LA SICILIA E I FORCONI DELLA DIGNITA’.

Ieri sera ho visto il programma di Santoro e mi ha colpito la fierezza degli indignati siciliani che a mio parere assomigliano poi a tutti noi.

Si e’ parlato di prob
lemi nell’arrivare a fine mese,dei negozianti strozzati dalle scadenze e della carenza di lavoro.

In studio poi era presente la Mussolini che ha dato di nuovo conferma dell’inutilita’ di essere politico solo per dinastie precedenti.

Bene Santoro ha gettato vento sulla fiamma dell’agitazione di questo movimento ricordandoci che loro,noi,siamo incazzati neri e della politica menefreghista ci siamo rotti completamente.

Devo dire che il movimento che potrebbe espandersi in altre regioni e’ l’essenza del momento in una piu’ ampia collocazione sociale dove,oltre agli allevatori,ci entrano categorie che pagano giornalmente i rincari voluti dal governo Monti.

Ieri sera e’ stata una bella pagina di giornalismo reale,fatto da chi ne e’ protagonista e da chi,a modo suo,vuole rappresentare la protesta con azioni mirate e certamente fastidiose.

In rete molti hanno accolto questo movimento dichiarando amore a prima vista,ma altri ne hanno decretato la nomina di movimento mafioso.

Insomma rimane il fatto che adesso si e’ a un bivio dove scegliere l’azione di protesta potrebbe essere una scelta sbagliata oppure giusta per smuovere quel qualcosa che in altre parti del globo gia’ hanno fatto.

La Sicilia terra calda e piena di fierezza e’ pronta a guidare un popolo italiano che latita nel versante delle iniziative forti,e che forse adesso grazie alla spinta dei forconi,potrebbe finalmente immolarsi nell’altare di un sacrificio comune in nome della giustizia sociale e dell’uguaglianza per tutti.

IL MOVIMENTO DEI FORCONI ANCORA IN CULLA.

Molti li hanno paragonati agli OWS,agli Indignados.Ma in realta’ il movimento dei forconi siciliano e’ indignazione verso rincari che i privati non potranno piu’ espletare.

Si va dalla benzina alle liberalizzazioni,alla consueta prassi del favoritismo locale ai danni dei poveri agricoltori,pescatori e altre categorie.

Non hanno la spinta universale degli Indignados o degli Occupy,ma in compenso sfruttano il momento no della nostra recessione che mette,dopo le stangate del governo Monti,in ginocchio ancor dippiu’ la povera gente.

Si e’ partiti dalla Sicilia,si andra’ in Calabria poi magari tutta l’Italia.

Un movimento che ha dal suo interno possibili infiltrazioni mafiose ma che,a detta di molti,e’ omogeneo e indipendente.

Molti diranno che questi turbolenti hanno da recriminare contro cio’ che e’ stata per anni la logica del favoritismo locale,fatto di scambi politici in cambio di lavoro e favori.

Oggi lottano contro quella parte di politica e politicanti,che hanno fatto di tutto cio’ il disonore della terra siciliana.

Personalmente e’ e sara’ una lotta dura,contro ideologie innate per alcune realta’ nostrane ma che,si spera,siano a cadere sotto il peso delle lotte che mai come il 2011,hanno caratterizzato il mondo intero.

Sara’ tutto veloce a finire oppure i blocchi,la mancanza di futuro e altro fara’ il resto e la differenza?

E’ presto per dirlo.E’ appena nato e come tutti i bimbi si vedra’ col tempo se il nascituro sara’ forte e dara’ soddisfazioni ai genitori che,in questo caso,sono tutte quelle persone che hanno aderito idealmente alla sua nascita e alla sua voglia di dire,anch’io sono parte del cambiamento che e’ gia’ in corso nelle altre parti del globo.O no?