IL BALZO VERDE.

Il salto bisogna farlo.

Lo dico da tempo che la questione ambientalista e’ arrivata a un punto tale che bisogna passare dall’altra parte della sponda per urlare in faccia  cio’ che si e’ fatto nelle piazze.

Lo dico da tempo che fino a ora le manifestazioni nelle strade e i vari comizi,hanno portato un salto di qualita’ nella sensibilita’ della gente,nell’approfondimento della questione salute\ ambiente.

Adesso piu’ che mai sarebbe giusto andare sui banchi che contano,esporsi e combattere nei palazzi delle decisioni.

E’ un dato di fatto che vediamo ogni giorno.

Prendi il M5S,pieno di ideologia a tutela del povero cittadino.

Che ha fatto?

Si e’ esposto,in parte,andando nel terreno che quotidianamente combatte,cercando di smascherarlo e metterlo alle strette da un controllo live giornaliero.

Noi cittadini,mai e poi mai,avremmo pensato di assistere a scontri in diretta streeming,a sedute del Parlamento avvincenti e realistiche.

Oggi,vorrei,vorremmo forse,che la questione ambiente a Taranto fosse rappresentata sui banchi.

Lo scontro deve avvalersi di attori tarantini,locali pronti a dire in faccia ai poteri nostrani o europei,cio’ che pensa Taranto.

Con una rappresentanza ambientalista avremmo la capacita’ e la sensazione di esserci,di avere il peso della presenza e non solo attori inermi a subire sentenze pro Riva  ecc..

Credo,con tutta sincerita’,che adesso serva questo balzo,in avanti.

La piazza serve,ma anche esserci nei palazzi delle decisioni.

TARANTO CHIAMA BRUXELLES.

La vicenda degli arresti nel filone Ilva,apre sconvolgenti ipotesi circa la politica locale e l’azienda genovese.

L’ex presidente della provincia Florido,secondo le accuse,avrebbe aperto un canale privilegiato con l’azienda,intermediario Archina’,e avrebbe concesso permessi circa la discarica all’interno dell’Ilva stessa.

Un permesso che doveva a tutti costi essere dato per far risparmiare soldi all’Ilva e evitare la ricerca di un’altra ubicazione per i rifiuti speciali.

Lo scandalo ha aperto tematiche di giudizio all’interno della societa’ tarantina.

Giudizi spesso negativi su uomini e partiti,su sciacalli pronti a colpire la citta’ dei due mari gia’ martoriata dai veleni e dall’annose questioni sociali.

Adesso che la “longa manus” dell’azienda e’ provata sulla politica e sui politici,un giudizio su come affrontare la lotta per i diritti ambientali deve essere  dato.

Se il gip Todisco dalla sua ha pienamente fatto il suo dovere,anche se deleggittimata da sentenze della Corte Costituzionale che ha di fatto azzerato decisioni del tribunale locale tarantino,la vera questione in ballo e’:chi adesso seguira’ le sorti degli ambientalisti e di chi,e sono in molti,vorrebbe giustizia piena nel rispetto dell’ambiente e anche del diritto al lavoro?

Bruxelles sembrerebbe una tappa da seguire e nei giorni scorsi due ambientalisti Fabio Matacchiera e Alessandro Marescotti,dinanzi al Parlamento europeo hanno portato la questione Ilva e ambiente sui tavoli dei parlamentari(http://www.inchiostroverde.it/news/conferenze-e-udienze-di-peacelink-e-fondo-antidiossina-a-bruxelles.html).

Sappiamo benissimo che la politica e i politici,un po’ per non esporsi e un po’ per mancanza di forza e valenza a livello nazionale,mancano di iniziative e lasciano a attori diversi la discussione su questo tema importantissimo per la citta’ di Taranto.

La battaglia dei diritti,anche di chi ci lavora come operaio dentro,deve avere risonanza anche fuori dalla citta’,e Bruxelles e’ una tappa molto determinante per il futuro della citta’.

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