ASOCIALI BUONI

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Che il Natale debba essere bello e buono non è  scritto da nessuna parte.
O meglio credo che sia più  semplice affermare che non lo é  ovunque.
Prendi la povera Syria,Aleppo e le atrocità  che la rete ci narra e gli appelli della popolazione che cadono nel vuoto.
Ma anche dove lo è bello, il Natale svanisce e si dissolve nella “non presenza”,e cioè  quella forma di morbosa malattia che ha colpito tutti noi.
Sarebbe l’allontanamento progressivo nel non socializzare e dimenticare appunto il Natale,sinonimo di luoghi comuni sulla fratellanza e amore reciproco.
Il tempo natalizio viene offuscato invece dall’egoismo che non è  quello del “non dare,regalare”,ma dello scomparire socialmente chiudendoci nelle viscere della rete che ci allontana da tutto questo.
Molti diranno invece che vi é  anche una fratellanza coesa nel web,una azione globale e  comune verso idealismi o “cose da salvare”,proteggere e condividere appunto.
Le questioni sociali,come le forme più  brutali verso l’essere umano,o i diritti calpestati quotidianamente verso chi sgobba dalla mattina alla sera,diventano forme di “azionebuona” ,presenza che  serpeggia nei social specialmente e che prende il posto di quella che invece dovrebbe essere fatta di persona.
Il Natale sulla tastiera spiazza l’azione,quella vera che viene a mancare e  che lascia il posto a un autocompiacimento che ci fa sembrare contenti e soddisfatti.
Il Natale 2.0 ,quello odierno falso e finto ma che fatto da milioni di persone sancisce il giusto,fa credere che sia la via o il modo migliore di fare.
Vedete la politica oggi. Ridotta per colpa dei social a teatro pubblico dove anche un mal di pancia diviene motivo di discussione e attacco politico.
Considerazioni,nulla più.

ANDATE NEI VICOLI SE PASSATE DA QUI.

Quando cammini per i vicoli della Taranto vecchia,annusi anche l’odore del mare e tra i vicoli scorgi le famiglie che ai balconi stendono le tute degli operai dell’Ilva o maglie pesanti da pescatore.

Sere fa andai alla processione dell’Immacolata Vergine,e dietro ai fedeli camminando a rilento,ogni stradina e vicolo di questa parte di Taranto emanava storia e tradizione.

Molti anni fa  volevano trasformarla in zona economica perenne,andando a creare banche e ristoranti,luoghi pubblici in mano alla regia piu’ spietata del Dio commercio.

Non se ne fece nulla e anzi,il comitato che assieme ai piu’ noti architetti italiani di allora,siamo negli anni sessanta,sanci’ un piano di ristrutturazione edilizia conservando l’aspetto originario del luogo.

Tutto fermo da allora e anzi,andando di peggio in peggio,oggi i muri che crollano nella citta’ vecchia sono molti e le speranze di una riqualificazione resta aggrappata ai famosi fondi europei e a possibili esborsi del comune.

Eppure la Taranto dei vicoli,percorsa di sera specialmente,ti abbraccia e ti pone dinanzi a una riflessione sincera e limpida:la nostra storia viene cancellata dal progresso umano,dagli stili di vita dei giovani che preferiscono vivere in case piu’ nuove e confortevoli(chi ha la fortuna di poterlo fare…)e la voglia di andare via,ritornando solo nelle festivita’.

Ha comandato la pesca fin dai tempi remoti qui da noi,e’ stata l’artefice di una salda economia che nei vicoli ha dato da mangiare a intere famiglie e ha reso caratteristica la sua natura votata al mare.

L’Ilva poi ne ha cancellato le tracce,rendendo il lavoro di pescatore vecchio, passato di moda,rinnegando un tacito accordo tra dare e avere,tra barca e mare.

L’Ilva ha ucciso la storia,c’e’ poco da dire,ha rubato i figli nostri dai vicoli,gli ha spogliati da vesti di pescatori e venditori di cozze,gettandoli in pasto alla produzione a ciclo continuo di una fabbrica che,oggi con debiti e guai giudiziari,rischia di rimandarli a casa,ultima certezza che hanno.

I muri sporchi e consumati dei vicoli hanno respirato i fumi,i veleni della costante logica assassina che ha inquinato la bellezza di questo territorio e ha cancellato un profumo tipico,unico che aveva Taranto negli anni passati.

L’odore del mare,l’orizzonte limpido e chiaro,spazzato oggi via dai fumi marroni che arrivano sino in Calabria e dall’odore nauseante che ti ricorda che lei,la fabbrica,ha preso le nostre radici e le ha spezzate gettandoci in un tunnel difficilmente facile da percorrere trovandone poi una uscita.

Chi puo’ farlo,passando da noi qui,facesse un giro nella Taranto Vecchia,meno nella citta’ nuova,votata al consumismo delle vetrine sgargianti di questo natale tarantino e privo di sentimento vero.

Lasciate stare il centro,andate nei vicoli,parlate alla gente umile,li seduta sui gradini delle chiese vecchie e sull’uscio delle case che ancora,con orgoglio,ripropongono i piatti tipici della Taranto che fu.

Andateci e aprite i vostri cuori,come disse un Papa che venne qui e ci fece emozionare tanto tempo fa.

Vi posto un link di mie foto sulla citta’ vecchia,fatte tempo addietro.

https://www.flickr.com/photos/aralla_luca/sets/72157634627485495/

IL NATALE QUASI PERFETTO….

Piu’ passa il tempo e piu’ ho un concetto di Natale limitato.

Il concetto di pace universale,fratellanza e perdono,ma anche sguardo amorevole verso tutti e verso i piu’ deboli,e’ cosi’ lontano dalla cruda realta’ che offusca alcuni territori lontani,come la Syria o la Palestina.

Oramai sul mio pc o telefonino,le foto dei massacri e dei corpi inermi dei piccoli uccisi in zone di guerra,vanno a far incrementare il numero delle ferite che porto dentro,e mi chiedo e vi chiedo,che senso ha dire “felice Natale” quando la felicita’ non e’ per tutti.

Sara’ Natale felice allorquando tutto cessera’ e anche il bambino nei campi profughi o nei quartieri di Aleppo,potra’ farlo come il mio,giocando felice con i suoi coetanei e i giocattoli del fantasioso Babbo Natale….

Utopia o ipocrisia,qualunquismo fate voi.

Fatto sta che ieri in Syria il vigliacco ASSAD ha fatto centro,stryke contro piccoli fanciulli che nel Babbo Natale immaginario loro vedevano un lumicino di speranza.

Eppure,sapete,ieri ad Aleppo un genitore ferito ha avuto il coraggio di vestirsi da nonnetto con la barba bianca e far felici i bimbi del suo quartiere.

Ecco questo e’ il mio Natale,di speranza per tutti.

LA CAPANNA MA ANCHE IL BUDDHA.

La recita dell’altro giorno di mio figlio e’ stata bella e emozionante.

Da genitore ho colto lo sforzo di questi bambini nell’imparare discorsi a memoria e calarsi nello spirito della raffigurazione della nascita di Gesu’ bambino.

Tornando a casa,pensavo  se mai ci fossero stati nella sua classe bimbi di religione diversa dalla sua,o anche genitori atei.

Insomma il pastorello e i re Magi,san Giuseppe e la Madonna,oggi come oggi,sono una storiella convincente oppure lasciano il passo alle nuove teorie che declassano,come il reating di un paese,tutto cio’?

Sarebbe opportuno la storia del libero arbitrio in eta’ matura,quella per la quale ogni essere umano ha il diritto di scegliere la sua strada in qualsiasi campo della propria vita.

Le campagne anti gay,o quelle che denunciavano i suicidi di massa di giovani omosessuali,hanno spinto spesso tutti ad arginare il dramma di quelle gesta come una oppressione della societa’,quella evidentemente deviata e non abbastanza matura a capire che non ci sono differenze.

Ebbene,partendo da questo presupposto,dovremmo anche in eta’ scolare non avere preclusioni verso tutte le religioni,facendo magari recite dove,a livello omogeneo,fossero tutte rappresentate e valorizzate nel loro percorso narrativo che ritroviamo nei testi.

Perche’ non un Buddha con il Gesu’ Bambino a rappresentare la pace e la speranza per tutti?

Perche’ solo l’icona cristiana fin dalle elementari come regia di una rappresentazione per scolpire fin in tenera eta’ un percorso di fede?

Sarebbe bello avere tutto da insegnare,senza sbilanciamenti di gusti che spesso saranno a dettare loro le differenze nei confronti di cio’ che non ci e’ stato permesso di conoscere bene.

Dovremmo,anche a Natale,avere il rispetto e la curiosita’ dell’altro,sapendo che esso e’ anche probabilmente una storia di anni addietro e forse,una bugia per farci star buoni….

Se cosi’ non fosse….ci perdonerebbero comunque sia,dal Buddha al Gesu’,dal profeta Maometto a chesso’ io….fate voi.

TARANTO,IL NATALE E POI CHISSA’ DOPO…..

Pochi giorni a Natale.

Taranto, stranamente, per le sue vie del centro si fa bella grazie alle luci di privati e dei commercianti.

Stranamente perche’ questa citta’ soffre di carenza di idee,o come vogliate vederla,stimoli per chi ci vive.

E allora l’albero in Piazza Maria Immacolata,grande,sembra la novita’ che arriva sulla faccia di un bambino,colto di sorpresa.

In passato,spesso,l’Italsider era il treno di lancio tra la citta’ stessa e gli addobbi,come voler dire a tutti che essa,l’Italsider,ricordava il suo peso su tutta la comunita’ e elargiva gioia e sorprese per tutti.

Allora oggi la luce nelle strade arreca gioia ma anche domanda.

Domanda sul futuro di una comunita’ che nei valori di inquinamento nelle ore di punta vede innalzarsi sempre piu’ il limite massimo.

Ma lo apprendiamo non dal comune,ma da un noto ambientalista di Peacelink,Alessandro Marescotti,che ci ricorda di non cadere nella trappola del “tutti buoni a Natale…”.

E gia’.

L’Ilva e i suoi scandali delle intercettazioni telefoniche,dei suoi morti che chiedono vendetta,ma anche delle leggi,molte,che hanno destabilizzato forse la lotta locale rendendola attualmente meno efficace nelle piazze.

A Bruxelles gli esposti alla Corte di Giustizia vengono distribuiti assieme alle denunce e ai filmati.

Si spera attualmente in questa soluzione,in mano allo straniero,come se in Italia,la legge salva ambiente e salva cittadini,fosse utopia e bestemmia.

Taranto e le luci di un Natale 2013 disperato nella gravita’ dell’emergenza lavoro,con le barche ferme giu’ a Taranto vecchia esauste di attese e rinvii per poter vendere cio’ che si pesca.

Il Natale del sud anche,un Natale dove il 49% della popolazione e’ povera e in cerca di luce per dire che il miracolo si e’ compiuto.

E poi il ritorno nella citta’ di molti tarantini lontano,che arrivando qui ritroveranno l’odore in riva allo Jonio ma anche molta trascuratezza nelle cose di ordinaria amministrazione.

Natale a Taranto,ma anche ovunque,con i bambini Siriani nel freddo e nella neve e le parole che il Papa Francesco ci dice sempre ma che sembra non raggiungere i vigliacchi come Assad…

Poi,infine,il mio Natale con la famiglia e un amico in meno.

Il Natale delle gioie e dei ricordi ma anche della volonta’ di capire,sempre,cio’ che avviene attorno a me,per essere cittadino di un mondo strano per molti versi.

DAI FORCONI AL NATALE:UN BEL CASINO…..

Non so se i forconi siano manipolati da qualche frangia politica,fatto sta che rendono ancora piu’ inquieto il clima di questo autunno italiano.

Avremo difficolta’ a mangiare e muoverci se dovessero bloccare i tir,ma non credo che sia la giusta risposta all’inadeguatezza della nostra classe politica.

E’ come dire di togliere il panino al povero sul marciapiede per protestare contro gli sprechi nel mondo.

No non credo possa servire a qualcosa.

Credo invece che la protesta coesa possa aprire spiragli di discussioni,la politica nelle piazze e l’unione dei movimenti.

La politica del palazzo potrebbe servire solo dopo che, quella di piazza,democraticamente e civilmente ha dettato spunti.

Non so neppure se abbiamo superato questo punto e se dovesse essere cosi’ allora temo cio’ che ha detto Grillo.

Potrebbero arrivare manifestazioni di piazza violente,incontrollabili e pericolose.

Ma vogliamo davvero questo?

Dobbiamo avere paura di passare dinanzi a una banca o a Equitalia?

Sara’ ma le primarie del PD ci danno Renzi super vincitore e il suo gruppo super giovane speranzoso di poter dettare l’agenda futura.

Bersani se la ride e D’Alema pure,anche se ha perso visto che continuera’ a girare il mondo con la sua fondazione,spacciandosi per l’ultimo comunista sincero e credibile.

Vabbe’,intanto a Taranto da noi Mercegaglia mette in vendita il suo edificio e saluta i suoi lavoratori,e in piazza Maria Immacolata il comune(indebitato)con il suo albero di natale ci vuol far credere che tutto va bene.

Peccato che i negozi siano vuoti e la gente in fretta annaspa per le vie di una citta’ allo sbando.

Siamo a due settimane da Natale,ma sembra che nessuno se ne sia accorto.Troppi pensieri.

2013 MA PRIMA SALUTI,RICORDI E COMPITO DI UN BLOGGER.

Ultimo post del 2012.Intanto devo dire che avendo avuto gia’ una esperienza con un altro blog(Buongiornotaranto),ho potuto su questa piattaforma migliorare alcuni aspetti tecnici.La condivisione a livello di social,di utenti nazionali e mondiali e l’ottimo apporto dato da wordpress stesso.Quindi pienamente contento di questo cambio e del livello di amici che ho avuto in questo anno(a Gennaio il blog compie 1 anno..).

Gli eventi di cui ho scritto,principalmente hanno avuto come protagonista la mia citta’,Taranto,e i suoi guai. Basti pensare all’Ilva e tutto cio’ che gli sta dietro,dall’inquinamento agli incidenti sul lavoro,alla battaglia di noi ambientalisti fino allo scontro tra il Gip Todisco e il governo Monti,reo di aver condannato i cittadini di Taranto con il decreto salva Ilva .

Ho parlato di politica,dei vari momenti del nostro paese e dei cambiamenti apportati dal governo tecnico Monti che,con la conferma della sua discesa in campo,continua quella che io definisco la “rete delle lobby mondiali”.

Interessi di un paese a discapito dei ceti meno abbienti,sono le caratteristiche di questo passaggio politico e il 2013 confermera’ cio’ che si e’ appena visto,con una larga coalizione centro democratica atta a proteggere quella fetta di ex democristriani lobbysti sparsi per l’Italia e il mondo intero.

Delusione la sinistra,con un Bersani sempre piu’ impettito dalla carica di “falso populista” e che,vedi l’ultimo caso Ingroia…,conferma la tendenza di voler difendere un certo cerchio di amici personali per sfondare ancora in Parlamento(il caso Finocchiaro a Taranto e’ emblematico con le primarie farsa di una persona che comunque verra’ ripescata in caso di debacle in terra jonica).

Concludo con due punti:la chiesa e la Palestina.

La prima continua con l’ennesima strafottenza verso i poveri,i deboli e le “diversita’” di questa vita.

L’attacco omofobo del Papa e’ la riprova della distanza che ancora esiste tra realta’ e ideologia,tra l’essere tutti uguali e quel falso e passato modo di giudicare cio’ che non conosci.L’omofobia quest’anno ha toccato punti alti di vergogna e il Papa ne e’ stato parte in causa….

La Palestina.La battaglia che continuero’ anche nel 2013 sara’ quella di denunciare cio’ che il popolo palestinese subisce quotidianamente dal regime sionista israeliano,un regime fatto di armi e potenza bellica contro un popolo che potra’ anche annoverare parti di terroristi al suo interno,ma che paga le ripercussioni di vendette che non sono mirate alla cattura o uccisione di tali persone,ma che ingloba sempre vittime innocenti spesso bambini in tenera eta’ e donne.Una vergogna che il mondo ancora giudica poco e poco fa nel difendere.Arrigoni mi ha insegnata cosa e’ la terra di Gaza,le sue problematiche e l’inferno del popolo palestinese.Un blog e un blogger,deve avere anche il compito di prendersi sulle spalle dello scrivere quotidiano,una questione a cuore,un problema.Non basta scrivere solo di “fesserie”…per carita’ ognuno e’ libero di farlo,pero’ quando hai un mezzo come la rete e un blog che puo’ raggiungere molte persone,perche’ allora non provare a denunciare e far capire cio’ che avviene in qualche parte del mondo?

Un nome vorrei ringraziare,e’ quello di Rosa Schiano,l’attivista italiana che da Gaza ogni giorno tramite twitter e il suo blog ci racconta cio’ che avviene li’.

Un abbraccio a tutti voi che mi avete letto e sappiate che non siete amici virtuali.L’amicizia,anche a distanza,e’ sempre un dono da coltivare.

BUON 2013 E A RISENTIRCI SU QUESTE PAGINE,CIAO.

2013

QUEL NATALE DEL ’68 ALL’ITALSIDER E PAOLO VI CHE AVEVA GIA’ CAPITO TUTTO….

Natale 1968.Io avevo un anno compiuto e certo il ricordo non e’ presente.Pero’ aggiornandomi sulla rete e su alcuni libri,ho elaborato l’aria di festa e di solennita’ che quel Dicembre aleggiava nell’Italsider.

Il Papa,Paolo VI,era tra gli operai,in visita in quel centro siderurgico che avrebbe cambiato Taranto.

Celebro’ la messa dinanzi a diecimila persone e dette la comunione a cento operai in tuta da lavoro.

Poi aggiunse alcune considerazioni,che alla luce di quello che sta avvenendo oggi,lasciano da pensare.

Eccone alcune:”Qui due mondi si incontrano, la materia e l’uomo; la macchina, lo strumento, la struttura industriale da una parte, la mano, la fatica, la condizione di vita del lavoratore dall’altra. Il primo mondo, quello della materia, ha una segreta rivelazione spirituale e divina da fare a chi la sa cogliere; ma quest’altro mondo, che è l’uomo, impegnato nel suo lavoro, carico di fatica e pieno lui stesso di sentimenti, di pensieri, di bisogni, di stanchezza, di dolore, quale sorte trova qui dentro?”.

Da persona non preparata su temi teologici,trovo importante due cose:la materia,vista come quella parte fredda,meccanica anche degli attrezzi da lavoro,dovrebbero essere un percorso di avvicinamento a Dio,il mezzo con cui lui comunica con noi e ci fa riflettere.Un elemento,il fuoco per esempio degli altoforni,che ci deve far riflettere sul mistero cristiano,sul progetto atto in esso.

Secondo punto della frase del Papa e’ rilevante e importantissimo.Il Papa gia’ allora,metteva in evidenza come l’uomo,figura centrale del lavoro del siderurgico,doveva per forza di cose essere al centro del pensiero di chi lo usa come forza umana.Il rispetto della figura umana,deve andare oltre il profitto(?)e rendere il sacrificio del lavoro stesso dignita’ da portare con se.Nessun sfruttamento quindi,ma rispetto verso la figura dell’operaio e ricerca di una sorte rispettosa e conviviale.

Paolo VI,continuo’ poi nel suo discorso aggiungendo questo passaggio cruciale:

“Qual è, in altri termini, la condizione del lavoratore impegnato nella organizzazione industriale? Sarà macchina anche lui? Puro strumento che vende la propria fatica per avere un pane, un pane per vivere; perché prima e dopo tutto, la vita è la cosa più importante d’ogni altra. Ma l’uomo vale più della macchina e della sua produzione. Sappiamo bene tutte queste cose, le quali hanno assunto, nel tempo passato e ancora assumono nel tempo nostro, una importanza nuova, immensa, predominante».”

Quindi deduco questo:il lavoratore si sdoppia dalla sua entita’ divenendo anche lui macchina fredda e perde il suo destino divino,quello di essere anche lui figlio di Dio in terra e non semplice mezzo per profitti?Oppure dignitosamente rimane figura centrale del processo della sua vita?Poi,e qui e’ riconducibile a oggi con il ricatto occupazionale di Riva e l’operaio giocato a suo piacimento,l’uomo e’ piu’ importante della sua macchina.L’uomo operaio deve essere difeso,non usato o aggirato per fini personali e nella sua difesa,aggiungo io,c’e’ anche la salvaguardia del diritto suo a lavorare in posti salubri e in condizione di sicurezza totale.

Il Papa concluse la sua giornata poi raggiungendo il Duomo di Taranto salutato da una folla festante e da grida di gioia.

Paolo VI,e’ stato il Papa che capi’ il rischio che poteva nascere da questo mezzo di lavoro che era il siderurgico tarantino.Avrebbe potuto(come poi e’ accaduto…),spazzare via la dignita’ del lavoratore per far posto a interessi personali e,con il decreto salva Ilva,mondiali.

Prima la produzione(quindi l’annullamento del rispetto umano,della salute e dell’ambiente),con i suoi rischi,le sue morti e i suoi lasciti gravosi e mortali sulla salute dei cittadini di terra jonica.

Niente altro,solo ci rimangono quelle parole che hanno avuto un presagio direi “divino ai giorni nostri”,un presagio che se fosse ancora in vita Paolo VI,ci avrebbe detto:”io lo avevo avvertito,li’ nelle viscere dell’Inferno dell’Italsider,nel lontano 1968″.

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