MEGLIO LE CORNA DI CASSANO …..

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gianlucaralla(c)
“Tu sei un frocio”,dicendolo discrimini,etichetti,sei omofobo,sbagli.
Un aggettivo che se lo pensi dentro te,deve morire all’istante e non aleggiare nell’aria del confronto verbale,quasi a rimarcare che esso,il “frocio”,e’ veramente altra cosa,dispreggevole animale da rintanare in un cortile e gettare la chiave.
Insomma Sarri e Mancini,hanno aperto un confronto su questa tematica,rendendo a tutti una visione del termine ancora piu’ marcata,confermando  quasi  che la parola frocio e’ differenza per talune persone.
Ha sbagliato Sarri a dire cio’,magari Mancini avrebbe potuto discuterne a viso  e spiegare,al suo collega  che parole distorte accentuano piu’ spregevoli etichette che ancora oggi vi sono e che,alla fine,poteva bastare anche un vaffa semplice semplice.
Alla fine forse e’ meglio quando Cassano fece le corna all’arbitro,definendolo cornuto senza creare alibi a nessuno…o no?
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UN “SUICIDIO QUALUNQUE”?

Il lancio nel vuoto per finire un incubo.La differenza,per gli altri,era evidente.

La propria immagine che si frantuma in un muro di ipocrisia e condanne su un tema,l’omosessualita’,che ancora oggi crea problemi a molti.

Omofobia,parola scomoda per alcuni.

Differenza da non accettare e anzi,maltrattare psicologicamente e materialmente.

Ma anche un arnese diverso dall’altro ci puo’ servire,a costruire un palazzo.Mica uno solo e’ utile per tutto.Ma sono comunque tutti arnesi alla fine.

Concetto difficile da capire,anzi da evidenziare nei titoli dei giornali come una differenza da difendere.

E forse,proprio dai giornalisti,mi aspetterei frasi non come queste “era diverso e non accettato,quindi si e’ ucciso”.

E invece giu’ con la parola diverso.

Diverso e’ settario,discriminante,selettivo.

Forse e’ qui la chiave.

Non e’ come un femminicidio,dove il soggetto,la donna,e’ uccisa o maltrattata.

Sarebbe opportuno parlare di istigazione al suicidio di un ragazzo poiche’ sotto pressione psicologica.

Il motivo,la sua diversita’,e’ sbagliato.

E’ il contenuto dell’azione negativa,la condanna psicologica,la vera questione.

Anche io,tu,lei,potrebbe essere messa sotto pressione e farla finita,lanciandosi dal terrazzo.

Che sia omosessuale,o no,e’ pura discriminazione giornalistica.

Anche il nero che si uccide e’ allora, chesso’, nerocidio?

Aspetterei di leggere dai giornali solo il contenuto ripeto dell’accaduto.

E’ morto perche’ offeso e deriso da qualcuno.

Poi non c’e’ differenza,discriminazione per le proprie idee sessuali.

Non ci deve essere una differenza che giustifica una morte,una scappatoia veloce per salvarsi dall’inferno della terra malvagia.

Il quattordicenne che e’ morto ieri,per me,era un ragazzo ucciso da pressioni psicologiche dovute alla grande mancanza di equilibrio di questo mondo.

Un equilibrio che dovrebbe trovarsi nella mente umana,che e’ come un passino che fa cadere nel bicchiere cio’ che vuole.

Addio ragazzo di Roma,addio …..

Qui un link :http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/gay_suicida_roma_roberto_facebook/notizie/314471.shtml

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NIENTE FALSE DIFESE,CAMBIAMO DENTRO PRIMA,VERAMENTE.

Adesso se ne parla,forse troppo.

Adesso siamo tutti contro l’omofobia e lo dichiariamo apertamente,andando forse contro i nostri veri pensieri….

Lo si scrive per coesione e partecipazione al dolore di un ragazzo,denigrato dal gruppo e ucciso prima nell’animo e poi nell’idea di continuare a vivere,che purtroppo lo portera’ al tragico gesto.

Bisogna essere onesti con se stessi,ammettendo una buona volta che l’inutile aggregazione mediatica se non compresa e sviluppata dentro di se non puo’ produrre cambiamenti,nelle proprie idee,a lungo andare.

Mi da fastidio esporre il rosa oggi quando il rosa dovrebbe essere dentro noi,sempre per combattere quotidianamente gli illusi ipocriti che,come i preti pedofili,si mascherano dietro perbenismi ideologici e poi,invece,sono anime dannate nelle loro idee e nel loro pregiudizio.

Le battaglie nascono dentro anche se non c’e’ cronaca.

QUEL DI DIETRO CHE VORREI AVERE,MA….

A Palermo una societa’ telefonica,con giganteschi manifesti col di dietro perfetto di una ragazza,pubblicizza le sue tariffe telefoniche.
 
Il caso ha avuto un certo risalto sulla stampa locale e l’ex deputata Titti De Simone ha anche affermato che un corpo perfetto che si desidera e non si puo’ avere puo’ portare anche ad azioni violente.
Fatto sta che quotidianamente il bombardamento mediatico con i corpi di belle donnine e maschi muscolosi,e’ invadente e allora va fatta una considerazione a tal proposito.
Il concetto di bellezza dovrebbe essere personale,un’autostima che si ha dentro di se che porti ad elevarsi su chi e’ piu’ bello fisicamente.Dovrebbe essere cosi’,piacersi per le qualita’ interiori e morali e poi guardare all’aspetto fisico di se stessi.
Ma cio’ e’ impossibile e allora nascono i disagi nell’accettarsi in toto,nel non condividersi con gli altri e estraniarsi dalla logica che vuole un coinvolgimento nella societa’.
Se da una parte l’omofobia,lesbismo oggi sono per fortuna accettate da tutti anche se con ancora piccole restrizioni mentali di alcuni,dall’altra parte notiamo che il distacco tra realta’ e cio’ che vorremmo essere si allontana.
La bella modella dei cartelloni o il maschio perfetto sotto la doccia,sono miti irraggiungibili per molti,perche’ si e’ bruttini,grossi,apatici,ecc…
E allora si sprofonda nella crisi personale e nelle tenaglie di una non appartenenza a cio’ che oggi viene richiesto,con l’aspetto in primo luogo e la voglia di apparire.
La campagna siciliana e’ giusta,anche se il marketing richiede forme molto persuasive per abbindolare i clienti che di fronte a una bella figura cadono come fichi secchi……