LE DONNE DI KOBANE.

Seguo cio’ che sta avvenendo a Kobane,la citta’ siriana al confine con la Turchia.

Una citta’ che,stando alle ultime notizie,e’ quasi stata occupata e presa dall’avanzare dell’Isis.

La resistenza dei peshmerga ,il braccio armato della resistenza curda nel territorio del Kurdistan  siriano,ha nelle loro fila donne coraggiose pronte al martirio pur di non cedere la loro storia ai miliziani dell’Isis.

Una logica che nasce dal loro attaccamento alle proprie radici,al concetto di resisitenza con la fine della loro vita che,agli occhi di un occidentale,sa di martirio esagerato forse.

Ma,a differenza dell’azione terroristica che ha nella morte dell’attentatore l’azione stessa,qui la fine della propria vita e’ il simbolo di una vittoria contro una sconfitta certa,contro la prigionia o la violenza nelle mani del carnefice nero.

Allora mi va di ricordare queste donne che ,immolandosi,non regalano al nemico gioia e vanita’.

Ci ricordano l’amore per la terra di origine e gli sforzi che non arrivano da nessuna parte per essere davvero efficaci nella vittoria finale contro un nemico che,oggi,ha innalzato gia’ la propria bandiera alla periferia stessa di Kobane.

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SIAMO PRONTI?

Correvano la fine degli anni 80 e Sting cantava Russian ricordandoci lo spettro della guerra fredda.

Gorbaciov era il presidente della speranza e,con quella voglia simpatica stampata in fronte,mi dava tranquillita’.

Era piu’ vicino a noi mediterranei,piu’ consono alla difesa dei valori della vita e della pace comune.

Oggi leggo che una nave russa arriva vicino le coste siriane perche’ vuol difendere la Siria stessa dai missili anti Isis che l’America lancera’ nel territorio siriano stesso.

Missili che,alla luce delle ultime rivelazioni inerenti l’uso del gas da parte di Damasco sui civili,potrebbero prendere altre direzioni.

Correva l’anno 1980 e i russi in crisi di identita’ si ponevano la domanda da mille dollari:continuare col comunismo oppure modernizzarsi con le nuove ideologie piu’ liberali e consone ai tempi.

Ma oggi con Putin di mezzo sembrerebbe alto un vecchio ritorno al dualismo dei tempi di Regan.

E allora l’islam feroce e fuori controllo appare un trampolino di lancio per altre questioni vecchie da regolare.

Mi e’ sembrato piu’ realista e sincero il presidente iraniano,che con la calma serafica all’Onu,ha spiegato che molti errori sono stati fatti dall’America con la sua invadenza in questioni estere.

Avra’ anche i suoi scheletri nell’armadio quest’uomo,ma e’ evidente come non abbia tutti i torti poi.

Dai tempi dell’11 settembre delle torri gemelle,appare evidente come la politica della vendetta esportata  fuori dalle mura americane,mette a rischio tutto il pianeta.

Vale la pena andare dietro al treno a stelle e strisce,rischiando la pelle dei propri cittadini?

Vale la pena accettare la sfida all’Isis e professare il credo del dente contro dente per dire di essere giustizieri e profeti della sicurezza del mondo?

Molti opinionisti credono che l’Islam possa essere lasciata sola senza interferenze alcune.

Che la si possa far agire secondo le proprie regole e ideologie.

Del resto dovremmo aspettarci dagli imam sparsi in Europa,rimproveri e tirate di orecchio a chi distorce la dottrina dell’islam stesso.

Fatto sta che ,a detta del capo dell’intelligence europea,e’ troppo tardi per fermare i jihadisti sparsi in Europa stessa.

Siamo pronti a pagare le conseguenze di comportamenti espansionistici americani?

O siamo proprio dinanzi allo scontro di religioni che,addietro,Oriana Fallaci aveva intuito e anticipato nei suoi libri? 

PROTAGONISTI COMUNQUE.

Leggendo e seguendo gli avvenimenti esteri,ti senti nel mezzo della storia.

Una tormenta che ti avvolge e ti fa riflettere e capire che,oggi,e’ il momento di riflettere,studiare e capire cio’ che avviene.

E’ il momento di soffermarti sulla notizia,aprire i rubinetti dell’informazione che i social regalano e che spesso usiamo per futili motivi.

E allora ti accorgi di come il vento stia soffiando in una direzione cattiva,sconvolgendo futuri calmi e positivi.

Ti accorgi di come possa essere utile seguire via twitter un siriano che scrive l’inizio della caduta delle bombe nel suo territorio o di come l’america attacca per non difendersi in casa dal nemico Isis.

Leggendo le notizie di questi ultimi tempi mi distacco dalla nostra politica e la metto nell’angolo nascosto del mio pensiero ricordandomi che loro,i nostri politici,non saprebbero nemmeno indicarci sulla cartina geografica dov’e’ la Syria di Assad.

Allora ti rendi conto anche di aver sbagliato studi,scuola e vorresti tornare indietro per trovarti impegnato in qualche cosa che ami,e cioe’ la notizia.

Ma la vita non la decidi a 18 anni,o meglio non sempre.

Mi accontento di essere protagonista di questi giorni,di questa epoca,cosi’ come lo furono i ragazzi del muro di Berlino e i loro picconi a batter giu’ la storia.

POLITICA ITALIANA?NO GRAZIE E ALLORA…..

Alla vigilia di Ballaro’,mi chiedevo se ho voglia ancora di seguire la politica italiana.

Ha senso ancora sentire il politico che ci promette mari e monti e poi,come il caso dei mille giorni di Renzi,attendere che il miracolo del cambiamento italiano avvenga?

Anno sabbatico,o meglio anno di riflessione sulla politica italiana.

In questo momento mi interessa piu’ la geopolitica,in particolare modo il Medioriente e le sue problematiche.

Poi con Isis e problema annesso,capire e inoltrarsi dentro la storia di queste terre,ha un certo significato.

Spostare le lancette dell’attenzione con un riferimento particolare all’estero e al futuro incerto che quelle terre hanno.

Fanculo Renzi,Berlusconi e i comunisti.

Fanculo chi ti ha tradito e sviscera in televisione balle su balle,dimenticandosi che noi,elettori umiliati,valiamo piu’ di loro.

Allora addio Italia politica,addio facce nuove e vecchi modi di comportarsi.

Accendiamo nuovi scenari e forse la mente avra’ giovamento…spero.

Per il momento vi consiglio un bel libro,facile da capire.

Il titolo e’:Geopolitica al collasso,autore Roberto Iannuzzi.

DISSENTIRE,PAROLA IN VOGA CHE LASCIA SPAZIO AL PROPRIO GIUDIZIO.

Dissentire.

Parola in voga adesso,alla luce dei fatti tragici palestinesi.

Dissentire.

Voglio capire meglio il peso di questa parola.

Non essere in sintonia con un pensiero,azione,logica diversa insomma dai tuoi ideali.

E allora,la questione Gaza,oltrepassa tutto cio’,lascia il terreno a un’altra parola,piu’ concreta e in voga anch’essa:”orrore”.

L’orrore dei bimbi che corrono per scampare alla morte e che invece,poiche’ coattori di uno scenario bellico,rimangono falciati,schiacciati dal piu’ tecnologico esercito del medioriente,quello vile di Israele.

Dissentire non basta piu’.

Se ne sono accorti in molti in Italia e nel mondo,dopo l’insegnamento dell’altra operazione made in Israele di “piombo fuso”,che lascio’ terrore e morte nel territorio palestinese.

Adesso grazie ai social l’orrore e’ quotidiano,ti squarcia l’anima e ti mette dinanzi a una domanda:che posso fare?

Non credo si possa dire di essere tutti pro Hamas se volessimo salvare le vite umane all’interno dell’inferno palestinese.

Allora lo saremmo,certo,se dall’altra parte ci etichettassero di essere ” pro Palestina”.

E allora si,sono,siamo terroristi.

Idealisti senza armi ma con la consapevolezza di essere contro un metro di giudizio che fa della repressione vile e immediata l’arma del dialogo.

Non si puo’ essere muti,essere spugne che assimilano l’orrore dei corpi maciullati e dire “che cosa posso fare”?

No.Essere cosi’ non mi va,e non mi va neppure di sentire gli ipocriti dire che anche li,nelle famiglie palestinesi,ci puo’ stare un terrorista.

Che atroce bugia,che menzogna pura che lascia il passo alla falce della morte israeliana.

Io non ci sto,e dal mio blog,dal mio profilo twitter e fb,diro’ sempre cio’ che penso di questa vergogna  che ha,anche,come complici tutti noi,silenziosi e colpevoli di asservire uno stato che avanza spezzando la vita di centinaia di persone.

Allora mi aspetto,ora,un passo sostanzioso politico e deciso da chi ha cuore.

Quel cuore che invocammo all’indomani dell’11 settembre,quando tutti si sentivano americani e tutti volevamo ricostruire le torri gemelle.

Perche’  adesso non siamo palestinesi?

Perche’ non vogliamo costruire le case rase al suolo in nome di una politica espansionista e crudele?

Perche’ non essere almeno una volta sinceri con noi stessi? 

CON GLI OCCHI DELLA PALESTINA.

Il nodo cruciale e’ credere che Hamas possa usare scudi umani per imporsi in Palestina.

Fosse vero,avremmo una doppia guerra in Gaza.

Una contro l’odiata Israele,e l’altra contro Hamas stessa,vittima e carnefice allo stesso tempo.

E il mio pensiero corre a Vittorio Arrigoni,e le sue ambulanze per le strade di Gaza a soccorrere feriti con la mezza luna della croce rossa e bandiere bianche in segno di pace.

Anche ai calci per buttare fuori dalle ambulanze stesse famigerati estremisti.

Via,fuori per non avere alibi e per non essere colpiti,nel mezzo di un soccorso umano.

La verita’ non la sapremo mai,ma certo se colpisco un ospedale o bambini che giocano per strada,la teoria degli scudi umani frana.

Oggi accade questo e,al momento abbiamo superato le 100 vittime a Gaza e chissa’ dove arriveremo.

La strada e’ lunga,come il silenzio dei media nostri che occupano tg e giornali pensando alla finale di calcio o all’inglese stentato di Renzi.

Prendere atto di cio’ che sta accadendo in quelle terre sarebbe un primo passo da fare per tutti noi,sarebbe scrollarsi di dosso quel menefreghismo che accompagna  Israele e le teorie sioniste.

Sarebbe anche logico per noi,abituati a una normalita’ casereccia e tranquilla(o quasi),pensare a cio’ che vive una famiglia palestinese ogni secondo.

Avvertita all’ultimo minuto,sollecitata ad andar via dalla propria casa entro due minuti perche’ tutta la storia della famiglia stessa sara’ distrutta da bombe e schegge.

Immagina,ti prego.

Adesso,Syria,Palestina, restano drammi umani.

Ve ne sono tanti altri certo,la fame nel mondo,l’accanimento contro i cattolici in Africa,lo sterminio di altri popoli per mano di governi repressivi e totalitari.

Ma adesso,complice anche l’America liberale,bisogna mobilitarsi,essere consapevoli di un dramma,umano,che affligge migliaia di persone a pochi chilometri da noi.

CAINO E ABELE,VICINI DI CASA.

Una terra ,la Palestina,che verra’ martoriata un’altra volta per vendetta.

La vendetta per l’uccisione di tre israeliani,vittime secondo il governo israeliano,di una  feroce azione dell’estremismo di Hamas che si fa governo in terra occupata e voce della disperazione di migliaia di persone.

I civili che cadranno non avranno scampo,e come ci raccontava Vittorio Arrigoni,vedremo la pulce schiacciata dall’orso cattivo.

E’ sempre stato cosi’,da anni.

Israele detta legge su territori mai riconosciuti ai palestinesi e che,anzi,quotidianamente vengono “rubati” abbattendo case e muri dove si cerca una propria identita’.

Il bambino ucciso o ferito e’ il risultato di cio’ che il terrorismo porta laggiu’,ma perche’ pagare con la vita cio’ che altri fanno seppur appoggiando diritti negati?

Perche’ il civile paga cio’ che il braccio violento dell’ideologia palestinese mette in atto?

I civili,sempre loro li a spartirsi momenti di vita tranquilla con altri in balia della morte.

E allora colpiti,annientati e trucidati cadranno per mano di uno stato che nella forza mette mano alla giustizia.

E noi che facciamo?

Protestiamo,boicottiamo,o ci adeguiamo a un uso della giustizia che anche l’America ha esportato in altri paesi.

Armi chimiche?Attacchiamo.

Possibili campi di reclutamento di terroristi?Attacchiamo.

E allora non c’e’ piu’ pace e dialogo,spazio per dire la verita’.

Israele attacchera’ i territori occupati.

Se ci fosse Arrigoni sentiremmo gia’ lo schiaffo che ci arriva a noi tutti,per essere fermi,immobili e anche vigliacchi al grido di aiuto proveniente dalla Palestina.

 

SE CI FOSSE OGGI ORIANA.

Oriana Fallaci avrebbe compiuto 85 anni a Giugno.

Ci fosse lei oggi qui,la lingua biforcuta delle verita’ non dette,avrebbe da dire molto.

Su tutto cio’ che le interessava,dalla politica estera a quella nostrana,passando per lo spettacolo nella New York che lei amava e che definiva madre.

Avrebbe da dire,iniziando da cio’ che minaccia e ossessiona l’America stessa,e cioe’ l’Islam e la sua avanzata spietata non solo nell’estremo Oriente ma anche in Europa.

L’Oriana continuerebbe a parlare di orgoglio nazionale e diritti nostrani calpestati,da usanze non nostre e da ermetici testi religiosi da rispettare.

Poi la politica carnevalesca dell’era berlusconiana l’avrebbe sviscerata catalogandola nelle “porcate nostrane”,nelle nostre capacita’ di non cambiare rotta ma aggrapparci invece a un qualunquismo in difesa,per non sbagliare.

Accettare passivamente il “Re Mida ” di turno e sperare di farne parte per arricchirsi della sua corte.

Poi avrebbe molto da dire sulla chiesa odierna,su un papa che vuole essere “diverso ” dagli altri perche’ c’e’ lo spettro di Karol il polacco che aleggia sempre e ovunque nelle stanze del Vaticano.

Papa Francesco l’avrebbe amata,forse,o l’avrebbe odiata per la sua verita’ sulla chiesa che ebbe a dire in una sua intervista che vi lancio:

“Ma lei è cristiana?

Io sono cristiana. L’ho detto chiaro e tondo nel nono capitolo de La Forza della Ragione: io sono un’atea cristiana. Non credo in ciò che indichiamo col termine Dio. Penso che Dio sia stato creato dagli uomini e non viceversa. Penso che gli uomini lo abbiano inventato per solitudine, disperazione. Cioè per dare una risposta al mistero dell’esistenza, per risolvere le irresolubili domande che la vita ci butta in faccia. Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Penso che l’abbiano inventato anche per debolezza cioè per paura di vivere e di morire. Vivere è molto difficile, morire è sempre un dispiacere, e il concetto d’un Dio che aiuti ad affrontar le due imprese può dare un sollievo sterminato: lo capisco bene. Infatti invidio chi crede e a volte ne sono addirittura gelosa. Però mai fino a maturare il sospetto che quel Dio esista, che con tutti quei miliardi di mondi abbia il tempo e il modo di rintracciare me. Occuparsi di me. Chiarito ciò, ripeto che sono cristiana. Che lo sono anche se rifiuto vari precetti del Cristianesimo. Ad esempio quello del perdono anzi del porgere l’altra guancia. E lo sono perché nel discorso che sta alla base del Cristianesimo non trovo alcun contrasto col mio ateismo, col mio laicismo. Parlo del discorso fatto da Gesù di Nazareth, ovvio, non di quello elaborato o distorto quindi tradito dalla Chiesa Cattolica e dalle Chiese Protestanti. Il discorso che scavalcando la metafisica si concentra sull’Uomo e che non riguarda soltanto il libero arbitrio, la scelta, la libertà su cui insisto ne La Forza della Ragione. Riguarda anche la pietà, la speranza, quindi il rifiuto della morte. Ci pensi bene: il Cristianesimo rifiuta la Morte. Attraverso il poetico concetto di resurrezione esalta la vita fino a vedere nella morte un’altra forma di vita. E siamo sinceri: non credendo in Dio, non posso credere neanche nella Resurrezione. Ritengo che la morte sia la fine di tutto e infatti la definisco “uno spreco”. Ma amando appassionatamente la Vita, come faccio a non identificarmi nel Cristianesimo? E poi il Cristianesimo è la filosofia nella quale sono nata e cresciuta. Esprime quasi tutti i principi della civiltà alla quale appartengo. Dal Cristianesimo non posso prescindere. (Il Foglio, 2005)”

Una menzogna per farci compagnia nel momento piu’ triste di ognuno di noi,cioe’ la morte.

Ma la Fallaci avrebbe anche molti nemici,specialmente tra le donne che in lei vedrebbero una intellettuale dalla parola facile e dai modi sgarbati.

Ma care amiche mie,gli direi,non abbiate paura della verita’ e anzi,ragionateci su cio’ che vi colpisce di piu’.

Personalmente ho bisogno di leggerla,di capire cio’ che molti non vedevano e che nascondevano dietro le solite ipocrisie di facciata.

Una guida,un momento a cui aggrapparsi quando cio’ che lei disse,anni fa,ritorna attuale tra guerre islamiche,politica penosa e religione sbiadita dai dubbi di un tempo,il nostro,pieno di domande.

TANTI PROBLEMI,TANTI CASINI….

La settimana ci ha regalato un dubbio,una certezza e una bufala.

Il dubbio e’ legato alla SYria e al mandante dell’eccidio di 1600 persone.

Fossero stati i ribelli veramente,Obama avrebbe attaccato un “onesto presidente di una onesta nazione mediorientale”…

La certezza e’ che re Silvio vuole stravolgere una regola scritta per tutti ma non per lui.

E cioe’ quella della giustizia uguale per tutti e quella del ritiro dalle scene politiche poiche’ hai fallito.

La bufala e’ quella della fine del tunnel della recessione.

Sara’ ma fino a quando vedro’ i vecchietti  trovare nei rifiuti qualche avanzo di cibo,o famiglie intere andare a fare la fila alle mense,altro caro Squinzi che tutto e’ finito.

Ultima battuta.La politica cerca di trovare volti nuovi come se dovessero andare a XfACTOR.

Ebbene la realta’ e’ che si rischia di avere una politica nuova si nei volti,ma inefficace nei risultati.

Vedete voi Renzi in grado di risolvere i problemi annosi della nostra patria?

Oppure Barbara Berlusconi,semmai dovesse scendere in politica,erigersi a paladina dei diritti di tutti?

©arallagianlucafoto

©arallagianlucafoto

 

QUIRICO E I DUBBI SUL COLPEVOLE.

Quirico liberato e’ una grande notizia.

Pochi riemergono liberi dal pantano di una guerra in atto,dopo che sono stati rapiti e messi alla merce’ di bande rivali tra di loro.

Quirico ci dice anche cose importanti circa la Siria.

Non e’ piu’ una guerra tra  fazioni,una guerra dove ci si uccide per salvaguardare spazi di predominanza religiosa in questo paese.

E’ qualche cosa di piu’ pericoloso,qualche cosa che adesso forse non e’ piu’ gestibile.

Ancora piu’ clamore fanno le dichiarazione del suo compagno di sventura,che affermando di aver sentito nettamente dai ribelli di essere stati loro ad usare le armi chimiche in quel maledetto giorno di Agosto,mettono in discussione le stesse prove americane.

I ribelli,quindi,possibili carnefici dello stesso loro popolo.

Un modo  operativo veramente discutibile,dove il corpo avvelenato del fratello,diventa l’arma del giudizio e delle ritorsioni verso Assad.

Chissa’ se Obama avra’ ascoltato cio’ che ha detto questa persona e magari possa farsi una domanda dentro se stesso,e cioe’  se e’ veramente motivata da un fine giustizionalista,basato su prove certe contro il regime,il possibile e paventato attacco che verra’.

La Siria ci mette alla prova anche moralmente a noi comuni mortali che viviamo in pace.

Siamo pacifisti e contro l’azione militare,ma anche vendicativi contro chi ha commesso tali brutalita’.

Se dovesse emergere con certezza il colpevole,forse potremmo anche capire un attacco o no.

Potremmo schierarci dalla parte dello zio Sam,che grazie alla sua potenza militare,rimette in riga un paese che ha in Assad un falso difensore dei diritti umani.

Cosa contraria se dovesse apparire chiara la colpa del regime per questa atrocita’,dovremmo comunque chiederci come mai si e’ aspettato tanto a condannare lo stesso Assad per i suoi crimini precedenti,crimini mai denunciati mediaticamente come ora.

Ribelli e Assad  sulla stessa bilancia,sulla stessa barca della morale che ora vira da una parte,ora dall’altra.

Alla fine,in questo grande bailame,mi viene in mente Gino Strada.

Un uomo che nelle emergenze quotidiane,affronta la morte come una sfida,cercando di strapparla addosso a ogni persona che entra nei suoi ospedali in Afghanistan.

Un uomo che non vede il colpevole,ma la vittima di turno,del regime o dei ribelli.

Domenico Quirico