IL PAPA,LUI RENZI E ALTRE COSINE.

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Mi piace una cosa del ganzo Renzi e cioe’ quella della spregiudicatezza contro le lobby europee.
Difende l’onorato paese italiano dal gruppetto tedesco e alza la voce dicendo che noi,poveretti tra terremoto e profughi,dobbiam essere rispettati e pagare dazio meno.
Poi salta nei tour in giro nello stivale e ALT VOTATE SI …perche’ si cambia in meglio,si risparmia ,si va che e’ una meraviglia,si cacciano i vecchietti che vogliono scaldare ancora le poltrone ecc…
Insomma non ci si annoia e anzi,come ai bei tempi del Berlusconi,vi e’ ogni giorno pan da mordere per i cronisti.
Effetto Renzi qui,effetto Trump li,e intanto se si perde caro  Matteo si rischia una Brexit made in Italy se si andra’ a fare un referendum sponsor M5S per dirla in breve.
Poi si sa che l’italiano attende una retta decisione sul da farsi,ma purtroppo mancano i condottieri,quelli con la spada in mano a guidarci alla carica e dire che in fondo ci rappresenta.
Ma Salvini,detto da lui,il condottiero lo e’ gia’ ma solo per pochi.Il gran balzo intero nazionale non avverra’ perche’ siam campanilisti anche noi e il lumbard part time non ci inciucia(seppur abbia molti spunti interessanti…).
Quindi direte voi che accadra’?
Nulla vincera’ il NO, Renzi rimarra’ e poi elezioni piu’ in la giusto il tempo per rifare squadre e giocatori e ripresentarsi alle cabine per scegliere chi guidera’ questo paese strano.
Concludo con un pensiero per Francesco,si lui il Papa.
Caro Ciccio ma perche’ il perdono per chi provoca o ha l’aborto?
Ma perche’ no na tiratona di orecchie e un vaffanculo sentito ora pronobis?
Saluti alla prossima.

 

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IL SANTO RISCHIA,IL POLITICO NO.

Ho sentito alla radio che il Vaticano ha arrestato piu’ persone atte a trafugare segreti che preti pedofili.È  una notizia che mi lascia perplesso,o meglio,mi rende fastidio.
È  più  importante fermare l’orco camuffato da santo,o chi sgretola un muro una volta impenetrabile  come la Santa Sede?
La lotta di papa Francesco contro chi ruba notizie per venderle al mondo,è  giusta,sacrosanta.
Abbiamo visto  come ci siano i corvi pronti a volare in piazza San Pietro.
Ma vorrei vedere la mano risoluta contro chi abusa dell’innocenza di un fanciullo e va a messa,sull’altare a narrare la parabola del buon servitore.
Un po  come la politica che gioca a scopa con i tablet a Montecitorio,mentre si vota una legge importante o come quando ,i pianisti,votano al posto del compagno di banco assente.
Il buonismo non deve passare come un qualcosa che avviene poiche’ è  convenzione comune di farlo.
Il perdono,o il consenso delle parti,sia civili che religiose,sia costituzionali o di legge,deve essere punito.
Chi smuove questo consenso/assenso, rischia, e molto anche.
Francesco rispolvera una comune passione che era dei santi,il predicare in mezzo alla gente.
E per questo si espone,denunciandone conflitti di interessi e anomalie nei palazzi della santa sede.
In politica la denuncia avviene,da parte di pochi,ma non cambia nulla poiché  le leggi permettono di rimanere a contraffare un diritto sacro del popolo,quello di avere eletti democraticamente e leali compagni per  un futuro migliore .
La differenza tra il Papa  e il politico sta in questo.
Il primo rischia,il secondo no.

IL SACERDOTE E(FORSE) LA SUA BUGIA ….VATICANO A PARTE.

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Sconcertante?No nulla di che anzi…
Il teologo gay Charamsa,accusa la chiesa e il Vaticano di essere chiusi verso un dialogo globale,verso quella parte di persone che vengono messe al bando perche’ gay.
Lui,Charamsa,affiancato dal suo compagno,ripudia questa dottrina settaria,lontana dal pensiero di Cristo uomo aperto a tutti quanti.
Lui,Charamsa,abbandona l’abito e volera’ a Barcellona,cercando di rifarsi una vita,cosi’ come lui la voleva,senza imbattersi in colpe e tristezze per il suo doppio ruolo.
Caro Charamsa,quando hai preso il voto sapevi come era il pensiero dei tuoi superiori,della tua religione ,del tuo credo.
Sapevi che il gay era cosa “difficile da far capire” a quegli ometti vestiti come te.
Sapevi,ne sono certo,che anche senza compagno avresti avuto discussioni interne a te stesso e,forse,avresti rinunciato a esporti cosi’ tanto mediaticamente.
Credo invece,al contrario,che tu sia un furbetto,uno di quelli che,deluso dalla chiesa in senso generale,abbia abbandonato una barca dove eri dentro e,spinto dall’amore verso un uomo,hai colto la palla al balzo.
Troppo tempo ci hai messo a sancire una definizione logica che dovevi avere in testa sin da quando hai messo i piedi a Roma:o dentro o fuori.
Si e’ vero il mio discorso e’ strano,quasi razzista ma,sappi,che i conflitti interiori si pagano spesso con messe al bando,silenzi e pianti.
Quanti gay soffrono la loro drammaticita’ della loro esclusione sociale ma rimangono al loro posto,nei loro luoghi di lavoro e nelle loro case,afflitti senza compagno.
Quanti escono di strada,soli e vengono derisi,accusati di essere peste bubbonica e rimangono saldamente ancorati  a una logica personale,di dignita’ e orgoglio .
Tu non mi convinci,per i tempi e i modi della tua uscita,dell’enfasi mediatica che hai fatto nascere attorno a un amore che,se non ci fosse stato magari,non avrebbe scalfito la tua promessa.
Non e’ la chiesa che ti lascia andare via,con le sue dottrine(seppur sbagliate vero…),ma e’ la vita che ti chiama a nuovi ruoli,senza abito religioso e senza vangelo in mano.
Sarebbe stato piu’ semplice lasciarla anni addietro,senza se e senza ma.

IO STO CON FRANCESCO DA ROMA.

Questo Papa e’ scomodo.

Puo’ dire verita’ o essere fuori dal pensiero di molti cristiani.

Cosa strana,un padre che ripudia i figli degli appuntamenti stabiliti con la Madonna.

Parliamo dei veggenti di Medjugorie,delle parole avute in silenzio e nella mente da chi,da anni,vorrebbe confortarci con le parole della Madonna.

Papa Francesco avverte,duramente,che il cristiano per appuntamento e’ lontano da quello che segue il CRisto.e la sua storia.

Insomma padre Livio di Radio Maria,dovresti sentirti offeso,o almeno,messo da parte poiche’ tu fondi la tua politica via etere sui messaggi dei giovanotti a scadenza fissa.

E allora che gran casino,che divisione immensa tra chi crede a loro e chi,da anni,dice che sono solo quattro approfittatori del buon cristiano.

Un sermone duro di Francesco,un prendere le distanze da una filosofia religiosa di moda che oggi apre le porte a tutto,e a tutti.

Spirito libero,cattolico a 360 gradi,dove l’infiltrato mascalzone puo’ esserci sempre e dove oggi,alle parole di sua santita’,potrebbero aggiungersi altre storie che,in molti,prendono seriamente alla lettera.

Sara’ ma io credo che l’eletto che puo’ avere contatti con qualcuno di sacro,e’ storia di misero inganno e presa per un tornaconto personale.

Per questo io sto con Francesco da Roma.

NULLA DA RIDERE CARA LUCIANA.

“Non sarebbe il caso, cara Luciana –hanno
scritto sulla loro pagina Facebook –di aggiornare il
tuo manzoniano immaginario delle monache di vi-
ta contemplativa?”
Le clarisse del Duomo di Napoli,hanno ragione.
Perché  cara Luciana,l’esuberanza  vestita da monaca,prete,frate,non è  eccezione.
Anzi è  ciò  che vorremmo tutti,e  cioè  un rapportarsi di codeste figure alla normale attitudine di ogni essere umano,e quindi anche alla  loro ,cara Luciana,esuberanza a lasciarsi andare in facili entusiasmi a  godurie del momento come quello dell’incontro con il Papa.
Come dire,cara Luciana,che tu essendo diciamo comica,devi ridere sempre e non puoi mai piangere,pensare in negativo o essere goliardica verso gli altri.
Hai sbagliato a cadere nei facili atteggiamenti  moderni,e cioè  quelli di giudicare  le apparenze e non la sostanza.

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LE METAFORE DI FRANCESCO.

Papa Francesco  ci ha detto che la metafora di Adamo ed Eva è  servita nei secoli e che l’inferno non esiste.

Insomma mia nonna Giuseppina mi ha detto una bugia quando ero piccolino e io,quando sbagliavo facendo cattive azioni,temevo le calde fiamme degli inferi.

Poi Dante un po me lo fece amare diciamo,narrando si metafore ,addolcendo il timore di ogni cristiano.

In fondo sapevamo che un po esagerava il buon fiorentino e allora ci sentivamo meno responsabili di atroci peccati quotidiani.

Adesso come la mettiamo caro Bergoglio con la storia di Mosè, Noè  e il presepe con il bue e l’asilo? 

TARANTO,IL NATALE E POI CHISSA’ DOPO…..

Pochi giorni a Natale.

Taranto, stranamente, per le sue vie del centro si fa bella grazie alle luci di privati e dei commercianti.

Stranamente perche’ questa citta’ soffre di carenza di idee,o come vogliate vederla,stimoli per chi ci vive.

E allora l’albero in Piazza Maria Immacolata,grande,sembra la novita’ che arriva sulla faccia di un bambino,colto di sorpresa.

In passato,spesso,l’Italsider era il treno di lancio tra la citta’ stessa e gli addobbi,come voler dire a tutti che essa,l’Italsider,ricordava il suo peso su tutta la comunita’ e elargiva gioia e sorprese per tutti.

Allora oggi la luce nelle strade arreca gioia ma anche domanda.

Domanda sul futuro di una comunita’ che nei valori di inquinamento nelle ore di punta vede innalzarsi sempre piu’ il limite massimo.

Ma lo apprendiamo non dal comune,ma da un noto ambientalista di Peacelink,Alessandro Marescotti,che ci ricorda di non cadere nella trappola del “tutti buoni a Natale…”.

E gia’.

L’Ilva e i suoi scandali delle intercettazioni telefoniche,dei suoi morti che chiedono vendetta,ma anche delle leggi,molte,che hanno destabilizzato forse la lotta locale rendendola attualmente meno efficace nelle piazze.

A Bruxelles gli esposti alla Corte di Giustizia vengono distribuiti assieme alle denunce e ai filmati.

Si spera attualmente in questa soluzione,in mano allo straniero,come se in Italia,la legge salva ambiente e salva cittadini,fosse utopia e bestemmia.

Taranto e le luci di un Natale 2013 disperato nella gravita’ dell’emergenza lavoro,con le barche ferme giu’ a Taranto vecchia esauste di attese e rinvii per poter vendere cio’ che si pesca.

Il Natale del sud anche,un Natale dove il 49% della popolazione e’ povera e in cerca di luce per dire che il miracolo si e’ compiuto.

E poi il ritorno nella citta’ di molti tarantini lontano,che arrivando qui ritroveranno l’odore in riva allo Jonio ma anche molta trascuratezza nelle cose di ordinaria amministrazione.

Natale a Taranto,ma anche ovunque,con i bambini Siriani nel freddo e nella neve e le parole che il Papa Francesco ci dice sempre ma che sembra non raggiungere i vigliacchi come Assad…

Poi,infine,il mio Natale con la famiglia e un amico in meno.

Il Natale delle gioie e dei ricordi ma anche della volonta’ di capire,sempre,cio’ che avviene attorno a me,per essere cittadino di un mondo strano per molti versi.

NO CIBO,NO WAR?

Non serve a niente digiunare oggi per la Siria.

Mi sembra come quando Pannella digiuna e poi viene salvato dall’ambulanza sul filo di lana.

Li si salva,qui no.

Non ci sara’ l’ambulanza per la Siria e l’inutile sforzo fatto al G20 da quelle persone che si ritengono o giustizieri del mondo,oppure attendisti ad oltranza.

Il fallimento del G20 russo e’ la conferma che non c’e’ piu’ spazio di discussione logica.Tutto vira verso decisioni prese gia’ prima e inutili ammorbidimenti da elemosinare allo zio Sam Obama.

La decisione del papa Francesco di digiunare oggi,e’ certamente positiva sotto l’aspetto personale di chi lo fara’,ma inutile e senza frutti.

Forse sarebbe meglio se fossimo andati tutti sotto la sede dell’ONU,a pancia piena,e avessimo dimostrato tutto il nostro disappunto verso la battaglia americana in una terra,la Siria,che vedra’ ancora il suo rais governare anche dopo che avranno messo a tacere le sue armi.

Ma il rischio e’ enorme,si sa.

La consapevolezza di molti paesi(Italia,Francia,Germania…),ha aperto uno spazio al via dell’Onu,ma ha messo in evidenza come Obama dei membri europei poca cosa importi.

Con GB,Francia o da soli,bisogna agire,per una questione morale.

Gia’ la moralita’ americana sappiamo bene cosa sia,dal dopo 11 settembre.

Sarebbe meglio parlare di giustizia terrena in nome di probabili indizi avuti.

In questo caso,la condanna unanime del mondo ai 1600 cadaveri avvelenati da qualcuno,e’ stata unita.

Ma il giustizionalismo americano e’ messo ancora una volta in discussione.

Qui,insomma,o ha ragione Obama(e noi siamo dei polli cacasotto…),oppure sotto c’e’ altro.

Ma in quell’altro,e nelle varie teorie che girano in rete,sara’ la storia a dircelo.

Come lo fu per l’attacco alle torri che regalarono un dubbio tutt’ora esistente su Bush e i suoi amici di merenda,potrebbe accadere la stessa cosa con Obama.

Se la SIria dovesse rivelarsi la scusa per invadere una zona del mondo per fini diciamo personali,allora saremmo stati ingannati ancora una volta da un moralismo falso che attecchisce su di noi come le piu’ grandi menzogne.

Una cosa e’ certa:la settimana prossima sara’ un momento cruciale per il mondo,e anche per noi alle prese con il psiconano…

NO+WAR+ON+SYRIA

IL PAPA,LA LETTERA E QUELLE BRACCIA APERTE…..

Nella lettera di Papa Francesco a Putin(qui il il link http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#1) c’e’ l’economia e la Siria.

Una supplica per una eguaglianza mondiale nel rispetto delle regole che possano creare una finanza uguale per tutti e una ricerca di dignita’ e assistenza per ogni persona sulla terra.

Non una finanza che si basi solo sulla logica del profitto per pochi,ma una finanza che sia volano per creare lavoro e offrire assistenza sanitaria per tutti.

La lettera a Putin e’ una speranza,posta nelle mani dei leader del g20,ma che spesso ha tradito in passato idee e motivi per cambiamenti.

L’economia globale ha creato disparita’ certo,e nello stesso modo ha messo in evidenza le lobby che circolano in Europa.

Lobby che spesso hanno dimenticato un’esigenza e una richiesta dell’intero mondo:dignita’ per ogni essere umano e risorse da spendere in funzione di una stabilita’ economica per tutti quanti.

La lettera poi scivola sulla Siria,e sull’auspicata volonta’ del pontefice di trovare una soluzione pacifica al problema interno al paese.

Se l’america dice di avere le prove del massacro,dall’altra parte ancora in mano non c’e’ nulla di concreto.

Ipotesi avvalorano anche piste di ribelli,i quali avrebbero potuto anche essere loro gli autori del massacro nei sobborghi di Damasco.

Fatto sta’ che la macchina da guerra e’ in moto,e con essa le preoccupazioni di un mondo intero che vede non solo alla Siria il campo di tragedie imminenti.

Israele,Iran sono li,unite da un filo di odio che aspetta solo il momento per essere consumato bellicamente.

La settimana che verra’ sara’ quella anche del congresso americano,quel congresso che si dovra’ mettere una mano sul petto e decidere se,dopo Libia,Afghanistan anche la Siria andra’ nello scacchiere delle terre conquistate.

Sara’ ma la lettera di Papa Francesco mi fa venire in mente quando,sotto i bombardamenti americani,papa PIO xII benedi’ sul piazzale di Verano le vittime colpite dalle bombe.

Spero solo di non rivedere un papa con le mani allargate a benedirci….

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IL “POVERELLO” ARGENTINO.

Quando la macchina di Papa Bergoglio e’ rimasta chiusa nel traffico della Getulo Vargas di Rio,ho detto tra me:la mia e’ migliore e piu’ sicura.

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Insomma la mia Nissan ALmera Tino,avra’ i suoi anni certamente,ma e’ senza ombra di dubbio piu’massiccia delle mingherline automobili  made in Italia offerte per questo viaggio

Se la folla avesse voluto sollevarla e farla girare su se stessa,ci avrebbe messo un minutino scarso.

Essere un uomo comune  come noi mortali, e’ un rischio a volte.

E deve averlo saputo bene il capo scorta del papa,Domenico Giani,il quale tra errori della polizia brasiliana e mancanza di informazione varia,ha elevato il livello di protezione al suo amato Francesco.

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Comune mortale con mezzi economici alla portata di tutti.

Facile  capire che la mossa di Papa Francesco e’ una mossa sentita col cuore senza motivi tattici studiati a tavolino.

Basti pensare che papa Francesco prima del “tutti fuori”,andava in bus tra le vie di Roma.

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Insomma siamo passati dagli sfarzi di Ratzinger,all’umilta’ di Francesco,come il poverello di Assisi.

Avvicinera’ tutto questo il cattolico in crisi?

Avra’ ripercussioni sulla gente che anche nella fede cristiana dei suoi preti, vede una casta mascherata da croci e abiti di cerimonia?

Una sfida,difficile,ma che oggi come oggi e’ importante per capire se c’e’ ancora margine per avere un successore di Pietro pronto a guidarci,confortarci e essere anche di esempio per noi.

La teologia di Ratzinger fredda e calcolata,l’esuberanza di Wojitila,sono lontane.

Avere un paragone con il buon e bello Karol forse per papa Francesco e’ piu’ facile,vista anche la sua esuberanza latina a essere partecipe con l’altro.

Andare incontro alla gente e non il contrario.

Anche per questo,l’altro giorno,gli uomini della sicurezza hanno avuto paura.

Meglio un papa altezzoso,che un poverello come quello di Assisi….?

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