LEGGERE AI GIORNI NOSTRI.

Ultimamente leggo i giornali online.

Li leggo completi,come se li avessi dinanzi a me in cartaceo.

Ho notato maggiormente che mi manca un maestro,un tipo alla Montanelli o alla Fallaci che mi possa far capire meglio cio’ che accade nel mondo.

Gli editoriali,spesso,li trovo noiosi e al passo quasi con il gossip di certa carta stampata mielosa,che corre dietro a particolari insignificanti o frivoli .

Eppure si vive attualmente un momento cruciale per diversi aspetti e avere un giudizio diverso chesso’ da Gramellini o Travaglio sarebbe utile.

Perche’ noto che il giudizio con il commento ai fatti e’ frivolo,quasi sfottente senza scia di condanna sensata e tunnel di uscita da un empasse quotidiano.

Preferisco allora leggere i social che hanno dalla loro argute argomentazioni e spesso nei commenti popolari fanno uscire la vera essenza del giudizio o della denuncia,senza passare per faziosita’ o pregiudizi di merito.

Poi noto anche come siano simili alcune testate,senza anima e senza un proprio profilo che aiuti il lettore a seguirne le orme e essere partecipe con esso,il giornale appunto.

Il Foglio del Ferrara mi piace,poiche’ ha una metrica lineare nei commenti e culturalmente resta valido.

Poi ultima cosa epab,pdf o cartaceo?

Io vado per la tecnologia e il tablet.E voi?

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PROTAGONISTI COMUNQUE.

Leggendo e seguendo gli avvenimenti esteri,ti senti nel mezzo della storia.

Una tormenta che ti avvolge e ti fa riflettere e capire che,oggi,e’ il momento di riflettere,studiare e capire cio’ che avviene.

E’ il momento di soffermarti sulla notizia,aprire i rubinetti dell’informazione che i social regalano e che spesso usiamo per futili motivi.

E allora ti accorgi di come il vento stia soffiando in una direzione cattiva,sconvolgendo futuri calmi e positivi.

Ti accorgi di come possa essere utile seguire via twitter un siriano che scrive l’inizio della caduta delle bombe nel suo territorio o di come l’america attacca per non difendersi in casa dal nemico Isis.

Leggendo le notizie di questi ultimi tempi mi distacco dalla nostra politica e la metto nell’angolo nascosto del mio pensiero ricordandomi che loro,i nostri politici,non saprebbero nemmeno indicarci sulla cartina geografica dov’e’ la Syria di Assad.

Allora ti rendi conto anche di aver sbagliato studi,scuola e vorresti tornare indietro per trovarti impegnato in qualche cosa che ami,e cioe’ la notizia.

Ma la vita non la decidi a 18 anni,o meglio non sempre.

Mi accontento di essere protagonista di questi giorni,di questa epoca,cosi’ come lo furono i ragazzi del muro di Berlino e i loro picconi a batter giu’ la storia.

LEGGERE AD PERSONAM…PER CAPIRE LA VERITA’.

Grillo dice di non comprare piu’ Repubblica e La Nazione poiche’ non riportano dati veri (o li nascondono dietro caratteri piccolissimi)del M5S.

Partendo dal fatto che credo ci siano pochi lettori amanti di organi di partito ufficiali venduti in edicola,vedi Unita’ sempre piu’ in calo,oggi il concetto di lettura di un giornale e’ rilegato al titolo scoop o alla firma di prestigio(il piu’ delle volte accompagnata da apparizioni televisive e libri ogni sei mesi circa).

Avere una panoramica equilibrata mi sembra difficile e arrampicarsi dietro concetti ad personam senza fini politici e’ alquanto ipocrita come verita’.

E allora l’uscita di Grillo,personalmente,non mi fa ne caldo e ne freddo,visto che,personalmente,la notizia la spolpo via rete,andando sempre all’origine della fonte(un sito di un giornalista o l’inchiesta a grandi linee di testate mondiali).

Se parliamo di Syria,esempio,preferisco leggere news da testate che hanno corrispondenti in zona o da organizzazioni umanitarie li presenti.

Avere un racconto stando in studio e sapendo per vie traverse non rende vera la notizia stessa.

E allora,qui la rete aiuta,vai con i blogger locali e twitter,degna agenda real time di eventi critici e non.

Quindi la visione reale di un evento stesso,deve seguire la logica della fonte presente in zona,arricchendola anche con filmati e immagini che spesso,come nel caso della Syria bombardata quotidianamente, recitano dolori e crudelta’.

Il problema magari e’ capire se abbiamo ancora figure da seguire,giornalisti come Terzani,Bocca,Montanelli,i quali dalle loro righe,hanno dettato linee da seguire per imparare il mestiere.

Il giornalismo di inchiesta cosi’ cercato ai giorni nostri,e’ solo quello che smasachera il nemico politico,mettendone in luce gli aspetti lucrosi di una sua azione.

Prendi l’Ilva.

Riva,Vendola,Archina’,la politica alla merce’ dell’impero dell’acciaio.

Qual’e’ lo scoop che abbiamo ricordato noi tarantini in tutto questo bailame mediatico?

Le risate di Vendola con Archina’,oppure i conti bancari sparsi in giro per il mondo da parte della famiglia Riva?

Cosa esce fuori di concreto da tutta questa storia?

C’e’ la possibilita’,grazie al giornalismo,di capire come stanno le cose?

Devo dire che a livello nazionale,sulle testate,si e’ dato molto risalto all’aspetto politico,tralasciando spesso l’aumento dei morti per le patologie correlate alla diossina.

La politica romana,concubina dell’azienda genovese,e’ stata la prima nota che ha creato scoop giornalistici.

Le intercettazioni telefoniche hanno dato alla vicenda l’aspetto cruento della drammaticita’ di cio’ che quotidianamente viviamo a Taranto,un po’ come le risate fatte al telefono a L’Aquila alle spalle di chi e’ morto.

Localmente il quadro giornalistico e’ stato piu’ realista,veritiero e onesto con i numeri.

La piattaforma della rete si e’ mossa dietro vari aspetti,dagli ambientalisti ai blogger e spesso,grazie a loro,i dati veri e le cartine dell’inquinamento resale nelle varie zone del tarantino,sono venute fuori con dati allarmanti.

Di Taranto e del suo dramma se ne riparlera’ magari alla prossima scandalosa uscita nata magari da un cellulare messo sotto controllo.

Lo scoop vero,sarebbe invece adesso,scrivere dell’avanzare dell’inquinamento negli alimenti nelle zone attorno alla citta’ jonica e di come siamo in piena emergenza al nosocomio locale nei reparti oncologici.

Ma questo Grillo lo sa….credo.O no?