PERUGIA -ASSISI ILLOGICA O UNICA?

Perugia-Assisi la marcia della pace.

Rivendicazione di un diritto, quasi,negato dagli avvenimenti degli ultimi mesi e di una guerra,la terza mondiale,che molti dicono di averla gia’ in atto.

Ma la marcia della pace sarebbe anche quella della pace con noi stessi,dei nostri diritti negati e del lavoro simbolo di un’ utopia generalizzata tra i giovani che la fa da padrona sulla nostra psiche.

La pace che vogliamo per credere che ci possa essere ancora un cammino in comune,magari sbagliandoci anche e ammettendo che la guerra,si quella che viviamo e che vediamo poco distante da noi,possa essere un momento,illogico,che passa e che si nascondera’ dietro i monti siriani o dei paesi russi.

La marcia della pace,simbolo di speranza,ma poi se la fai ti dicono che non sei capace di scendere in piazza per difendere i tuoi diritti e allora…c’e’ qualche cosa che non va.

Ma la differenza quindi dov’e’?

Li in fondo al cuore,magari rimanendo precario a vita e sperando che li,poco lontano da noi,la pace risieda per sempre nei cuori umani e che non perda per le solite questioni di geopolitica economica e vendette in nome della fede.

Oggi Perugia -Assisi e’ la marcia della pace che rimane unica,simbolica ed efficace per chi,in fondo,ha a cuore il bene comune.

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CON GLI OCCHI DELLA PALESTINA.

Il nodo cruciale e’ credere che Hamas possa usare scudi umani per imporsi in Palestina.

Fosse vero,avremmo una doppia guerra in Gaza.

Una contro l’odiata Israele,e l’altra contro Hamas stessa,vittima e carnefice allo stesso tempo.

E il mio pensiero corre a Vittorio Arrigoni,e le sue ambulanze per le strade di Gaza a soccorrere feriti con la mezza luna della croce rossa e bandiere bianche in segno di pace.

Anche ai calci per buttare fuori dalle ambulanze stesse famigerati estremisti.

Via,fuori per non avere alibi e per non essere colpiti,nel mezzo di un soccorso umano.

La verita’ non la sapremo mai,ma certo se colpisco un ospedale o bambini che giocano per strada,la teoria degli scudi umani frana.

Oggi accade questo e,al momento abbiamo superato le 100 vittime a Gaza e chissa’ dove arriveremo.

La strada e’ lunga,come il silenzio dei media nostri che occupano tg e giornali pensando alla finale di calcio o all’inglese stentato di Renzi.

Prendere atto di cio’ che sta accadendo in quelle terre sarebbe un primo passo da fare per tutti noi,sarebbe scrollarsi di dosso quel menefreghismo che accompagna  Israele e le teorie sioniste.

Sarebbe anche logico per noi,abituati a una normalita’ casereccia e tranquilla(o quasi),pensare a cio’ che vive una famiglia palestinese ogni secondo.

Avvertita all’ultimo minuto,sollecitata ad andar via dalla propria casa entro due minuti perche’ tutta la storia della famiglia stessa sara’ distrutta da bombe e schegge.

Immagina,ti prego.

Adesso,Syria,Palestina, restano drammi umani.

Ve ne sono tanti altri certo,la fame nel mondo,l’accanimento contro i cattolici in Africa,lo sterminio di altri popoli per mano di governi repressivi e totalitari.

Ma adesso,complice anche l’America liberale,bisogna mobilitarsi,essere consapevoli di un dramma,umano,che affligge migliaia di persone a pochi chilometri da noi.

SIAMO TUTTI PALESTINESI,MA NESSUNO LO SA!

Come se attaccassimo il Vaticano,confinante con noi,e lo mettessimo a ferro e fuoco estirpandone pseudo terroristi annidiati dentro mura e armati fino ai denti.

E’ come se andassimo a colpire inermi bimbi e donne,vecchi e ammalati,poiche’ complici di terroristi e complotti contro l’Italia.

E allora,il punto cruciale,e’ se l’azione di vendetta contro qualcuno e’ giustificata nel colpire nel mucchio,annientando tutti e facendo pulizia.

E’ come se,tornando indietro,lo stato italiano,colpisse un intero edificio perche’ sospettoso di aver dentro di esso brigatisti o estremisti.

Colpire annientare e imporre la forza anche su chi li,nella Gaza offesa nei suoi diritti violati,nulla ha da condividere con Hezbollah o altri gruppi.

Questa e’ la questione da capire,questo e’ il nodo delle guerre vigliacche,quelle che divorano infanzie e zittiscono futuri negli occhi di piccoli.

Questa e’ la guerra dove se non sei l’America non vali niente,e anzi,non vieni difeso o confortato nelle ore piu’ buie del tuo giorno.

Allora,io,leggo i tweet impauriti da chi,laggiu’,vede missili piombare dal cielo e corpi straziati irriconoscibili.

E penso,a Vittorio Arrigoni,che nell’ambulanza soccorreva i feriti sotto le bombe e,pur esponendo la bandiera bianca con la croce rossa,veniva preso di mira dai cecchini.

Allora forse dovremmo erudirci su questa tragedia,andare li se e’ possibile e toccare di mano una verita’,e cioe’ quella dell’indifferenza comune di tutti noi verso il popolo palestinese.

Manifestazioni,articoli,social ci dicono che Gaza verra’ colpita poiche’ ci si vuole vendicare di tre corpi uccisi e che,nella morte di molti,troveranno conforto e rispetto?

Ci vuol dire che il palestinese bruciato vivo e’ l’emblema della vendetta contro un vile gesto?

E chi deve pagare?

Chi deve dire addio alla propria famiglia sapendo di essere nel mirino di missili o bombe?

Tu,io,loro?Siamo tutti palestinesi,ma questo non lo sa nessuno.

CIAO VIK,RESTIAMO UMANI !

Vittorio Arrigoni nasceva oggi.

Io l’ho conosciuto dal suo blog,dalla sofferenza che emanava in ogni parola per l’occupazione di Israele in quei territori dove la razza umana e’ trattata come il vile nazista che sa di essere forte perche’ non c’e’ un nemico organizzato.

E la debolezza del nemico,caro Vittorio,e’ stata la tua fede.

Una fede che ti ha portato alla morte ma che ti ha regalato momenti di gioia.

Quei momenti quando vedevi rientrare i pescatori nel porto di Gaza e vedevi in loro il sorriso perche’ la giornata era stata semplicemente normale.

Gia’ la normalita’,caro Vittorio,tu la scrivevi come un diritto negato ad un popolo che nei volti dei bambini sprigionava la vera’ ricerca del futuro,quella voglia che venne spezzata dall’eccidio di Sabra e Shatila oppure in tante incursioni aeree dell’aviazione israeliana nei territori occupati.

Vittorio e’ stato,ma lo e’ ancora,l’emblema della solidarieta’ senza ritorno,quella voglia per alcuni matta di rischiare la propria vita per difendere un ideale concreto fatto di persone in pericolo.

Oggi l’insegnamento tuo e’ quello anche di non cedere dinanzi al potere organizzato,al popolo invasore che nelle sue forze militari annienta diritti e vite.

La Palestina ma anche la SYria argomenti disperati sui tavoli dei grandi ma anche terre che nelle loro complessita’ religiose hanno scavato profonde crisi di coscienza.

Le immagini dei bimbi morti e delle ferite sui loro corpicini,annienta in me la speranza di confronto e spesso mi porta su un binario,illogico,di rabbia contro chi e’ l’artefice di tutto questo.

Il pacifista che esiste dentro me,il senso critico a un massacro,lascia spesso la voglia di rivalsa materiale,fatta di rabbia e azione contro il pugno armato del dittatore.

Forse questo e’ il mio limite,certo.

Tu Vittorio ricordo nei tuoi video la calma che mettevi nel raccontarci il tuo lavoro laggiu’.

Ma anche quando rispondesti a Saviano mentore nei confronti di una realta’ che forse a lui non faceva comodo.

Caro Vittorio oggi nascevi e in noi lasci molto confronto interno.

Un confronto che partendo da dentro ci porta a riflettere sul nostro cammino umano verso la difesa di diritti negati e ingiustizie.

Ha ancora senso essere come te oggi,anche se non coinvolti direttamente in quelle zone.

Ma credimi,conoscendoti,ho imparato l’importanza nel denunciare  e combattere il disprezzo verso la vita umana che dei vigliacchi hanno quotidianamente messo sul piatto della bilancia di molti esseri umani,bambini compresi.

Restiamo umani,ciao VIK.

IO BIMBO E IL “PIGIAMA STRANO”.

Olocausto.Campi di concentramento,deportazioni,camere a gas,morte.

Ero piccolo e pensavo alla sofferenze dei bimbi,ai  loro pigiami strani prima di andare a letto.

Crescendo ho portato dentro di me come la sensazione di una foto in bianco e nero,di una tragica fatalita’ che il mondo non capi’ in tempo.

Le pelli lacerate e scavate per la fame,i corpi ammassati come spazzatura da eliminare,rimangono scolpiti nella mia testa e nella mia testa,oggi,rivedo nella Palestina l’azione vigliacca dell’uomo.

Non so se bastera’ l’olocausto a fermare cio’ che verra’,non credo .

La brutale forza del fucile verso il piu’ debole si ripropone oggi come allora,e come allora ci sono scelte verso una razza,verso un territorio e verso una ideologia,antisemita,che regna sovrana ancora in alcune zone del mondo.

Oggi e’ necessario entrare nei campi profughi palestinesi,liberarli di quel marchio che taluni signori della politica marcano addosso ai bambini e alle donne,ai vecchi e a chi,seppur da lontano come me,ne denunciano sopprusi e ingiustizie.

Serve parlare ancora?

Serve ancora la tavola rotonda per discutere di cio’ che avvenne anni fa’?

E se tutto serve,perche’ allora c’e’ ancora una mano che crea distinzione tra un popolo e l’altro e apre tunnel bui senza uscita verso una pace?

Perche’?

IL DIRITTO A VIVERE .I GRANDI CI PENSANO….

517 morti di cui 151 bambini negli ultimi quindici giorni.

Fermatevi e riflettete.

Cosa fareste voi se vi trovaste in una situazione come quella che vivono gli abitanti di Aleppo?

Preghereste?

Ascoltereste la radio e cio’ che i grandi stanno decidendo a Montreux per trovare una soluzione all’eccidio quotidiano da parte del regime di Assad contro la popolazione?

L’America non usa mezzi termini,come al solito.

Assad deve rimanere fuori da un futuro politico della regione siriana.

La Francia propone corridoi di tregua per soccorrere i feriti e portare alla gente i generi alimentari e sanitari di prima necessita’.

La soluzione rimane difficile,anche perche’ li in Syria non vi sono riferimenti politici validi e persone pronte a guidare il paese in nome di una pace e di una regolare amministrazione.

Il dramma umano,le vittime civili,restano scolpite quotidianamente nei miei occhi.

Le foto crude e vere rimettono in gioco una questione,o forse piu’ di una:Dio dov’e’,ma anche l’uomo non ha ragione  e umanita’ dentro di se?

Il libero arbitrio puo’ giustificare tutto questo e tutto questo perche’ non si ferma una volta arrivato al culmine del suo cammino doloroso?

Ho visto e letto di atrocita’ in diverse parti del mondo,dalla Palestina alla Syria,dall’Iran all’Iraq.

Il popolo,solo lui,ne paga le conseguenze.

Per far finire tutto l’azione umana necessita della stessa violenza dei dittatori,e questo l’America lo sa.

Portare pace e difendere un bimbo vale una azione militare se non c’e’ apertura politica come sta accadendo a Montreoux?

E se si,dobbiamo mettere da parte false idee e dire che a volte la mano pesante serve a colpire il cattivo di turno?

Per alcuni esperti di geopolitica,il consenso di alcuni leader mondiali,nasce da questioni legate alle loro discendenze tribali.

Assensi di sangue,potere ereditato che in quel contesto diventa quasi obbligatorio.

Ma scindere un diritto,dall’agire con violenza per tenerlo in campo,e’ quantomai lecito come dubbio.

Ecco perche’ spero che il vertice odierno spezzi questa tradizione e rimetta sul piatto della verita’ il diritto a vivere senza guerra e violenza,senza restrizioni e senza qualcuno che possa far gridare una madre il nome del proprio figlio perso da pochi attimi.

Ecco perche’ io,attualmente,credo che la questione umana debba essere difesa anche con la forza.

Debba farsi breccia nel potere macchiato dal sangue e ridare,subito,il sorriso a quel bimbo nelle strade di Aleppo che fino a ieri dormiva ai suoi genitori,scomparsi in un bombardamento.

 

TARANTO,IL NATALE E POI CHISSA’ DOPO…..

Pochi giorni a Natale.

Taranto, stranamente, per le sue vie del centro si fa bella grazie alle luci di privati e dei commercianti.

Stranamente perche’ questa citta’ soffre di carenza di idee,o come vogliate vederla,stimoli per chi ci vive.

E allora l’albero in Piazza Maria Immacolata,grande,sembra la novita’ che arriva sulla faccia di un bambino,colto di sorpresa.

In passato,spesso,l’Italsider era il treno di lancio tra la citta’ stessa e gli addobbi,come voler dire a tutti che essa,l’Italsider,ricordava il suo peso su tutta la comunita’ e elargiva gioia e sorprese per tutti.

Allora oggi la luce nelle strade arreca gioia ma anche domanda.

Domanda sul futuro di una comunita’ che nei valori di inquinamento nelle ore di punta vede innalzarsi sempre piu’ il limite massimo.

Ma lo apprendiamo non dal comune,ma da un noto ambientalista di Peacelink,Alessandro Marescotti,che ci ricorda di non cadere nella trappola del “tutti buoni a Natale…”.

E gia’.

L’Ilva e i suoi scandali delle intercettazioni telefoniche,dei suoi morti che chiedono vendetta,ma anche delle leggi,molte,che hanno destabilizzato forse la lotta locale rendendola attualmente meno efficace nelle piazze.

A Bruxelles gli esposti alla Corte di Giustizia vengono distribuiti assieme alle denunce e ai filmati.

Si spera attualmente in questa soluzione,in mano allo straniero,come se in Italia,la legge salva ambiente e salva cittadini,fosse utopia e bestemmia.

Taranto e le luci di un Natale 2013 disperato nella gravita’ dell’emergenza lavoro,con le barche ferme giu’ a Taranto vecchia esauste di attese e rinvii per poter vendere cio’ che si pesca.

Il Natale del sud anche,un Natale dove il 49% della popolazione e’ povera e in cerca di luce per dire che il miracolo si e’ compiuto.

E poi il ritorno nella citta’ di molti tarantini lontano,che arrivando qui ritroveranno l’odore in riva allo Jonio ma anche molta trascuratezza nelle cose di ordinaria amministrazione.

Natale a Taranto,ma anche ovunque,con i bambini Siriani nel freddo e nella neve e le parole che il Papa Francesco ci dice sempre ma che sembra non raggiungere i vigliacchi come Assad…

Poi,infine,il mio Natale con la famiglia e un amico in meno.

Il Natale delle gioie e dei ricordi ma anche della volonta’ di capire,sempre,cio’ che avviene attorno a me,per essere cittadino di un mondo strano per molti versi.

NO CIBO,NO WAR?

Non serve a niente digiunare oggi per la Siria.

Mi sembra come quando Pannella digiuna e poi viene salvato dall’ambulanza sul filo di lana.

Li si salva,qui no.

Non ci sara’ l’ambulanza per la Siria e l’inutile sforzo fatto al G20 da quelle persone che si ritengono o giustizieri del mondo,oppure attendisti ad oltranza.

Il fallimento del G20 russo e’ la conferma che non c’e’ piu’ spazio di discussione logica.Tutto vira verso decisioni prese gia’ prima e inutili ammorbidimenti da elemosinare allo zio Sam Obama.

La decisione del papa Francesco di digiunare oggi,e’ certamente positiva sotto l’aspetto personale di chi lo fara’,ma inutile e senza frutti.

Forse sarebbe meglio se fossimo andati tutti sotto la sede dell’ONU,a pancia piena,e avessimo dimostrato tutto il nostro disappunto verso la battaglia americana in una terra,la Siria,che vedra’ ancora il suo rais governare anche dopo che avranno messo a tacere le sue armi.

Ma il rischio e’ enorme,si sa.

La consapevolezza di molti paesi(Italia,Francia,Germania…),ha aperto uno spazio al via dell’Onu,ma ha messo in evidenza come Obama dei membri europei poca cosa importi.

Con GB,Francia o da soli,bisogna agire,per una questione morale.

Gia’ la moralita’ americana sappiamo bene cosa sia,dal dopo 11 settembre.

Sarebbe meglio parlare di giustizia terrena in nome di probabili indizi avuti.

In questo caso,la condanna unanime del mondo ai 1600 cadaveri avvelenati da qualcuno,e’ stata unita.

Ma il giustizionalismo americano e’ messo ancora una volta in discussione.

Qui,insomma,o ha ragione Obama(e noi siamo dei polli cacasotto…),oppure sotto c’e’ altro.

Ma in quell’altro,e nelle varie teorie che girano in rete,sara’ la storia a dircelo.

Come lo fu per l’attacco alle torri che regalarono un dubbio tutt’ora esistente su Bush e i suoi amici di merenda,potrebbe accadere la stessa cosa con Obama.

Se la SIria dovesse rivelarsi la scusa per invadere una zona del mondo per fini diciamo personali,allora saremmo stati ingannati ancora una volta da un moralismo falso che attecchisce su di noi come le piu’ grandi menzogne.

Una cosa e’ certa:la settimana prossima sara’ un momento cruciale per il mondo,e anche per noi alle prese con il psiconano…

NO+WAR+ON+SYRIA

SETTEMBRE 2001….SETTEMBRE 2013 ANALOGIA DI UN MESE

Domanda:e i pacifisti dove sono?

Risposta:indifferenti,o meglio avvolti nella guerra mediatica in casa loro su Berlusconi e il PD.

Considerazioni:il profilo basso dell’Italia ha ammorbidito il pensiero pace/love che in passato era molto in voga anche da noi.

La faccia bianca della Bonino,dietro la frase”noi attendiamo che si pronunci l’ONU”,ha raffreddato i piu’ guerrieri dei pacifisti.

L’Italia osserva,annota e riflette.

Se il congresso americano sara’ come il tribunale del popolo,il movimento pacifista resta fermo qui da noi.

Salvo sporadiche apparizioni in piazze pubbliche,la gran massa preferisce assorbire i venti di guerra sui social e,con disprezzo verso cio’ che ha visto,ripudia la possibile mossa americana.

Le petizioni online oramai sono cosa comune e qualsiasi persona puo’ mettere la propria firma su una legge da modificare,un comportamento scorretto del politico di turno,o su un albero che verra’ tagliato per far posto alla linea del tram.

Se dovesse accadere cio’ che non vogliamo in molti,la guerra appunto,sara’ triste rendersi ancora una volta conto che lei e solo lei,l’America,ha la spada del destino di molti.

Settembre ricorda la tragica caduta delle torri,e con esse il mistero che aleggia attorno a esse sull’artefice di quello che e’ stato il piu’ grande crimine forse di un governo in casa propria.

Sara’ ma settembre ancora si presenta come un mese difficile da dimenticare,con scenari pericolosi e cause da ricercare nelle piccole prove in mano agli ispettori ONU.

La certezza non e’ mai una fonte attendibile in casa americana,e la prova fu anche il manifesto di Bin Laden con su scritto”ricercato dal 1998″..SENZA MENZIONARE IL 2001….CHISSA’ PERCHE’…. 

A una domanda dei giornalisti alla CIA,sul perché non fu scritto anche per l’attentato alle torri gemelle,essi risposero con calma serafica:”ma perché non e’ indagato”…..

Cari pacifisti,e mi ci metto anche io di mezzo,forse sarebbe il caso di essere piu’ detective e meno istintivi.

Le prove,quelle vere,vanno ricercate altrove lontano da chi,spesso,dice di averle….

L’EUROPA,L’AMERIKA E IL “RATTO “SIRIANO…..

Lindignazione europeista e’ simile a quando uno vede un ratto che si posa dinanzi al suo cammino:auuughhhhhhhhhhhhhh!!!!!!

Urla,paura,schifo,ribrezzo e….poi via di corsa,piu’ lontano che si puo’.

Ma c’e’ anche chi,rare volte,si ferma,ammira un ratto e magari lo vuole anche fotografare.

Il primo,come detto e’ l’europeista,l’altro e’ l’americano.

Premessa,forse stucchevole e noiosa,per dire come ho vissuto le immagini del dramma siriano,quel dramma che ha ucciso 1300 corpi e negato l’infanzia a piu’ di 300 bambini.

Immagini devastanti,colpevoli di essere vere e crude.

Ma reali,purtroppo.

Lo sgomento,la rabbia,l’urlo e poi la quotidianita’  per poter solo a parole condannare tale atto vile,e’ quello nostrano.

Poi una presa di posizione dell’ONU,che condannando tale brutalita’,ha gettato una base per possibili ritorsioni anche militari.

L’Amerika,sempre lei,e’ decisa a fare a suo modo.

Accertarsi,verificare,sondare il terreno e capire se,la Siria,possa servire a qualcosa.

Gia’ perché io credo che dietro attacchi in difesa di popolazioni,ci possa essere anche l’azione politica preventiva,quella che mira a creare possibili scenari futuri per favorire azioni mirate sul campo liberato(penso al petrolio,alle vie di terra strategiche per difendere confini su regioni tatticamente validi sul piano militare).

E allora il bimbo “gasato” dal vile Assad,diventa anche uno strumento di pianificazione,una messa in scena nel possibile teatrino che l’Amerika da anni fa nelle terre dell’Asia.

Una azione in difesa dei diritti umani calpestati,sarebbe invece auspicabile da parte di tutti gli eserciti del mondo.

No ipocrisia,no tatticismi.

Solo liberazione da un nemico,che annienta quotidianamente le vite di poveri abitanti di un suolo martoriato da un dittatore pazzo.

Un esercito di salvezza,limpido e pulito.

Un eroe dei nostri tempi,dove grazie alle sue mitragliatrici e aerei,ci libera dal cattivo di turno e regala il sorriso ai bambini che piangono ad ogni aereo che sorvola le loro testoline.

E tu,io,che possiamo fare?

Narrare cio’ che accade,ricordare i morti e annientare dentro di noi un nemico assurdo:l’indifferenza dinanzi a tali atrocita’.