DOMANI E’ VENERDI’ A TARANTO

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Domani Renzi viene a Taranto.
Oggi hanno messo dei fiori nei vasi vuoti da mesi nella via principale.
Hanno messo colori,ma la polvere dell’Ilva rimane ancora li sui balconi delle case popolari.
Domani Renzi viene a Taranto a inaugurare il museo,il secondo piano dell’ultima chiamata verso un turismo mordi e fuggi.
Domani ci sara’ piu’ pulizia nelle strade.Come quando venne Woijtila allo stadio,e fu rifatto l’asfalto.
Non mi rimane nulla piu’da chiedere alla politica e forse nemmeno alla chiesa.
Potrebbe venire chiunque qui,ma non mi emoziona.
Attendo solo il popolo,leale e deciso,la speranza di tutti ,lo scatto che attendiamo.
Domani e’ Venerdi nelle strade di Taranto,giornata normale per me.
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LE STATUE IN FRANTUMI E LA LOGICA ILLOGICA.

Ho visto l’Isis demolire tutto nel museo di Mosul e ho pensato a come vogliano cancellare il passato per proseguire su un’unica linea di condotta,l’annullamento delle proprie origini.

Sentivo una trasmissione radiofonica dove le persone interpellate dicevano la loro su questa azione compiuta contro  le ricchezze storiche del museo.

Molti dicevano che la guerra,l’assedio del nemico,porta a distruggere tutto cio’ che incontra sul suo cammino.

Lo hanno fatto anche i tedeschi,gli americani,quelli contro regimi e contro dittature.

E’ una costante,logica e illogica diremo quasi,di un percorso che ha,al centro del suo apparire,la distruzione di cio’ che e’ stata una civilta’ per annientarla e,grazie al vile gesto del distruggere,assecondarla al potere momentaneo dell’occupante.

Se avessero le bombe ci bombarderebbero hanno detto alcuni radioascoltatori,vero ma non avendole distruggono cio’ che ci da fastidio e cio’ che  per noi occidentali e’ la fonte del sapere,la storia appunto.
Vero,ma non le hanno,quindi attaccano con un’arma in uso,i media e la rete,inculcando nella nostra mente il loro pensiero,il loro mantra ideologico di annientamento di tutti e tutto in cambio di schiavi per essi.

Una logica che ha anche come protagonista una realta’ europea che,forse,immersa ancora nei suoi nazionalismi di costume,come la Lega da noi in Italia,dimentica la cosa piu’ importante,e cioe’ il bene e la difesa comune della liberta’.

Oggi a Roma Salvini e la lega Nord manifesta.

Un altro esempio di mancanza di unita’,cio’ che attualmente dovrebbe esserci invece.

IL RICORDO DI UN CANE CANCELLA IL NOSTRO PASSATO….

Camminavo con la mia macchina sulla strada del ritorno.

In lontananza vedo un gruppo di turisti biondi.

Li seguo con lo sguardo ma e’ troppo tardi per capire che,loro,hanno un pericolo davanti:una merda di cane.

Si lo so e’ cosa normale per noi qui riportarla a casa sotto le scarpe.

Siamo abituati,c’e’ chi dice che porti fortuna ma….loro no,i turisti biondi.

Scesi dal loro pullman hanno i secondi contati.

Dopo la visita al museo e la nostra storia passata,no una merda di un cane li fara’ scivolare nella cruda realta’.

Torno a casa e penso a loro…..

UNA CITTA’ RAGGOMITOLATA.

Se passate da Taranto e arrivate ai Tamburi,vedrete il guard rail marrone.

Il marrone dei minerali,lasciati dall’Ilva nella sua produzione.

Se superate il ponte di pietra,vedrete Taranto vecchia,amata da registi e fotografi e scenario delle nostre processioni della settimana santa.

Per un tarantino capire la sua citta’ e’ difficile poiche’ non si evolve come dovrebbe essere.

Il passaggio tra cio’ che e’ stata una citta’ in passato e le sfide future,hanno spesso un fattore essenziale da seguire:quello della promozione della citta’ stessa,partendo dalla sua storia,dai suoi tesori artistici e da cio’ che c’e’ ancora da scoprire.

Quando venne il ministro della cultura Bray a Taranto,pochi seppero della sua visita e,visitando il museo e la citta’ vecchia stessa,seppe regalarci speranza e voglia di riscatto con l’aiuto del governo.

La storia sembrerebbe piu’ semplice caro ministro.

Con un sindaco che spicca nella graduatoria del sole 24 ore come quello meno amato d’Italia,con i muri che crollano in citta’ vecchia e l’annosa guerra tra poveri e l’Ilva,ci rendiamo subito conto che il salto per spiccare il volo e’ smorzato.

Smorzato dalla politica latitante e poco incisiva per promuovere azioni efficaci a favore del territorio,smorzato  per la cultura inesistente che non e’ piu’ veicolo trainante per promuovere un innalzamento culturale di tutti noi,smorzato per le occasioni perse legate principalmente alla scelta unica a dire Ilva e niente piu’.

Taranto e il borgo,con i negozi che chiudono e il centro sempre piu’ che si riduce a pochi isolati.

Puo’ sparire una citta’mi domando,puo’ essere assorbita in una lotta generazionale tra lavoro che ammazza e diritto dovuto?

Puo’ una citta’ perdere la sua storia,smembrandosi di se stessa e annaspando in acque torbide senza via di uscita?

Possiamo ricordarci solo dei vicoli,delle storie e degli odori solamente durante Pasqua e Natale?

Abbiamo infine uomini capaci di ridare un senso al concetto di citta’ guidata da politici e funzionari degni di essere chiamati cosi?

Oppure,come dicono molti,la frittata e’ fatta.

Abbiamo il dna fatto di acciaio,abbiamo perso il futuro e abbiamo solo da andare via,lontano dal nostro mare che raccoglie gioia e grida di piacere l’estate sul litorale.

Taranto e’ a un bivio,unico e difficile.

Come tante citta’ non crede piu’ a se stessa,e in se stessa si raggomitola chiedendosi perche’ e’ arrivata a questa fine.