PARTITO X,E LA VOGLIA DI ESSERE PROTAGONISTA.

In Spagna il fratello del M5S aleggia e si chiama Partito X.

E’ l’insieme di piu’ movimenti popolari che si presenteranno alle elezioni europee del 2014 e cercheranno di dire la loro anche nella regione Iberica.

Il programma prevede quattro punti:referendum, wikigoverno, voto permanente e trasparenza.

Tutto deve partire dal basso,dai cittadini che dovranno spiazzare via la casta spagnola,prendendone il posto e facendo politica unitaria anche grazie alla rete.

Tutti possono entrare in parlamento,fare leggi popolari attraverso la rete.

L’anonimato e’ l’altra caratteristica di questo partito,che non ha leader ma che nella gente che aderisce a esso diventa leader unico.

Come il M5S,il Partito X  nasce dall’esigenza della piazza  nel  cercare di fare politica con scopi e benefici utili alla collettivita’,mettendo da parte egoismi personali accompagnati da facili guadagni.

Una resa dei conti che seppur via web,ha messo in cantiere l’ennesimo programma di attacco civile alla politica di sempre.

Vivendo attualmente in Italia anche queste esigenze,tra Forconi e movimenti popolari,tra il M5S seduto in Parlamento ma sempre stretto nel cappio della burocrazia della politica e della legge attuale,sorge spontaneo il dubbio se anche in Spagna queta formazione politica possa dare una svolta a cio’ che vediamo nei palazzi.

Sapra’ spodestare anni e anni di potere politico,di abusi perpetrati a tutti noi o sara’ l’ennesimo bluff temporaneo?

Una certezza e’ che,a mio parere,dopo l’enfasi dei movimenti a livello globale,dagli Indignados ai O.W.S ,dagli stessi Forconi agli Anonymous,resta la sconfitta per non essere stati capaci di affermarsi numericamente nelle poltrone.

Grazie a a questi movimenti si ha un termometro sociale e dei diritti negati quotidianamente.

Ma manca a mio parere lo scatto decisivo per essere in grado di proporre e fare leggi a favore di tutti.

Il M5S ci sta provando,ma cade nella mancanza al suo interno,di un leader che metta la propria faccia per imporsi al vertice della politica stessa nostrana.

Il Partito X diventa cosi’ un banco di prova sostanzialmente utile per gli umori della piazza.Ma fino a quando non sara’ votatao con alte preferenze numeriche ,sara’ l’ennesima campanella di allarme del malessere generale.

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FRANCESCO,IL POVERO E LE SPERANZE FUTURE.

Ho letto del papa Francesco che di notte andrebbe ad aiutare i bisognosi dando loro denaro e aiuti materiali.

Bene caro Francesco.Fai una cosa utile e nuova certamente,ma sarebbe efficace altrettanto aprire le chiese in queste notti fredde e donare ai poverelli un riparo sicuro.

Davvero Francesco stai scombussolando cio’ che la chiesa nel passato non ha fatto,andando contro una lobby,la chiesa chiamiamola deviata,che ha perseguito vizi e affari.

Il buon papa argentino,come un disinfettante,arreca alla chiesa stessa visioni moderne e rivoluzionarie.

Saranno capaci i nostri sacerdoti a cogliere questo rinnovamento,oppure sara’ fatto fuori quest’uomo che avvicina la fede all’uomo di strada?

Dovrebbe fare cosi’ anche la politica e forse avremmo nel futuro speranza e credibilita’ in quelle istituzioni che oggi vacillano e rischiano di andare in contrasto con cio’ che aspettiamo da tempo.

Uguaglianza,diritti,onesta’,equita’.

Siamo lontani da tutto questo oppure papa Francesco e’ l’apripista di una rivoluzione?

Siamo al bivio del cambiamento oppure tutto questo e’ solo un regaluccio che resistera’ sino al prossimo successore di Pietro?

Eppure Wojitila ricordo,che porto’ cambiamenti e denunce in quello che allora era il vero problema:il comunismo dilagante.

E’ vero anche che con Gorbaciov ebbe la strada spianata ma qui da noi,in Italia,seppe condannare fermamente questioni come la mafia e la corruzione.

Ratzinger non ha fatto altrettanto e sul suo cammino apostolico regnano scandali e silenzi.

Papa Francesco,i nostri politici e noi,comuni mortali che annusiamo l’aria di un rinnovamento ma poi,purtroppo,ci scontriamo con una realta’ fatta di privilegi alla casta e figli di papa’ nei posti del potere.

I sani principi e le speranze future vengono propinate in tv da molti e spesso non hanno riscontro futuro.

Adesso piu’ che mai,servirebbero uomini e donne che stiano a fianco dei nostri problemi e delle nostre speranze.

Ma ci sono papa Francesco anche in politica?

ANONYMOUS E MOVIMENTI:UN’ALLEANZA POSSIBILE?

Pensate un poco se ad una manifestazione andassimo tutti con dei dati presi dalla rete e che provassero un illecito fatto ai danni della collettivita’.
Avremmo tra le mani una prova schiacciante su un torto subito e magari anche i nomi dei colpevoli.
Sarebbero manifestazioni mirate a smascherare politici collusi,imprenditori bugiardi e altro.
Questo in parte gia’ lo si fa,grazie alla rete Anonymous,che ha un grande pregio:la verita’ al servizio del pubblico,per sancire diritti nascosti e bugie sparate in tv.
Prendete l’incursione nel server della polizia e le centinaia di info messe in rete per capire alcune zone d’ombra che riguardano,per esempio,i movimenti.
Ma anche un servizio contro la pedofilia on line e cio’ che gira attorno a questo male dove mandanti ed esecutori possono essere comuni cittadini e persone insospettabili,come preti per esempio.
Immaginate una lista di nomi sviscerata e vedrete cadere molte teste,fino ad allora chiuse nei loro fitti e patologici vizi.
Anonymous a fianco dei movimenti,come informazione trasparente e mirata ad un bene collettivo e veritiero,col fine di poter colpire sempre di piu’ mele marce della societa’ e istituzioni colluse.
Anche a livello internazionale,la vicenda della barca Estelle catturata dagli israeliani con a bordo gli attivisti pro-Palestina,e’ servita ad Anonymous a ribadire un concetto:la liberta’ di espressione per condividere pacificamente valori come solidarieta’,giustizia,diritti,non devono essere fermati con la violenza e quindi,a breve,per rimarcare questi punti,l’organizzazione ha sancito azioni mirate contro lo stato di Israele.
Che siano oscuramenti di siti istituzionali,che siano saccheggi di file,poco importa.L’importante e’ mettere la firma e fare in modo che se ne parli in tutto il mondo di cio’ e del perche’ e’ stato fatto.
Molti opinionisti in Anonymous vedono solo attacchi pirati,incursioni a breve termine.Ma la realta’ secondo il mio punto di vista e’ che invece la protesta allargata ad  una  conoscenza veritiera,potra’ solamente portare nelle piazze un motivo certo ed inequivocabile di cio’ su cui si manifesta.
Niente scuse e niente argomentazioni provocatorie,solo per rompere dittature democratiche.
Si scende in piazza consapevoli di fatti e circostanze provate e divulgate in rete.
Questo sembrerebbe il nuovo piano globale che mette affianco i movimenti e chi dietro alla tastiera dice e snocciola verita’ nascoste per lungo tempo.
Questo patto,questa alleanza nuova durera’ nel tempo?
Molti dicono di si,e in molti prospettano cartelli di protesta con gia’ i primi nomi certi e…rubati dalla rete!

GRILLO A NUOTO?GESTO VINTAGE FATTO GIA’ DA CITO MA…..

La traversata a nuoto di Grillo nello stretto di Messina personalmente non mi ha colpito ne scosso piu’ di tanto.
La tattica politica abbinata allo sforzo fisico della nuotata,io l’avevo gia’ vissuta con l’ex sindaco di Taranto Cito,quando nel 2009 decise di unire idealmente l’Italia andando a nuotare nelle acque siciliane contro chi,allora,era deciso a disunirsi dal nazionalismo nostrano.Erano i tempi della lega Nord cattiva contro tutti e piu’ convinta di adesso del bisogno di secessione.
Allora Cito rappresentava il populismo che attecchiva le sue radice nella politica nazionale rea di essere colpevole di non rappresentare i bisogni comuni e le esigenze di una citta’ intera.
Oggi le esigenze non sono piu’ localizzate ma si sono sviluppate in maniera esponenziale a livello nazionale,mondiale.
I movimenti,tra cui quello di Grillo,hanno i favori delle piazze e dalle piazze hanno i consensi per essere i portatori di una protesta che evidentemente nei partiti di opposizione come il PD non trovano sbocchi e ideali.
Allora ben venga la traversata a nuoto come per dire e dirci che lui superBeppe e’ con voi,tra di voi e nello sforzo fisico dona la sua fatica personale per rappresentare cio’ che ogni cittadino compie quotidianamente:lo sforzo di andare avanti.
Ma e’ anche il simbolo dell’unione tra il cambiamento e le radici siciliane,poiche’ si attraversa uno stretto a nuoto dove lo stretto stesso e’ la Sicilia stessa,con il suo dramma di naufraghi in cerca di liberta’ e l’atavica questione di una secessione dall’Italia stessa(del resto lo stesso Grillo ha affermato che questo evento possa essere fattibile…).
Del resto l’onorevole Cito prese spunto allora anche dalle gesta del duce che nello sforzo fisico e nei filmati di allora,era l’incarnazione dell’uomo duro e deciso,forte e protettivo.
I tempi certo sono cambiati,e oggi alcuni in queste gesta  vedono solo il senso mediatico dell’impresa,il raccogliere piu’ input tecnologici da spartire in rete grazie a foto e telecamere e social network.
Bene Grillo che coglie tutto cio,’ ma sbaglia chi dice che in questa traversata l’ideale politico entra in gioco solo e che lo smuovere le masse diventa parte centrale dell’impresa,cosi’ come l’improponibile accostamento ad uno sbarco ideale sulle coste sicule.
Caro Beppe.Cio’ che hai fatto e’ gia parte del passato,un gesto vintage.Sarebbe opportuno invece essere si tra la gente ma in strada e mettere da parte forzature mediatiche.Ancora di piu’…
Oggi come oggi cio’ che vogliamo e’ la quantita’ e qualita’ delle idee,l’alternativa all’ingordigia della politica attuale,dove l’ad personam e’ simbolo di una casta che vive alla faccia nostra.
E questo e’ anche un monito verso chi crede di aver gia’ vinto poiche’ Berlusconi non e’ piu’ sulle scene…
 

NON HANNO I NUMERI,ECCO PERCHE’ MONTI CI SARA’…MA….

Molti si chiedono se l’anti politica stia dentro il palazzo o fuori.Se l’aria di cambiamento stia nei corridoi all’interno di Montecitorio oppure no.
E se cosi’ fosse allora quali partiti sarebbero il cambiamento auspicato e quali uomini politici potrebbero essere i nuovi salvatori della patria?
Se l’antipolitica e’ invece fuori,allora cio’ che avviene nelle piazze e’ la strada giusta per paesi come Spagna,Grecia,Italia stessa?
La protesta e’ sinonimo di sofferenza verso qualcosa di cui uno e’ ormai convinto e stufato.
La protesta degli spagnoli non e’ verso un governo,o almeno in parte,ma verso i sacrifici che tutti devono fare per restare nel club Europa.I privilegi della casta,che sia spagnola o no,sono ferite dentro la carne di ognuno di noi,verso chi vivacchia e campa con difficolta’ fino a fine mese.
Ecco la presa di posizione verso una disparita’ che se prima poteva essere tollerata con boom economici e stipendi equi,ora,con l’euro,marca la differenza ancor dippiu’.
I movimenti di piazza hanno la logica della protesta contro un potere eletto si dal popolo ma che tradisce cio’ che il popolo vuole da esso.Giustizia,rispetto e leggi a favore di sviluppo e progetti sociali.
Invece,e da noi e’ maggiormente sentito,tra leggi ad personam e squallide puttanelle nei posti del comando,il divario e’ arrivato ad un punto dove lo scontro sociale e’ inevitabile.
Il cambio di rotta,quello delle elezioni politiche,nel nostro caso ci dice che sarebbe il PD di Bersani a doverlo attuare,rendendo pan per focaccia ai politi e a quei partiti succhia soldi che hanno specie ultimamente infangato l’onorabilita’ del loro mandato(vedi i casi in Regione Lazio,….).
Ma non e’ cosi’,o non sara’ cosi’.
La massa del popolo sa con sicurezza che gli inciuci politici con le loro battaglie interne(e nel PD tra correnti diverse e astio per le primarie sono la conferma di tutto questo)non porteranno a nulla,anche con una legge elettorale ferma e al servizio delle coalizioni per far numero.
Il vile fenomeno dei vitalizi dopo i 50 anni pisciano addosso al sacrificio di ognuno di noi che si alza la mattina per guadagnarsi un tozzo di pane legalmente.
Poi l’arroganza dei politici,la strafottenza con cui essi si mostrano a noi per rivendicare un diritto(?)di essere rieletti per mancanza di alternative…
Ecco perche’ spero che nei movimenti ci sia una pulizia totale e da essi possano nascere idee,uomini per governare un mondo allo sbando.
Le idee ci sono,pensoa cio’ che avviene da noi a Taranto,dove i movimenti ambientalisti e non hanno cambiato con le loro denunce uno sporco gioco all’avvelenamento di massa messo in campo dall’ILVA con la partecipazione totale dei favori della politica locale e non.
Ora,la consapevolezza e le prove hanno portato a gravi provvedimenti della magistratura e al blocco della produzione che si riattivera’ dopo che Riva e lo stato con i loro soldoni,bonificheranno l’area industriale.
Quindi i movimenti devono essere l’arma per sollevare i problemi,metterli a nudo e proporre,grazie anche alla legge,motivi di speranza e cambiamento.
Per la politica attuale non c’e’ piu’ spazio,e la riconferma di Monti sarebbe l’ennesima prova di tutto questo.
Io partito non ho piu’ numeri di consenso?E allora vivacchio con Monti aspettando che la piazza si calmi e che possa ricomparire per fregarla. Ma adesso credo,spero,che tutto questo finisca e presto.

DAGLI OCCUPY,AGLI INDIGNADOS,PASSANDO PER I FORCONI:LA POLITICA TREMA.

Un anno e gli Occupy Wall Street ricominciano a sognare di diventare protagonisti contro un sistema illogico fatto di numeri reali ma non rappresentativi del dramma delle societa’ mondiali.Il numero delle banche,dei soldi in borsa e di una economia che serve solo ai ricchi signori che,nel loro potere occulto di mutui e servizi vari,accrescono la richiesta ma rovinano milioni di persone.
Gli Occupy e gli Indignados,europei e non.I movimenti arabi e le corse per cambiare un tempo,quello attuale,sempre ridotto per la liberta’ e la giustizia totale.
E allora il peso di questi movimenti hanno nella loro ideologia e nella loro speranza fatto venir fuori una cosa certamente:il fallimento di politiche vecchie e la voglia di un RESET MONDIALE in vari settori.
Eppure se penso a loro,credo che chi abbia colto nel segno siano stati i movimenti arabi,alle piazze egiziane e alle lotte contro regimi ancora in atto.
Loro hanno vinto,dando voce alle condizioni sociali inumane e alle feroci repressioni a cui sono sempre sotto tiro.
I movimenti in america,dalla loro,hanno il pregio di aver regolato un caos di organizzazione che scaturisce spesso dalla voglia di migliaia di persone di dire e fare cose,subito con veemenza e rabbia.
Gli occupy hanno reso la teoria in pratica gestendo migliaia di persone con raduni pianificati e una specie di vita comune da caserma.
Una rigorosa e pianificata lotta che sul web ha dato i suoi frutti e che nelle manifestazioni ha trovato riscontri di numeri e di coesione.
Qui da noi,in Italia,sulla scia degli indignados spagnoli e gli Occupy americani,si sono fatti sentire le prime avvisaglie di un coinvolgimento generale,specialmente sulla scia della fuga di Berlusconi e della politica di regime democratico.
Forse Grillo e i nuovi comunisti,Renzi in primis,hanno capito l’importanza della rete,della partecipazione totale e della massa da guidare con sapienza.
I Forconi mi sono sembrati piu’ realistici,seriamente “efficaci” con i loro blocchi e spregiudicati al punto giusto per bloccare l’Italia.
Adesso la politica prossima alle urne dovra’ fare i conti con questi cambiamenti,sapendo che nel gran pentolone dei movimenti nati e copiati,l’astensionismo e’ e sara’ il fattore decisivo per piangere su cio’ che si poteva fare e su cio’ che non si e’ fatto.
Un esempio:ricandidarsi…..
 

L’APECAR,LA PIAZZA E IL SIMBOLO CONTRO I FUMI.

Le rivoluzioni si fanno col popolo certo,ma anche con i simboli.Possono essere bandiere,strumenti di lavoro o semplicemente bastoni di legno.
A Taranto,la rivoluzione il 2 di Agosto e’ stata fatta con l’Apecar.
Si quello a tre ruote che vediamo per strada e ogni volta in una curva rischia di cappottarsi.
In piazza della Vittoria,con i segretari dei tre sindacati schierati in pompa magna sulla tribuna di legno allestita per l’occasione,l’Ape Car fece il suo ingresso in una afosa mattinata tarantina,e come una apparizione mistica,desto’ scalpore in noi tutti.Pensammo:” e mo’ che ci sta a fare qui?
Avra’ sbagliato percorso e per errore e’ entrata in piazza?”
No,non sbaglio’ per nulla itinerario e anzi oggi e’ il simbolo della riscossa tarantina contro un sistema ingordo di produzione a scapito della salute.
Anche giovedi’ scorso in collegamento con la trasmissione sulla 7,PIAZZA PULITA,e’ stata protagonista nello sfilare al quartiere piu’ inquinato d’Europa,i Tamburi,a ridosso delle grandi ciminiere e del fumo assassino.

FOTO GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO

L’Ape l’emblema di un popolo che usa un mezzo economico e povero quasi per dire che senza soldi non ci rimane che abbattere i muri dell’ipocrisia con un mezzo,lento e ridicolo,ma carico di significati.Quel mezzo percorreva Taranto mille volte guidato dai pescatori che con il loro raccolto delle cozze correvano(si fa per dire)ai mercati per vendere e vivere se possibile con dignita’.
Quelle cozze famose pure all’estero e che venivano caricate su tir e aerei per succulenti pranzi anche a Milano,la Milan da bere,ora sono cariche e piene di diossina,della signora Ilva.
Il tre ruote corre per la citta’,vuoto ma carico di speranza,quella speranza accompagnata da dignita’e rispetto che merita questa citta’,questa categoria di persone  e il futuro.
La rivoluzione su tre ruote potremmo chiamarla,quella rivoluzione fatta “made in Taranto” e che nella sua miseria e’ grande e…unica.
L’irruzione e la sospensione del comizio delle lobby sindacali,crearono il 2 di Agosto una frattura tra operai e sindacalisti,tra chi venne li’ per dire bugie e chi,nella piazza,sapeva quanto basta.
La rivoluzione di un Apecar,innocuo mezzo indifeso e leggero,ma dalla grande grande dignita’.

TARANTO:RIVOLUZIONE 2.A

Ieri sera in Piazza della Vittoria a Taranto,si e’ di nuovo fatto sentire un vento di cambiamento nel panorama ambientalista e civile jonico.
Si sono infatti radunati i sostenitori pro chiusura Ilva e a favore dell’ordinanza del Gip Todisco.
La serata e’ scivolata via con gli interventi di alcuni ambientalisti storici,come il professore Alessandro Marescotti e simpatizzanti vari.
La rivoluzione 2.a,come io ho chiamato questo momento storico cittadino,dove a sta per ambiente,nasce da lontano e da lontano si porta dietro idee e uomini.
Si sta piano piano infiltrando anche nel tessuto operaio stesso,che in questi ideali,ne accetta alcuni di sicuro:
il diritto alla salute degli operai stessi,
la mancanza dei sindacati nei momenti decisivi
la voglia di coesione totale tra cittadino e operaio stesso.
La rivoluzione 2.a a Taranto,ha sancito anche un momento importante:il rifiuto di una comunita’ a farsi calpestare dal governo centrale che,mandando i suoi uomini il 17 di questo mese,vorrebbe decidere tutto in barba a una decisione del gip che,a modo di parere di molti,resta leggittima e giusta.
 
Una questione personale tra citta’,stato,privato e politici.
Un cerchio dove il dramma occupazionale rischia di passare in secondo piano e con esso anche il diritto ad avere un ambiente piu’ pulito.
La rivoluzione 2.a a Taranto,ha connotati tecnici del momento attuale ,vedendo i social network in primissimo aiuto e come vettori di aggregazione sociale delle problematiche locali.
Adesso si vedra’ se il piccolo Davide combattendo avra’ la forza di resistere non piu’ a un solo Golia,ma a molti di esso.
Infatti sembra che l’offensiva se pur istituzionale romana sia molto forte e accentratice,verso interessi che si espandono in piu’ direzioni.
Comunque vada,Taranto ha la sua rivoluzione che a differenza di quelle arabe non e’ contro dittatori ma contro un nemico,ironia della sorte,che e’ anche amico.
Infatti,e questa e’ la disgrazia attuale,il diritto al lavoro e’ stato reso dall’inquinamento scellerato della grande industria,non piu’ tale,diritto,ma un ricatto.
L’operaio stesso sembra di aver capito tutto e chiedera’,forse e speriamo,l’aiuto anche lui alla rivoluzione tarantina 2.a.
 

ALBA E GLI ALTRI MOVIMENTI OK,MA PRIMA CAMBIAMO LA LEGGE ELETTORALE.

Leggo il programma del nuovo soggetto politico Alba,e mi convinco che pur essendo di buona fattura,manca di interlocutori.
Si quei politici della casta operanti in Parlamento che fino a quando avranno l’attuale legge elettorale,non potranno essere sconfitti da Alba o altri movimenti ideologici nascenti.
Le intenzioni del progetto,rispecchiano un po di punti che quasi altri movimenti hanno,spaziando dalla liberta’ dalla BCE vista come matrigna pronta a succhiarci il sangue,continuando dalla borsa entita’ mille volti che si esprime per rumors del giorno prima decisi da i soliti della cricca a Bruxelles,andando per i politicanti messi a svolgere funzioni non per la comunita’ ma per i partiti,singole entita’ non piu’ voci di ascolto per noi tutti.
A mio avviso per arrivare a essere operativi e incisivi con questi movimenti,bisogna cambiare le leggi,aprirsi un varco di democrazia,ma quella vera,e poi proporre anche con persone fisiche chi ci deve  rappresentare nei luoghi e punti del potere nazionale e europeo.
I programmi seppur ottimi e coinvolgenti,devono essere attuati con consenso legislativo,con un riconoscimento effettivo altrimenti saranno solo voci di protesta.
Vedi il M5S di Grillo.
E’ realta’ nel comune,e’ ideali nuovi nei luoghi riconosciuti dalla legge.
Ebbene se dovessimo proporre idee e cambiamenti senza uno spiraglio per metterli in atto grazie al consenso che ogni paese da all’elettorato grazie alle sue leggi,rimarrebbe il tutto come una forma di utopia e nulla piu’.
Quindi prima cambiamo le leggi,poi mettiamo figure giovani e nuove ai posti che contano e infine dialoghiamo e facciamo si’ che il tutto possa portare a innovazioni e programmi per il singolo comune o per l’intera nazione.
OWS,Indignados,Anonymous e altro sono essenziali a tutto cio’.Ma se non vengono associate a nuove leggi e programmi comuni,rimarranno solo denuncia e protesta di piazza.
Un esempio?Cambiamo la legge elettorale attuale da noi e vedrete che qualcosa avverra’.

INVIDIARE LE ALTRE CITTA’ E SPERARE NEL CAMBIAMENTO DELLA TUA.

A volte vorrei non esserci in questa citta’ per una cosa sola:la mancanza di spazi di dibattito e la mancanza di socializzazione comune.
Taranto dal punto di vista naturale ha grandi potenzialita’,enorme fascino e una forte attrattiva a livello turistico sulle sue coste meravigliose.
Ha sofferenze economiche come tutte le citta’ del sud e problematiche a livello di micro criminalita’.
Notavo gia dalle rivolte arabe di un anno fa che scarse manifestazioni sono state fatte qui a sostegno di popoli arabi che lottavano e lottano per i diritti civili.
Stessa cosa con quelle in atto in America con gli occupy e gli indignados spagnoli.
Ultimamente ho seguito l’evento Macao e notavo la partecipazione della citta’ intera e dei gruppi sociali insieme al sindaco Pisapia per trovare una soluzione a questo problema.
Milano,Roma,Torino,Bologna.
Poi non ci rimane che internet e specialmente twitter per avere e essere parte di programmi e progetti nell’area sociale a difesa di battaglie comuni e mondiali.
Qui l’unico problema e’ se il Taranto andra’ in B e chi sara’ il prossimo sindaco della citta’.
Sarebbe bello movimentare e movimentarsi magari radunandosi in strada o in piazza per dibattiti pubblici e sit in di protesta.
Solo ultimamente Bonelli il candidato sindaco dell’area verde,ha illuso la popolazione in uno scenario futuro di piu’ partecipazione attiva e piu’ confluenza tra la politica e il cittadino in un’area comune,di dialogo e confronto,in piazza,in strada.
Insomma vedere il mondo dal pc e invidiare le grandi metropoli per quello che hanno e per quello,i giovani,fanno e lottano.