PREDICHE AI PREDICATORI.

La frase che piu’ mi preoccupa e’ questa:Organizzazioni non governative – che hanno interessi sull’omosessualità, sul matrimonio gay e su altre questioni».

Frase detta da Silvano Maria Tomasi, osservatore della Santa Sede alla sede di Ginevra.

Quindi l’Onu,sarebbe guidata da altre organizzazioni per destabilizzare un processo secolare della chiesa cattolica di non aprirsi a realta’ diverse e su concetti quali l’aborto e l’eutanasia.

Preoccupante sarebbe, secondo la chiesa, l’interferenza derivante dall’esterno pronta a destabilizzare anni e anni di sermoni e prediche divine.

La chiesa,dal suo punto,ribadisce un concetto espresso gia’ dai tempi di Ratzinger e adesso con papa Francesco.

Tolleranza zero verso abusi sui bambini,quindi pedofilia,e questioni legate alla omosessualita’.

Uno scontro  dove l’interferenza dell’Onu apre scenari di poteri politici e lobbysti.

Una chiesa messa allo stretto consapevole di essere peccatrice in terra e debole nei suoi uomini.

L’Onu dalla sua,forse con invadenza,ritiene giusto ammonirla per renderla piu’ responsabile dinanzi all’aumento dei casi di violenza sui minori e abusi sessuali in genere.

Siamo lontani dalla chiesa immune dal peccato,anzi dottrina pura e illibata.

Adesso vedremo se in risposta a questo monito papa Francesco mettera’ sulla bilancia nomi e volti dei peccatori.

Sarebbe un grande passo verso una verita’ che tutti noi attendiamo senza se e senza ma.

UN “SUICIDIO QUALUNQUE”?

Il lancio nel vuoto per finire un incubo.La differenza,per gli altri,era evidente.

La propria immagine che si frantuma in un muro di ipocrisia e condanne su un tema,l’omosessualita’,che ancora oggi crea problemi a molti.

Omofobia,parola scomoda per alcuni.

Differenza da non accettare e anzi,maltrattare psicologicamente e materialmente.

Ma anche un arnese diverso dall’altro ci puo’ servire,a costruire un palazzo.Mica uno solo e’ utile per tutto.Ma sono comunque tutti arnesi alla fine.

Concetto difficile da capire,anzi da evidenziare nei titoli dei giornali come una differenza da difendere.

E forse,proprio dai giornalisti,mi aspetterei frasi non come queste “era diverso e non accettato,quindi si e’ ucciso”.

E invece giu’ con la parola diverso.

Diverso e’ settario,discriminante,selettivo.

Forse e’ qui la chiave.

Non e’ come un femminicidio,dove il soggetto,la donna,e’ uccisa o maltrattata.

Sarebbe opportuno parlare di istigazione al suicidio di un ragazzo poiche’ sotto pressione psicologica.

Il motivo,la sua diversita’,e’ sbagliato.

E’ il contenuto dell’azione negativa,la condanna psicologica,la vera questione.

Anche io,tu,lei,potrebbe essere messa sotto pressione e farla finita,lanciandosi dal terrazzo.

Che sia omosessuale,o no,e’ pura discriminazione giornalistica.

Anche il nero che si uccide e’ allora, chesso’, nerocidio?

Aspetterei di leggere dai giornali solo il contenuto ripeto dell’accaduto.

E’ morto perche’ offeso e deriso da qualcuno.

Poi non c’e’ differenza,discriminazione per le proprie idee sessuali.

Non ci deve essere una differenza che giustifica una morte,una scappatoia veloce per salvarsi dall’inferno della terra malvagia.

Il quattordicenne che e’ morto ieri,per me,era un ragazzo ucciso da pressioni psicologiche dovute alla grande mancanza di equilibrio di questo mondo.

Un equilibrio che dovrebbe trovarsi nella mente umana,che e’ come un passino che fa cadere nel bicchiere cio’ che vuole.

Addio ragazzo di Roma,addio …..

Qui un link :http://www.ilmessaggero.it/ROMA/CRONACA/gay_suicida_roma_roberto_facebook/notizie/314471.shtml

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