LETTERA A UN CALCIATORE FAMOSO.

Se fossi calciatore alzerei la maglietta dopo un gol e farei vedere quella scritta,rossa e chiara a tutti quanti.

Alzerei la maglietta,vedendo negli occhi della gente la meraviglia o il menefreghismo loro.

Indicherei con il dito ogni singola parola,giusto per far capire meglio l’importanza di una frase:”FREEPALESTINE”

Sarei multato,messo al bando da molti miei colleghi,ma dormirei meglio la notte sapendo che io,fortunato rispetto ai martiri palestinesi,ho regalato sincerita’ nel mio gesto.

Sarebbe bello vederlo fare da molti personaggi famosi,sarebbe bello dire anche io sono umano.Sarebbe sincero e leale schierarsi una volta tanto dietro una causa da difendere,o un azione da condannare.

L’ipocrisia del nostro mondo,fatto di lustrini e sorrisi falsi,morirebbe e allora saremmo noi,soli questa volta senza menzogne,a dire come la pensiamo.

Ecco vorrei vederle quelle magliette,candide e pulite non imbrattate di sangue innocente e strappate a una madre a Gaza.

Sarebbe bello diventare scomodi per qualcuno,sputare in faccia ai protocolli e arrampicarsi sul muro che divide i territori occupati,innalzando una bandiera di diritto e liberta’.

Apriremmo la nostra bocca,e finalmente respireremmo aria pulita e vedremmo all’orizzonte il mare senza paura di essere colpiti al petto.

Tu uomo famoso,che corri nel campo verde,ricordati del dramma dei bambini che come te rincorrono un pallone ma vengono falciati da missili crudeli e vigliacchi.

Il bambino palestinese che ha la tua maglia,con il tuo nome e sogna di essere te,fallo felice diventando tu,ora in queste ore drammatiche,un bambino sotto tiro.

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PAROLE E PALLONE.

Vediamo un poco….facciamo un giochetto.

Io scrivo tutto cio’ che si sente e si legge spesso in Italia e che,questa sera per 90 minuti,scomparira’.

“Terrone nordista lumbard  pecoroni terremotati leghisti puffi verdi comunisti anarchici mangiabambini fascisti neri rossi africani meridionali mafiosi camorristi …..passando per altre cose”

Questa sera spariranno e opla’ tutti uniti sperando nel gol azzurro.

Evviva il calcio,ma solo quello della nazionale poiche’ a livello di club c’e’ sempre faziosita’ e scontri dietro l’angolo.

Quindi grazie alla nazionale,la par condicio sara’ assicurata a tutti quanti,dai questuanti della politica show ai tifosi piu’ esasperati delle curve.

Concludo pensando allo stadio di San Paolo.

Costruito vicino alle casette pattumiera della citta’ brasiliana,alla fine del mondiale rimarra’ li a dire che la forza dei soldi vince sulle richieste reali della gente povera e non fa niente che,seppur di iniziare questo mondiale in terra brasiliana,ci son voluti morti e feriti per dire che il Brasile e’ anche “ALLEGRIA E SAUDADE”…..

GIOIRE NELL’ERA ODIERNA.

Considerazione in merito alla vittoria della Juve o in generale del piacere di una vittoria:ma siam contenti veramente.

Cioe’ mi spiego.

Nell’era del tutto in diretta,si smorzano gli entusiasmi,si affievolisce l’attesa del momento cruciale.

Siamo bombardati di avvenimenti 24 h su 24 e anche una vittoria di una squadra di calcio ci entusiasma ma poi….crolla.

Che sara’ mai gioire e gridare?

Che sara’ mai renderci appagati di effimere passioni?

Siamo veramente contenti di tutto questo oppure e’ una valvola di sfogo a cio’ che vorremmo che fosse la vera gioia?

Non so voi,ma io ogni volta che vedo un mondiale di calcio mi rendo conto di essere partecipe come utente dell’evento mediatico ma con meno energia di prima.

Si sono ridotti i margini di gioia,forse per le troppe notizie brutte…

L’emozione che mi viene alla mente,per esempio,e’ stato il crollo del muro di Berlino.

Un momento storico ma che mi e’ rimasto scolpito nel cuore.

La gioia mediatica di allora e’ rimasta dentro di me,quella odierna di una vittoria nello sport o in altre cose poco.

P.S. Sono romanista,ma anche se vincesse la Roma non impazzirei poi cosi’ tanto…..