IL BIANCO E NERO COSÌ LONTANI LAGGIÙ ANCORA.

Pensavo all’America e di come fosse marcato  lo spirito razzista che ancora aleggia laggiù.La morte dei due poliziotti uccisi per vendetta da un giovane di colore per vendicarsi delle morti causate dall’ arma della legge a stelle e strisce,ribadisce una linea sottile che divide la pazienza umana dalla tollerabilità  stessa.

Pensavo quante volte la giustizia sbaglia nei verdetti dei tribunali,quante volte sulla sedia elettrica sono morti innocenti,quanti musulmani  hanno patito crudeltà  solo per essere interrogati dopo l’ undici settembre.

Quanti soprusi, quante regole dettate dalla forza di chi sa di far parte di una giustizia che lo difenderà  sempre.

Oggi l’America si  sente indebolita dopo il dossier sugli abusi ai prigionieri rei di essere possibili e futuri carnefici in terra americana in nome di una jhiad violenta pronta  colpire.

Oggi l’America dichiara le sue colpe,e a differenza di noi,ammette e da in pasto al suo popolo,e non solo,il suo grande errore esistenziale di sempre:la smania di grandezza,di giustizialismo che l’ha portata a espandersi militarmente in terre lontane e a decidere le sorti di paesi senza consensi unanimi.

Il nero che uccide perché  ha visto morire suoi fratelli di colore,è  la decisione di farsi giustizia, sovvertire un diritto,priorità  dei popoli,del giudizio della legge.

Obama e la polizia falliscono come mediatori e i mediatori sembrerebbero rimanere solo i preti di periferia e chi crede nel dialogo tra le parti.

Oggi leggo di arresti di frange dell’estrema destra e di una voglia di pulizia a suon di attentati e pistolettate.

La ricerca di equilibri spesso rasentano la follia,terroristica o razzista,pur sempre a danno di qualcuno.

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SE CI FOSSE OGGI ORIANA.

Oriana Fallaci avrebbe compiuto 85 anni a Giugno.

Ci fosse lei oggi qui,la lingua biforcuta delle verita’ non dette,avrebbe da dire molto.

Su tutto cio’ che le interessava,dalla politica estera a quella nostrana,passando per lo spettacolo nella New York che lei amava e che definiva madre.

Avrebbe da dire,iniziando da cio’ che minaccia e ossessiona l’America stessa,e cioe’ l’Islam e la sua avanzata spietata non solo nell’estremo Oriente ma anche in Europa.

L’Oriana continuerebbe a parlare di orgoglio nazionale e diritti nostrani calpestati,da usanze non nostre e da ermetici testi religiosi da rispettare.

Poi la politica carnevalesca dell’era berlusconiana l’avrebbe sviscerata catalogandola nelle “porcate nostrane”,nelle nostre capacita’ di non cambiare rotta ma aggrapparci invece a un qualunquismo in difesa,per non sbagliare.

Accettare passivamente il “Re Mida ” di turno e sperare di farne parte per arricchirsi della sua corte.

Poi avrebbe molto da dire sulla chiesa odierna,su un papa che vuole essere “diverso ” dagli altri perche’ c’e’ lo spettro di Karol il polacco che aleggia sempre e ovunque nelle stanze del Vaticano.

Papa Francesco l’avrebbe amata,forse,o l’avrebbe odiata per la sua verita’ sulla chiesa che ebbe a dire in una sua intervista che vi lancio:

“Ma lei è cristiana?

Io sono cristiana. L’ho detto chiaro e tondo nel nono capitolo de La Forza della Ragione: io sono un’atea cristiana. Non credo in ciò che indichiamo col termine Dio. Penso che Dio sia stato creato dagli uomini e non viceversa. Penso che gli uomini lo abbiano inventato per solitudine, disperazione. Cioè per dare una risposta al mistero dell’esistenza, per risolvere le irresolubili domande che la vita ci butta in faccia. Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo. Penso che l’abbiano inventato anche per debolezza cioè per paura di vivere e di morire. Vivere è molto difficile, morire è sempre un dispiacere, e il concetto d’un Dio che aiuti ad affrontar le due imprese può dare un sollievo sterminato: lo capisco bene. Infatti invidio chi crede e a volte ne sono addirittura gelosa. Però mai fino a maturare il sospetto che quel Dio esista, che con tutti quei miliardi di mondi abbia il tempo e il modo di rintracciare me. Occuparsi di me. Chiarito ciò, ripeto che sono cristiana. Che lo sono anche se rifiuto vari precetti del Cristianesimo. Ad esempio quello del perdono anzi del porgere l’altra guancia. E lo sono perché nel discorso che sta alla base del Cristianesimo non trovo alcun contrasto col mio ateismo, col mio laicismo. Parlo del discorso fatto da Gesù di Nazareth, ovvio, non di quello elaborato o distorto quindi tradito dalla Chiesa Cattolica e dalle Chiese Protestanti. Il discorso che scavalcando la metafisica si concentra sull’Uomo e che non riguarda soltanto il libero arbitrio, la scelta, la libertà su cui insisto ne La Forza della Ragione. Riguarda anche la pietà, la speranza, quindi il rifiuto della morte. Ci pensi bene: il Cristianesimo rifiuta la Morte. Attraverso il poetico concetto di resurrezione esalta la vita fino a vedere nella morte un’altra forma di vita. E siamo sinceri: non credendo in Dio, non posso credere neanche nella Resurrezione. Ritengo che la morte sia la fine di tutto e infatti la definisco “uno spreco”. Ma amando appassionatamente la Vita, come faccio a non identificarmi nel Cristianesimo? E poi il Cristianesimo è la filosofia nella quale sono nata e cresciuta. Esprime quasi tutti i principi della civiltà alla quale appartengo. Dal Cristianesimo non posso prescindere. (Il Foglio, 2005)”

Una menzogna per farci compagnia nel momento piu’ triste di ognuno di noi,cioe’ la morte.

Ma la Fallaci avrebbe anche molti nemici,specialmente tra le donne che in lei vedrebbero una intellettuale dalla parola facile e dai modi sgarbati.

Ma care amiche mie,gli direi,non abbiate paura della verita’ e anzi,ragionateci su cio’ che vi colpisce di piu’.

Personalmente ho bisogno di leggerla,di capire cio’ che molti non vedevano e che nascondevano dietro le solite ipocrisie di facciata.

Una guida,un momento a cui aggrapparsi quando cio’ che lei disse,anni fa,ritorna attuale tra guerre islamiche,politica penosa e religione sbiadita dai dubbi di un tempo,il nostro,pieno di domande.