto,altruismo,amore per il verde,per la cultura e visione generale di autostima.

No .

Qui si vivacchia con quella mezza farsa dell’appuntamento estivo.

Quello delle vie nella citta’ vecchia fatta di birra a go go e banchetti abusivi di panini e salsiccia.

Non decolla questo turismo del fai da te.

La mentalita’ non c’e’ .

Manca tutto,siamo agli albori del comune senso civico.

E allora,oserei dire,chi puo’ scappi da qui.

Persa allora la battaglia?

Se due situazioni,acciaio e turismo andranno assieme avanti,allora sara’ sempre cosi’.

Se l’Ilva stesse a Alba Adriatica avremmo situazioni uguali a Taranto.

La nostra sfortuna e’ che una caratteristica annulla l’altra.Poi se ci metti assieme la massa ignorante,bifolca e quel populismo che non porta a niente,allora la fine e’ certa.

Chi puo’ scappi,e niente retorica prego.Questa e’ la cruda,dura realta’…a 450 khm appena da noi,mica agli antipodi no?

(c)arallagianlucafoto

 

LEGGO,ANNUSO E RESPIRO…..MA RITORNO QUI!!

Il vantaggio di essere in vacanza,figli permettendo,e’ quello di capire meglio la notizia leggendola sui giornali.

Assimilarla come si fa con un ottimo cibo,assaporarlo e portando dentro di se i ricordi olfattivi e di gusto che ti faranno piacere o no.

Bene leggo su Repubblica di ieri la condanna di Berlusconi.

Leggo,assaporo ma non mi rimane nulla dentro.

O meglio non mi meraviglia o mi farebbe ritornare allo stesso tavolo.

La minestra Silvio oramai e’ ben riscaldata da anni e, i piu’ avanti negli anni, lo ricordano dalla sua discesa in campo contro il drago rosso comunista per salvare l’italiano.

Poi col tempo si scoprira’ della frode fiscale Mediaset e della sua vera discesa in campo solo per fare leggi e leggine per consentirgli di aggirare ostacoli vari.

Poi le donne sua altra passione(ma anche uno di nome Benito aveva la stessa smania),il Milan e i processi.

Leggo ancora della condanna a carcere tra le mura calde della sua casa(ma quale delle tante…) o affidato ai servizi sociali.

Si temono rivolte civili(figurati non le facciamo per questioni piu’ serie,figuriamoci per re Silvio…)da parte del suo esercito magari guidato da Sallusti e Santanche’ in testa.

Sara’ ma non mi faccio abbindolare dai titoloni su questa condanna e anzi,respiro e annuso l’aria abbruzzese,sapendo che ora che scrivo queste quattro lettere,mi ritrovero’ nella terra dei veleni,quelli dell’Ilva del signor Riva,altro condannato che la fara’ franca grazie alle amicizie politiche e alla legge salva Ilva.

Il prossimo post parlera’ dei cinque giorni in Abruzzo e cerchero’ di capire perche’ solo a 450 km di distanza si sta meglio.

©arallagianlucafoto

©arallagianlucafoto

 

TARANTO,NONOSTANTE TUTTO,UNICA.

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Taranto,splendida nonostante tutto.

Inquinamento,sindaco iscritto nel registro degli indagati,nessuna alternativa possibile sino a ora all’Ilva.

Verita’ che fanno male a questa citta’,a questa gente.

Speranze chiuse nel cassetto che non ha la chiave e che forse non si e’ mai voluta costruire.

Taranto splendida nonostante tutto,dai tramonti unici sul lungomare ai suoi odori provenienti dal mare.

Unica nel dolore di una madre che vede il proprio figlio perdersi per una strada cattiva,ma il figlio si ama anche nel dolore.

Taranto unica,come sere fa’ dove io ti ho immortalata in questo scatto.

DOMENICO,L’ILVA E IL SOGNO FINITO.

Spesso in attesa di andare a prendere mio figlio da scuola,vado in una zona della citta’ di Taranto dove vi sono i tre elementi che la caratterizzano:il mare,l’industria e i pescatori.

Oggi era uno di questi giorni,uno di quei giorni che per un tarantino ha il richiamo per le  proprie radici.

Il vento portava sulla mia faccia l’odore del mare,dell’industria e sullo sfondo i pescatori in mar Piccolo gettavano le reti.

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I gabbiani svolazzavano a ridosso delle barche,in cerca di qualche pesce da mangiare e intanto io riflettevo.

Il mare ha dato manovalanza all’industria,ma il mare ha anche mantenuto le tradizioni di intere famiglie,quelle famiglie che di pesca vivevano in passato e che oggi,con l’inquinamento in mar Piccolo,devono migrare altrove in cerca di fortuna.

Domenico e’ un pescatore anziano che oggi con la sua lenza cercava fortuna giu’ dove partono i traghetti per le isole l’estate.

Mi sono avvicinato e ho visto cosa avesse pescato,ma il suo secchio era vuoto,solo acqua e sorriso sulla sua faccia.

Lui mi ha detto,un tempo con la sua barca andava li dove oggi c’e’ il nulla.

Il nulla e’ il mare che come una spugna ha assimilato il veleno degli scarichi industriali e che e’ morto come un Cristo sacrificato per espiare colpe altrui.

Ma qui non c’e’ speranza,fede per una resurrezione.C’e’ sconfitta,dolore per quello che la terra poteva conservare e che poteva donare ai posteri un domani.

Domenico mi dice che oggi e’ tutto finito,rimane solo il profumo del mare,unico qui.

Domenico mi saluta e mi dice che deve tornare a casa,su per quelle scale….

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foto di ARALLA GIANLUCA.